Il North Carolina vota contro le nozze gay

Gli elettori del North Carolina hanno approvato (61%-39%) un emendamento costituzionale che vieta il matrimonio gay nello stato. Nonostante la grandissima pressione della ricca lobby omosessualista -la grande ricattatrice morale dei tempi moderni che elimina violentemente ogni critico etichettandolo come “omofobo nazista”-, sono soltanto sei gli stati americani che hanno modificato il concetto antropologico di “famiglia”, aprendo al matrimonio omosessuale.

Il presidente americano Barack Obama, ancora oggi in Italia (sempre meno in America) elogiato da diversi cattolici si è detto “deluso” dal voto e ha affermato di essere a favore del matrimonio omosessuale (per molti è un autogol in vista delle imminenti elezioni politiche). Ha apprezzato pubblicamente Planned Parenthood, l’ente abortista più grande del mondo fondato dalla nota sostenitrice dell’eugenetica Margaret Sanger, e ha imposto ad ospedali, parrocchie e associazioni caritatevoli cattoliche l’obbligo di fornire ai propri dipendenti una gamma di servizi sanitari che comprendono aborto, sterilizzazione e contraccezione.

Intanto si è scoperto che la lobby omosessuale ha pagato centinaia di migliaia di dollari a politici contrari alle nozze gay nello stato di New York, perché votassero a favore. Questi voti sono poi risultati essere decisivi per la legalizzazione avvenuta nel febbraio scorso.

Dal Regno Unito arriva la notizia che una petizione lanciata in difesa del matrimonio naturale, ha superato il mezzo milione di firme. Attraverso questa iniziativa si vuole invitare il partito al governo a mantenere la definizione di matrimonio secondo il suo significato antropologico ed etimologico. Come è già stato spiegato, infatti, il termine “matrimonio” è radicalmente legato alla procreazione, deriva dal latino matris munia, cioè doveri della madre e non può che contemplare la relazione tra l’ordine delle diverse generazioni, cioè il rapporto tra genitori e figli, ovvero tra coloro che generano e coloro che sono generati.

Un sondaggio effettuato da ComRes ha rilevato che 7 britannici su 10 ritengono che il matrimonio debba continuare ad essere definito come una unione permanente tra un uomo e una donna, e più di 8 su 10 ritengono che i bambini abbiano migliori possibilità nella vita se vengono allevati dai genitori biologici. Il partito del premier Cameron potrebbe perdere fino a 1,1 milioni di voti a livello nazionale se verrà modificato il concetto di matrimonio. Il 75% dei suoi elettori sono in disaccordo con la sua posizione sulle nozze gay. David Cameron sarebbe pronto a fare marcia indietro sull’apertura alle nozze gay.

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