Il filosofo Hadjadj: «ci si affida al Mercato per distrarsi dal non senso della vita»

Il filosofo Fabrice Hadjadj riesce sempre a dire cose estremamente interessanti. Neo convertito, è considerato l’astro nascente del cattolicesimo francese ed è valorizzato a livello internazionale, anche al fuori del suo campo. Lo si capisce dall’apprezzamento del celebre matematico Lafforgue, medaglia Fields 2002: «Non ho mai letto o sentito una frase da lui che mi abbia dato la sensazione di essere stato scritta o parlata nel vuoto. Le sue pagine spesso mi stupiscono, mi prendono in contropiede e nonostante questo, nel leggerli, ne riconosco l’esattezza e la verità. Nessuno scrittore contemporaneo di lingua francese mi interessa più di lui»

Il quotidiano “Avvenire” lo ha intervistato in merito alla attuale crisi economica, tematica interessante per un ex marxista ed ex nicciano come lui. Inizia sfatando l’accusa di Marx secondo cui il cristianesimo guardi all’Aldilà trascurando l’Aldiqua, alienando così l’uomo: «L’accusa di Marx (e la cosa è decisamente divertente) in realtà si rivolta contro la Rivoluzione comunista e contro ogni pratica elettoralistica della politica. La Rivoluzione, è noto, diceva all’uomo: “Tu devi soffrire per la costruzione della società futura”. Essa parlava del “sol dell’avvenire” e dunque, visto che pretendeva di far scendere la giustizia sulla terra, alimentava anche una certa speranza dell’Aldilà, dal momento che questa giustizia non era per oggi, ma per il domani». Tuttavia, l’Aldilà per il cristiano, spiega, «non è né per il domani né altrove, ma per il qui e ora: “Il Regno di Dio è in mezzo a voi” (Lc 17,21). Questo significa che il vero Aldilà non è in un’altra epoca o in un altro luogo. Esso è al di là dello spazio e del tempo: riguarda l’eterno, l’immenso, la sorgente zampillante che tocca ogni luogo e ogni istante. Ecco perché il cristiano è presente nel mondo in modo così potente. Egli vuole scegliere il mondo alla sua sorgente. Desidera intensificare la sua presenza respingendo il male che ci rende assenti gli uni agli altri. Il cristiano si sforza, a partire da Colui che dona l’esistenza, di preservare, custodire ed elevare tutto ciò che esiste».

Entrando nel merito della crisi economica, essa non si può separare dalla crisi morale «dal momento che l’economia, ovvero la produzione e la ripartizione della ricchezza, è un’attività dell’uomo e tocca direttamente il suo giudizio etico: essa interroga la persona sull’importanza delle ricchezze materiali nella sua vita sociale». L’uomo secolarizzato, «dal momento che non ha più una speranza nel Cielo, mette la propria speranza nel Mercato: tocca a quest’ultimo offrire tutto quello che potrà di-vertirlo dalla sua angoscia attraverso quei prodotti che si presentano come benefici. Il Mercato è a garanzia di un nuovo al di là: esso non cessa di promettere per domani i prodotti che vi renderanno felici. Voilà: l’i-phone 4, poi 5, poi 6; alè, nuove stagioni di fiction televisive; ancora: l’ultima crema anti-rughe. Gli uomini, pagando, vogliono dimenticare che la vita non ha un senso. E si comportano come se giocassero a un casinò con la speranza di far saltare il banco». Eliminato Dio, l’uomo è in continua ricerca di tanti piccoli diversivi che lo aiutino a sopportare la realtà.

«La verità», conclude il filosofo francese, «è che se la nostra vita non ha un senso, noi finiamo per lavorare come bruti e consumiamo all’inverosimile per dimenticare di tirarci una pallottola in testa. La speranza di diventare un docile schiavo del sistema non è una speranza: questo ottimismo di bassa lega corrisponde alla disperazione più profonda. In verità, ormai da mezzo secolo ci troviamo in una disperazione alla quale non osiamo dare un nome. Ora che questo castello di carte è caduto, ce ne dobbiamo lamentare? L’illusione è finita. Ma per noi ora si apre la possibilità di costruire qualcosa sulla vera roccia».

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76 commenti a Il filosofo Hadjadj: «ci si affida al Mercato per distrarsi dal non senso della vita»

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  1. dome ha detto

    Non sono d’accordo, non tutto il capitalismo fa schifo.
    È stato nominato l’IPhone 4, guarda caso Steve Jobs era una persona spirituale e i suoi prodotti erano la rappresentazione artistica di un’Idea trascendente.
    Quindi dipende come si usano, concepiscono i prodotti.
    L’errore spesso è delle persone che ne fanno un cattivo uso.

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    • Renato Valsecchi ha detto in risposta a dome

      Non è proprio questo il senso delle parole del filosofo però…

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      • dome ha detto in risposta a Renato Valsecchi

        Io ho percepito un’accusa molto generalizzata.

