La FAO smentisce radicali e neomalthusiani: «nel 2050 ci saranno cibo e risorse per tutti»

La forza di chi ritiene lecito uccidere esseri umani al primo stadio di vita, cioè gli abortisti, è così potente perché a loro si sono uniti nel tempo gli ecologisti o, meglio, gli eco-catastofristi. Quelli che sostengono la bomba demografica, in poche parole, cioè che l’uomo sia il cancro del pianeta e che sterilizzazione, contraccezione e aborto siano indispensabili per controllare l’aumento demografico.

In Italia negli anni ’70 era attivo il Club di Roma, associazione che si ispirava a Thomas Malthus, specializzata a diffondere notizie allarmanti sulla popolazione mondiale, prevedendo catastrofi e distruzioni a causa di un presunto eccesso di popolazione. Il fondatore, Aurelio Peccei, riteneva che medicina ed igiene sono mezzi buoni ma usati per fini cattivi, favoriscono cioè la “proliferazione cancerosa” di uomini che continuano a «vivere sul pianeta come vermi sulla carogna» (da “Cento pagine per l’avvenire”, Mondadori, 1981). Pensate che questi fondamentalisti non siano legati al Partito Radicale? Ovviamente vi sbagliate, inutile dire che Peccei è il padre spirituale di Marco Pannella, come spiega bene questo sito web concentrato sull’argomento. Oltre ai radicali, un altro noto neo-malthusiano  in Italia è Giovanni Sartori, di cui abbiamo già parlato. L’aborto sarebbe quindi giustificato come contrasto alla natalità e alla fantomatica “bomba demografica”, un argomento pericoloso che ci ha spinto a dedicare ad esso uno dei nostri dossier.

In questi giorni comunque, agli aborto-ecologisti radicali sono arrivate addosso come uno treno le dichiarazioni del direttore generale della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, José Graziano da Silva. Durante un convegno a Ginevra con i rappresentanti delle aziende private, governi, scienziati e ONG per discutere se saremo in grado di sfamare la popolazione nel 2050, ha infatti dichiarato: «Ci sono risorse per assicurare cibo per tutti, ora e anche per altri quattro decenni». I problemi della mancanza di cibo nel mondo derivano non dalla sovrappopolazione, ma dal fatto che «si perde o si spreca un terzo del cibo prodotto ogni anni, cioè circa 1.300 milioni di tonnellate», come ha stabilito uno studio della FAO e dell’Istituto Svedese per le biotecnologie alimentari. Nei Paesi in via di sviluppo il ​​40% delle perdite avviene dopo la raccolta, lavorazione, trasporto e stoccaggio. L’obiettivo dunque è quello di «studiare come garantire la sicurezza alimentare», non c’è nemmeno bisogno di aumentare oltre il 60% la produzione alimentare. Dato confermato dal ministro nigeriano, che ha aggiunto: «se riduciamo le perdite del 25%, ci sarebbe cibo in più per oltre 500 milioni di persone all’anno, senza alcun bisogno di aumentare la produzione».

Radicali e fanta-ecologisti vari possono stare tranquilli: non esiste nessuna bomba demografica, nessuna necessità di contrastare la natalità, se migliorano le politiche sociali ci sono risorse e cibo per tutti. Marco Pannella lo sa bene, la sua bilancia in bagno può confermare.

Luca Pavani

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33 commenti a La FAO smentisce radicali e neomalthusiani: «nel 2050 ci saranno cibo e risorse per tutti»

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  1. EquesFidus ha detto

    E’ da 200 anni che non fanno altro che ripeterci che siamo in tanti, che le risorse non basteranno, che non è possibile l’aumento demografico e l’ecosostenibilità ecc…
    Quando la popolazione del mondo superò il miliardo costoro si stracciarono le vesti e predirono una Apocalisse con gente che moriva di fame e sete nelle strade eppure oggi, con oltre 7 miliardi di persone, ancora questo scenario non si è avverato.
    Inoltre, sappiano lor signori che è stato dimostrato che il miglior metodo di pianificazione famigliare (che non è il “controllo delle nascite”, bensì indica una progettualità ed uno sforzo da parte della coppia) è l’educazione, come quella cristiana, non il preservativo o l’aborto.

