EllaOne: l’ennesima aggressione alla vita mascherata da contraccezione



di Stefano Bruni*
*pediatra e ricercatore scientifico

 
 
 

INTRODUZIONE (può essere d’aiuto, ma non è indispensabile alla comprensione del testo successivo. La sua lettura è pertanto facoltativa)

L’inizio della vita di un individuo (inteso come essere vivente dotato di un codice genetico unico e irripetibile) è l’incontro tra uno spermatozoo e un ovocita, che avviene nella tuba uterina intorno al 14° giorno del ciclo mestruale. Gli spermatozoi sopravvivono nella cervice uterina fino a 5 giorni. Dopo un rapporto sessuale risalgono fino nelle tube, in una delle quali, se è avvenuta l’ovulazione, incontreranno l’ovocita. Dopo un rapporto sessuale la donna avrà dunque spermatozoi vitali e fecondanti al suo interno per circa 4-5 giorni. Gli ovociti maturano in una particolare struttura detta follicolo, nei primi 13-14 giorni circa del ciclo mestruale grazie all’azione dell’ormone follicolostimolante (FSH) secreto dall’ipofisi e degli estrogeni secreti dal follicolo stesso. Quando il follicolo giunge a maturazione, grazie all’azione dell’ormone luteinizzante (LH) si rompe e libera all’esterno dell’ovaio l’ovocita che ha al suo interno (ovulazione): siamo circa al 14° giorno del ciclo mestruale. La fecondazione è la conseguenza della penetrazione di uno spermatozoo in una cellula uovo all’interno della tuba. La fusione del nucleo della cellula uovo e dello spermatozoo impiega circa 24 ore per completarsi e determina la formazione della prima cellula dell’embrione (zigote), la prima cellula della nuova persona. Circa 5-6 giorni dopo la fecondazione l’embrione ha raggiunto l’utero e per sopravvivere deve necessariamente “impiantarsi” ovvero “attaccarsi” all’endometrio che è il tessuto che tappezza internamente la cavità uterina. Se questo processo non avviene correttamente l’embrione non riesce a sopravvivere perché non ha più a disposizione sostanze nutritizie. In questa fase sia l’embrione che l’endometrio giocano un ruolo attivo: entrambi secernono svariate sostanze determinando fra loro un vero e proprio “dialogo biochimico”. L’organismo materno secerne soprattutto gli estrogeni ed il progesterone, la cui funzione è quella di preparare l’endometrio ad accogliere l’embrione. In particolare il progesterone (che per agire deve essere riconosciuto da specifici recettori presenti sulle cellule endometriali) contribuisce allo sviluppo del prodotto del concepimento prima ancora che si impianti, esaltando specificatamente le secrezioni tubariche ed uterine necessarie al suo nutrimento e sviluppo, prepara un ambiente uterino idoneo all’impianto aumentandone lo spessore ed alterando la viscosità del muco cervicale con lo scopo di bloccare batteri e sperma, induce lo sviluppo di cellule deciduali nell’endometrio, importanti per la nutrizione dell’embrione nei primi stadi e inibisce la contrattilità dell’utero gravidico, evitando la possibilità di un aborto spontaneo.

 
 

LA PILLOLA DEI 5 GIORNI DOPO: FATTI E MISFATTI

In Italia, dopo aver ottenuto l’approvazione da parte del Consiglio Superiore di Sanità, ellaOne, un farmaco reclamizzato come pillola anticoncezionale, ha ottenuto l’autorizzazione da parte del comitato tecnico scientifico dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), purché prudentemente prima dell’assunzione sia stato effettuato un test di gravidanza per escludere una gestazione in atto. Questa “clausola” ha ovviamente scatenato polemiche a non finire perché a detta di alcuni complicherebbe le cose alla donna che ha deciso di assumere la pillola per correre ai ripari dopo un rapporto sessuale imprudente per il periodo nel quale è stato consumato (cioè nei giorni prossimi all’ovulazione).