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        • lorenzo ha detto in risposta a dome

          Io invece lo trovo molto preciso e concreto.

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          • dome ha detto in risposta a lorenzo

            Spiegati meglio, secondo me l’arte per essere creativa (non imitata, perfetta) deve avere un prezzo.

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            • Michele Silvi ha detto in risposta a dome

              Mmm, eppure di arte non vive più nessuno…

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              • dome ha detto in risposta a Michele Silvi

                Il design industriale, cosa ti sembra?

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                • Kosmo ha detto in risposta a dome
                  • dome ha detto in risposta a Kosmo

                    Intendo ogni oggetto disegnato con cura e quando lo possiedi capisci che contiene un’idea, la pura creatività dono di Dio.

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                • Michele Silvi ha detto in risposta a dome

                  Mi dispiace, ma stento a considerare artista chi vende la propria “arte” su grande scala, l’arte deve prescindere da tutto ciò che non sia mera sussistenza.
                  Poi è chiaro, ognuno è libero di concepire l’arte come meglio crede.

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                  • dome ha detto in risposta a Michele Silvi

                    Non sarà nessuna matematica a decidere chi è artista o meno. Forse hai una concezione sbagliata dell’arte, sai la già citata Apple perché secondo te ha fatto successo?
                    Perché avere Jony Ive fa la differenza, un designer plurima+premiato e stimato, disegna prodotti che sono bellezza pura.
                    Leonardo da Vinci artista e primo disegnatore industriale, lo testimoniano le sue invenzioni scaturite dalla creatività artistica. C’è ne sono altri :Andy Warhol ecc.
                    Perciò abbandoniamo certi cliché.

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                  • Leonardo ha detto in risposta a Michele Silvi

                    L’attività creativa è la cosa più alta alla quale si possa aspirare. L’ uomo, (anche la donna, a volte)è capace di pensiero originale, cioè può creare cose che prima non esistevano. (Credo che sia questo il significato della metafora dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio. Non vorrei bestemmiare, perché in senso Cristiano, ovviamente, niente può accadere al di fuori dell’unicità di Dio). Ma il prodotto dell’ attività creativa ha sempre un prezzo: si può pagare col sangue, nel senso dell’emarginazione (autoinflitta) che hanno sofferto tanti artisti moderni (comunque qualcuno caritatevole gli dava da mangiare, il che ha un prezzo)o è riconosciuto e remunerato dal famoso “mercato”, che purtroppo tanti lettori di questo blog disprezzano; oppure finanziato da un mecenate che magari si è arricchito col commercio. (Mr. Tate, per esempio, quello della Tate Gallery). Comunque, credo non ci sia niente di più gratificante di disegnare qualcosa di bello e di vederlo materializzarsi. Il tanto vituperato “consumismo” ci fornisce i mezzi per esercitare la creatività, cioè quel tocco di divino che c’è in noi. Scusate il commento un po’troppo pedante. Buon San Valentino!
                    L.

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            • lorenzo ha detto in risposta a dome

              Scusa, non avevo capito che parlavi d’arte.
              Io mi riferivo all’articolo che, se non sbaglio, parla delle conseguenze dovute al fatto di aver preso per oro quanto sostenuto nel libro ” An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations”, e di aver modellato le politiche economiche liberali sulle nefaste tesi di Adam Smith.

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  2. edoardo ha detto

    Che la crisi economica (che, secondo me, è crisi profonda ed irreversibile delle teorie neo-liberiste, non di tutto il sistema capitalista) proceda di pari passo con una profonda crisi morale, è fuor di ogni ragionavole dubbio.
    Quando mia moglie studiava all’università, a Economia e Commercio si ponevano il quesito: è più conveniente pagare bene gli operai per convincerli ad essere più produttivi oppure pagarli poco e pagare profumatamente, invece, un guardiano che li pungola continuamente? Per me, quando uno si pone questa domanda, è già completamente fuori da un’ottica cristiana. Propendere per la seconda scelta è qualcosa di satanico, di demoniaco come solo i massoni e i marxisti sia in versione pre che in versione post, riescono ad essere.
    Il

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  3. Leonardo ha detto

    Forse dovremmo cambiare il vocabolario. “Mercato”, purtroppo, è una brutta parola. Da quando Platone ha riproposto la metafora Pitagorica dell’arena: quando si va allo stadio s’incontrano tre livelli di persone: al livello più basso quelli che sono lì per venderti qualcosa, persone disdicevoli, secondo lui; poi gli atleti, e al livello più alto gli spettatori, perché sono lì solo a guardare; e l’unica cosa che si addica agli eletti è la contemplazione. Ma mercato vuol dire libero scambio: libera interazione fra liberi individui, (creati ognuno a somiglianza di Dio), che nessuno ha il diritto di mediare, soprattutto lo Stato, che è semplicemente un’organizzazione che detiene il monopolio della forza. In quel senso il Cristianesimo è un’idea liberale. Ma se continuiamo a parlare male del mercato, facciamo il gioco dei socialisti.
    L.

