Proposta di legge per proclamare la croce di Ground Zero monumento nazionale

Dopo le proteste, considerate prive di fondamento, degli UAARini d’oltreoceano, arriva da un deputato repubblicano, Michael Grimm, la proposta di proclamare la Croce trovata tra le macerie di Ground Zero un monumento nazionale.

Di un’altezza complessiva di 6 metri, la croce era precedentemente stata posizionata in una chiesa vicino, ed è stata successivamente trasferita presso il “National September 11 Memorial and Museum” innescando infantili reazioni dell’associazione “American Atheists”, subito respinte dai parenti delle vittime e da gran parte della città di New York (cfr. Ultimissima 15/8/11). L’American Center for Law and Justice, organizzazione cristiana che promuove la libertà religiosa nel mondo, ha anche deciso di sporgere denuncia nei riguardi dell’associazione di atei militanti.

Il deputato Grimm, riferendosi all’American Atheist, ha dichiarato: «questo gruppo disonora i sentimenti religiosi di milioni di persone con l’unico obiettivo di guadagnare l’attenzione dei media». Ricorda molto la dichiarazione di un esponente dell’Italia dei Valori, Paolo Eusebi, nei confronti dell’UAAR dopo che un suo adepto (un vigile urbano in pensione) propose di prelevare del DNA dalle ostie consacrate per verificare se ci fosse veramente Dio. Eusebi rispose: «Da troppo tempo sono costretto ad ascoltare le sciocchezze che gli “Atei e agnostici razionalisti” sono costretti a pronunciare per dimostrare di essere vivi» (cfr. Ultimissima 4/2/11).

Tornando all’America, il padre Francescano Brian Jordan ha ricordato inoltre che «la croce è simbolo di consolazione e di conforto per tutti coloro che hanno perso i propri cari e di speranza per i vivi». Ancora una volta si è dinnanzi ai soliti tentativi dei promotori dell‘ateismo belligerante di farsi, in primis, pubblicità senza rimorso per ciò che veramente quella croce tende a ricordare. In secondo luogo, come al solito, si vedono gli atei “illuminati e razionalisti” scrivere con una mano articoli a difesa della libertà di opinione che verrebbe “schiacciata” dalla religione e con l’altra si adoperano invece per contrastare la stessa libertà di opinione e di scelta di chi, quella croce, vuole vederla a Ground Zero.

«Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell’umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa» (Gilbert Keith Chersterton)

A.P.

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