Ad Assisi anche rappresentanti di un ateismo sano e non violento

Oggi Papa Benedetto XVI si è recato ad Assisi per la “Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo”, evento voluto dallo stesso Pontefice 25 anni dopo il primo grande incontro interreligioso promosso da Giovanni Paolo II nella città di San Francesco (il 27 ottobre 1986) e quasi dieci anni dopo quello svoltosi sempre ad Assisi nel gennaio 2002. Ancora una volta, come mostra Zenit.it, il mondo guarda al Pontefice.

Tra le novità di questo appuntamento anche la scelta di invitare ad Assisi -oltre ai rappresentati delle religioni- anche non credenti e agnostici, dimostrando in modo corretto che la ricerca del vero e del bene appartiene a tutti gli uomini di buona volontà. Sono presenti dunque la filosofa e psicanalista francese Julia Kristeva, il filosofo italiano Remo Bodei, il messicano Guillermo Hurtado e l’austriaco Walter Baier. Nella parte conclusiva del discorso, il Pontefice ha detto: «La vera risposta all’ateismo che nega Dio viene da quei non credenti che cercano la verità, che sono in cerca di Dio». Qui il discorso integrale.

Tra questi “non credenti in ricerca” c’è Remo Bodei, filosofo, docente all’University of California, il quale ritiene che vada «portata avanti una comune ricerca della verità. Soprattutto nel contesto attuale» dove «la verità viene concepita come una “torta da spartirsi”, in cui ciascuno prende una fetta a condizione che anche l’altro ne prenda un’altra. Ma questa è una visione della verità degradata a opinione. Invece Benedetto XVI, che stimo per i suoi scritti su Agostino, ha il grande merito di aver sottolineato la valenza “greca” del cristianesimo, ricordando che la fede non è solo intenzione o emozione, ma anche razionalità». Continua Bodei: «Mi auguro che, come ha fatto il cardinal Bagnasco a Todi, la Chiesa voli sempre più alto. Credo che, dalla Cattedra dei non credenti del cardinal Martini fino al Cortile dei gentili di Benedetto XVI, l’istituzione ecclesiale abbia manifestato la disponibilità a rileggere (senza metterli in discussione) i propri dogmi in rapporto al presente […] ciò diventa un fatto positivo anche per i “laici”, cioè quei non credenti che non vogliono vivere nella banalità. E non si conformano all’astronomo Laplace quando disse: “Ho scrutato il cielo e non ho visto Dio”. Riscoprire la dimensione del sacro, soprattutto in un periodo di crisi come questo, in cui l’economia e il futuro dei giovani appaiono incerti (noi occidentali diventeremo più poveri), costituisce un lavoro comune per credenti e non credenti, al di là dei colori dei partiti. Qui si situa il giusto ruolo della rilevanza pubblica della Chiesa, senza che essa arrivi a dettare legge. Questa collaborazione è in definitiva benefica per la società».

Julia Kristeva afferma invece che «attaccandosi all’oscurantismo, la secolarizzazione ha dimenticato di interrogarsi sul bisogno di credere che è sotteso al desiderio di sapere, così come sui limiti da porre al desiderio di morte per vivere insieme. Tuttavia, non è l’umanesimo, sono le derive settarie, tecnicistiche e negazionistiche della secolarizzazione che sono precipitate nella «banalità del male», e che oggi favoriscono l’automatizzazione in atto della specie umana. «Non abbiate paura!», queste parole di Giovanni Paolo II non erano rivolte solamente ai credenti, che incoraggiavano a resistere al totalitarismo. L’invocazione di questo Papa – apostolo dei diritti dell’uomo – ci incita anche a non temere la cultura europea, ma al contrario ad osare l’umanesimo: costruendo complicità tra l’umanesimo cristiano e quello che, scaturito dal Rinascimento e dai Lumi, ambisce a rischiarare le vie rischiose della libertà».

Infine il filosofo Guillermo Hurtado spiega la sua presenza dicendo che un agnostico ad Assisi accompagna «i credenti nella ricerca della verità e della pace, come ha detto Benedetto XVI». Ritiene ci siano diversi tipi di ateismo, così come tante e diverse sono le religioni: «è un ventaglio che va dagli atei belligeranti giacobini (che pretendono di cancellare la religione) fino agli agnostici aperti alla manifestazione della religiosità».