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    • dome ha detto in risposta a Leonardo

      Giusto hai ragione

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    • Michele Silvi ha detto in risposta a Leonardo

      Vero, ma io sono d’accordo in generale con la de rerum novarum: lo stato non deve permettere che il mercato divenga disumano, deve imporre dei limiti affinchè non si guadagni sulla disgrazia altrui…

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      • dome ha detto in risposta a Michele Silvi

        Hai ragione, però secondo il diritto i partiti sono associazioni private che concorrono al potere politico.
        Mi rivolgo a te, non è che l’arbitro (Stato) non fa l’arbitro perché figlio del potere capitale che cerca di limitare? Come può svolgere la salvaguardia della vita nel mercato se diretto da persone del sistema?

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  4. edoardo ha detto

    Mercato non è una brutta parola in sè, è il luogo d’incontro tra chi offre un bene e chi è disposto ad acquistarlo.
    Il cancro sociale è la dottrina economica liberista, demoniaca quanto il comunismo.
    Liberismo significa che il mercato si autoregola da sè senza il minimo intervento statale che impone delle leggi e un calmiere: io assumo cento uomini a condizioni pietose come i minatori delle zolfiere siciliane del secolo scorso. Vengono gli africani più disperati dei minatori nostrani, si offrono per meno ancora perchè non hanno famiglia che a lavorare in condizioni subumane lì dentro si muore, ed io, padrone liberista, do un calcio ai miei cento minatori mandando sul lastrico le loro famiglie e assumo 100 africani al loro posto. Per me costori lavoreranno qualche anno, poi si ammaleranno, e quando questo succederà li butto in mezzo alla strada e li sostituisco con carne fresca africana di nuovo arrivo.
    Questa è la quintessenza del liberismo classico: il mercato, interazione tra domanda e offerta, fa le leggi e lo Stato deve stare a guardare in silenzio senza imporre salari minimi, condizioni di sicurezza, cassa malattie, pensione, ecc..ecc..
    Del resto mi pare Adam Smith stesso nel “Wealth of Nations” definì l’operaio “un arnese con le gambe” e scrisse che bisognava pagarli solo quel che basta a propagare la forza-lavoro ed è un errore dare di più.
    Per me una roba del genere ha del demoniaco.
    Decisamente il Liberismo è una dottrina economica, un mostro direi, anticristiano.
    E non mi si dia del comunista, perchè non lo sono mai stato nemmeno quando era in auge, negli anni 70, e tanti degli intellettuali che oggi sventolano la bandiera del libero mercato privo di regole, all’epoca sventolavano bandiera rossa e cantavano l’Internazionale.

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    • Daphnos ha detto in risposta a edoardo

      Poco da aggiungere, sono assolutamente d’accordo. Soprattutto sull’ultima frase, dove bisogna precisare che, oltre al libero mercato, oggi i comunisti di quei magnifici anni sostengono tante altre cose che se lo avessero fatto ancora 20 anni fa avrebbero preso di “reazionari” dai loro compagni.

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  5. Antonio72 ha detto

    Secondo me non è il Mercato il vero rischio che distrae l’uomo dalla sua più pura “essenza umana”, o almeno non direttamente. Il Mercato è figlio del progresso scientifico-tecnologico: non può esistere infatti senza progresso tecnico-scientifico. E’ quindi quest’ultimo che promette una vita sempre più spensierata e leggera, in cui l’angoscia esistenziale non troverà più spazio, in quanto per definizione la scienza-tecnologia sposta il baricentro esistenziale dall’uomo agli oggetti: ecco quindi spiegato anche l’uomo-oggetto deprivato della sua essenza umana e quindi da qualsiasi dignità. Per rimettere quindi l’uomo al centro del mondo, non basta correggere il liberismo del Mercato, il quale sarebbe presto soppiantato dalla dittatura delle oligarchie e dei monopoli (come in Russia), né che lo Stato introduca norme rigide di regolazione e controllo, le quali sarebbero ben presto aggirate dagli speculatori finanziari ipertecnologizzati, non basta!
    E’ la sovrapproduzione il vero problema, è la corsa folle del progresso tecnico-scientifico. Folle in quanto nella sua dinamica potente ed irresistibile non tiene affatto conto dell’elemento più importante: L’uomo! Anzi finirà col distruggerlo, dopo aver prima resa evanescente qualsiasi etica e morale che possa intralciare la sua corsa precipitosa verso il baratro, soprattutto quelle cristiane.

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    • dome ha detto in risposta a Antonio72

      Assolutamente sbagliato (almeno per me): la scienza (ingegneria) e arte (design) sono Doni di Dio. È autentica sub-creazione.
      Mi dispiace Antonio ma l’etica si sta perdendo non per gli oggetti (pensare che derivano da Satana, è un passo indietro) ma perché le persone sono poco integrali e non sono alla ricerca.

