Femministe contro cimitero per feti abortiti, ma le donne si ribellano

Per tutti quei genitori che, come me, hanno avuto la disgrazia (ben due volte!) nella vita di perdere un bambino ancora nel grembo di sua madre, dopo aver visto e sentito il suo cuoricino battere, sentire le parole “Giardino degli Angeli” equivale ad assaporare per un attimo un’immagine di pace, di serenità, e quasi di gioia, nella consapevolezza che rivedranno il loro angioletto un giorno, nella pienezza dell’amore della Casa del Padre. Giardino degli Angeli è il nome dato ad uno spazio di 600 mq all’interno del cimitero Laurentino a Roma ed è sorprendente sentir chiamare così un lotto di terreno destinato alla sepoltura.

Salvo scoprire che per qualcuno è un attentato alla libertà della donna, il fatto che altre donne possano seppellire i propri figli in luoghi appositi, dignitosi, e, per giunta, abbelliti da delle camelie. Infatti, scrivono con orrore sul sito dell’associazione “Se non ora quando?”: «No, il cimitero per feti non lo voglio, non ci sto a dare per morti quelli che non sono nati». L’autrice dell’articolo, Alessandra Bocchetti, imposta tutto il ragionamento su una premessa falsa: «attenzione, questi attacchi non vogliono negare la possibilità di abortire, perché in una società cinica come la nostra che una donna abortisca, in verità, non frega proprio niente a nessuno, altrimenti ci sarebbero dei veri programmi, dei concreti aiuti, assistenza vera e non quelle misere procedure che dovrebbero fare vergogna ad un paese civile e cattolico». L’autrice, vera cinica, come si evince dalla dura intransigenza laico-talebana del pezzo, attribuisce il proprio cinismo alla società per poi, da ciò, sostenere che, se una donna abortisce, in verità, non frega proprio niente a nessuno; il che è ovviamente falso. Dunque, si costruisce un falso ragionamento per giustificare la propria malafede. Secondo l’autrice, infatti, seppellire i bambini non nati è un attentato che ha «per obiettivo la parola: autodeterminazione». Il linguaggio stesso dell’accusa è violento (si parla più volte di attentato, lotta) e rivelatore di un sostanziale nichilismo di fondo, con cui si riduce la maternità ad una violenta banalizzazione che la svuota di ogni positività morale ed affettiva, considerandola freddamente «ragione di una catena perpetua».

Insomma: guerra totale ai valori millenari della nostra civiltà, alla bellezza della vita e, nella fattispecie, perfino alla pietas di una madre e di un padre affranti ed ammutoliti dal mistero del dolore. Perché: «La lotta non è finita, è sempre in corso. Per questo ci dobbiamo tenere alla larga dai cimiterini. Capisco che il dolore possa essere grande, ma penso che dovremmo imparare a portarlo nel cuore. Il vero oggetto del contendere è sempre e solo la libertà delle donne». Addirittura – conclude – sarebbe una cosa vergognosa per un paese cattolico – invece, è bene sapere che la pratica del seppellimento dei feti abortiti non è l’ultima trovata di qualche estremista cattolico, ma risponde ad un’esigenza indicata dallo stesso Magistero: «i cadaveri di embrioni e di feti umani volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani» (Donum Vitae, 1,4).

Il risultato? Una durissima reazione ed una sonora stroncatura nei commenti all’articolo. Si tratta di donne, innanzitutto, e non certo cattoliche, come Elisa: «esigo che nessuno, e sottolineo nessuno, usi le sue parole per calpestare il mio lutto, definendo la sepoltura di mio figlio e quella di tanti altri feti ed embrioni come delle invenzioni per attaccare la 194. La invito a non vedere fantasmi ovunque e a tornare in contatto con la realtà …La rabbia con cui si scaglia contro la sepoltura dei bimbi morti in gravidanza la fa portavoce del più becero oscurantismo, dove chi non la pensa in un certo modo è da combattere, negare, annullare…che pena, che miseria!». O la reazione di Margherita, che, con acume direi parmenideo, smaschera subito il sofisma: «apprendo ora, dalle sue parole, di avere quattro non-figli. Non sono nati, non sono morti, quindi… non sono? Oppure sa dirmi lei dove sono ora i miei non-figli? parole fredde, come le sue, che pretendono che il mio dolore e quello di tante donne e uomini come me, sia relegato nel silenzio perché disturba. Disturba la politica, disturba una lotta senza pari, disturba il cuore di chi non sa dire dove siano finiti quei miei quattro non-figli che ancora fanno stringere un nodo alla mia gola. Già, perché non piango il callo che si è staccato dal mio piede, né la verruca che mi hanno asportato; non piango quando taglio le unghie, e nemmeno ogni volta che ho le mestruazioni. Ma quell’ammasso di cellule erano nel mio corpo, e ci batteva un piccolissimo ammasso di cellule cardiache, e quando quel battito si è fermato, allora sì che ho pianto!».