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  2. Marco Comandè ha detto

    Curiosa presa di posizione sul preservativo. Le cifre del consumo sono semplici quanto schiette: il 70-80% di utilizzo in Occidente, il 60% o meno nel resto del mondo. L’abuso di potere da parte dell’Occidente, cioè l’imporre il preservativo in Oriente/Sud del mondo, finirebbe per ridurre gli altri… come ci siamo ridotti noi (poveri ricchi che siamo…). Al contrario, è corretto indicare come una delle cause predominanti del collasso ambientale il consumismo occidentale. L’aumento del benessere induce a una maggiore presa di coscienza di sè e quindi a un uso del preservativo più responsabile. Il problema è trovare una via del benessere alternativa a quella del capitalismo delle big oil: passare dalla seconda alla terza rivoluzione industriale, per intenderci.

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  3. Luca S. ha detto

    Radicali e catastrofisti dicono stupidaggini, ma la sovrappopolazione è in se un grave problema per molti paesi del mondo. Io personalmente continuo a preferire l’idea di avere un giardino e, intorno a me, spazio e aria a volontà. In Bangladesh, per fare un esempio, arrivati a 1100 abitanti kmq, questa semplice preferenza è oggi materialmente possibile (anche avendo cibo a sufficienza).
    In definitiva, non è solo una questione di cibo, ma di spazio e aria. Si tratta di preferenze personali per le quali non c’entrano ateismo o religione.

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    • Salvatore ha detto in risposta a Luca S.
      • Luca S. ha detto in risposta a Salvatore

        In quelle “risposte” si legge, per esempio, “se l’intera popolazione del mondo fosse messa nello stato dell’Alaska”. E perché? Io sto dicendo che oggi (non in un’ipotesi), in Bangladesh (non altrove), ci sono 1.100 abitanti per chilometro quadro e non fanno che aumentare.
        Non è solo un problema del terzo mondo. In provincia di Napoli (ossia, Europa), ci sono ora 2.600 abitanti per chilometro quadro, suddivisi in città-dormitorio, e manca lo spazio persino per mettere una discarica (figurarsi per fare aree verdi).
        Si tratta, certo, di preferenze personali, ma credo che vivere avendo a disposizione giardini, parchi, paesaggi, vigneti, spazio, non sia una questione di “cibo”.

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  4. Cristina Ursu ha detto

    L’unico comandamento che sia mai stato compiutamente adempiuto, abbondantemente adempiuto (esiste anche il concetto di troppa grazia S. Antonio) storicamente e’ stato il comandamento biblico espresso nella Genesi con la frase del creatore crescete e moltiplicatevi. Secondo me dovremmo indire grandi festeggiamenti anzi un anno di Giubileo apposito, con tanto di Te Deum di ringraziamento ogni domenica in Chiesa durante la S. Messa.
    Dopodiche’ biffato questo comandamento con una grande V dovremmo pensare agli altri comandamenti assolutamente poco ubbiditi, e specialmente ad amarci l’un l’altro. E se davvero vogliamo lottare contro l’aborto dovremmo accettare la contraccezione laddove poverta’ e sovrappopolazione sono causa di corruzione morale infinita come in Africa.
    Pace a voi tutti.

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    • mariasole ha detto in risposta a Cristina Ursu

      Qualsiasi africano sa che è il contrario: è la corruzione dei loro governi ad accettare la necrofilia dell’occidente, laddove il figlio è una ricchezza e non causa di povertà, anche perché finché la mortalità infantile sarà così alta nessun programma di “ecologia umana” potrà convincere questi popoli a fare meno figli. L’equilibrio è avvenuto e avverrà una volta raggiunta una sopravvivenza umana degna di questo nome. Invece proprio il condom ha diffuso Aids e morte nel mondo perché il virus è più piccolo del lattice.. per non parlare delle sterilizzazione forzate. Vogliono togliere l’unica ricchezza che questi popoli hanno: i figli PERCHE SE CONTINUANO A CRESCERE NON LI POTRANNO PIU’ TENERE SOTTOMESSI.

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      • alessandro pendesini ha detto in risposta a mariasole

        ….“il condom ha diffuso Aids e morte nel mondo perché il virus è più piccolo del lattice”…..
        @Mariasole:
        Questa sua affermazione mi lascia molto perplesso ! Chi sarebbe l’organismo scientifico o universitario che abbia detto, o confermato, cio’ che ha scritto?
        Grazie per la risposta.

