Uno dei pochi ginecologi abortisti, Nicola Blasi, va in pensione in anticipo

Un anno fa, di questi tempi, Nicola Blasi era diventato quasi una star. Anche se nel suo reparto, la prima clinica ostetrica del Policlinico di Bari, la pillola abortiva Ru486 veniva somministrata già da tre anni, con l’introduzione ufficiale del farmaco anche in Italia la sua popolarità era schizzata alle stelle. E Bari era diventata la meta dell’aborto facile, con donne che provenivano non solo dalla Puglia ma da tutto il Sud. Il primario, intanto, tra un’intervista e l’altra sospirava: «A volte ho l’aiuto delle colleghe specializzande, non obiettrici, come me, ma ci sarebbe bisogno di più aiuto».

Un anno dopo, riporta Libero, l’alfiere dell’aborto chimico è rimasto, anche lui, vittima del deficit (attorno ai 500 milioni di euro) delle Asl pugliesi e della dubbia gestione del sedicente “cattolico” Nichi Vendola.

Blasi ha deciso così di gettare la spugna e andare in pensione in anticipo, a 60 anni, anche se avrebbe potuto continuare per altri 5 anni come prevede la legge. «Così non si poteva più proseguire», ha spiegato il medico puntando il dito contro la «mancanza di organizzazione» dell’ospedale e, soprattutto, contro le promesse «tradite» da parte dell’amministrazione sanitaria. Di quello che lui aveva chiesto un anno fa, un ambulatorio dedicato e il potenziamento dell’organico, non s’è visto nulla. In particolare, sarebbero dovute arrivare due ostetriche e altret-tante infermiere per costituire un’equipe da destinare solo agli aborti tramite pillola. Nell’ultimo anno, all’interno dell’ospedale barese, sono stati eseguiti 300 aborti con la Ru486. Il quotidiano commenta: «L’unico (triste) dato di efficienza, forse, in una sanità andata a rotoli da un pezzo». Ricordiamo che la Relazione annuale sulla interruzioni volontarie di gravidanza del 2010, ha certificato che la percentuale di ginecologi “contrari” supera l’80% in alcune regioni, tra cui Lazio, Veneto e Campania, mentre la media generale è oltre il 70% (cfr. Ultimissima 2/9/10).

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63 commenti a Uno dei pochi ginecologi abortisti, Nicola Blasi, va in pensione in anticipo

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  1. Lucy ha detto

    Allora qualche volta la malasanità serve a qualcosa… 🙂

    1+
  2. Nicola T. ha detto

    Buona pensione e addio!!!!!!!

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  3. Michele Santambrogio ha detto

    Per i bambini non nati è festa come se avessero arrestato il capo delle SS

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  4. Troll ha detto

    Bella lì…spazio ai giovani!

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  5. Giovanni lo scettico ha detto

    Chissà perchè i medici obiettori fanno carriera più degli altri…

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    • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Giovanni lo scettico

      Probabilmente perché le donne italiane non vogliono abortire e quindi i non obiettori hanno poco lavoro. Inoltre è semplicemente esistono più medici obiettori che non obiettori. In Italia sono il 90% mentre nel Regno Unito gli obiettori sono al 70%. E’ chiaro che hanno più probabilità di fare carriera per questi due motivi. Il tuo scetticismo è un opzione sbagliata.

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      • Credo ha detto in risposta a Massimo Ponzoni

        Qualcuno deve pur fare il lavoro sporco…

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        • Lucy ha detto in risposta a Credo

          C’è chi ruba e chi sopprime i feti…ma perché qualcuno deve pur farlo?

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          • Credo ha detto in risposta a Lucy

            Se qualcuno vuole abortire lo faccia…ci deve essere qualcuno capace di farlo per farlo in maniera corretta.Se poi sia chi abortisce che il medico fanno un’azione empia se la vedranno con Dio….noi avremmo garantito la loro possibilità di scegliere.

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            • Rego ha detto in risposta a Credo

              Ragionando così allora bisognerebbe aprire tutte le carceri….diamo la possibilità di ammazzare, perché c’è la polizia? Diamo la possibilità di fare un’azione empia, poi al massimo se la vedranno con Dio. Giusto?