Ma ci sono parole anche di giovani padri che, come me, ritengono di ribellarsi a queste farneticazioni indegne del genio femminile e della ragionevolezza che ogni battaglia culturale dovrebbe, in ogni caso, avere. Anche se, credo, avere il cattivo gusto di fare una battaglia culturale per definire “rifiuti ospedalieri” e non semplicemente bambini i propri figli, sia il vertice della vergogna, il trionfo becero di un satanico nichilismo, che ha svuotato il cuore della modernità del proprio battito vitale. E che a farlo sia addirittura una donna, francamente, mi spaventa.

Matteo Donadoni

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39 commenti a Femministe contro cimitero per feti abortiti, ma le donne si ribellano

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  1. Enrico da Bergamo ha detto

    Se fossero convinte della giustezza delle loro scelte non avrebbero timore delle conseguenze dei loro atti invece sembra che…

    Io voglio vedere il bicchiere mezzo pieno tutta questa polemica mostra che anche le abortiste sentono dentro di loro una coscienza. mi ricordano quel personaggio di Don Camillo che dopo aver venduto l’anima si sentiva un vuoto.

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  2. DSaeba ha detto

    Gente con il carbone bagnato, e basta. Insistono sull’autodeterminazione e poi negano queste espressioni tipicamente umane.

    Insomma, noi ci dobbiamo sorbire la “cappella laica” (a cui, sinceramente, non ho trovato un senso) e a loro non va bene questa semplice espressione di pietà umana. Allora sono peggio dei talebani?

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  3. Alessandro Giuliani ha detto

    E’ così, il punto è che noi ci dovremmo interrogare su come far venire in luce questa contraddizione. Spesso essere duri e conseguenti chiamando le cose con il loro nome è una buona cosa, altre volte non lo è perchè fa fuggire ancora di più chi non vuole pensare al suo peccato o comunque alla sua adesione ad un pensiero di morte. Dimostrarsi possibilisti è a volte ancora peggio perchè si passa la falsa idea che non ci sia nulla di male….non lo so è diffcile, c’è solo da sperare e pregare di avere tutti noi il dono di un’accoglienza misericordiosa ma ferma e lucida su cosa sia il peccato..

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    • Alessandro M. ha detto in risposta a Alessandro Giuliani

      Condivido molto, c’è da trovare un compromesso tra l’esposizione ferma del giudizio e un’accoglienza amorevole di queste persone. E’ un lavoro da veri cristiani!

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    • lorenzo ha detto in risposta a Alessandro Giuliani

      “Se io dico all’empio: Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier l’empio dalla sua condotta, egli, l’empio, morirà per la sua iniquità; ma della sua morte chiederò conto a te.
      Ma se tu avrai ammonito l’empio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte, egli morirà per la sua iniquità. Tu invece sarai salvo.” (Ez 33.8-9)

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  4. Andrea C ha detto

    Beh Meno male che hanno rispoto le DONNE alle donne!

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  5. Alèudin ha detto

    quando si è costretti ad usare la Coscienza (da iniziative come il cimiterino) e ci si ribella ad essa questi sono i risultati, rabbia, acidità, insensatezza etc.

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  6. Laura ha detto

    Posso dire una cosa? Queste femministe hanno rotto le scatole. Ma chi gli ha chiesto di essere mie portavoci??? Ma che stiano a casa loro!

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  7. Sophie ha detto

    Mi vergogno di essere rappresentata da esaltate del genere.

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  8. Carlo Trevisan ha detto

    sono parassitarie per la società, il movimento femminista ha portato la donna ad essere merce, dalla tv alle riviste, ad emanciparsi e a perdere la propria dignità.

    hanno portato “l’omicidio contro un innocente indifeso, che lascia le mani pulite” (l’aborto) ad essere legale, hanno portato a perdere il valore della verginità, del farsi conquistare, del rispetto per il gentil sesso.
    se non stiamo attenti legalizzeranno pure la pena di morte.

    il cimitero ci vorrebbe per la loro dignità, morta stecchita da anni.

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  9. a-ateo ha detto

    i diritti della mamme si devono fermare davanti davanti ai diritti dei nascituri.
    I doveri delle mamme nei confronti dei nascituri vanno adempiuti. Sempre.
    I nascituri non hanno doveri da assolvere nei confronti delle donne. Mai.
    I cristiani hanno il dovere di schierarsi dalla parte del più debole e di chi non ha voce.
    Quale di queste affermazioni è sbagliata…?