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      • Fabrizio ha detto in risposta a dome

        Assolutamente d’accordo. La scienza e la cultura sono il migliore modo per lodare Dio apprezzando le funzioni che abbiamo a cominciare dall’intelligenza. D’altronde questo era il pensiero degli intellettuali medioevali.

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      • Antonio72 ha detto in risposta a dome

        No, l’etica del progresso scientifico-tecnologico è affidata alla stessa Comunità scientifica, in gran parte costituita da materialisti e riduzionisti, i quali compongono i cosiddetti Comitati Etici. (vedasi anche recente mio commento su certe sentenze della stessa Corte Costituzionale).
        Se nella comunità scientifica prevalessero scienziati con “una visione spirituale sull’ampiezza della condizione umana” (vedasi altro articolo) potrei anche darti ragione, nel senso che la scienza è sempre un dono di Dio, ma l’indirizzo che sta prendendo la stessa scienza fa dubitare che sia così. Allora è inutile girarci attorno, c’è scienza e scienza: una che proviene dallo spirito divino e l’altra che proviene dallo spirito materialista (altrimenti si dovrebbe accettare il paradosso che uno scienziato ateo è più vicino a Dio di un non-scienziato credente).
        E l’etica si sta perdendo perchè nel mondo moderno, la visione prettamente utilitaristica coinvolge sia gli oggetti che l’uomo, e questa è un prodotto dell’ideologia materialista-riduzionista che domina le scienze moderne.
        Anzi nel futuro del progresso tecnico-scientifico questa distinzione si farà sempre più sfumata, tanto che un giorno non avrà più nemmeno senso. E’ a questo obiettivo che mira, forse oggi anche inconsapevolmente, l’etica scientifica.

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        • dome ha detto in risposta a Antonio72

          Ma non è assolutamente così, io non penso che è come dici tu.
          L’ingegneria e l arte creano delle cose fantastiche, che umanizzando Dio si potrebbe dire fiero dei suoi figli.
          Abbiamo mille esempi di laboriosità umana che è un atto d’amore verso Dio un ricongiungersi. La scienza è fatta di persone oneste, non ci sono solo laicisti che parlano per sentito dire.
          Basta generalizzazioni, il problema è delle persone comune dalle vedute ristrette e poco integrali.

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          • Antonio72 ha detto in risposta a dome

            E quindi anche la bomba atomica è una umanizzazione di Dio?
            Non ho certo bisogno del telecomando per ricongiungermi a Dio né di un chip impiantato nel cervello…
            La scienza è fatta di persone oneste?! Ma che c’entra, mica metto in dubbio l’onestà dei singoli individui e poi ci mancherebbe, e come potrei farlo? Tuttavia posso vedere la deriva materialista-riduzionista che ha intrapreso la comunità scientifica, almeno ad oggi, in linea con l’ideologia predominante nel mondo globalizzato. D’altronde lo testimonia in continuazione anche questo stesso sito, parlando di “scientismo” che è costituito ovviamente cmq da scienziati, in gran parte atei e agnostici. Di recente si è parlato di neuroscienze. Ma lo sai che in quel campo scientifico già parlano non solo di “etica della neuroscienza” ma anche di “neuroscienza dell’etica”. Lo sai che significa? Senza discutere della libertà umana che per definizione non può essere contemplata dalla scienze, le quali possono studiare solo un mondo deterministico causale o al limite uno indeterministico e quindi casuale. Ma in entrambi i casi la libertà umana sarebbe impossibile. Questi non sono semplici laicisti come la bonino e compari, sono scienziati e sono quelli che tengono il pallino della comunità scientifica, lo volete capire, si o no?

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            • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Antonio72

              Ti ripeto per la terza volta la domanda, Antonio: che cosa consigli di fare a coloro che non hanno la fortuna, che hai probabilmente tu, di guadagnarsi il pane nella contemplazione, ma lavorano nell’apparato tecno-scientifico, per guadagnarsi il paradiso? [Dico “probabilmente” perché il tuo lavoro è uno dei segreti meglio difesi del sito e perché, allo stesso tempo, critichi il sistema tecno-scientifico con una veemenza che ne presuppone la maggiore lontananza]

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              • Antonio72 ha detto in risposta a Giorgio Masiero

                Ma scusi, non ho capito…se questa scienza-tecnologia non mi piace, dovrei forse dire che mi piace per aderire al politically correct?
                Se non condivido l’impostazione prevalente della comunità scientifica, né l’indirizzo chiaro (secondo me) che sta prendendo, non ci lavorerei e basta, o al limite, se ne avessi la possibilità i mezzi e quant’altro, la combatterei contribuendo a fondare una scienza diversa che ben più si adatti alla “visione spirituale sull’ampiezza della condizione umana”. Se Lei, professore, crede invece che l’attuale scienza-tecnologia stia progredendo coerentemente con una visione spirituale dell’uomo, che devo dirle: Beato Lei che ci crede!?