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              • Credo ha detto in risposta a Rego

                No sbagliato,le carceri devono rieducare…uccidere un uomo è un crimine certo,mentre l’aborto in alcuni casi per me è un’azione dubbia.

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                • Francesco Santoni ha detto in risposta a Credo

                  Anche uccidere un uomo per me in certi casi è un’azione dubbia. Talvolta c’è proprio chi se lo meriterebbe. I bambini non nati invece non se lo meritano di sicuro.

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                  • Credo ha detto in risposta a Francesco Santoni

                    sì hai ragione,e uccidere un bambino è una cosa abominevole….ma d dopo quanto tempo il bambino nella pancia è un bambino e non un ammasso di cellule?

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                    • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Credo

                      Esatto…non c’è un momento di reale cambiamento, per questo la vita nasce dal concepimento, proprio per la mancanza di un momento di reale mutazione. Quando inizia la notte e quando finisce il giorno? Saprestri dirlo? Lo stesso per l’evoluzione embrionale.

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                    • Elia ha detto in risposta a Credo

                      @Massimo
                      Quindi siccome il passaggio è graduale e visto che a mezzogiorno è sicuramente giorno, tu dici di andare all’indietro per continuità e affermi che alle ore 2 di mattina è già giorno?
                      Io non ho bisogno di dirti a che ora comincia il girono esattamente per dirti che secondo me alle 2 di mattina è notte.
                      La gradualità gioca contro di te con questa argomentazione, perchè mentre la fisica è graduale, tu hai un processo discreto che è la comparsa dell’anima.
                      Quand’è che compare l’anima? Il concepimento non è un istante nel tempo, è a sua volta un processo biologico con una durata finita. Un giorno sapremo tecnicamente fermarlo, invertirlo, farlo ripartire a piacimento. Cosà sarà della supposta anima di quello che secondo te è un individuo umano?

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                    • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Elia

                      Cerco sempre di valorizzare ciò che dicono gli altri ma questa volta non riesco proprio a trovare nessuna frase con cui essere parzialmente d’accordo…innanzitutto hai proprio fatto cilecca sul paragone. Alle 22 inizia il concepimento e alle 6, dopo 9 ore (9 mesi) esce il bambino. Durante questo periodo possiamo rilevare un momento netto di passaggio tra il giorno e la notte e tra la notte e il giorno? Ovviamente no. E’ un processo graduale e continuo. Lo stesso dicasi per lo sviluppo embrionale…senza soluzione di continuità diventerà ciò che noi sappiamo. Usi la comparsa dell’anima come argomento contrario alla gradualità (argomento tra l’altro che è il cavallo di battaglia dei bioetici e ginecologi obiettori). Eppure tutti dovrebbero sapere che il magistero della chiesa insegna che l’anima è donata al momento del concepimento, che è il vero e unico significativo cambiamento di stato. Il tuo assunto perciò cade e di conseguenza la tua conclusione non sta in piedi.

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                    • Credo ha detto in risposta a Credo

                      Io non lo so,ma secondo me che l’anima entri nel corpo quando lo spermatozoo entra nell’ovulo non è vero…chi l’ha detto?

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                    • Rego ha detto in risposta a Credo

                      La dottrina della chiesa. Ma perché tu credi all’anima?

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                  • Credo ha detto in risposta a Francesco Santoni

                    se credo all’anima…..certo!però devo ancora pensarci a come funziona…l’altro pomeriggio avevo fatto uno schemino sulle possibilità..peccato che non ce l’ho qua sottomano.

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  6. hellboy ha detto

    Esagerato il capo delle SS. Come se sapessimo vita morte e miracoli della gente che per un motivo o l’altro va ad abortire…E poi abbiamo paura dell’integralismo islamico..mah valli a capire sti cattolici
    ciao ciao

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    • Gabber ha detto in risposta a hellboy

      Ma da dove arriva questo? L’UAAR ha aperto i cancelli e ne ha lasciato scappare un altro? Ma chi se ne frega dei motivi per cui si abortisce? Il più delle volte è immaturità e terrore ad essere madre oppure desiderio di non avere figli. L’aborto è sempre un male e non c’è bisogno di essere cattolici dato che moltissimi pro life non credono in Dio (Ferrara docet). Significa essere privi di umanità e “sti cattolici” vi stanno riinsegnando a riappropriarvene a sti atei miscredenti, scettici, nichilisti, positivisti e materialisti.

