Usa: la maggioranza degli studenti non vede conflitti tra scienza e religione

Un paio di mesi fa sono apparsi i risultati di uno studio sociologico realizzato su larga scala tra studenti universitari americani circa il rapporto fra scienza e religione. E’ stato pubblicato dal Journal for the scientific study of Religion e ne è apparso un estratto sul web. Il campione per le indagini, realizzate dall’Higher Education Research Institute (HERI) dell’University of California, si è basato su oltre 10.000 studenti di più di 200 college e università in tutta l’America.

Una delle domande poste è stata questa: «Per me il rapporto tra scienza e religione è: (1) Conflittuale: ritengo di essere dalla parte della scienza. (2) Conflittuale: ritengo di essere dalla parte della religione. (3) Indipendente: scienza e religione si riferiscono a diversi aspetti della realtà. (4) Collaborativo: scienza e religione possono essere usati per sostenersi a vicenda. I risultati (si veda tabella 1) hanno mostrato che circa il 70% degli studenti vede la relazione tra religione e scienza come indipendente o collaborativo. La minoranza adotta una posizione conflittuale, equamente divisa tra coloro che si pongono a favore della religione (17%) e chi si schiera dalla parte della scienza (14%).

A seconda delle facoltà frequentate, i risultati della tabella 2 mostrano che coloro che ritengono il rapporto tra scienza e religione non conflittuale ma “collaborativo” o “indipendente” sono: il 70% degli studenti di scienze naturali (il 30% vede invece un conflitto, di cui il 10% sta dalla parte della religione e il 20% da quella della scienza) e il 70% degli studenti di matematica ed ingegneria (il 30% vede invece un conflitto, di cui l’8% sta dalla parte della religione e il 22% da quella della scienza). Stessa cosa per le facoltà artistiche e sociali, dove però il 30% di coloro che vede un conflitto è maggiormente a favore della religione. Gli studenti di economia e di educazione sono i più propensi a mantenere una prospettiva di conflitto, seppur non in maggioranza. Gli studenti di entrambe le facoltà che vedono un conflitto tra scienza e religione (rispettivamente il 40 e il 42%) sono prevalentemente schierati a favore della religione (rispettivamente il 25 e il 36%). Nel complesso, gli studenti delle facoltà prettamente scientifiche sono per la stragrande maggioranza propensi a non vedere alcun conflitto tra scienza e religione.

Si è anche notato che nel corso degli anni, gli studenti hanno spesso cambiato opinione, e il cambiamento più frequente è stato di coloro che da una posizione di conflitto tra scienza e religione, sono passati ad una di non conflitto (sia “indipendenza” che di “collaborazione”). Per esempio, il 70% delle matricole che si era schierata “dalla parte della religione”, nel corso degli anni ha modificato la sua posizione per abbracciare quella del “non conflitto”. Allo stesso modo, il 46% delle matricole che si erano dette “dalla parte della scienza”, ha adottato una posizione di “non conflitto” nel proseguo degli studi. Per contro, solo il 13% delle matricole che vedeva il rapporto tra scienza e religione come “non conflittuale”, è passato a vedere “conflittuale” questo rapporto, in particolare il 5% si è schierato dalla parte della religione e l’8% dalla parte della scienza. I ricercatori concludono dunque che per la maggior parte degli studenti, avere più formazione significa concepire il rapporto scienza / religione come non conflittuale (vedi tabella 5). Nella tabella 6 sono mostrati i cambiamenti per gli studenti delle singole facoltà. Ad esempio, per quanto riguarda quelle prettamente scientifiche (scienze naturali e matematica), il 18% di coloro che vedeva un conflitto tra scienza e religione ha nel corso degli anni cambiato parere verso un rapporto non conflittuale, ma indipendente o collaborativo. Il 3% è passato invece dalla parte della religione.

Sul blog più visitato al mondo, The Huffington Post, è apparso un lungo commento al sondaggio da parte del docente di psicologia Matt J. Rossano, il quale riflette sul fatto che i risultati indicano che le persone religiose sono meno dogmatiche. Infatti le matricole che adottano un atteggiamento “a favore della scienza”, e sono una minoranza, hanno più difficoltà a spostarsi da questa posizione rispetto a coloro che adottano un atteggiamento “a favore della religione”. Un altro dato che lo psicologo sottolinea è che «gli studenti delle scuole religiose hanno in realtà meno probabilità di adottare un atteggiamento “dalla parte della religione”, rispetto agli studenti delle scuole laiche». Rossano conclude: «come l’autore di questa indagine mette in evidenza, la posizione consolidata di non-conflitto fra gli studenti universitari è solo un riflesso di ciò che è già stato evidenziato per la maggior parte degli scienziati professionisti».

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37 commenti a Usa: la maggioranza degli studenti non vede conflitti tra scienza e religione

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  1. Max ha detto

    Sembrano buone notizie.

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    • Franz ha detto in risposta a Max

      Incredibile quanto sia totalmente opposto a quanto ci vogliano far credere certe lobby!

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    • Nofex ha detto in risposta a Max

      Quando spariranno del tutto i vari dawkins del mondo potremo finalmente liberarci della leggenda nera creata a tavolino.