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                • dome ha detto in risposta a Antonio72

                  Ma la Scienza scopre le Leggi di Dio, è fuori da questioni teologiche.
                  Lei purtroppo continua a spacciare come
                  Scienza, persone che hanno poco a che vedere o che comunque parlano di filosofia non capendo una mazza.

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                  • Antonio72 ha detto in risposta a dome

                    Quindi il darwinismo è una legge di Dio?
                    La scienza non può affatto scoprire verità inconfutabili, anzi una buona teoria scientifica deve essere falsificabile e può considerarsi tutt’al più una certa approssimazione della realtà. Il problema è che ci si può approssimare alla realtà in maniere molto differenti a seconda di come la si immagina in origine.
                    Se per es. credo che il DNA possa spiegare qualsiasi organismo sequenzierò il genoma di quello che mi interessa di più, ovvero quello umano.
                    Se per es. credo alla superiorità della razza bianca occidentale, mi andrebbe di certo bene la teoria evolutiva del gene egoista.
                    Se per es. credo all’equazione mente=cervello studierò tutti i circuiti neurali credendo di spiegare la mente e ci crederò fintanto che non l’avrò spiegata fino in fondo.
                    Se per es. credo che l’Homo Sapiens Sapiens discende dall’Homo Erectus studierò i minimi dettagli dei rispettivi crani e stai pur certo che troverò un particolare che li accomuni e che mi faccia dire Eureka!
                    Se per es. credo che esiste una particella di Dio chiamata bosone di Higgs, stai pur certo che prima o poi troverò nell’acceleratore una traccia che mi farà dire: Ecco, lo schizzo della particella di Dio!
                    Ecc…
                    Per quanto riguarda la matematica, anche se essa può descrivere qualsiasi cosa, anche elegantemente, non è detto che descriva sempre qualcosa di reale!

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      1. il darwinismo è un’ideologia estremista
                      2. fammi un elenco di 20 studiosi dell’IA (con opportune fonti) che credano all’equazione mente=cervello.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      1. Tutte le teorie provengono da ideologie, nessuna esclusa.
                      2. Tutti, in quanto praticamente nessun neuroscienziato può dirsi un dualista cartesiano (nemmeno Libet). Anzi pare che l’autocoscienza provenga da certi neuroni della corteccia prefrontale, ma è ancora allo studio. Perchè, secondo te GiuliaM, la mente da dove proviene?

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                    • dome ha detto in risposta a Antonio72

                      Il modo di porti è abbastanza anti-scientico (come lo intendeva Galileo )e sembra che parli un ateo.
                      Quindi perché la Scienza si basa su convenzioni ed è approssimativa bisogna quindi cestinarla. O come fanno gli atei che dicono che non c’è una legge non c’è un Legislatore?
                      Io credo che le leggi che ordinano l’Universo non sono a noi rivelate al 100% perché partiamo da assunti matematici “umani” diversi dal Creatore.
                      Es. Non scopriremo mai cosa accade negli istanti del Bingo Bang ne prima.
                      Ma il gesto eroico dell’Uomo è avvicinarsi con sapienza.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Io credo che le leggi scientifiche, essendo prodotte da uomini, non possano essere che approssimate ed imperfette, ed inoltre le teoria alla base sono influenzate dall’ideologia e dalla cultura prevalenti. Una teoria scientifica non spiega mai il funzionamento della realtà, che viene interpretato a seconda dell’epoca storica. Prendiamo la differenza tra la meccanica newtoniana e quella einsteiniana: matematicamente è cambiata una virgola (anzi le equazioni di Newton sono tuttora valide), eppure i mondi descritti sono opposti: il primo statico ed assoluto, l’ultimo dinamico e relativo.
                      Invece la MQ come giustamente ha detto Luigi Pavone descrive uno spazio matematico, detto di Hilbert. Ma tu, per esempio, hai mai visto uno spazio di Hilbert? No, e allora la realtà descritta dalla MQ è controversa e molteplice: si passa da quella ufficiale che è coerente con il positivismo logico (esiste in quanto osservo), a quella folle dei multimondi che è coerente con il relativismo illogico (esiste tutto, anche se non osservo), quella della decoerenza (la sovrapposizione c’è ma viene annullata dalle influenze ambientali), ecc… Ci hai capito qualcosa? No, e nemmeno loro, secondo me.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      E chi sarebbero questi “tutti”? Voglio sentire l’opinione di uno che la matematica, base dell’informatica, non sa nemmeno dove sta di casa.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Che c’entra la matematica con il dualismo cartesiano?

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Cmq se non ti piace la mia opinione, in quanto opinione non-matematica, dimostri si essere libera di avere anche tu la tua opinione non-matematica.