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    • Simone Emili ha detto in risposta a a-ateo

      Nessuna, sono tutte affermazioni sacrosante. Il principio de “l’utero è mio e me lo gestisco io” è francamente aberrante, perchè fa passare il messaggio che la maternità sia qualcosa da valutare caso per caso, a volte un vantaggio a volte uno svantaggio. Invece la maternità, e la paternità, dovrebbero essere prima di tutto e sempre una gioia e una benedizione.

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  10. Antonio ha detto

    Sono coerenti: se lasciano seppellire un feto qualcuno può scambiarlo per essere umano. Se lo seppelliamo in discarica tutti continueranno a vederlo come un rifiuto. Di conseguenza, se il feto “diventa” essere umano cadono tutti quei discorsi sul fatto che l’aborto equivale a cambiare taglio di capelli.

    Posso dare un suggerimento? Ma perchè un gruppo, un bel gruppo di donne, non fanno una simil petizione su cui scrivono che non si sentono rappresentate dalle femministe, e soprattutto di non dire chi o cosa rappresentano, per questo, questo, questo e questo? Sicuramente non servirà a nulla, però già mette in chiaro alcuni punti.

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  11. Andrea ha detto

    Le femministe sono le peggiori nemiche delle donne: che difesa dei diritti delle donne può essere quella di svuotare una della propria identità femminile? Che emancipazione è quella di diventare oggetto della rivoltante industria “sexy” e pornografica? E soprattutto, siamo certi che le femministe a volersi defemminilizzare siano tanto coerenti? Praticamente il messaggio che portano è “se sei una donna non vali niente, maschilizzati”. Bella difesa…

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    • Lucy ha detto in risposta a Andrea

      Hanno fatto del bene in passato…dal 68 in poi parlano la stessa lingua degli abortisti.

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    • edoardo ha detto in risposta a Andrea

      Sexy????? Porno??? Ma stai scherzando?
      Le femministe sono l’opposto della sessualità.
      Davanti ad una femminista i miei ormoni fuggono a gambe levate.
      C’è un detto dalle mie parti:
      “Se tu gli tagli la testa e la dai a cani, ma neanche loro la vogliono”.
      Scusate, eh?! Lo scrivo con ironia scherzosa.
      Penso, sono convinto, mettendo da parte per un attimo la morale, al maschio piace la femminilità, e alla femmina piace il maschio.
      Esiste una cosa in natura chiamata “dimorfismo sessuale”.
      La femmina, la donna è fatta fisicamente in quel modo, ragiona da femmina e ha una scrittura spontanea da femmina, diversa da quella spontanea di un maschio.
      La femminista sexy, porno, attrattiva sessualmente?
      Oh mamma mia, pietà !!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Piuttosto di stare con una femminista, faccio come quel personaggio de L'”Armata Brancaleone”, Pecoro si chiamava, che conviveva in una grotta con una femmina di orso…..scusatemi, ripeto che lo scrivo con ironia scherzosa, ma una femminista nooo, aiutoooo!!!!!!

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  12. joseph ha detto

    Il fanatismo laicista, sotto la sua patinatura, non perdona niente a nessuno, nemmeno alle madri che perdono i loro figli.
    Quoto Antonio: il loro motto non è “resistere resistere resistere”, ma “nascondere nascondere nascondere”. Nascondiamo alle donne le ecogarafie dei loro piccoli, nascondiamo le immagini dello sviluppo embrionale, nascondiamo le immagini dei bambini abortiti, nascondiamo soprattutto gli stessi bambini abortiti, nacondiamo la VERITA’…..

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    • Gab ha detto in risposta a joseph

      Esatto.. la Verità finalmente scesa sulla Terra e che da sempre contraddistingue il Cristianesimo: fin dai primi secoli si era già consapevoli della tutela del concepito. E’ sempre la stessa storia.. Nostro Signore non smetterà mai di portare scandalo in mezzo ai pagani.

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  13. Gab ha detto

    Il nazi-femminismo (per usare le parole violente della femminista) purtroppo è una realtà. E’ bello vedere che tante donne capiscano che non si tratta di una guerra dei sessi ma solo di una ideologia di morte mascherata con “libertà delle donne”.

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  14. Gab ha detto

    Se l’uomo viene meno al suo ruolo, questo è inevitabilmente “sostituito” dalla donna. Se è vero che la donna è diventata (nell’ambito del femminismo) molto aggressiva e violenta, è anche vero che l’uomo non fa nulla per riconquistare i suoi ruoli. Oggi in TV (e non solo) abbiamo a che fare con personalità maschili sempre più “effeminate” e, per questo, viste dalla donna come un “non uomo” (giustamente). Allora diventa in qualche modo “lecito” fare l’uomo ed essere come l’uomo (molte lesbiche ad esempio sono diventate tali perché non trovavano uomo…. sono loro parole, non mie). Allora questo dovrebbe essere stimolo per l’uomo ritornare a essere tale. E anche aprire gli occhi sui disastri portati da certe rivoluzioni culturali.