Insomma, un ateismo sano, civile, non banale ed intelligente. Sempre più in estinzione, purtroppo.

 

Qui sotto il discorso di Benedetto XVI

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49 commenti a Ad Assisi anche rappresentanti di un ateismo sano e non violento

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  1. Maffo ha detto

    ah…ma allora esistono ancora…

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  2. Panthom ha detto

    Scommetto che allora l’UAAR non è stata invitata…c’ho preso?

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    • Ercole ha detto in risposta a Panthom

      Esatto…le sette folkloristiche sono escluse da queste cose….quando parlano gli adulti solitamente i bambini vanno a giocare in cameretta…

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  3. Paolo Viti ha detto

    Stimo molto Bodei e il suo pensiero vale davvero! Non mi stupisco se sia accantonato dall’anticlericalismo nazional-popolare-mediatico dei devoti odifreddini…vi consiglio il libro “I senza Dio” in cui -ricordando molto Bobbio- egli riconduce l’ateismo ad una parentela molto profonda con la fede, un legame indissolubile come il famoso “corpo a corpo” con l’angelo della Bibbia. Ne vale la pena per capire la banalità della lobby Hich&Dawkins

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  4. Qumran ha detto

    Cioè volete dire che nessuno ha detto che il Papa è un nazista, che i cristiani sono la feccia dell’umanità, che le crociate e l’inquisizione hanno fatto miliardi di morti, che i cattolici sono tutti pedofili ecc..? No dai non scherziamo, allora vuol dire che non erano atei.

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  5. Pino ha detto

    scusate ma atei seri e atei cialtroni sono sempre esistiti. Basti pensare a Norberto Bobbio che, nonostante fosse non credente, si battè pubblicamente e con fermezza contro la legge sull’aborto. Poi sono venute le macchiette alla Odifreddi, ma questo è un altro discorso.

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    • Jack ha detto in risposta a Pino

      Peccato che i primi hanno oggi lasciato il posto ai secondi e si sono rintanati nelle loro casette….la secolarizzazione ha fatto sparire il sano ateismo dalla vita pubblica e non la fede.

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      • Pino ha detto in risposta a Jack

        nessuno dice mai che l’ateismo alla Odifreddi (meglio sarebbe dire antiteismo) è il prodotto del trasferimento ideologico del materialismo dialettico dal comunismo sovietico alle democrazie occidentali. Strano che anche nella Chiesa cattolica solo poche menti illuminate abbiano colto questa trasformazione. Una volta l’ateismo ed il pensiero laico erano prerogativa del pensiero di stampo liberale, quindi più aperto ed intelligente ma confinato ad elite intellettuali. Oggi è diventato un fenomeno di massa trascinato dai partiti ex marxisti che sono come quelle baldracche che sono andate dal chirurgo per rifarsi una verginità.

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  6. Michele Forastiere ha detto

    Scusate, ma… avete visto il “Comunicato stampa” dell’UAAR su questa stessa notizia? (http://www.uaar.it/news/2011/10/27/papa-attacca-ateismo-uaar-replica-sua-cattiva-coscienza/) Lo trovo assolutamente delirante ! Meno male che c’è Filippo Chelli che sta rispondendo in maniera razionale alle cialtronerie sparate dalla maggior parte dei commentatori — compreso Bruno Gualerzi!

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    • Michele Forastiere ha detto in risposta a Michele Forastiere

      …per completezza di informazione: non mi ero accorto che anche l’ottimo Antonio72 era intervenuto per portare un po’ di logica in una discussione di per sé totalmente incoerente.

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    • Daphnos ha detto in risposta a Michele Forastiere

      Sono senza parole. Quello di Hitler era antisemitismo cristiano… non ci posso credere. Leggendo queste cose si capisce perché amare certe persone sia il precetto più difficile della dottrina cristiana; fortunatamente sono giovane e non ho ancora perduto la perseveranza nel tollerare. Ma fino a quando?