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                • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                  Beato te allora che credi che i coltelli in sè siano espressione della malvagità umana… da notare che non hai affatto risposto a Giorgio. Se non vuoi lavorare con mezzi tecnologici, direi che è giunta l’ora di buttare il tuo PC…

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              • GiuliaM ha detto in risposta a Giorgio Masiero

                Ma chi può dire di non lavorare in qualcosa che non presupponga la tecnologia?
                Gli operai lavorano con i grandi macchinari, i contadini con i trattori, i muratori con le ruspe; gli impiegati con le fotocopiatrici e i computer; gli autisti e i macchinisti guidano mezzi complessi; eccetera…

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                • GiuliaM ha detto in risposta a GiuliaM

                  *di lavorare in qualcosa che non presupponga

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                • Antonio72 ha detto in risposta a GiuliaM

                  GiuliaM
                  Ma gli operai, i contadini, i muratori, ecc.. non contano nulla nel panorama tecno-scientifico, non più dei macchinari con cui hanno a che fare tutti i giorni. In un certo senso tutta quell’umanità è impotente e passiva come l’adolescente il quale si vede “costretto” a comprare l’ultimo modello di IPhone o il televisore 3D, così l’operaio è costretto a convivere con macchinari sempre più complessi, l’autista con macchine sempre più performanti, ecc…
                  E perchè sarebbero costretti? La risposta mi pare ovvia ed attiene alla particolare plasticità cerebrale di cui discutevamo l’altro giorno con Andrea…

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                  • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                    Scusami, ma l’iPhone e il televisore 3D chi credi che li fabbrichino? Gli alieni?? L’idea sarà anche stata di Steve, ma ci vogliono mani che li costruiscano 🙂

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a GiuliaM

                      Ma come te lo devo dire GiuliaM, anche quegli operai che fabbricano l’Iphone non contano nulla, non più del prodotto che fabbricano (tanto più che spesso sono cinesi).

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                    • dome ha detto in risposta a GiuliaM

                      Antonio il progresso nasce da una forza maggiore innata dell’Uomo.
                      Se no perché saremmo qui, per accedere ad una pienezza interiore facendo le opere (costruendo, curando,operando). Se no che senso ha l’immanente?

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a GiuliaM

                      Intendi il progresso spirituale o quello materiale?

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                  • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                    Dai, non vorrai mica equiparare la bomba atomica all’iPhone?! Non hai criterio! I ragazzini ci spenderanno un sacco di soldi, ma mica ti esplode in faccia!

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a GiuliaM

                      P.S. detto da una che l’iPhone non lo possiede 🙂

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a GiuliaM

                      Inoltre il discorso che le persone si sentirebbero obbligate a comprare mezzi tecnologici e “all’avanguardia” è soltanto la dimostrazione di come l’uomo non cambi nel corso dei secoli: si chiama MODA, e ne erano afflitti anche gli egiziani nel vestire e pettinarsi… non c’entra assolutamente niente con le tue sparate contro la tecnologia.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a GiuliaM

                      Il problema è che mentre fino ad un certo punto è l’uomo che cambia moda, superato quel segno sarà la moda che cambierà l’uomo.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a GiuliaM

                      Ah, ora si parla di MODA, non di tecnologia… 😉

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a GiuliaM

                      …sì, ma di MODA tecnologica.
                      😉

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                  • dome ha detto in risposta a Antonio72

                    Antonio cstruire e progettare sono strumenti per accrescere il nostro spirito. Che senso avrebbe l’immanente?

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                    • Vronskij ha detto in risposta a dome

                      Voi che siete stimatori della tecnologia, dovete sapere che esiste anche una tecnologia del discorso. Quando si vede che altro ha una mania e insiste nel suo come un mulo, devi lasciare perdere, e cosi si salvi tu e aiuti anche lui.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a dome

                      E’ la stessa opinione degli evoluzionisti: la mente è un prodotto della maggior complessità neurale acquisita durante la sofisticata attività motoria permessa dal libero uso degli arti superiori, ovvero dopo che l’ominide assunse la posizione eretta (secondo alcuni scienziati gli stessi austrolapiteci pare che avessero un cervello già in parte umano, ancor più l’Homo Erectus).
                      Non a caso i circuiti cerebrali interessati dall’attività motoria e dalle capacità cognitive sono gli stessi e le attività sono inesorabilmente intrecciate.
                      In definitiva la capacità cognitiva umana è un prodotto tecnologico ed è certo che aumenti proporzionalmente al progresso tecnico scientifico. Sei d’accordo?

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a dome

                      Ora vorrei sapere tramite quale cortocircuito mentale hai tradotto Antonio cstruire e progettare sono strumenti per accrescere il nostro spirito. Che senso avrebbe l’immanente? con la mente è un prodotto della maggior complessità neurale acquisita durante la sofisticata attività motoria permessa dal libero uso degli arti superiori, ovvero dopo che l’ominide assunse la posizione eretta .

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a dome

                      Non ho tradotto alcunchè, ho solo descritto l’attuale posizione scientifica in merito. Non ti piace che si parli di scienza?