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        • Salvatore ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Non è una affermazione corretto, tuttavia sappiamo che esiste la componente della compensazione di rischio, ovvero più preservativi e maggiori comportamenti a rischio. Il problema dell’Aids si risolve cambiando comportamenti non distribuendo pezzi di plastica.

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        • mariasole ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Una caratteristica dei virus è proprio la loro dimensione incredibilmente ridotta. Al microscopio elettronico si è potuto costatare che ii virus Hiv è una pallina del diametro di appena 100 nm (nanometri), cioè 0,1 micron (1 micron = 0,001 mm e 1 nanometro è un miliardesimo di metro). Ciò significa che il diametro della parte più grossa dello spermatozoo, la testa, che è di 3 micron, è trenta volte più grande dello Hiv (3). Il che è come dire che, se lo spermatozoo ce la fa a oltrepassare la parete del preservativo, il transito è trenta volte più comodo per il virus. «Sì, però… i preservativi, non vengono testati?». Certo; e in Olanda si continua a pensare — ci credono pure il govemo e la Commissione Nazionale Aids — che si possa star sicuri di come vengono controllati prima di essere messi in vendita. Che siano impermeabili — si dice — basterebbe a dimostrarlo il fatto che non lasciano passare nemmeno una molecola d’acqua: «Figuriamoci se passa uno Hiv!».
          Ma siamo proprio tanto sicuri che i preservativi non presentino pori abbastanza larghi (più di un 0,1 micron) da lasciar passare lo Hiv, e allo stesso tempo abbastanza piccoli da sfuggire al controllo dei test? Per rispondere a questa domanda la bibliografia medica ci aiuta poco. Dobbiamo rivolgerci ai manuali e alle nviste dell’industria della gomma.
          La permeabilità dei preservativi viene valutata con il cosiddetto «test di permeabilità», noto con la sigla Astm D 3492-89. Questo test è basato sullo standard originale Astm, consistente nella percezione visiva di perdite (gocce d’acqua) su un preservativo appeso e riempito con 300 ml di acqua; altro elemento del test è il metodo, usato dalla Fda, di far rototare il preservativo su carta, in modo da scoprire più facilmente gocce d’acqua fuoriuscite. Se più dello 0,4% (4 per mille) della partita di preservativi esaminata mostra delle perdite, si scarta tutta la partita. È noto l’esito di un esperimento che fu fatto per scoprire se fosse possibile che, nonostante questa prova, piccole perdite passassero inosservate. Furono aperti, con l’aiuto di un microscopio elettronico, dei forellini di 1 micron in preservativi nuovi, di marche diverse, che avevano già superato il test (4). Di questi preservativi, con forellini dieci voile più grandi dello Hiv, il 90% (!) superò un secondo test, cioè non mostrò alcuna perdita di acqua.
          In un altro esperimento vennero introdotte, in preservativi che avevano superato il test di permeabilità, microsfere fluorescenti di polistirene del diametro di 0,1 micron, cioè dello stesso diametro dello Hiv (5). Una volta riempiti, questi preservativi vennero esposti a variazioni fisiologiche di pressione, analoghe a quelle che si verificano durante un coito; dopodiché vennero contate le microsfere fuoriuscite. Risultò che un terzo di questi preservativi, pur testati e approvati, mostrava perdite di liquido di un volume tra gli 0,4 e gli 1,6 nanolitri. Si noti che la quantità di liquido minima percepibile a occhio nudo è di 1 microlitro (1 milionesimo di litro, pari a 1000 nanolitri). Il che è come dire che, se questo microlitro di liquido fosse di sperma di un uomo infetto da Hiv, ben centomila particelle di virus sfuggirebbero alla nostra osservazione. E questa è proprio la quantità media di particelle di virus che presenta per microlitro lo sperma infetto. Supponiamo che un coito duri in media 2 minuti, con un preservativo che perde 1 nanolitro per secondo. Il calcolo (1/1000 x 100.000 x 120) ci dà un prodotto pari a 12.000 virus che attaccano il partner, quando uno solo basta a infettarlo. Se, per ipotesi, un coito durasse 30 minuti arriveremmo a (15 x 12.000 =) 180.000 particelle.
          L’apertura minima percepibile con il test di permeabilità è tra i 10 e i 12 micron, quindi cento volte piü grande del virus Hiv. Oltre al test di permeabilità ne esiste un altro, anch’esso di uso frequente: è un test elettrico, basato sulle capacità isolanti della gomma. Un preservativo viene infilato su una forma di metallo. Se gli viene avvicinato un elettrodo, dovrebbe passare corrente elettrica per quei punti in cui il preservativo presenta dei fori. Ma soltanto se ci sono aperture di una certa grandezza la resistenza non impedisce che si formi questa corrente; il che è escluso nel caso dei micropori. Anche questo test non è abbastanza sensibile e non serve quindi a rintracciare fori piccolissimi.