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  2. Giorgio P. ha detto

    Nella testa di uno uaarino…
    1)…La ricerca è chiaramente fatta da credenti, quindi è viziata in partenza.
    2)…E’ evidente che gli studenti ignoravano il processo a Galileo, il rogo del grande *scienziato* Giordano Bruno e la lapidazione della prima *donna scienziata* Ipazia. Dunque la ricerca è falsata: colpa del sistema scolastico americano.
    3)…Il papa ha messo in atto un’abile strategia per convincere le ignare e giovani menti che non esistono conflitti tra fede e scienza: a forza di ripeterlo, stanno cominciando a crederci per davvero.
    (NB: motivazione tipicamente seguita da un insulto come “credenti-dementi” o cose simili)
    4)…Il campione di studenti è stato intervistato all’uscita da un convegno della Templeton Foundation.
    5)…Gli studenti non hanno ancora completato il loro ciclo di studi: nel momento esatto in cui riceveranno il baccalaureato acquisiranno la piena e totale consapevolezza che “Dio non esiste” e tutte le religioni sono *palle* colossali. Altrimenti ci penserà Dawkins ad infondergli lo Spirito Ateo, con l’imposizione delle sue mani darwiniane.
    6)…La ricerca non specifica i risultati degli studenti di biologia. Sicuramente quelli che hanno studiato le teorie evoluzionistiche possono tranquillamente affermare che l’uomo è frutto del caso: agli altri toccherà arrangiarsi.
    7)…E’ questione di tempo, la Scienza sta *quasi* per arrivare al punto in cui si mostrerà un contrasto netto e insanabile con la fede superstiziosa del popolino. A quel punto sarà a tutti manifestata la Grande Potenza della Razionalità Umana!
    (NB: questa motivazione è utilizzata da almeno tre secoli e di solito è seguita da deliri/visioni utopistiche sul Mondo-Perfetto-Senza-Dio)

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    • gabriele ha detto in risposta a Giorgio P.

      hai ragione, pensano proprio così

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    • Guerrino ha detto in risposta a Giorgio P.

      @ Giorgio P. Hai dimenticato la battuta più importante. Quando la discussione sul forum dell’UAAR inizia a farsi un po’ troppo impegnativa a causa degli argomenti trattati, interviene una certa uaarina con battute del tipo: ho appena mangiato una jelly bean blu. Nessuno capisce che cosa voglia dire, ma stai pure certo che la discussione ritorna subito a quel sano livello di cretineria di cui gli uaarini sono legittimamente orgogliosi.

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  3. Michele Santambrogio ha detto

    E’ evidente che a porte chiuse il feeling tra scienza e fede sia molto stretto. Lo dimostrano i corsi di teologia e scienza in quasi tutte le università più importanti al mondo. Un’altra leggenda anti-teista che crolla.

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  4. Franca ha detto

    Allora l’università è ancora il luogo di ricerca della verità…ancora per quanto?

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  5. Fabrizio ha detto

    Tra scienza e religione c’è per lo meno un’incompatibilità di fondo: nella religione vale il principio di autorità, devi credere e avere fede, nella scienza invece il principio di autorità è nullo, le chiacchiere stanno a zero. Io dico una cosa, tu ne dici un’altra? Si progetta un esperimento lo si fa e si risolve. Non ci credi? Riprova per conto tuo!

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    • Kantor ha detto in risposta a Fabrizio

      In realtà è falso. Per chiunque sia nel mondo scientifico sa che il principio di autorità vale eccome, altrimenti non puoi pubblicare nulla. E’ stato fatto osservare più volte che Einstein non avrebbe mai potuto far conoscere la sua teoria perché era uno sconosciuto, non aveva alcuna pubblicazione all’attivo. I circoli viziosi della scienza sono comuni a tutti. E’ vero invece il contrario. La fede non ha bisogno del principio di autorità…io comincio ad interessarmi perché partecipo dell’esperienza di un testimone credibile, ma poi se non verifico la verità di quanto si dice nella mia vita io lascio perdere. La verifica è continua e quotidiana. Non c’è bisogno del laboratorio per avere certezze nella vita.

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      • Andrea ha detto in risposta a Kantor

        Non credo che esista un conflitto tra Fede e scienza, rispondono sempre e comunque a due domande differenti: la scienza spiega il “come funziona” la Fede il “perché funziona”

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        • Gianmaria ha detto in risposta a Andrea

          Quindi anche tu segui il pensiero di Gould…ma se non c’è conflitto, il loro rapporto è di indipendenza o di collaborazione? Io propendo molto per il secondo!

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        • Piero B. ha detto in risposta a Andrea

          Giusto, l’ateo impenitente davanti alla maestosità di una montagna si affannerebbe a spiegarmi le equazioni matematiche che l’hanno plasmata, mi descriverebbe le forze geologiche che hanno innalzato queste cime. E io direi: “Sì, questo lo so anch’io, e mi spiega il come. Ma quello che non puoi spiegarmi, nè tu nè altri, è il perchè quella montagna c’è.