Su Avvenire del 6 Ottobre scorso era riportata un’intervista al Dr Bruno Mozzanega, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze ginecologiche e della riproduzione umana dell’Università di Padova, che nell’ultimo numero dell’Italian journal of gynaecology and obstetrics ha pubblicato una ricerca su ellaOne, meglio nota come la pillola dei cinque giorni dopo. Nell’intervista il Dr Mozzanega sottolinea come il farmaco, presentato come anticoncezionale, per il suo meccanismo d’azione e per la finestra terapeutica (5 giorni) per la quale è indicato abbia in realtà potenziale abortivo molto spiccato. Proverò a dimostrarvi come ellaOne sia l’ennesimo tentativo di mistificazione, cioè di far passare come anticoncezionale una pillola che ha un altissimo potenziale abortivo. Onestà intellettuale e correttezza professionale medica  vorrebbero che alle donne non fosse fatta disinformazione, come invece sta avvenendo.

L’ulipristal acetato, questa la molecola che costituisce ellaOne, è un farmaco proposto come metodo di contraccezione d’emergenza durante le 120 ore (5 giorni) successive ad un rapporto sessuale non protetto o a rischio. Come riportato nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP), per intenderci la scheda tecnica nella quale sono riassunte le informazioni più rilevanti per il medico relativamente al farmaco, “ulipristal acetato è un modulatore selettivo sintetico del recettore del progesterone che agisce legandosi con grande affinità al recettore umano del progesterone”. Nell’RCP si legge che “si ritiene che il meccanismo d’azione primario consista nell’inibire o ritardare l’ovulazione” (tanto per cominciare sottolineo il “si ritiene”: voi lo assumereste un farmaco che “si ritiene” funzioni in un certo modo o preferireste sapere che il mondo scientifico sa “con certezza” quello che avviene nell’interazione tra un farmaco e il nostro organismo?!).

L’Agenzia regolatoria predisposta all’approvazione dei medicinali (EMA) ha autorizzato la commercializzazione di ellaOne dal Maggio 2010 dopo avere discusso il dossier scientifico portato dalla ditta produttrice. Come si potrà notare, nella sezione 2.3 di questo assessment (cfr. ultimo capoverso di pag. 9/49) vengono riportati correttamente tutti i possibili meccanismi d’azione del farmaco: capacità di bloccare/impedire/ritardare l’ovulazione, anche dopo il picco di LH, e capacità di ritardare la maturazione dell’endometrio in modo tale da prevenire l’impianto dell’embrione. A pag. 11/49 (cfr. secondo capoverso) dello stesso documento di EMA si conferma che, su colture di cellule, ulipristal acetato inibisce in maniera evidente la proliferazione delle cellule dell’endometrio stimolata da progesterone ed estrogeni. Addirittura, nella sezione relativa al meccanismo d’azione (cfr. pagina 22/49) si accetta “candidamente” (ma surrettiziamente) che, “poiché il progesterone è critico per l’impianto, si è pensato che ulipristal acetato potesse essere promettente come agente contraccettivo”.  Le conclusioni (cfr. capoverso 4, pag. 23/49) sono che “il principale meccanismo d’azione del farmaco si pensa sia l’inibizione o il ritardo dell’ovulazione, ma alterazioni dell’endometrio possono anche contribuire all’efficacia del prodotto. D’altra parte gli stessi concetti sono riportati in alcune pubblicazioni scientifiche tra le quali, per chi volesse approfondire, vi riporto i link alle seguenti:

 

Nella “Sintesi destinata al pubblicopredisposta da EMA, relativamente alle caratteristiche del farmaco si trovava chiaramente indicato quanto segue: “Perché inizi la gravidanza occorre che si verifichi l’ovulazione seguita dalla fecondazione dell’ovulo e dal suo impianto nell’utero. Il progesterone [ … ] svolge un ruolo nel determinare i tempi dell’ovulazione e preparare la parete uterina ad accogliere l’ovulo fecondato. Il principio attivo di ellaOne, [ … ] si lega ai recettori ai quali normalmente si lega il progesterone, inibendo così all’ormone di avere effetto. Attraverso la sua azione sui recettori del progesterone, ellaOne impedisce le gravidanze principalmente mediante la prevenzione o il ritardo dell’ovulazione.” Significativo, a mio giudizio, notare come ci si limiti a riassumere l’azione del farmaco come “principalmente” legata all’azione sull’ovulazione (effettivamente anticoncezionale) evitando il riferimento alla sua azione sulla parete uterina (impedire l’annidamento dell’uovo fecondato equivale all’aborto di un essere umano).