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    • EnricoBai ha detto in risposta a hellboy

      Ma anche se sapessimo vita morte e miracoli cosa cambierebbe? Uccidere un essere umano è lecito a seconda delle motivazioni? Ma solo sti atei possono ragionare così, mamma mia!

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      • Credo ha detto in risposta a EnricoBai

        Lecito no,accettabile o comprensibile sì….ma non mi riferisco all’aborto.

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      • Elia ha detto in risposta a EnricoBai

        @EnricoBai
        “Uccidere un essere umano è lecito a seconda delle motivazioni? Ma solo sti atei possono ragionare così, mamma mia!”

        Non esageriamo, ora.
        Mi risulta ad esempio che anche secondo il catechismo della chiesa cattolica del ’97 la pena di morte non sia esclusa di concetto, in assoluto, a priori.
        “L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.”
        E la successiva enciclica evangelium vitae recita “i casi di assoluta necessità di soppressione del reo sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti.”
        Pertanto mi pare che in questo caso la necessità di uccidere un essere umano si faccia dipendere dal contesto, dalle motivazioni, dalle circostanze.

        E notiamo che qui si sta parlando di individui umani al di là di ogni posizione filosofica, cosa che non si può dire di ogni stadio dello sviluppo embrionale.

        Facciamo uno sforzo in più e al di là dell’etica del pallottoliere (“una vita prima del concepimento, due vite dopo il conepimento”) stiamo parlando di persone con una storia, dei problemi pratici o psicologici, eventualmente anche dei drammi.

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        • Francesco Santoni ha detto in risposta a Elia

          La pena di morte non è esclusa a priori perché eventualmente comminata ad un individuo colpevole, per sua volontà, di gravi reati che nuocciono al bene comune e potenzialmente ancora pericoloso. Nel caso dell’aborto invece si sopprime un individuo che di certo non è colpevole di nulla solo perché per un motivo o per un altro è considerato d’intralcio (e non per sua colpa) ad altri individui. L’etica su cui si fonda l’aborto è la stessa dell’eugenetica nazista. Cambia solo il metodo di propagandarla ed attuarla, che nel caso del nazismo era meno subdolo.

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        • EnricoBai ha detto in risposta a Elia

          Caro Elia, il tuo sforzo di “specchio riflesso” tentando di “tirare per la giacchetta” il catechismo della chiesa mi pare fuori luogo.

          Sappiamo bene la Chiesa giudica la pena di morte legittima ma inopportuna, da praticare con estrema cautela e solo in casi davvero eccezionali. Si parla di criminali pericolosissimi per la società. Bisogna proprio essere meschini per sostenere da questo che la chiesa consideri legittima in toto la pena di morte, ignorando volutamente tutto l’impegno attuale dei vescovi per eliminare la pena di morte negli USA: http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2011/3/11/STATI-UNITI-Pena-di-morte-abolita-in-Illinois-grazie-ai-vescovi-cattolici/157730/

          Inoltre parti da un assioma sbagliato: l’embrione umano sarebbe paragonabile al pluriomicida, quindi dato che la chiesa considera lecita la pena di morte allora anche la donna è legittimata ad uccidere l’embrione umano. E’ un ragionamento molto subdolo, come ho spiegato prima. Inoltre vediamo l’innocente paragonato all’animale sanguinario. Concludi poi in modo ambiguo, sostenendo che dato che le donne hanno spesso drammi dovrebbero essere legittimate a compiere una seconda violenza. Seguendo questo ragionamento, allora, anche i criminali hanno senz’altro «una storia, problemi pratici o psicologici, eventualmente anche dei drammi». Per questo dobbiamo giustificare l’uccisione di un essere umano?

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          • Elia ha detto in risposta a EnricoBai

            Ho contestato la lettera della tua affermazione, Enrico, secondo cui decidere dal contesto se uccidere o no un essere umano sarebbe concepibile solo da un ateo.