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      • GiuliaM ha detto in risposta a Daphnos

        Anche io, a poco più di 22 anni , trovo difficile tollerare certi atteggiamenti… Secondo me una rispostina “correttrice” ogni tanto non fa male 😉

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    • Luca S. ha detto in risposta a Michele Forastiere

      A volte mi viene da pensare che persone con la conformazione psicologica del militante medio dell’UAAR in un contesto totalitario potrebbero fare cose indicibili.

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      • Daphnos ha detto in risposta a Luca S.

        In fondo, hai letto i commenti… loro possono fare ciò che vogliono, tanto non hanno un dio a cui attribuire la responsabilità.

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    • Gabry ha detto in risposta a Michele Forastiere

      Ma perché nessuno se lo fila questo comunicato? Domani voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di dargli ascolto…

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    • a-ateo ha detto in risposta a Michele Forastiere

      Bruno Gualerzi…chi era costui?

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    • Pino ha detto in risposta a Michele Forastiere

      il Prof. Cesare Musatti, padre della psicanalisi italiana, socialista ed ateo, fu il primo ad accorgersi di una patologia fino ad allora ignorata. Psicanalizzando alcuni pazienti scoprì che avevano un atteggiamento aggressivo e violento nei confronti della religione, dei suoi simboli e dei suoi rappresentanti. La cosa sulle prime lo meravigliò perchè anche lui non era credente ma non aveva un atteggiamento di quel tipo nei confronti dei simboli religiosi e della religione in generale. Approfondì la cosa e scoprì che questi soggetti erano affetti da una seria nevrosi che lui definì “ateismo nevrotico”. Chi ne è colpito si dichiara ateo ma nel subconscio è credente. Dal conflitto fra conscio e subconscio si scatena una nevrosi che porta l’individuo ad uno stadio di aggressività crescente nei confronti del fatto religioso e delle sue manifestazioni esteriori. Carcano & C. sono affetti da tale patologia che andrebbe seriamente curata con opportuni trattamenti psichiatrici. I loro deliri altro non sono che una manifestazione della malattia, prenderli in considerazione è tempo perso.

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      • Daphnos ha detto in risposta a Pino

        Parli di “avversione al sacro”? Non vorrei tirare in ballo cose non di mia competenza, ma alcuni sintomi si possono forse riscontrare. Cmq io personalmente eviterò di lanciare illazioni.

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      • Piero B. ha detto in risposta a Pino

        Ecco cosa ne pensano gli uaarini http://www.uaar.it/news/2010/03/30/ateismo-e-nevrosi/

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        • Pino ha detto in risposta a Piero B.

          cazzate! chi ha per primo studiato la patologia è stato proprio un ateo, il Prof. Musatti, come ho detto sopra. Gli uaarini sono ignoranti, non sanno che esistono due tipi di ateismo. Pfeil distingue un ” ateismo della pretesa sufficienza” da “un ateismo dell’aperta ribellione”. Il primo è disinteressato a Dio e indifferente alla religione della quale discute tranquillamente, il secondo pretende che Dio non esista o che si debba sopprimere nel caso esistesse. E’ questo secondo tipo l’ateismo degli uaarini.
          Nell’ateismo nevrotico abbiamo le seguenti caratteristiche:
          1) negazione violenta di Dio
          2) veemenza emotiva
          3) aperta ribellione contro la fenomenologia religiosa
          4) volere per forza, con ostinazione e arroganza che Dio non esista e che gli altri non credano in lui.
          5) provare fastidio, molestia, affanno, dispiacere, irritazione, fobia per ogni manifestazione religiosa
          6) molestare in ogni modo chi crede perché il loro credere è per noi una molestia insopportabile
          7) cercare di cancellare da sé ogni ricordo religioso e ogni possibile segno riconducibile a religione come si trattasse di contaminazione radioattiva: liturgie di sbattezzi e feste di sbattezzo.
          Cesare Musatti ( freudiano, fondatore della psicoanalisi italiana, socialista) così definisce l’ateismo nevrotico: “i più violenti negatori di Dio sono coloro nei quali è più vivo il senso della divinità.”

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          • GiuliaM ha detto in risposta a Pino

            i più violenti negatori di Dio sono coloro nei quali è più vivo il senso della divinità
            O in altre parole, “chi disprezza compra”.

