Le Isole Baleari smettono di finanziare l’aborto e sostengono la vita

Il governo della provincia spagnola delle Isole Baleari ha deciso che interromperà, a partire dal 2012, il finanziamento per le interruzioni di gravidanza effettuate in cliniche private. Il provvedimento è stato intrapreso su richiesta dell’IPFB (Istituto per la politica familiare delle Isole Baleari), ed ha visto sopprimere un finanziamento per cui, nel 2011, erano stati assegnati 540.000 € alla pratica abortista. I soldi risparmiati in questo modo, dunque, saranno destinati da subito al sostenimento delle donne in gravidanza che ne facciano richiesta.

E’ sicuramente un primo segnale dell’arrivo al governo del Partito Popolare, che ha vinto le elezioni nelle Baleari nel giugno 2011 e nel novembre 2011 in Spagna. Augustin Buades, delegato dell’IPFB, ha accolto favorevolmente l’invito della consigliera del dipartimento della “Salute, Famiglia e Benessere Sociale”, Carmen Castro Gandasegui, dicendo: «La Signora Castro ha dichiarato così che debbano essere soppresse le sovvenzioni alle cliniche abortiste private, ha sottolineato che la possibilità di abortire esiste anche nelle cliniche pubbliche e che, nel caso il medico rifiuti di eseguire l’aborto, si cercherà un altro ginecologo». E’ dunque stata anche difesa l’obiezione di coscienza. Tuttavia, l’annuncio non è stato accolto favorevolmente dal gruppo parlamentare PSM-IV-ExM, che aveva avviato la procedura di sostegno all’aborto. La deputata Fina Santiago ha affermato, infatti, che il ritiro delle sovvenzioni fosse “inaccettabile” perché, a suo dire, «pone limiti ad un diritto ottenuto dalle donne dopo molti anni e che viene decretato da una legge tutt’ora in vigore».

Augustin Buades, ad ogni modo, ha risposto alle accuse affermando che «in un momento in cui mancano le risorse finanziare per sostenere sanità e istruzione, il denaro pubblico non dovrebbe mai andare a finanziare l’aborto. Il finanziamento regionale dell’attività abortiva è particolarmente offensiva, in particolare nei confronti dei cittadini che pagano le tasse», e che magari sono contrari all’interruzione di gravidanza. L’IPFB ricorda, inoltre, che «l’aborto interrompe una vita umana, per cui è una grande tragedia per la donna che lo sceglie, rendendo anche la nostra società più disumana: è inammissibile finanziarlo con denaro pubblico».

Michele Silvi

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19 commenti a Le Isole Baleari smettono di finanziare l’aborto e sostengono la vita

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  1. Alessandra ha detto

    Ottimo modo per usare soldi pubblici…Qlc dovrebbe imparare..

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  2. Carmine ha detto

    Forza Spagna! Anche tu potrai riprenderti!

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  3. Antonio ha detto

    Cioè per le famiglie nel 2011 non c’erano aiuti, mentre per chi voleva evitare famiglia e responsabilità per capriccio 540.000 €? Ma calci nei denti a tutti no eh!?

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    • Michele Silvi ha detto in risposta a Antonio

      Non so se non ce ne fossero, di sicuro ce n’erano meno.

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    • Daniele ha detto in risposta a Antonio

      Ma anche in Italia ciò avviene:
      chi decide di mettere al mondo dei figli è lasciato solo dallo Stato (che è capace soltanto di fare promesse su promesse, ma di aiuti concreti – economici – nemmeno l’ombra), mentre le donne che vogliono abortire possono farlo gratuitamente presso le strutture sanitarie pubbliche.
      Ci pensa poi lo Stato, usando i soldi delle NOSTRE tasse, a pagare il ginecologo che ha eseguito l’aborto (che, oltre all’intervento chirurgico, comporta visite prima e dopo) e a coprire le spese sia della sala operatoria (strumentazioni, ecc…) sia dello “smaltimento” – mi vergogno solo al scriverla questa parola – dell’essere umano abortito.
      Se la donna optasse per l’aborto farmacologico, le cose non andrebbero diversamente, in quanto lo Stato, sempre tramite i NOSTRI soldi, le coprirebbe in tutto e per tutto la spesa per la RU486 (sui 14 € a compressa, 1 compressa = 1 aborto).
      Ecco dove, purtroppo, vanno a finire i NOSTRI soldi!
      Chiedo a qualcuno: nella denuncia dei redditi c’è modo di indicare che i propri soldi non finiscano per pagare aborti & co.?
      P. S. Alle famiglie in difficoltà ci pensano la Caritas e altre associazioni cristiane, usando soldi propri (offerte, donazioni, 8 per mille, ecc…), non di certo i soldi dello Stato…

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  4. Rebecca ha detto

    Bellissima notizia! Grazie Michele!