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  15. Luca S. ha detto

    Siccome penso che le donne siano, per moltissime cose, più intelligenti e sensibili degli uomini, penso sia giusto lasciare a loro di ribattere alla brutalità di questa Bocchetti. I commenti delle due madri citati nell’articolo mostrano una sensibilità di cui noi uomini non saremmo capaci.

    Quello che non capisco è perché vorrebbero privare altre madri che hanno subito perdite così gravi, di un piccolo fazzoletto di terra in cui raccogliersi nel proprio dolore. Che fastidio da’ loro??

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    • Gab ha detto in risposta a Luca S.

      E’ proprio questo a cui mi riferivo …. quando l’uomo svilisce sé stesso perché pensa che la donna è un “più” e lì che cominciano molti problemi. Non c’è nessun più o meno … c’è semplicemente una esistenza differente dell’essere che Dio ha ben pensato di rendere “complementare” e non certo sostitutiva dell’uno o dell’altra (come avviene oggi ahimé).

      E poi non mi piace che la cosa si debba ridurre nell’ambito del femminismo. L’aborto non è una questione privata della donna. Questa concezione è quello che ha portato a legalizzare una cosa del genere. E’ una questione che tocca tutti, l’intera società e non solo la donna.

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    • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a Luca S.

      Credo che anche l’uomo debba dire la sua sull’aborto…lo chiede Gianna Jessen ogni volta che testimonia. L’uomo deve fare la sua parte.

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      • Luca S. ha detto in risposta a Giovanni Pastormerlo

        Sì sono d’accordo, rispondendo a tutti e due. Solo penso che in questo caso le madri, soprattutto quelle due che hanno subito una perdita così grave, forse potrebbero trovare delle parole che noi uomini non abbiamo per far aprire gli occhi alla signora Bocchetti. Forse si tratta di una mia personale inadeguatezza (indipendente, quindi, dall’essere di sesso maschile), ma non riuscirei mai a esprimermi come Margherita, nel passo trascritto nell’articolo.

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  16. Pino ha detto

    ma queste del “se non ora quando?” non sono le stesse oche starnazzanti che sfilavano per Roma con in testa la cattolicissima Rosy Bindi per difendere la dignità delle donne violata dal comportamento del porcellone di Arcore? Ammazzalo che difesa della dignità della donna!!!!!

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    • Kosmo ha detto in risposta a Pino

      Le stesse che, di fronte alla farfallina di belen e all’altra valletta, Ivanka, praticamente NUDA sul palco dell’Ariston, non hanno battuto ciglio?

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      • Pino ha detto in risposta a Kosmo

        beh, io non ho visto Sanremo ma non vorrai mica mettere Belen con Rosy Bindi

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        • Kosmo ha detto in risposta a Pino

          ci mancherebbe, anche se le due mi stanno antipatiche allo stesso modo.
          Voglio solo dire che in altri tempi una tale volgarità sarebbe stata ascritta al solito porcellone.
          Ora in tempi di tecnici (massoni), salvatori della patria (con il sangue della povera gente) non si può…

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          • Pino ha detto in risposta a Kosmo

            ovvio, adesso le befane del “se non ora quando?” non dovendo più occuparsi del Porcellone cosa che nobilitava le loro gesta finiscono per scrivere cazzate come quelle riportate nell’articolo. Del resto non si può pensare che dalle rape possano uscire idee intelligenti.

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  17. Sophie ha detto

    La maternità è un dono speciale che Dio ha voluto riservare alla donna. Un grande dono che certe sgallinate vedono invece come un inciampo.

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  18. a-ateo ha detto

    oggi in macchina ho sentito una intervista di Barbara Palombelli a Marco Pannella che, fra l’altro, si vantava di aver “unificato” l’Italia con i referendum e, attraverso la legge sull’aborto, portato gli aborti da 1.500.000 di prima a 150.000 di oggi….
    A parte la puzza di bufala dei numeri,resterebbe da chiarire perchè le donne facevano 1.500.000 aborti CLANDESTINI prima, per poi ridurre drasticamente gli aborti appena resesi conto che ABORTO LEGALE E’ NOIOSO…
    A me, la risposta di Pannella sembra scema, illogica e “spinellata”…

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  19. Riccardo ha detto

    Si, ma alle Elene, agli Ivan B, alle Giulie, questo non interessa!

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