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    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Michele Forastiere

      Ho scorso velocemente la discussione e dico che vi sono i soliti nomi quella 40 di soci o simpattizanti.

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      • Raffa ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

        Dopo 15 anni di sito web è un po’ scarsino come risultato…40 adepti di cui 15 sono i responsabili del sito e dei vari distaccamenti regionali e altri 15 servono solo a ridicolizzare coloro che la pensano diversamente.

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  7. Riccardo ha detto

    Sarà, ma io credo proprio che tra un po’ li banneranno!

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  8. Emanuele ha detto

    Non so se per voi é una cosa che non avete mai sentito, ma ateo = non credente in divinità, tutto il resto sono cose non caratterizzanti l’ateismo: morale atea? Cercare di collegare dei valori, una morale, comportamenti ecc é assolutamente da ignoranti o alternativamente da persone in malafede che usano certi legami per sostenere i propri discorsi.E secondo me il Benedetto XI non é ignorante.

    Sull’antisemitismo di Hitler non commento in quanto non sono uno storico e potri sbagliarmi, però di una cosa sono sicuro: l’antisemitismo non deriva dall’ateismo…le origino credo che siano conosciute: la religione o non religione non centra molto, centra piuttosto il dover trovare capri espiatori in momenti di crisi. Ma anche per Hitler credo che valgano sempre le stesse motivazioni…

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    • Karma ha detto in risposta a Emanuele

      Se l’ateo fosse veramente una persona disinteressata delle divinità non ci sarebbero stati i milioni di morti religiosi sotto l’ateismo di Stato sovietico e comunista. In realtà troppo spesso l’ateismo è una vera e propria religione da propagandare e inculcare negli uomini. Oggi esistono vere e proprie parrocchie, come l’uaar, che hanno questo compito di proselitismo e portano avanti il progetto attraverso l’attacco e la ridicolizzazione sistematica dei credenti e della religione. Per questo è interessante vedere che non tutti gli atei si sono ridotti così.

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      • Emanuele ha detto in risposta a Karma

        Mi sembra che sias stato compreso il mio commento: se una persona mi dice che é cristiana, io ritegno che questa persona creda in Cristo. Se una ersona mi dice che é cattolica, io ritengo che otre a credere in cristo, crede in determinate cose e ritenga giusti determinati valori che caratterizzano il cattolicesimi. Se una persona mi dice che é atea, io so solo che non crede in dio. Di conseguenza il fatto che un regime abbia imposto l’ateismo e che abbia fatto massacri, non vuol dire sia stato imposto un modello di valori atei (in quanto non esistono). Una teocrazia islamica prende ispirazione dal Corano, una “Ateocrazia” non prende ispirazione da nessun libro ateo o dottrina atea. Quindi l’ateismo non é una religione: che poi persone possano cercare di propagandarlo é un’altro discorso. Come un cattolico può cercare di convertire una persona alla propria religione, non vedo perché un ateo non possa cercare di convincere un’altra persona della sua opinione.

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        • Daphnos ha detto in risposta a Emanuele

          Secondo me, non hai detto sciocchezze, anzi. Però il discorso che hai fatto andrebbe ampliato.

          Anzitutto, se il tuo ateismo non è una scelta di valori, questo non si direbbe per l’associazione UAAR, la quale addirittura, nei suoi obiettivi, propone di portare avanti una “rivoluzione etica” (proprio così) e impostare la società su un ben determinato insieme di principi; quelli, e non altri. Infatti i suoi redattori non perdono occasione di sponsorizzare pratiche come aborto ed eutanasia, lamentando ingerenze e discriminazioni in caso di opinioni contrarie.

          Sull’ateocrazia: è vero, lo stato islamico introduce come legge la Shari’a, e a quella si attiene. Ma vorrei porre una questione: se in Italia salisse al potere un partito chiamato “Trucidiamo la Chiesa, viva lo Stato ateo”, e sterminasse quella parte di popolazione che non vi aderisse, neanche in questo caso ci sarebbe un'”ateismo” cui attribuire la responsabilità del crimine? Non vorrei che questa cosa dell’indipendenza degli atei uno dall’altro, dell’inesistenza di un’unitarismo ateo, fosse soltanto un modo per scaricare le responsabilità collettive, e criticare invece quelli a cui, come a me, vengono rinfacciati episodi tristi avvenuti più di quattro secoli fa per mano di personaggi sconosciuti anche agli accusatori.

