Novità in Texas e Sud Dakota: ecografia obbligatoria e 72 ore prima di abortire

Sempre più restrittiva la legislazione texana sull’interruzione di gravidanza. Un nuovo provvedimento, di cui dà notizia il sito della CNN, prevede infatti che le madri intenzionate ad abortire siano sottoposte a un’ecografia obbligatoria. La legge è stata approvata lunedì 14/3/11. La disposizione chiarisce anche i tempi: dai due ai tre giorni prima dell’interruzione della gravidanza (48-72 ore).

Anche il Sud Dakota diventa ufficialmente anti-abortista. Le donne che intenderanno abortire dovranno ricevere una consulenza presso i “centri di aiuto alla gravidanza” e attendere 72 ore prima dell’eventuale intervento. Il motivo è far prendere pienamente coscienza alla donna di ciò che, se vorrà, liberamente potrà fare. La legge -riporta la BBC– sarà in vigore dal primo luglio e la Planned Parenthood, mentre è indagata per favoreggiamento alla prostituzione minorile (cfr. Ultimissima 7/2/10), ha dichiarato che tenterà di bloccarne l’attuazione definitiva. Il Governatore Daugaard Dennis, ha comunque già firmato il disegno di legge.

Le sette razionaliste definiscono queste leggi “una violenza”, “un’intrusione nella vita di una donna”. Il crimine sarebbe farle vedere il bambino che sta per sopprimere e informarla su cosa sta facendo. Ancora una volta viene  confermato quanto tutti sappiamo: il modo migliore per diffondere la cultura dell’aborto è proprio quello di nascondere la verità. (cfr. La Bussola Quotidiana).

La dott. Paola Bonzi, responsabile del Centro di aiuto alla vita della clinica Mangiagalli di Milano, ha rilasciato un bel commento della legge texana a La Bussola Quotidiana.

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15 commenti a Novità in Texas e Sud Dakota: ecografia obbligatoria e 72 ore prima di abortire

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  1. Davide ha detto

    Perche’ da noi solo i cattolici (e un elefantino laico) si sono accorti che l’aborto e’ un danno sociale? Gli Stati Uniti sembrano accorgersi sempre di piu’ dell’errore commesso.
    Quando saremo tutti Libici forse ci accorgeremo dell’emergenza?.

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    • Michele Santambrogio ha detto in risposta a Davide

      No Davide, in Italia siamo messi piuttosto bene rispetto ad altri paesi. Pensa che per trovare un medico non obiettore devi cercare per una settimana. Ma vedrai che con la rivoluzione che sta avvenendo negli Stati Uniti le cose si metteranno bene per tutto il mondo.

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    • Fabrizio ha detto in risposta a Davide

      Ci vorrà ancora del tempo, visto che i Libici sono 6 milioni, gli Italiani sessanta…

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  2. Enrico da Bergamo ha detto

    Per limitare gli aborti io propongo una legge più dura: proibire alle donne che abortiscono l’espatrio per 3 anni cosi non potranno più andare a Sharm ek Sheik.

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    • Phantom ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

      Accidenti! No dai, basteranno pochi anni e la presa del potere dei Repubblicani. E poi vedi dove vanno a finire le leggi pro-aborto! Leggevo che si è aperto un consenso anche nei democratici.

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    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

      Non credo che i repubblicani facciano un’emendamento alla costituzione per proibire l’aborto fatto che poi deve essere approvato da almeno 2/3 degli stati.Ricordo che negli USA non vi è legge che consente l’aborto si tratta di una decisione della corte suprema.

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  3. elena ha detto

    speriamo che la ricerca medica avanzi velocemente e aiuti a dimostrare ancora di più ciò che si fa finta di non vedere.

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  4. Joseph ha detto

    Mi fanno davvero paura: “Intrusione nella vita di una donna”. Molto meglio un’intrusione nel suo utero, a quanto pare.

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  5. Michela ha detto

    voi partite dal presupposto che quella di un feto non ancora formato nell’utero sia una vita che ha pari dignità e valore di quella di qualsiasi altro essere già nato e formato, ed è una cosa che merita il massimo rispetto. ma è anche giusto che voi rispettiate chi la pensa diversamente, e che la legge assicuri massima libertà di scelta all’una e all’altra fazione. Il motivo per cui si abortisce non è sempre “superficiale”. Purtroppo a volte è una scelta dettata da problemi molto seri (malattie, stupri, etc) e non si può generalizzare.