Inoltre, che ulipristal acetato abbia un grande potenziale abortivo è anche chiaramente indicato nell’assessment di EMA dove, a pag. 45/49 si sottolinea come un test di gravidanza debba essere effettuato prima di assumere il farmaco nei casi in cui non si possa escludere una gravidanza in atto e come la ditta produttrice debba mettere in atto azioni atte a prevenirne l’uso scorretto (a fini abortivi, appunto, come chiaramente specificato). Sull’efficacia delle azioni consigliate (registro delle prescrizioni) è legittimo secondo me nutrire seri dubbi, anche perché ne viene consigliata l’implementazione non prima di un paio d’anni dalla commercializzazione del prodotto (pag. 46/49, primo paragrafo).

In conclusione, nella fisiologia della riproduzione, l’embrione a 5 giorni dal concepimento è in utero per annidarsi. È dunque inequivocabile il potenziale e l’azione abortiva di questo farmaco il quale, potendo essere assunto fino a 5 giorni dopo un rapporto a rischio (e quindi a un potenziale concepimento) agisce togliendo sostentamento all’embrione e dunque uccidendolo.
 
 

Per chi fosse interessato ad approfondire rimando ai seguenti link:

 

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22 commenti a EllaOne: l’ennesima aggressione alla vita mascherata da contraccezione

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  1. Ivanom ha detto

    Giusto per curiosità ( o per meglio dire, ignoranza del sottoscritto ) , la pillola del giorno dopo non è anch’essa predisposta per l’aborto?

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    • StefanoPediatra ha detto in risposta a Ivanom

      Sì, è così. Interferendo potenzialmente con l’impianto dello zigote ha potenzialità abortiva. Tutto ciò che agisce potenzialmente dopo la fecondazione impedendo alla cellula uovo fecondata di annidarsi nell’utero ha azione abortiva. Poichè è difficile essere certi che il giorno dopo (così come 5 giorni dopo) il rapporto sessuale a rischio (cioè, per definizione, prossimo all’ovulazione) non sia già avvenuta la fecondazione questi farmaci hanno assolutamente la capacità di interrompere la gravidanza impedendo all’embrione di sopravvivere.

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  2. Marco ha detto

    Stefano…ma l’Aifa sta dunque mentendo?

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    • StefanoPediatra ha detto in risposta a Marco

      In che senso? AIFA, secondo me, proprio perchè consapevole della potenzialità abortiva di questa molecola propone un test di gravidanza prima dell’assunzione per essere certi che non sia in corso una gravidanza che la pillola potrebbe interrompere. Non che questo sia del tutto sufficiente ma nemmeno niente è.

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      • Marco ha detto in risposta a StefanoPediatra

        Ma non è contro la 194?

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        • StefanoPediatra ha detto in risposta a Marco

          In effetti, come sottolinea anche il Dr Bruno Mozzanega (http://www.scienzaevita.org/rassegne/958d04963e980eec038e8af37c2a8942.pdf) il Consiglio Superiore di Sanità ha certificato la compatibilità di ellaOne con la legge 194/78,che si occupa del destino di gravidanze già in atto, e ciò è evidentemente del tutto improprio, essendo EllaOne presentata come un «contraccettivo». In realtà, la normativa cui fare riferimento è la legge 405/75, che istituisce i consultori familiari e delinea i contorni della
          procreazione responsabile finalizzandola alla «tutela della salute della
          donna e del prodotto del concepimento». E con tale legge EllaOne è totalmente incompatibile, dato il suo meccanismo d’azione.