          ..L’integrità strutturale del materiale di latice dipende dalla formazione di una pellicola di particelle di gomma saldate fra loro. Il materiale deve soddisfare a requisiti severissimi, se si vuole che formi una barriera per i virus, che sono incredibilmente piccoli. È possibile che talora la saldatura delle particelle di gomma sia impedita dalla presenza di sostanze idrosolubili, dando luogo, dope la lisciviatura, a strutture capillari. Per quanto l’intenzione dei produttori sia che queste strutture capillari dopo l’asciugatura della pehhicola si saldino tra loro, l’osservazione al microscopio elettronico dimostra che di fatto la pellicola continua a presentare, alla fine del processo, una grande quantità di pori.
          Descrivendo questa ricerca in un articolo nella rivista specializzata Rubber World del 1993 (6), C.M. Roland, Capo della sezione «Proprietà dei polimeri» del Naval Research Laboratory di Washington, scrive: «Sulla superficie del preservativo la struttura onginale appare al microscopio come un insieme di crateri e pori. I crateri hanno un diametro di circa 15 micron e sono profondi 30 micron. Più importante per la trasmissione dei virus è la scoperta di canali del diametro medio di 5 micron, che trapassano la parete da parte a parte. Ciò significa un collegamento diretto tra l’interno e l’esterno del preservativo attraverso un condotto grande 50 voile il virus».
          Questa scoperta portö Roland a scrivere una lettera allo Washington Post (7), nella quale raccomandava, come profilassi contro lo Hiv, di usare due preservatiVi, l’uno sopra l’altro.

          ..L’applicazione del test di permeabilità ai preservativi si fonda sulla supposizione erronea che preservativi che non lasciano passare l’acqua — per lo meno non in quantità visibili — impediranno anche il passaggio dello Hiv, dal momento che le molecole d’acqua sono più piccole del virus.
          Il test di permeabilità, come lo si applica attualmente, riesce a rintracciare soltanto quelle perdite e rotture che sono così grandi che l’acqua fuoriuscitane è visibile a occhio nudo. A quanto pare l’hanno già capito i Centers for Disease Control (Cdc) americani, che hanno commissionato all’Università di Atlanta lo studio di un nuovo test per i preservativi. I canaletti individuati nelle pareti di preservativi e guanti di gomma sono vasi capillari; e nel passaggio di liquidi nei vasi capillari non agisce solo la pressione idrostatica, ma anche la tensione superficiale. Se si usano mezzi che riducono questa tensione superficiale, la permeabilità non farà che aumentare. È quello che succede quando i preservativi vengono bagnati con lubrificanti e spermicidi, che spesso sono composti di oli e grassi. Ecco perché alcuni produttori di preservativi raccomandano di usare per questo trattamento solo prodotti a base di acqua. Si sente talora obiettare che il virus Hiv non circola libero nello sperma ma si trattiene nei globuli bianchi (cellule «helper» Cd4); tutto dipenderebbe allora dalla risposta alla questione se queste cellule o linfociti, che sono piü grandi del virus, possano o no oltrepassare la parete del preservativo. La risposta è duplice. In primo luogo è vero che i virus contenuti nello sperma si trovano per lo più, come avviene pure nel sangue, rinchiusi in questi linfociti e non negli spermatozoi; ma solo per un tempo limitato. A un certo momento, infatti, le cellule ospitanti scoppiano e i virus si diffondono nel liquido seminale. In secondo luogo le cellule helper Cd4 sono fatte in modo tale da poter raggiungere qualsiasi punto del corpo, come i globuli rossi. Il loro diametro varia da 5 a 20 micron e possono quindi essere più grandi del diametro dei canaletti individuati in preservativi e guanti. Ma sono deformabili e possono passare pertanto attraverso le ramificazioni più sottili del sistema circolatorio, cioè vasi di diametro tra i 5 e i 10 micron; tali condizioni possono benissimo verificarsi pure nei preservativi.
          Sara bene tener presente che tutte queste ricerche sono state eseguite su guanti e preservativi di recente fabbricazione, senza tener conto dello scadimento di qualità che sopravviene col passare del tempo. Per esempio la possibilità di lacerazioni aumenta dal 3,6% per i preservativi nuovi al 18,6% per i preservativi che hanno già un po’ di anni (8), e aumenta pure in ragione dell’aumento della temperatura ambientale; sbaglia pertanto chi pensa di combattere l’Aids in Africa stimolando l’uso del preservativo, dato che in molti Paesi di questo continente funestato dall’epidemia il clima è molto caldo.