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a dome

                      Giorgio e il prof. Forastiere, scienziati, ti hanno spiegato che non è affatto questa l’opinione.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a dome

                      Allora dovrebbero diffonderle di più queste idee, perchè in giro si racconta tutt’altro (ed intendo scienziati, non gente qualsiasi).
                      Per es. che è scorretto confrontare il volume degli ominidi con quello dell’uomo moderno, senza tenere conto della proporzione cervello/corpo, in quanto se un autrolapiteco pesava 30/40 kg, ovvero circa la metà dell’Homo Sapiens Sapiens, è normale che il cervello fosse proporzionalmente più piccolo. Teniamo conto che anche il cervello di una donna è più piccolo di quello dell’uomo, e per anni cosa ci hanno raccontato le scienze? Oggi invece le neuroscienze ci raccontano che il cervello femminile è meno lateralizzato di quello maschile, ovvero i due emisferi sono potenzialmente equivalenti e si attivano in risonanza, a differenza dell’uomo che attiva solo l’emisfero interessato. E sto parlando non di teorie, ma di evidenze sperimentali eseguite con le tecniche moderne di neuroimaging. Poi dicono anche qualcosa sul mancinismo (ed io sono mancino).

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a dome

                      In giro si raccontano tante balle, anche sulla Chiesa, purtroppo: se ti informi di queste cose su schifezze tipo FOCUS, allora sei a posto…

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a dome

                      Ma quale Focus…sono libri che costano 20 Euro, come minimo, letti in apposite librerie con tutti gli scaffali ordinati matematicamente! Ora, non mi ricordo i titoli, ma se non ci credi fatti un giro quando hai tempo e prova a sbirciare e vedrai che non racconto panzane. Sarò sfortunato a leggere solo queste “opinioni scientifiche”? Ma anche se lo fossi, lo sono io come lo siamo tutti!

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a dome

                      Per es. cara GiuliaM, prima ho chiesto la differenza tra “etica della neuroscienza” e “neuroscienza dell’etica”. E lo sai da dove proviene questa chicca? Sempre dai soliti neuroqualcosa Sironi e Porta, in altro libro della stessa collana di quello precedente, Editori Laterza (come a scuola…ihih); titolo, mi pare, Neuretica.
                      Ora te la spiego, e mi puoi credere anche se non è il teorema di pitagora o quello di Goedel.
                      Allora, per “etica della neuroscienza” si intende la regolamentazione delle tecniche invasive in terapie che riguardano le aree cerebrali come la stimolazione profonda o l’uso stesso di psicofarmaci in pazienti con problematiche motorie o psichiatriche, o addirittura per l’eventuale controllo della mente.
                      Invece per “neuroscienza dell’etica” si intende lo studio, tramite le moderne tecniche di neuroimaging (soprattutto fMRI), dei circuiti cerebrali coinvolti nelle decisioni che attengono la morale. Pare infatti che le terapie di alcuni pazienti parkinsoniani possano determinare certe disinibizioni morali, e quindi giustamente si vuole approfondire la cosa.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a dome

                      Intendi questo? http://it.wikipedia.org/wiki/Neuroetica
                      Qui parla di addirittura quattro modelli della mente, quindi non si può parlare di interpretazione univoca a favore del materialismo. Ma sicuramente i tuoi guru Sironi e Porta ne avranno parlato nel loro libro…
                      Inoltre, da http://en.wikipedia.org/wiki/Neuroethics “The field is so young that any attempt to define its scope and limits now will undoubtedly be proved wrong in the future, as neuroscience develops and its implications continue to be revealed.”

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            • dome ha detto in risposta a Antonio72

              Ma cosa c’entra la bomba atomica!
              Si sta parlando del Mercato.
              Secondo me non siamo in pericolo perché ci sono degli scienziati atei . Nell’Ottocento allora?
              Forse, tu dai conto troppo agli pseudo-scienziati che parlano di Scienza per sentito dire.
              Tornando in tema, la tecnologia è sicuramente il terreno di orgoglio di tutti gli esseri umani, così come la medicina ecc
              Non riconoscere ciò sarebbe un arretramento storico.

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    • Fabrizio ha detto in risposta a Antonio72

      Dare le colpe alla scienza e la tecnica in sé, è come sostenere che la religione porta a dirottare aerei contro le torri gemelle.

      Forse bisogna stare attenti all’uso che se ne fa, e qui la colpa è sempre dell’essere umano.

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    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

      Stavo in pensiero, Antonio… 🙂
      Non ti stanchi di ripetere sempre le stesse cose? Se detesti tanto la tecnologia, perchè continui ad usare un PC per scrivere su questo blog o la macchina per andare al lavoro? Ti assicuro che non sei meno cristiano se inizi ad apprezzare l’ingegno umano, che è cosa molto buona se saputo usare, ma soprattutto è dono di Dio!
      E poi il Mercato con la Emme maiuscola esisteva anche nel Medioevo, non a caso le prime banche nacquero proprio lì… e certo nella crisi del ’29 non c’erano tutte le innovazioni tecnologiche di oggi.
      Ma tanto come al solito dirai che non ti ho capito, o che non ti ho risposto, tanto per evadere…

