Il neurofarmacologo Vescovi: «da agnostico dico no alle staminali embrionali»

Il neurofarmacologo Angelo Vescovi, tra i più importanti studiosi di cellule staminali adulte a livello internazionale, dal 1998 ricercatore presso l’Istituto neurofarmacologico Besta di Milano e direttore scientifico della casa Sollievo della Sofferenza di san Pio di san Giovanni Rotondo, è stato intervistato da IlSussidiario.net in merito al grande appoggio dato da Benedetto XVI alla ricerca sulle staminali adulte.

Questo tipo di sperimentazione, ha detto il Pontefice«apre le possibilità per curare malattie croniche degenerative riparando il tessuto danneggiato e ripristinando la sua capacità di rigenerazione». La Chiesa, ha continuato, «offre il suo incoraggiamento a quanti sono impegnati nel condurre e sostenere la ricerca di questo tipo, sempre con la condizione che essa sia portata avanti col dovuto riguardo per il bene integrale della persona umana e il bene comune della società». Nessun problema etico, ha aggiunto, «quando le cellule staminali sono prese dai tessuti di un organismo adulto, dal sangue del cordone ombelicale al momento della nascita, o dai feti che sono morti per cause naturali». Il Pontefice ha voluto anche ribadire il no all’uso delle staminali da embrioni: «La distruzione anche di una sola vita umana non può mai giustificarsi in termini di beneficio che può plausibilmente portare a un’altra».

Nonostante il suo cognome, il professor Angelo Vescovi si dichiara agnostico e -come già hanno fatto altri scienziati recentemente– ha ribadito un concetto ancora poco accettato: «Condivido quel che ha detto il Papa nel modo più assoluto. La realtà è che dietro la spinta a procedere sulle cellule staminali embrionali c’è una spinta di carattere economico. Si sono spesi 40 milioni di dollari per anni senza produrre nulla, con una sperimentazione che è anche rischiosa nei confronti del paziente per il modo in cui viene condotta. Ma soprattutto non si possono fare affermazioni per giustificare tali sperimentazioni dicendo che essa è l’unica possibile».

«La logica del Papa», conclude il neuorofarmacologo, «e lo dice uno che è agnostico e ribadisce il suo essere agnostico, è straordinaria. La scienza che pensa di produrre la vita umana al fine stesso di distruggerla per creare delle cellule è una scienza che si dichiara sconfitta. Una scienza che crea vita per distruggerla con lo scopo di aiutare la vita ha fallito la sua concezione: è una tecnologia applicata, ma non al servizio dell’uomo».

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