          ..la probabilità di infezione del 30% che risulta da questa ricerca (…)
          «La pratica dimostra che c’è un grande bisogno di un mezzo che prevenga tanto lo Hiv quanto la gravidanza. Purtroppo la gente non si è ancora resa ben conto che questo mezzo non può essere il preservativo».

          http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=1609

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  5. Carlo ha detto

    Il problema non è solo una questione di cibo. Ma ci sono anche altri problemi…acqua,energia,inquinamento ecc ecc ecc.

    Nel mondo oggi ci sono circa 7 miliardi di persone. Se ogni persona pretendesse un livello di vita come quello di un occidentale, semplicemente non ci sarebbero risorse per tutti.

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  6. lorenzo ha detto

    Se la densità della popolazione mondiale fosse oggi come quella della Campania o della Lombardia saremmo, miliardo più miliardo meno, quasi 60 (sessanta) miliardi di persone.
    Un mio amico diceva: “Preso atto che il 20% della popolazione mondiale dispone, gestisce e fagocita l’80% delle risorse, la cosa più logica è eliminare quel 20% troppo vorace, non limitare la crescita dell’altro 80%.”

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  7. Luca S. ha detto

    A proposito della FAO, citata nell’articolo, segnalo anche questo studio sull’aquacoltura delle carpe per mezzo dei liquami (http://www.fao.org/docrep/X5744E/x5744e0t.htm#appendix%20d%20%20%20silver%20carp%20culture%20in%20sewage%20ponds). E’ una importante soluzione per incrementare la produzione di proteine e soddisfare bisogni alimentari primari, visto che le carpe hanno una notevole efficienza energetica. Nell’area municipale di Calcutta, l’alimentazione tramite gli scarichi di fogna è già molto avanzata.
    A qualcuno piacciono questi splendidi animali?

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    • EquesFidus ha detto in risposta a Luca S.

      A me, sono dei pesci piuttosto belli e pacifici. 🙂

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      • Luca S. ha detto in risposta a EquesFidus

        🙂 Sì, ma ne serviresti a tavola una allevata nel gabinetto del tuo vicino di casa?

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        • Andrea ha detto in risposta a Luca S.

          Fosse buona perché no?

          Le carpe koi mi piacciono un sacco anche da vedere, anche se richiedono molto spazio, ma sono meravigliose.

          Che ci siano Paesi sovrappopolati comunque è vero, ma la soluzione non passa certamente attraverso aborto e contraccezione, bensì attraverso un’implementazione nelle tecniche agricole ed un ritorno alla supremazia del “primario” e del “secondario” sulla speculazione finanziaria!

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          • Luca S. ha detto in risposta a Andrea

            Sono d’accordo con te, bisognerebbe dire a voce alta che l’aborto e la contraccezione sono false soluzioni (la prima, pure criminale). Ma non negare che il problema esista.

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          • edoardo ha detto in risposta a Andrea

            Sono completamente d’accordo con te da “implementazione delle…” fino in fondo.
            Senza andare tanto lontano, nelle aree rurali del Centr’Italia tirrenico (Maremma e Tuscia), il boom economico degli anni 70-80 è stato disastroso, ha scardinato un mondo, ha sconvolto equilibri sociali, ha sradicato due generazioni.
            Per fortuna è morto e seppellito, e la gente sta gradualmente tornando a vivere una vita legata al proprio territorio.

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        • lorenzo ha detto in risposta a Luca S.

          Conosci l’agricoltura biologica?