          Di fatto delle due l’una: o ellaOne è in effetti un farmaco solo contraccettivo (il che non è, però, come ho provato a dimostrarvi) e allora non c’entra nulla con la legge 194 e dunque il suo utilizzo dovrebbe semmai essere inserito nell’ambito della legge 405/75 oppure si tratta in effetti di un farmaco con potenzialità abortive e allora è incompatibile con la legge 405/75 e bisogna fare riferimento alla legge 194 (con la quale tuttavia non è in effetti compatibile) con ciò ammettendo che si tratta di un farmaco abortivo.

          Insomma, una gran confusione. Che sia perchè nella confusione nessuno poi capisce nulla e passano le cose più strane?

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  3. Fabio Moraldi ha detto

    Anche su Avvenire una bella presa di posizione, molto simile a quanto dice Stefano: http://www.tracce.it/detail.asp?c=1&p=1&id=24664

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  4. Raffa ha detto

    Grazie Stefano per la chiarezza e per la consistente “bibliografia”

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  5. Piero ha detto

    Un altro bellissimo articolo da un grande uomo! 😉

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  6. joseph ha detto

    @ Stefano Pediatra: Il ginecologo ci mia moglie (stavo per scrivere “Il mio…”) m’ha detto che anche la normale pillola anticoncezionale ha una (bassa) percentuale di abortività. Seguenti ricerche, sia bibliografiche che nel web me l’hanno confermato. C’è però poca chiarezza sulla percentuale: si va dallo 0,77 al 3%… potresti chiarirmi la situazione?

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    • StefanoPediatra ha detto in risposta a joseph

      Caro Joseph, ho provato a documentarmi sul punto da te posto ma non sono ancora riuscito a trovare nulla di “scientificamente” esatto. Non è detto però che non ci siano studi seri in proposito; magari sono io che fino ad ora non ho saputo trovarli. Proverò ancora.

      Una cosa però posso già dirtela. Sicuramente tutti i trattamenti con pillola anticoncezionale sono a rischio di diventare potenzialmente abortivi in tutte le situazioni in cui una donna che stia assumento queste combinazioni di estrogeni e progestinici dimentica o ritarda di prendere una delle 28 compresse. In questo caso l’ovulazione può “scappare” al controllo farmacologico e se c’è stato un rapporto nei cinque giorni “limitrofi” all’ovulazione può avvenire una fecondazione. A quel punto la ripresa del trattamento (all’interno dello stesso ciclo) può ovviamente impedire l’annidamento dell’embrione e dunque causarne la morte. Per cui sì, la pillola anticoncezionale può essere abortiva in alcuni casi la cui percentuale però non conosco. Se trovo qualcosa te lo scrivo.

      🙂

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  7. Gregory ha detto

    Gent.StafanoPediatra,
    in merito al test preliminare di gravidanza, occorre una doverosa precisazione: togliamoci dalla testa che, visto il potenziale effetto abortivo di Ellaone, l’AIFA voglia assicurarsi che tutte le consumatrici non siano incinte, anzi…
    Per punti:
    1) Tutti i test sono sensibili ALMENO 7 giorni dopo il concepimento: infatti, in caso di concepimento, le betahcg rilevate dai test si positivizzano solo se sono trascorsi almeno 7 giorni di gravidanza, a inizio annidamento dell’embrione.
    2) Ma sappiamo bene che tale test verrà eseguito in tempi precocissimi (entro 4 giorni), dunque nell’impossibilità di rilevare alcunchè. E poichè tale “pillola” verrà assunta per forza entro il 5° giorno, giusto in tempo per rendere l’utero inospitale al figlio concepito, tutto torna: gli scenari che ci aspettano saranno all’insegna di micro-aborti, previo risultato di falso-negativo al test di gravidanza.
    3) Quale inganno peggiore di questo??? Per la donna in primis, la quale verrà elusa da una rilevazione comunque fasulla che, in caso di risultato negativo, maschererà sempre l’eliminazione dell’embrione. E QUESTO E’ GRAVISSIMO.
    Dunque nessuno potrà mai dirle se ha abortito o meno il concepito, con tale raffinato preparato micidiale.
    4) L’incompatibilità con la 194 a mio avviso è tutta qui: aborti procurati dalla pillola, non rilevabili e non calcolabili con gli strumenti della legge. Elusione totale delle istituzioni.
    5) Vi domanderete: perchè dunque l’AIFA richiede il test, se nei primi 5 giorni è inutile eseguirlo? Risposta: sapendo che Ellaone è un antiprogestinico derivato della stessa famiglia della RU486, vorranno sicuramente evitare che, donne consapevoli di essere incinte e addirittura DENTRO AL PRIMO MESE DI GESTAZIONE, tentino di abortire con metodiche “fai da te”, fingendo di avere appena avuto un rapporto per ottenere tale pillola. Se somiglia alla RU486 -diranno- tentiamo di ottenere lo stesso effetto, e il gioco è fatto. Un pò come è finora avvenuto domesticamente col Cytotec, motivo per il quale è stato reso obbligo cogente di prescrizione. Salvo enormi rischi dietro l’angolo che non sto a elencarvi.
    Vedremo dunque se tali “iter diagnostici” imposti dall’AIFA ritarderanno e scoraggeranno il ricorso all’impiego di questa nuova “bomba chimica”.
    Io ne dubito…