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  5. Daniele ha detto

    Ok, la decisione non è stata presa dal Governo Spagnolo ma da quello locale delle Baleari. Però come non vedere in questo provvedimento uno dei primi riflessi della vittoria dei Popolari alle elezioni dello scorso 20 novembre?
    Quello che viene dalle Baleari è un ottimo segnale! Ora speriamo che venga esteso a tutta la Spagna e che vengano messi in discussione anche altre leggi, come quella che permette i matrimoni omosessuali…

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    • Ottavio ha detto in risposta a Daniele

      Sono assolutamente d’accordo. Il fatto che ci sia un governo Pp in Spagna ha sicuramente confortato i politici delle Baleari. Spero davvero di cominciare a gustare le prime leggi come avviene lentamente anche negli Usa.

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  6. dome ha detto

    Queste sono le decisioni di cui abbiamo bisogno, e permettetemi questo radicalismo degli ambienti radicali di sinistra fanno male alla società perché inaspriscono i rapporti umani, essi vogliono plasmare una società secolarizzata e sempre critica.

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  7. Alessandra ha detto

    OT OT

    Intanto ecco come rispondono i radicali dopo che sono stati “sgamati” sul videoo fatto alla Casa del Clero di Milano

    http://www.radicali.it/primopiano/20111209/vaticano-paghi-lici-tanto-cominciare

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  8. Fedele Razio ha detto

    Alleluja.

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  9. edoardo ha detto

    I due link me li sono segnati in una cartellina a parte di rapida consultazione con lo scopo che, quando qualcuno rispolvera che la Chiesa non paga l’ici, li tiro fuori e li spiattello su qualche forum come ho fatto col disclaimer di Famiglia Cristiana per il test sul satanismo attribuito falsamente a loro.
    Se non ci arrangiamo da noi, quegli atei bigotti ci massacrano di menzogne.
    Io non ero granchè religioso prima di questa campagna, sebbene sia stato sempre credente, ma molto “blando”.
    Dopo questa campagna di menzogne mi sono rivoltato contro questo materialismo gretto ed imperante di luoghi comuni costruiti col far credere ciò che non è.
    Ho anche votato radicale per ben due volte, e per due anni ho avuto la tessera degli Antiproibizionisti….roba da pazzi!
    Adesso non li posso più vedere nè scritti nè dipinti.
    Perdonate la veemenza, la diplomazia non è il mio forte.

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  10. Alessandra ha detto

    Cmq sia sto notando a questo riguardo una serie di risposte scomposte da parte dei simpatizzanti radicali

    1) Il bollettino è falso
    2) il bollettino è “facilmente falsificabile” (versione edulcorata della precedente)
    3) La colpa è del comune di Milano che aveva quella struttura nella lista degli immobili esenti (allora perchè non chiedere PUBBLICAMENTE di fare chiarezza?)

    4) Il bollettino non dice “casa del Clero” ma “chiesa rettorile San Tommaso” (questa è la più comica di tutte: basta cercare su google e vedere che sono la stessa cosa..per la serie “se tua mamma non te lo spiega come si fa tutte le mattine non ti sai allacciare le scarpe)

    E dulcis in fundo…

    5) Sì vabbè, ma pagano TROPPO POCO!

    In tutto questo non una riga ufficiale da parte del partito radicale. Ma non è che stanno cercando di insabbiare tutto?

    Qui uno dei miei bellissimi dialoghi con questa gente

    https://www.facebook.com/VATICANOPAGATU/posts/324172120944994

    Bellissimo questo intervento:

    “ah, dimenticavo ma lei che ci sta a fare in questo gruppo se non condivide le nostre opinioni? Si faccia un gruppo tutto suo!”

    Ma se sono “opinioni” perchè quello che si dice si spaccia per “verità incontrovertibile”???

    Ma che risate…

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