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  8. Marco Comandè ha detto

    La storia della demografia è quella della densità, non quella dei valori assoluti. Non sette miliardi di abitanti, ma centinaia di metropoli-megalopoli-baraccopoli. Un aumento della popolazione richiede un aumento della produzione che solo una società capitalistica può attualmente garantire, ma per paradosso è quella stessa società a indurre a un consumismo che depaupera. Se invece osserviamo un aspetto diverso, quello della città come luogo tremendamente denso, allora constatiamo che la cooperazione, l’azione collettiva di lavoratori, cittadini, associazioni, imprese, istituzioni pubbliche, permettono un sensibile calo del consumo procapite. Il problema è accettare la tecnologia, cioè l’innovazione. Purtroppo chi detiene il potere urbano appartiene alla classe di dirigenti che si è formata con la logica del capitalismo che risolve senza rimediare, piuttosto che con la logica della società urbana mutualmente cooperativa. Si percepisce la differenza? Una classe dirigente tesa al conservatorismo, non ha la forza di volontà per spingere all’innovazione che, sola, può risolvere il problema della sovrappopolazione. In questo discorso, naturalmente, è implicito che prima o poi la densità demografica non aumenterà più (leggasi: si al preservativo).

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    • Marco Comandè ha detto in risposta a Marco Comandè

      Vedo che il mio intervento non è gradito. Eppure io non faccio altro che ribadire con Darwin la lotta alla povertà e ai mali del passato.
      “L’avanzamento del benessere del genere umano è il problema più complesso: tutti coloro che non possono evitare la povertà per i propri figli dovrebbero evitare il matrimonio; infatti la povertà non solo è un gran male, ma tende al proprio incremento portando alla sconsideratezza nel matrimonio. D’altra parte, Galton ha osservato che, se il prudente evita il matrimonio, mentre l’incauto si sposa, i membri inferiori tendono a soppiantare i membri migliori della società. L’uomo, come ogni altro animale, senza dubbio è avanzato alla sua attuale condizione elevata attraverso una lotta per l’esistenza dovuta al suo rapido incremento; se deve progredire ancora di più, è da temere che debba essere soggetto a una dura battaglia. Diversamente, affonderebbe nell’indolenza, e i più dotati non avrebbero più successo nella lotta per la vita dei meno dotati. Per cui il nostro naturale tasso di incremento, sebbene conduca a molti danni ovvi, non deve essere troppo diminuito in alcun modo. Dovrebbe essere aperta la competizione per tutti gli uomini; e con leggi e costumi non si dovrebbe impedire ai più capaci di riuscire meglio, e di allevare il maggior numero di figli.
      Per quanto importante la lotta per l’esistenza sia stata e tuttora sia, tuttavia per quanto riguarda lo sviluppo delle qualità più elevate della natura umana vi sono stati altri fattori più importanti. Infatti le qualità morali sono progredite, sia direttamente che indirettamente, molto di più per effetto dell’abitudine, delle facoltà raziocinanti, dell’istruzione, della religione, ecc. che per la selezione naturale; sebbene a quest’ultima si possano sicuramente attribuire gli istinti sociali, che hanno costituito la base per lo sviluppo del senso morale.”
      Charles Darwin, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale

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  9. ziomaul ha detto

    Il problema sono i soldi! La gente muore di fame perchè non può comperare il cibo e non per la scarsità!
    La produzione di cibo può migliorare ma richiede più spesa e quindi costerebbe di più. Stessa cosa trasporto, conservazione, ecc..
    Allora la si regala? Questo comporta che qualcuno la paghi! Quindi averrebbe un maggior sfruttamento delle risorse in quanto si dovrebbe aumentare il lavoro di chi paga e quindi al collasso del sistema!

    Ciao

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    • mariasole ha detto in risposta a ziomaul

      L’ultima carestia in centr’Africa ha fatto così tanti morti non per mancanza di cibo, ma perché il governo invece di usare i nostri aiuti per costruire magazzini per le eccedenze (da usare in tempi di magra) li ha usati in armi. L’africa vive su miniere d’oro e muore di fame..è inutile mandare aiuti, bisogna educare gli uomini come fa la Chiesa.