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    • Francesco B. ha detto in risposta a Fabrizio

      Ma non saprei, pian piano man mano che si afferma un modello scientifico quello diventa indiscutibile e dogmatico tanto quanto il dogma della Trinità, e se per sbaglio qualche scienziato provasse a sollevare obiezioni di qualche tipo verrebbe tacciato di ignominia per il resto della vita, indipendentemente dalla verità o falsità del suddetto modello scientifico.

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      • Karma ha detto in risposta a Francesco B.

        Guardate cosa è accaduto a Piattelli-Palmarini e Fodor quando hanno avanzato critiche al darwinismo….loro stessi lo raccontano: minacce personali e di morte da parte dei loro colleghi, altri hanno tolto loro il saluto, insulti a non finire. Ma qualcuno che ha analizzato i dati forniti da loro? Pochissimi. Questa è la ricerca scientifica.

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      • Piero ha detto in risposta a Francesco B.

        Basta guardare quello che succede in merito al cosiddetto “riscaldamento globale”…

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    • Giorgio P. ha detto in risposta a Fabrizio

      Il principio di autorità vale per definire i paradigmi della comunità scientifica. Leggi “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” di Kuhn, ma in generale approfondisci filosofia e sociologia della scienza: anche un profano capirebbe che la tua tesi è falsa.
      Consiglio anche “For the Glory of God” del sociologo Stark: nel capitolo 2 si tratta della nascita della scienza e del suo rapporto (fondamentale) con il cristianesimo. Purtroppo è disponibile solo in inglese (Princeton University Press)

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  6. Piero B. ha detto

    A proposito di scienza, avete presente l’immagine in alto a sinistra che rappresenta due “nebulose” di colore blu e rosso? Fino a ieri pensavo che fosse qualche “art attack” fatto al computer per rappresentare una sorta di lotta tra il bene (blu) e il male (rosso) e invece ho scoperto per caso che si tratta di una vasta formazione stellare che ha la forma di una mano e per questo è stata denominata la “Mano di Dio”. http://edition.cnn.com/2009/TECH/space/04/14/space.hand/
    Scusate la mia tardezza. 🙂

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  7. Roby ha detto

    questo studio è molto interessante. Mi chiedo perché pochi quotidiani lo hanno ripreso. In italia uccr è l’unico sito che ne parla. Tanto di cappello quindi.

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  8. Eddy ha detto

    Bisogna però dire che negli Usa quasi metà della popolazione è creazionista convinta. Pensate che nel 2006 le guide turistiche del Grand Canyon ricevettero la direttiva di non rispondere a chi domandasse l’età del canyon (5,5 milioni di anni), per non “offendere la sensibilità” dei religiosi più convinti.

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    • Piero ha detto in risposta a Eddy

      Questo te lo hanno insegnato all’UAAR?

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      • Eddy ha detto in risposta a Piero

        No, l’ho sentito da Padre Livio a Radio Maria.

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        • Mandi ha detto in risposta a Eddy

          Quindi il “cattolico” Giacomo/Eddy/Giulia non solo insulta quelli del forum Cattolici Romani, insulta noi, insulta la gerarchia ecclesiastica e deride perfino Padre Livio e l’emittente radiofonica cattolica per eccellenza, cioè Radio Maria. Capite ora con chi abbiamo a che fare?

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          • Eddy ha detto in risposta a Mandi

            Semplicemente sto rispondendo come mi state rispondendo voi.

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            • Eddy ha detto in risposta a Eddy

              …e poi Radio Maria è il baluardo degli estremisti, altro che emittente radiofonica cattolica per eccellenza. Radio Maria sta al fanatismo cattolico come l’UAAR al fanatismo ateo. Il mio paragone era perfettamente pertinente.

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      • Karma ha detto in risposta a Piero

        Certo….fanno proprio dei corsi appositi per i troll, ai quali viene insegnato come intrufolarsi nei siti cattolici per creare zizzania e confusione spacciandosi per “cattolici”.

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    • Lucy ha detto in risposta a Eddy

      Ma qui si parla di studenti universitari….forse che nelle università si insegna creazionismo? Giacomino hai ancora una volta le idee confuse…

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        • Lucy ha detto in risposta a Eddy

          Peccato che l’articolo parli soltanto della “sorprendente ricomparsa del creazionismo in Europa”. Qui si parla invece di Usa e di insegnamenti universitari. Mi spiace che gli atei per tentare di screditare questa ricerca debbano sostenere che nelle università americane (le più rinomate) sia insegnato il creazionismo e quindi questi studenti universitari siano persone antiscientifiche così come i loro docenti. La tua arroganza è abissale!

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          • Eddy ha detto in risposta a Lucy

            Va bene Lucy, hai ragione, se vuoi ti cerco un articolo sul crezionismo americano, tanto tu negheresti comunuque…

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            • Lucy ha detto in risposta a Eddy

              Cerca pure..oltre a questo devi cercare una dimostrazione del fatto che nei corsi universitari americani delle facoltà scientifiche si insegni il creazionismo e non l’evoluzione. Anche nelle facoltà di matematica e quelle umaniste. Aspetto con impazienza…..è così bello far perdere il pomeriggio ai complottisti!!! 🙂

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