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  6. Leonardo ha detto

    È sconfortante quando i lettori di un blog come questo definiscono nefaste le idee di Adam Smith, un cristiano. Se consideriamo, da cristiani, la libertà individuale, la vita e la proprietà privata sacre, allora è ovvio che la funzione dello stato può solo essere quella di garante del contratto stipulato fra due liberi individui, e non quella di stabilire i termini del contratto. È ovvio, da questi commenti, che non abbiamo ancora risolto la tensione fra Cattolicesimo e libertà individuale e che il collettivismo ci aspetti al varco anche se voltiamo a destra, dove invece dovremmo trovare la libertà. Mala tempora currunt.
    L.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Leonardo

      Qual’è, secondo Smith, il motivo della ricchezza?

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    • lorenzo ha detto in risposta a Leonardo

      Visto che hai snobbato la risposta, rispondo io stesso: Smith pone alla base della ricchezza delle nazioni l’egoismo del singolo individuo, e tutta la sua esposizione si basa sul modo migliore di sfruttare proprio l’egoismo umano per produrre ricchezza.
      In tal modo ha dato un colpo mortale a quel primitivo capitalismo di origine cattolica che si basava sulla solidarietà e sulla sussidiarietà tra gli individui.
      Non centra quindi nulla la “la tensione fra Cattolicesimo e libertà individuale”, ma si tratta semplicemente del rifiuto di ritenere che l’egoismo sia un valore e che una società possa fondarsi su di esso!!!

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  7. Vronskij ha detto

    Il concetto del filosofo dell’articolo che l’Aldilà per il cristiano «non è né per il domani né altrove, ma per il qui e ora” ecc. ecc. è vero come mezza verità, perché è più che conosciuto che il concetto della freccia del tempo nella storia è “colpa” della mentalità ebreo-cristiana. Le altre civiltà hanno avuto un concetto ciclico per il tempo storico. Negare l’escatologia al cristianesimo vuol dire …, non so neanche io cosa vuol dire, forse fare una caricatura orribile. Sono scritti miriadi di pagine per dimostrare che l’escatologia marxista è una coppia surrogato dell’escatologia cristiana.

    Poi il finale per la crisi economica per costruire sulla roccia è soltanto una bella poesia. Il comunismo è nato appunto come conseguenza del fallimento del mercato libero, come opzione di costruire sulla roccia del mercato “stretto” con leggi ferrei. Il mercato libero provato che non funziona, quello stretto no e no, quello che abbiamo adesso, un piede di qua e uno di la (la verità sta in mezzo), sta andando alla deriva. Non vedo altre possibilità che fare poesie. Va bene, ma non so per quanto tempo ancora si può andare avanti in questo modo.

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  8. edoardo ha detto

    Quale’era l’idea di fondo di Adam Smith?
    Che lo stato non deve assolutamente intervenire nell’economia e le cose vanno lasciate al loro destino senza interventi statali.
    Questa è la quintessenza della teoria economica liberista come propugnato da Smith.
    Vi sembra giusto?
    Per me, no.
    L’esempio che ho fatto sopra dei minatori delle zolfiere siciliane di fine 800 calza perfettamente.
    Sono passati anni da quando feci la tesi sull’industrializzazione dell’Inghilterra, l’avvento del Liberismo, l’affermarsi delle enclosures…..è l’avidità sfrenata che domina quelle cose, un’economia di rapina, voler tenere masse di diseredati sull’orlo della sopravvivenza per poter attingere a manodopera a costo irrisorio.
    E’ cristianesimo quello? Per me no.
    La causa dei movimenti radicali che hanno insanguinato il 900 è da cercare proprio nell’avidità sfrenata dei possidenti e nella disperazione della gente comune.
    Non è stata sempre così la storia della civiltà industriale: le prime acciaierie della storia furono le acciaierie Darby, gestite da una comunità di Quackers, un gruppo protestante. Erano gestite in forma semi-comunitaria, non secondo un’ottica liberista.

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  9. Gino ha detto

    Un articolo di grande profondità e sapienza, tutto vero la realtà dell’uomo che oramai vive con lo sguardo orizzontale.

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  10. dome ha detto

    Ogni progresso scientifico – artistico – tecnologico -culturale segue per gli artefici un arricchimento spirituale.
    Non mi piace il modo in cui ti poni, sembri una persona confusa che si affida a questo o quello, solo perché questi ti riempiono la testa di cose
    complicate.
    Leonardo da Vinci diceva “la massima raffinatezza è la semplicità”
    Essi cercano di trasmutare la tua sapienza.

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  11. Mario ha detto

    “Non appoggiarti all’albero, deve seccare;
    non appoggiarti al muro, deve crollare;
    non appoggiarti al denaro, deve finire;
    non appoggiarti all’uomo, deve morire.
    Dio, Dio solo resisterà!” S.Francesco d’Assisi

    oggi ci aggiungerèi: “non affidarti alla borsa…deve crollare” 🙂

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