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  10. Uomovivo ha detto

    Diceva Pannella: “Si tratta di una proliferazione esponenziale che non si può non definire cancerogena”.
    http://www.ecohysteria.net/?p=474

    È interessante notare che Ebenezer Scrooge, l’avaro vecchietto inventato per il racconto A Christmas Carol scritto da Dickens nel 1845, diceva esattamente le stesse cose.

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  11. stefan@ ha detto

    L’articolo utilizza l’affermazione del direttore FAO da Silva della sostenibilità alimentare sino al 2050 per negare l’esistenza un problema di sovrappopolazione. Peccato che da Silva abbia spiegato che tra i fattori che consentono tale sostenibilità c’è anche il declino demografico:
    “This conclusion reflects, inter alia but primarily, the prospect
    that global demand will be growing at much lower rates than in the
    past for the following reasons:
    • Population growth will be lower and there will be population
    declines in several countries and regions, including Japan,
    China, Brazil and Europe….”
    vedi
    http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/FAODG/docs/2012-02-08-DG_Economist_Conference-FINAL.pdf

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    • Woody85 ha detto in risposta a stefan@

      In realtà sta semplicemente dicendo che la prospettiva di domanda di cibo sarà minore perché la crescita demografica sarà più bassa perché la natalità sta calando vertiginosamente in diversi Paesi. E’ proprio l’opposto di quanto affermi tu e i catastrofisti abortisti.

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  12. stefan@ ha detto

    da silva afferma che la sostenibilità alimentare è direttamente correlata alla limitazione della crescita demografica. Richiamarsi alle sue parole, per poi affarmare che “I problemi della mancanza di cibo nel mondo derivano non dalla sovrappopolazione” è un infortunio. E’ il calo della natalità a garantire la sostenibilità. Ed è la conferma della posizione di chi viene disprezzato nell’articolo, per avere affermato «Io dico che la crescita demografica va fermata ad ogni costo».

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    • Salvatore ha detto in risposta a stefan@

      stefan@ ma stai bene? Da Silva riconosce come chiunque che la natalità è in calo (parla perfino dell’Europa!! O pensi che sia in crescita??). Afferma proprio l’opposto dei sostenitori della bomba demografica.

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  13. Luca S. ha detto

    Mi pare che i ragionamenti che facciate, dibattendo se il cibo sarà sufficiente o meno a nutrire l’ennesimo miliardo siano profondamente riduttivi.
    La vita umana non è solo cibo. Il Bangladesh potrà pure essere nutrito nel 2050 a forza di riso, ma con 1100 abitanti per chilometro quadro (già oggi) rischia di essere un inferno.
    Sarà un’impressione mia, ma mi sembra che dall’una e dall’altra parte (fanatici radicali, da un lato, e negazionisti della sovrappopolazione, dall’altro), focalizzandosi sul cibo (non, ad esempio, sugli spazi, sui paesaggi, sugli equilibri naturali), si guardi agli uomini come se fossero formiche.

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  14. alessandro pendesini ha detto

    Ritengo che l’attuale crisi demografica e ambientale stia « metastasando » rapidamente causando una delle più grandi crisi ecolo-evoluzionistica mai incontrata dall’uomo !
    Fino prova contraria, una crescita demografica non controllata -insufficientemente rallentata riferita a certi Paesi- è da considerare come la caratteristica più importante e invalidante di un paesaggio fisico, bio-culturale, ecologico e socio-politico.
    Trovare il sistema di regolare -pacificamente- l’esplosione demografica la dov’è necessario, dovrebbe essere un’assoluta priorità a questo dilemma, è dovrebbe essere trattato molto più rapidamente e seriamente di quanto si sta facendo attualmente.

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  15. Andrea ha detto

    frase senza senso:
    «nel 2050 ci saranno cibo e risorse per tutti»

    frase con senso:
    «stante il progresso tecnologico possiamo stimare che nel 2050 la terra possa soddisfare il fabbisogno di x miliardi di persone, tale stima teorica va poi aggiustata con previsioni realistiche circa i meccanismi logistici e distribuzione della ricchezza che possano permettere ad ognuna di quelle persone di ottenere il suo tozzo di pane»

    Sono anni che FAO, WFP etc etc predicano sulla Food Security senza tirar fuori una soluzione sensata che sia una, quello che vedo loro fare invece è arricchire i locali notturni di Roma in virtù deglii scandalosi vantaggi fiscali e degli stipendi da favola di cui godono i loro dipendenti

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