Ballerini contro Veronesi: «l’amore è puro quando genera»

L’oncologo Umberto Veronesi ha recentemente attaccato l’amore eterosessuale, sostenendo che sia esclusivamente strumentale per produrre dei figli. Si è di conseguenza auto-dichiarato un mero prodotto di un’impuro sfruttamento reciproco tra due esseri umani. Ma Veronesi non è nuovo a dichiarazioni extra-lavorative, e ci si domanda per quale motivo abbia così tanto desiderio di rovinare una buona reputazione costruita faticosamente negli anni.

PRO DOPING NELLO SPORT. Due mesi fa voleva legalizzare il doping nello sport, «tanto lo usano tutti e non c’è nessuno che assicura che l’EPO fa male», diceva. Nessuno tranne un noto studio del 2009 di Marc Pfeffer, professore della Harvard University Medical School, il quale ha dimostrato che l’assunzione di EPO è estremamente pericolosa e danneggia il cuore.

CONTRO LE PERSONE RELIGIOSE. Nel 2010 aveva invece attaccato i credenti e le persone religiose, sostenendo che «la religione, al contrario della scienza, impedisce di ragionare». E’ dunque sorprendente che mentre Veronesi rilasciava questa dichiarazione, un suo collega americano -l’oncologo Stephen Iacoboni co-direttore al General Hospital Kennewick-, decideva di lasciare l’ateismo per abbracciare il cattolicesimo, proprio come conseguenza della sua esperienza di medico e scienziato (cfr. Ultimissima 24/6/11).

CONTRO GLI ANZIANI. Nel 2006, all’interno del libro “La libertà della vita” (Edizioni Cortina Raffaello, 2006), se la prendeva con gli anziani: «Dopo aver generato i doverosi figli e averli allevati, il suo compito è finito, occupa spazio destinato ad altri, per cui bisognerebbe che le persone a cinquanta o sessant’anni sparissero» (pag. 39). A quel tempo Veronesi aveva 81 anni.

PRO-CLONAZIONE UMANA. Qualche pagina dopo difendeva invece la clonazione umana: «La clonazione è in realtà il metodo migliore di riproduzione della specie umana, perché il desiderio sessuale cesserebbe così di essere uno dei maggiori elementi di competizione e nessuno sarebbe più ossessionato dalla ricerca del partner. Nascerebbe così una società quasi felice, in cui ognuno vivrebbe quell’ansia di bisessualità che è profondamente radicata in noi, e avremmo davanti a noi il Paradiso terrestre. E perché non provare a immaginare per i tempi futuri piccoli gruppi che si riproducono e si diffondono per clonazione?» (pag. 83). Un perfetto dott. Mengele moderno, insomma.

CANCRONESI. Queste defaillance sono probabilmente da imputare all’età avanzata, anche perché Veronesi ha sempre dimostrato di saper ragionare bene: ad esempio ha capito che promuovendo e pubblicizzando gli inceneritori come impianti di benessere umano, poteva finanziare la sua fondazione per la ricerca contro il cancro. Come ha spiegato Beppe Grillo: più inceneritori, più malati di cancro da curare e più finanziamenti alla sua opera. Cancronesi è infatti partner dell’ACEA (multiutility di inceneritori), dell’ENEL (proprietaria di centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare) e di VEOLIA Environment (costruttrice di inceneritori).

CONTRO AMORE ETEROESSUALE. In questi giorni, dicevamo, ha deliziato l’Italia con un altro suo pensiero, plasmato in versione eterofobico: «L’amore omosessuale è più puro. In quello etero una persona direbbe “ti amo non perché amo te, ma perché in te ho trovato la persona con cui fare un figlio”. Nell’amore omosessuale invece non accade, è più evoluto e consapevole: si dicono ti amo perché “il tuo pensiero, la tua sensibilità, i tuoi sentimenti sono più vicini ai miei”…». Le critiche sono piovute un pò ovunque (una delle più interessanti quella apparsa su Il Giornale). Anche il dott. Luigi Ballerini, medico e psicoanalista, lo ha contraddetto: «Desumere che l’amore sia puro quando disinteressato rappresenta l’ennesimo attacco alla questione del rapporto fra soggetto e altro. Che il Professore consideri ancora l’amore fra un uomo e una donna finalizzato esclusivamente alla procreazione è un’affermazione che davvero mi stupisce. Sinceramente da lui mi aspettavo qualcosa di assai più progressista. Femmine fattrici e maschi da monta riportano più al regno animale, che a quello umano». Lo psicoanalista ribalta quindi la questione: «Il figlio rappresenta in modo eclatante uno dei possibili surplus che possono arrivare da un rapporto amoroso. C’è infatti amore fra due soggetti ogni volta che accade qualcosa, c’è amore dove si genera un di più che prima non esisteva. Qualcosa che risulta interessante per entrambi. Esattamente come lo è un figlio desiderato e accolto. L’amore invece genera frutti esattamente come un conto in banca genera interessi. Per la produzione di un bene che prima non esisteva, dentro una soddisfazione sempre reciproca». Conclude quindi perentorio: «Ecco perché in fondo non ho mai amato il Professore, senza per questo avercela con lui: perché non mi interessano i suoi pensieri». Se ognuno imparasse a fare il suo mestiere!

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