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    • Michele Santambrogio ha detto in risposta a Michela

      Grazie per il tuo equilibrio di pensiero, non è affatto scontato. Ti rispondo dicendo che noi partiamo da questo presupposto non tanto per convinzioni religiose ma assolutamente scientifiche e quindi difficilmente si possono avere opinioni diverse su un dato oggettivo. Inoltre bisognerebbe specificare cosa si intende per «valore» e «dignità» di vita, probabilmente è su questi concetti che non ci intendiamo. La legge non può sempre difendere tutti i punti di vista, ma per sua natura deve decidere, deliberare. Bisogna rammentare che è difficile parlare di aborto in modo completamente neutrale perché tutti sappiamo cosa si cela dietro l’impero abortistico: fior fior di imprenditori hanno fatto fortuna con l’aborto e spesso non è l’attenzione alla donna il fattore tenuto in considerazione (lo si capisce anche dallo squallore in cui sono tenute moltissime cliniche abortiste). E’ vero invece che l’aborto sembra a volte giustificabile, sopratutto nei casi in cui dici tu. Ma perché a causa di una violenza si risponde con una seconda violenza, contro di sé (perché l’aborto è cmq una violenza sulla donna) e contro un essere umano seppur in mignatura? Esiste la forma bellissima dell’adozione, perché non viene usata come alternativa? Lo chiedo a te, Michela.

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      • Chissenefrega ha detto in risposta a Michele Santambrogio

        Quando parlate dell’aborto ne parlate sempre in termini morali (valori, dignità, principi non negoziabili ecc.) mai in termini sociali, che invece sono quelli che potrebbero spiegare il fenomeno e suggerire strategie per combatterlo efficacemente. Le donne che abortiscono sono donne che hanno problemi di lavoro, di casa, di situazioni familiari complicate. Trattarle come delle assassine equiparando l’aborto a un omicidio non porta da nesuna parte. Tra l’altro, ad abortire sono anche molte donne cattoliche praticanti. Non potete ignorare che molti imprenditori quando assumono una donna fanno firmare una lettera di dimissioni non datata da tirar fuori nel momento in cui questa rimane incinta. Non ho mai ascoltato da parte vostra una reprimenda contro costoro. Forse perchè sono padroncini leghisti che difendono il crocifisso a spada tratta? Da che parte sta quel Cristo che citate continuamente? Della donna sfruttata o del padroncino ipocrita? O forse pensate che le donne che abortiscono sono quelle che non possono permettersi una gravidanza perche rovinerebbe, oltre che la linea, anche una vita sociale fatta di shopping, vacanze e mondanità. Quelle se ne fregano dei ricatti morali e se ne fregano anche della 194. Ad abortire vanno a Londra o Losanna. Niente medici obiettori, privacy assoluta, ottimo servizio. Esistono, ma, sociologicamente parlando, sono una minoranza irrilevante. Sono il “caso limite” che voi sfruttate per fomentare la condanna morale dell’aborto.

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        • Elena ha detto in risposta a Chissenefrega

          Che siano cattoliche o no a me non interessa. La maggioranza delle donne, e l’accusa è rivolta a loro, abortisce perché ha ancora voglia di “divertirsi” e non si sente pronta ad essere madre o perché ha già prenotato una vacanza alle Maldive. Certo che sono da condannare certi comprotamenti dei datori di lavoro. Non se ne parla qui? La stessa accusa andrebbe fatta alla tua associazione UAAR quando non parla dei soprusi avvenuti all’Università di Madrid da parte degli atei (eppure loro giurano di rendere note tutte le notizie che riguardano il mondo laico!). Non è cmq giustificabile in nessun caso abortire per non perdere il lavoro. La solidarietà presente nei Centri alla Vita è tale che sicuramente ci si adopererebbe per trovare un’altra occupazione e lasciar nascere una vita nuova, magari dandola poi in adozione.

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        • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Chissenefrega

          Consiglio questo link:

          http://www.commercialistatelematico.com/nuoviarticoli/pubblici/574065798-maternita_dimissioni_volontarie_lavoratrice.html

          Mai pensare alla castità come mezzo per evitare gravidanza è scomodo ciò.

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        • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Chissenefrega

          Le dimissioni vanno confermate nel caso di donna in maternità all’uffico del lavoro.

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