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        • Alessandro Bagni ha detto in risposta a Emanuele

          Emanuele, l’ateismo ha in sé tutta una schiera di valori ben precisi e tu vi aderisci, forse, senza esserne consapevole. Ne dico alcuni: autodeterminazione totale dell’uomo, concetto di laicismo al posto di laicità, materialismo sessuale e filosofico, riduzionismo biologico ecc…

          Riprendendo la risposta di Daphnos, ricordo poi che alcuni lager sovietici erano proprio esclusivi per i prigionieri religiosi. Le sevizie e le torture degli atei verso gli esseri umani religiosi, solo perché credenti in Dio, sono tantissime. Il caso più famoso è sicuramente il Carcere di Pitesti in Romania:
          http://archiviostorico.corriere.it/1996/febbraio/17/Arcipelago_GULAG_dannati_Pitesti_co_0_9602174966.shtml ; http://www.ilgiornale.it/cultura/la_prigione_dove_cancellavano_lanima/16-03-2010/articolo-id=429872-page=0-comments=1

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    • Daphnos ha detto in risposta a Emanuele

      E’ proprio questo il fatto: l’antisemitismo non ha origine “atea”, ma ciò non singifica che debba avere matrice religiosa. E’ indiscutibile che vi siano stati cristiani che abbiano discriminato gli ebrei fino alla violenza, ma la serietà che uno si aspetta da uno “storico delle religioni” quale Carcano si definisce, imporrebbe di osservare che la “paura del diverso” non fa parte della dottrina cristiana, ma trae origine da condizioni culturali di instabilità (politica, economica, sociale). In parole povere, è successo che un gruppo religioso discriminasse una minoranza religiosa, ma non per motivi dottrinali, bensì politici.

      La propaganda ateista di questi anni, sponsorizzata dall’UAAR e dagli scrittori che hanno rapporti con l’associazione, ha come obiettivo quello di banalizzare la cosa, e affermare che la religione sia DI PER SE’ causa di conflitto, cosa che non posso accettare, non solo perché io personalmente cerco di essere un credente tollerante e rispettoso della libertà di opinione, ma anche perché mi sembra che un’analisi simile sia molto distante dalla realtà e dalla completezza dei fatti.

      Inoltre, un’analisi di stampo così radicale e totalizzante, ha un effetto molto maggiore sulla gente in un periodo di (relativa) instabilità economica e sociale come quello che stiamo vivendo, per questo sento il dovere di intervenire.

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  9. Renato Valsecchi ha detto

    Francesco Agnoli ha però criticato Ravasi per la scelta degli atei e ha rivelato alcune posizioni della Kristeva e di Bodei molto interessanti: http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=166VMV

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    • Pino ha detto in risposta a Renato Valsecchi

      concordo con Agnoli, ed è quello che ho già sostenuto su questo sito. A furia di “dialogo” “ecumenismo” “incontro” e fesserie simili, come se da 2000 anni a questa parte le porte della Chiesa non siano sempre state aperte per accogliere chi voleva con essa incontrarsi, certi ecclesiastici stanno svendendo il cristianesimo annacquandolo in un naturalismo massonico, in un indifferentismo e relativismo religioso totalmente suicidi. Questo modo di pensare e di agire deriva dalla lettura ideologica del Vaticano II secondo la quale la Chiesa ha detto e fatto sciocchezze per 1965 anni per poi scoprire all’improvviso come doveva confrontarsi con il mondo e la società. Risultato: lassismo disciplinare nel clero (ormai i preti dicono e fanno quello che meglio credono senza il minimo intervento correttivo dall’alto), confusione dottrinale, declino morale con la Chiesa infarcita di preti gay e pedolifi.

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  10. Willy ha detto

    No derivano dal Vaticano II stesse. I documenti originali del Concilio vennero subito cestinati…

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    • Pino ha detto in risposta a Willy

      anche questo è vero, infatti i cestinatori furono cardinali come Lienart e Suenens, che risultarono essere poi iscritti a logge massoniche, che trascinarono la maggioranza dei vescovi.

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