            Ribadisco il concetto senza problemi: tutti, chiesa cattolica compresa, siamo costretti a far vivere la nostra etica nel mondo reale, che è un mondo di casi difficili, di transizioni continue e di casi da soppesare.

            Se hellboy dice: “Esagerato il capo delle SS. Come se sapessimo vita morte e miracoli della gente che per un motivo o l’altro va ad abortire…” sta ponendo proprio il problema delle persone dietro ad ogni storia. Dire che la storia non è importante, mai, in assoluto non è semplicemente contrario alla mia personale etica (secondo cui la vita di un ovulo fecondato non è paragonabile alla vita di un individuo adulto). E’ ingenuo per qualsiasi elaborazione etica, compresa quella cattolica.

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            • EnricoBai ha detto in risposta a Elia

              Il mio era un paragone: per il feto materno vedere che il suo killer rinuncia alla professione è la sensazione identica a quella di un ebreo nel constatare l’arresto del capo delle S.S. Voi avete coinvolto la madre, i suoi dubbi, i suoi drammi e i suoi capricci, la pena di morte, il catechismo e la chiesa cattolica.

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              • Elia ha detto in risposta a EnricoBai

                Mi risulta che il paragone con l’arresto dell’ufficiale delle SS lo abbia fatto l’utente Michele Santambrogio e che tu abbia scritto qualcosa di diverso. Non che mi cambi qualcosa, ma siete la stessa persona?

                Ed il mio punto resta ancora là se ti (vi?) interessasse affrontarlo.

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                • EnricoBai ha detto in risposta a Elia

                  No. Ovviamente ho detto mio ma perché lo condivido e sostengo il paragone. Mi sorprende soltanto che bisogna sempre divagare. Lo stiamo affrontando infatti…non lo condividi x caso?

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    • Mandi ha detto in risposta a hellboy

      L’integralismo islamico trova spazio grazie al diffondersi della gente che ragiona come te.

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    • ☺Ivanom☻ ha detto in risposta a hellboy

      Ora che fai ‘ciao ciao’ cosa hai risolto? Hai paura del confronto forse? 🙁

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      • hellboy ha detto in risposta a ☺Ivanom☻

        No non vado a meditare..tranquillo. No che non e’ giusto uccidere un essere umano certo. Sai mi pongo solo il dubbio di cosa dovrebbe fare una persona che e’ stata violentata e rimane incinta. Personalemnte non sono pro o contro aborto semplicemente prima di condannare a priori mi piacerebbe conoscerne i motivi. Ferrara e’ stato tutto nella sua vita..figurati..mi hai preso un esempio…
        se non ti piace il ciao ciao ok bona mer..de cosi ti va meglio ? 🙂
        sincerely yours

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        • EnricoBai ha detto in risposta a hellboy

          Hellboy mai cosa stai blaterando? Una persona che è stata vittima di un’ingiustizia è legittimata a compiere un’altra ingiustizia? Oppure ha la possibilità di dare in adozione il bambino appena lo spara fuori senza neanche guardarlo? Inoltre quanti casi ci sono? Sei sicuro che la maggioranza degli aborti non avvenga invece per “voglia e sentimento”? Guarda un pò sti miscredenti…

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          • Francesco Santoni ha detto in risposta a EnricoBai

            E’ ovvio che la maggior parte degli aborti non avvengono a seguito di stupri, ed è altrettanto ovvio che spesso non sono “una decisione dolorosa” come si vorrebbe far credere (come se poi questa fosse una giustificazione). Ho la testimonianza di mie conoscenti che in sala d’attesa per una normalissima visita ginecologica si trovavano insieme ad altre donne che erano lì per abortire e che guardando impazientemente l’orologio si lamentavano: “Uuuh ma quanto ci mettono? Io poi ho da fare, mica posso stare tutta la giornata qui…”.

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          • hellboy ha detto in risposta a EnricoBai

            Ho forse scritto che deve abortire ? ho scritto che mi pongo il dubbio di cosa passa per la testa di una persona ; chi cavolo sono io per giudicare il suo comportamento ?
            Anche se ci fosse un solo caso..non sempre si puo’ fare di ogni erba un fascio no ?
            ciao

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  7. Phantom ha detto

    Ciao bello!! Ora vai a meditare!