    0
    • StefanoPediatra ha detto in risposta a Gregory

      Carissimo Gregory, sono assolutamente d’accordo con te.

      Infatti nell’articolo non riferivo del test di gravidanza suggerito da AIFA come di una bella idea ma, come anche nel commento successivo, come di qualcosa non certo sufficiente ma pur sempre di qualcosa. Mi riferivo proprio alle donne che, come dici tu, decidessero di assumere ellaOne entro 5 giorni da … quando decidono loro. Infatti è la donna che va dal ginecologo per farsi prescrivere la pillola dei 5 giorni dopo e che gli dice di essere a 1, 2, 3, 4 o 5 giorni dal momento dell’ovulazione e del rapporto a rischio. Il ginecologo deve fidarsi di quello che dice la donna. Il test di gravidanza, potrebbe salvare almeno quei bimbi che si sono già formati e annidati o in via di annidamento nell’utero materno. E scusa se è poco! 🙂

      L’incompatibilità con la 194 è relativa al fatto che questo farmaco viene spacciato per un anticoncezionale e dunque nulla dovrebbe avere a che fare con una legge che si occupa dell’interruzione (e non della “prevenzione”) di gravidanze. Fare riferimento alla 194 significa implicitamente (e freudianamente) ammettere (secondo me) che la pillola è anche abortiva. Ciò che dici al tuo punto 4 del tuo condivisibilissimo commento è una conseguenza (voluta dal legislatore? boh: a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si prende!): così le solite persone potranno gioire quando, nel 2013, la relazione del Ministro della Salute sull’applicazione della 194 ci dirà che gli aborti in Italia sono “ulteriormente” (???) diminuiti. Peccato che mancheranno all’appello tutti gli aborti ottenuti con la pillola del giorno dopo e con la nuova pillola dei 5 giorni dopo! E’ la solita, ennesima presa in giro che volevo suggerirvi con l’articolo.

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      • Antonio72 ha detto in risposta a StefanoPediatra

        Secondo me lei è già troppo ottimista. Son certo (anche se non ho verificato i dati oggettivi, tranne quelli generici dell’ISTAT) che la legge 194 sia già oggi utilizzata come controllo delle nascite e quindi come metodo contraccettivo a scoppio ultraritardato, in violazione dell’art. 1 della legge stessa.
        Nei dati dell’ISTAT appare chiaro la recidiva delle donne che abortiscono e la netta crescita delle donne non italiane che, come sappiamo, presentano un’attitudine più spiccata a procreare ed una maggior ritrosia nell’utilizzare lo strumento contraccettivo. Con questo non voglio dire che una maggiore diffusione della contraccezione consapevole diminuisca necessariamente il ricorso alle tecniche abortive.
        Lo dimostrano gli stessi dati del tasso di abortività di alcuni dei maggiori paesi europei: Regno Unito, Francia e Svezia (mi pare).

        0
        • Piero ha detto in risposta a Antonio72

          Esattamente.
          Proprio nel libro che ho piu’ volte citato, “Il Genocidio Censurato” di Antonio Socci, si fa esplicito riferimento a questo, supportato dai dati ISTAT. Adesso dovrei andare a trovare proprio la pagina, ma forse l’hai letto pure tu.

