Spagna: il PP toglierà il “catechismo di Zapatero” dalle scuole

Dopo aver annunciato l’abrogazione delle leggi su aborto e matrimonio omosessuale (cfr. Ultimissima 30/9/11), il Partito Popolare spagnolo -che secondo un recente sondaggio pubblicato da “El Mundo”, si attesta a pochi giorni dalle elezioni al 47,4% delle preferenze, contro il 30,7% del Partito Socialista –  ha inserito nel suo programma elettorale l’eliminazione del controverso sistema  scolastico varato dal governo Zapatero, in particolare per quanto riguarda l’ “Educazione alla cittadinanza” (Epc).

A riportarlo è un articolo apparso pochi giorni fa sul sito spagnolo “Religion en Libertad”. L’ “Educazione alla Cittadinanza”, come suggerisce il nome, è una materia obbligatoria promossa con il presunto obiettivo di favorire lo sviluppo «di persone libere attraverso il consolidamento di autostima, dignità personale, libertà e responsabilità, per la formazione di futuri cittadini con un pensiero autonomo, rispettosi, partecipativi e solidali, che conoscano i loro diritti, si assumano i propri doveri e sviluppino abitudini civiche».

Nell’ordinamento scolastico dal 2007, l’iniziativa si è dimostrata, invece, simbolo di una cultura laicista che, lungi dal promuovere la formazione di un pensiero autonomo, ha offerto esempi di vero e proprio indottrinamento ideologico. E’ stato infatti soprannominato il “Catechismo di Zapatero”.  In un articolo pubblicato per il settimanale “Tempi” nel 2007 vengono riportate le dure parole della Conferenza episcopale spagnola all’interno di un comunicato ufficiale: «è una forma di educazione statale e obbligatoria della coscienza, che impone il relativismo morale. Non ci sarebbe nulla da obiettare a una materia scolastica che faciliti la conoscenza oggettiva dei princìpi costituzionali o delle norme civiche della convivenza, ma questi sono alcuni insegnamenti concreti che, sotto il nome di “Educazione alla Cittadinanza”, costituiscono una grave lesione del diritto dei genitori a determinare l’educazione morale che desiderano per i figli. Inoltre, nel modo in cui appaiono programmati, significano l’imposizione del relativismo e dell’ideologia del “genere”»

Molte associazioni di docenti e genitori avevano sin da subito lamentato che all’interno di queste ore scolastiche obbligatorie venivano affrontate questioni di ordine morale, inclusa la dimensione umana della sessualità, il concetto allargato di famiglia (anche omosessuale) e il pluralismo morale. Dopo lunghi anni di lotte contro l’indottrinamento statale, 55.000 casi di obiezioni e migliaia di procedimenti giudiziari, per l’ “Educazione alla Cittadinanza” questi potrebbero essere gli ultimi giorni di lezione. Se infatti il PP dovesse vincere alle politiche anticipate del 20 novembre, questo insegnamento obbligatorio si vedrebbe rimpiazzato da un’altra disciplina basata esclusivamente sui valori della Costituzione.

Il presidente dell’Associazione dei Professionisti per L’Etica, Jaime Urcelay, commentando con soddisfazione la scelta del Partito Popolare, spiega che «questo passo non sarebbe stato possibile senza la testimonianza ed il coraggio di genitori, studenti ed associazioni che hanno lottato quasi cinque anni per la loro libertà e quella di tutti i cittadini». Facciamo presente che in soli 6 giorni il leader del PP  ha ricevuto oltre 5.000 richieste per eliminare questa forma di indottrinamento obbligatorio.

Filippo Chelli

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