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  8. Riccardo ha detto

    Se prima erano in quattro…adesso sono in tre, lalla la lalla la….

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  9. Enrico da Bergamo ha detto

    Speriamo che si penta, anche per lui giungerà il momento di rendere conto di suoi peccati.

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    • Francesco Santoni ha detto in risposta a gabriele

      Festeggiano per il licenziamento di un professore che ha semplicemente mostrato ai suoi studenti la verità. Negare la verità, è questa l’essenza dell’ateismo.

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      • hellboy ha detto in risposta a Francesco Santoni

        Francesco via su uno che proclamala religione cattolica come superiore a tutto, presenta la pillola anticoncezionale e la spirale come mezzi abortivi da proscrivere. Afferma che il preservativo, lungi dal proteggere dalle malattie trasmissibili per via sessuale, incoraggia i comportamenti a rischio e quindi la diffusione dell’AIDS…. Tutto questo mentre lavora in un istituto pubblico e laico.
        Questa sarebbe la verita’ ? ma neanche ai tempi di torquemada..
        ciao

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        • Francesco Santoni ha detto in risposta a hellboy

          Sì, è proprio questa la verità. La spirale sì, è abortiva in quanto impedisce l’annidamento dell’embrione che pertanto muore. La verità è sempre la verità, anche negli istutiti pubblici e laici.

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        • Francesco Santoni ha detto in risposta a hellboy

          In casi del genere io ci sputo sopra la vostra tanto amata laicità. Tra la verità e la laicità non ho alcun dubbio su quale scegliere.

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    • Nicola ha detto in risposta a gabriele

      Gabriele, ma perché parli sempre dell’uaar?

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      • gabriele ha detto in risposta a Nicola

        viviamo in un mondo in cui buona parte dei mass media ha fatto proprio un pensiero simil-uaar. i miei compagni hanno giocato a calcio con un vangelo come pallone. non avevano più rispetto per la parola del Re dell’Universo, la parola per cui miglIaia di personE HANNO LOTTATO . L’uaar sta riuscendo nella sua battaglia: buona parte di noi ragazzi è di fatto atea

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        • Simone ha detto in risposta a gabriele

          Scusa di dove sei?

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        • Flavio ha detto in risposta a gabriele

          Ma è un ateismo che non preoccupa perché è nazional-popolare…quando a vincere è una forma di banalità della realtà -sia religiosa che atea- non è mai una vittoria vera. E’ una fase di maturazione. Non è un caso che poi più si diventa maturi più le idee giovani vengono corrette e modificate. L’uaar ha solo dato voce alla componente più estremista del mondo ateo, che guarda caso trova sbocco solo sul web, cioè dove anche le capre possono disquisire di geologia con i paleontologi, magari controbattendo. Mi sembra inutile però continuare a dire: “guardate cosa dicono ecc…”. Ma chi se ne frega? Stiamo solo dando più spazio a gente che non lo meriterebbe mai nella vera realtà.

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          • Credo ha detto in risposta a Flavio

            Attento Flavio sei sicuro che sia solo una fase di passaggio?Pensi veramente che diverranno tutti buoni cattolici?Il meglio che ti puoi aspettare è gente che va in chiesa a natale o per sposarsi e poi chi si è visto,si è visto

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            • Flavio ha detto in risposta a Credo

              Ma tu hai qualche certezza in più di me? Io noto che l’uomo diventa ateo quando diventa superficiale rispetto alla propria umanità. Non potrà il mondo diventare tutto ateo senza implodere prima.

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        • Credo ha detto in risposta a gabriele

          Hai ragione….anche io vedo la stessa realtà molti ragazzi ormai rinnegano Dio,non solo quello della religione cattolica ma quello universale.

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          • Rego ha detto in risposta a Credo

            Effettivamente l’uomo stesso sta rinnegando la sua natura, non è un caso che crescano le cosiddette “cristi d’identità”…

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            • soren liston ha detto in risposta a Rego

              è una conseguenza della decadenza morale di adesso.ma noi dobbiamo sempre ricordare che il male prospero solo quando i buoni non fanno nulla per impedirlo

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  10. Credo ha detto

    La crisi d’identità puo essere il punto iniziale di un miglioramento morale e della scoperta di se stessi

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