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        • StefanoPediatra ha detto in risposta a Antonio72

          Caro Antonio72, da cosa deduce che io sono ottimista? Io sono ARRABBIATO, altro che ottimista. Anzi io sono FURIOSO.

          Sono arrabbiato e furioso perchè si fa della falsa informazione, perchè si nascondono i dati reali, perchè si continua a sostenere che l’aborto sia un diritto, perchè si prendono in giro le donne facendo loro pensare che tutto si può fare senza conseguenze. Sono arrabbiato e furioso perchè c’è chi continua a dire che la 194 è una buona legge perchè negli anni gli aborti sono diminuiti. Sono furioso e arrabbiato perchè uccide più vite umane l’aborto di quante non ne uccidano le malattie cardiovascolari. Sono furioso e arrabbiato perchè la gente fa leggi speciali per salvaguardare gli animali da laboratorio e non alza un dito per cercare di far cessare la strage di innocenti che ogni anno uccide centinaia di migliaia di bambini, milioni di bambini in tutto il mondo. Sono furioso e arrabbiato perchè quello che è un dono, una nuova vita umana che si forma nel grembo della sua mamma, è da taluni ritenuto un peso, peggio una nullità da eliminare. Sono furioso e arrabbiato che si preferisca sopprimere un feto o un embrione piuttosto che aiutare la sua mamma a portare a termine la gravidanza e a tenere o a dare in adozione il proprio bimbo. Sono arrabbiato e furioso perchè sono costretto ad essere arrabbiato e furioso.

          Sì, caro Antonio72, io sono arrabbiato e furioso. Ma sono anche convinto che se imporre il test di gravidanza ad una donna riuscirà a salvare anche solo dieci bambini sarà comunque una splendida vittoria contro la morte. E se le vite salvate saranno cinque sarà anchora una splendida vittoria contro la morte. E se sarà salvata anche una sola vita sarà sempre e comunque una meravigliosa vittoria della vita sulla morte.

          Vorrei che come me fossero arrabbiate e furiose altre 10, 100 1000 persone. Perchè queste persone arrabbiate e furiose, insieme, possono fare la differenza. Nello studio medico di un pediatra, in un’aula scolastica, persino dal parrucchiere. Perchè ovunque possiamo fare la differenza; ovunque riusciremo, arrabbiati e furiosi, a mutare questa rabbia in passione per la vita e portare la nostra passione per la vita dove conta, accanto ad ogni uomo e donna in ogni posto che frequentiamo.

          Scusatemi lo sfogo e ciò che può esservi sembrata retorica. Non è retorica. Sono stato invitato a parlare dell’aborto diverse volte. Io non parlo quasi per nulla dell’aborto. Preferisco parlare della vita, di come si compia, quando noi lasciamo che si compia, il meraviglioso miracolo della nascita di una nuova persona. E’ una goccia nell’oceano, è vero. Ma di cos’è fatto l’oceano se non di gocce, una unita all’altra?

          🙂

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          • Antonio72 ha detto in risposta a StefanoPediatra

            Caro Stefano Pediatra,

            ovviamente sottoscrivo tutto.
            Cmq il punto cruciale è il presunto diritto delle donne ad abortire. Fintanto che sarà diffusa nel mondo femminile la convizione che l’aborto sia un loro diritto, del tutto parificato al diritto di maternità, chiunque tenti di muovere qualche critica viene subito tacciato di becero maschilismo, ovvero di voler controllare il corpo della donna. Ora, paradossalmente, si passa per quel tizio che voleva disporre del corpo della Bindi….

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  8. a-ateo ha detto

    Carissimo Stefano pediatra,
    condivido quello che scrivi appassionatamente sopra, arrabbiato e furioso, condivido sul piano religioso, sul piano etico, sul piano intellettuale, sul piano delle emozioni e dei sentimenti.
    Quello che scrivi è nobilmente giusto, vero e bello.
    Dalla parte del debole e di chi non ha voce.
    Grazie, Stefano.

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