Sconfitto il fondamentalismo ateo: il crocifisso resta nelle scuole!

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha preso una decisione storica: è giusto che il crocefisso rimanga in classe, prevale dunque il concetto di laicità positiva.

Grazie dunque all’UAAR e all’ateismo organizzato dato che, per merito loro, si è creato un punto di riferimento imprescindibile sulla questione della presenza dei simboli religiosi negli spazi pubblici in tutta Europa ed è stata rafforzata per sempre una norma giuridica decisiva che stabilisce un principio di civiltà onorevole per l’intera Europea nonché valida per tutti gli Stati che lo compongono.

L’Italia e il popolo italiano (l’84% degli intervistati in un sondaggio di qualche giorno fa, si diceva favorevole alla presenza del crocefisso nelle scuole) hanno infatti vinto la loro battaglia a Strasburgo: la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell’uomo ha “assolto” la nostra Nazione dall’assurda accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche. La decisione della Corte è stata approvata con 15 voti favorevoli e due contrari. I giudici hanno accettato la tesi in base alla quale non sussistono elementi che provino l’eventuale influenza sugli alunni dell’esposizione del crocefisso nella aule scolastiche.

Chiuso definitivamente il dossier “Lautsi contro Italia”. L’atea Lautsi, ricordiamolo, spalleggiata dall’associazione Uaar, ha sostenuto che la presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane costituiva una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo coscienza e senza interferenze da parte dello Stato, nonchè una violazione della libertà di pensiero, coscienza e religione degli alunni. La prima sentenza della Corte aveva dato sostanzialmente ragione alla signora Lautsi, scatenando un’ondata d’indignazione tra il popolo italiano e quello europeo, che aveva preso anche la forma di decine e decine di lettere di protesta inviate a Strasburgo da singoli cittadini.

Una sentenza contro la quale il governo italiano aveva subito fatto ricorso trovando tra l’altro il sostegno di altri diciannove Paesi membri del Consiglio d’Europa: Armenia, Albania, Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Moldavia, Principato di Monaco, Polonia, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Ungheria e Ucraina (cfr. Ultimissima 3/6/10 e Ultimissima 27/7/10) esplicitato il 30 giugno scorso in occasione della prima e unica udienza pubblica svoltasi nell’ambito del processo d’appello. Notizie prese da La Stampa.

L’UCCR ha creato un dossier apposito: “La Corte Europea vieta l’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche“.

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67 commenti a Sconfitto il fondamentalismo ateo: il crocifisso resta nelle scuole!

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  1. ☺Ivanom☻ ha detto

    Così come ho scritto su FB, lo ripubblico qui: E si lasciamolo lì a far violenza a quei poveri atei minacciati di morte, soprusi, ingiustizie ecc da Gesù… Abbiamo vinto una “guerra” già persa in partenza per loro… ^_^

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  2. paolo ha detto

    come altre volte quelli dell’UAAR fanno autogol…

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  3. Pierpippo Odifreddi ha detto

    sono senza parole. Non è possibile che l’uaar fallisca in tutto ciò che fa

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  4. Lucy ha detto

    Era ovvio! Viva le radici cristiane!!!

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  5. Roberto Arrati ha detto

    Dio ha scelto la croce come suo simbolo, un simbolo di sofferenza che esprime compagnia all’uomo. Questo simbolo di sconfitta continua a vincere dopo oltre 2000 anni.

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  6. Davide ha detto

    Certo, lo Stato Italiano viola i diritti umani lasciando il crocifisso nelle aule e nei luoghi pubblici, il Papa e’ un criminale contro l’umanita’, la luna e’, notoriamente una forma di emmental chissa’ come finita in orbita, ecc, ecc …..

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    • Rebecca ha detto in risposta a Davide

      gli unici democratici sono i figli della rivoluzione francese e dei totalitarismi ateo comunisti…

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  7. Gabrio ha detto

    ho letto i commenti degli invasatei e li trovo letteralmente ridicoli… epppure esaltavano la magistratura quando s’è trattato del caso Englaro: adesso tutto insieme i giudici si sono scimuniti?
    A questo potrebbero proporre di togliere i crocifissi da alcuni stendardi dell’esercito imperiale romano. Ma dovrebbero fare ricorso ai tribunali romani del quattrocento o a quelli europei? Il mistero s’infittisce… 😉

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    • Rebecca ha detto in risposta a Gabrio

      ho notato anch’io. I giudici un giorno sono dei grandi e l’altro sono scemi. Sono le classiche opinioni dei frustrati.

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  8. Francesco B. ha detto

    Beh perché nessuno dell’ UAAR si è preso la briga di protestare contro il fatto che il Natale sia festa nazionale? Perché è una festa che fonda le nostre radici culturali? O perché si sta a casa da lavoro perciò fa loro comodo??????:)

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  9. Mandi ha detto

    SENTENZA DEFINITIVA!! UAARINI babbei a casa da scuola! Tanto ignoranti rimanete ugualmente!

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  10. rosalia ha detto

    il crocifisso è un’immagine d’amore, gesù ke si sacrifica per noi….mi spiegate l’influenza negativa? lode al signore oggi e sempre!

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  11. Alessio da Novara ha detto

    Oggi è la vera festa dell’Italia!! VIva il popolo italiano!

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  12. deki ha detto

    ragazzi, vi prego, andatevi a leggere i commenti degli uaarini…sono micidiali, mi sto sbellicando…ahahahahahahahahahah

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  13. Gabrio ha detto

    per i uaarini il Natale è la festa del Sol invictus… il che, non rendendosene conto, anch’essa è una forma di divinità: Madre Natura. 🙂

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  14. Maurizio ha detto

    L’alta corte definisce il crocefisso “simbolo ininfluente” e pure “sostanzialmente passivo”. Sembra una bella vittoria ? Sono d’accordo comunque che non sia una violazione dei diritti umani, ma solo una violazione della laicità dello Stato, per questo l’alta corte ha accettato il ricorso. che dio sia con voi.

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    • InvasAteo ha detto in risposta a Maurizio

      Laicità dello Stato? Si tratta di laicità positiva e non quella negativa da ateismo sovietico a cui vi hanno indottrinato! Aprite gli occhi altrimenti continuate a dover convivere con la frustrazione!!

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      • Maurizio ha detto in risposta a InvasAteo

        laicità positiva? cosa significa? un piccolo bizantinismo dietro a cui si cela un ingerenza.”uno Stato laico rifugge da qualsiasi mitologia ufficiale, ideologia o religione di Stato”. non esiste positivo e negativo, solo presenza o assenza di laicità. Purtroppo la frustrazione è insita in chi aspira ad un cambiamento, come immagino in voi sperando di vivere senza peccati o che gli altri li facciano.

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        • InvasAteo ha detto in risposta a Maurizio

          Si capisce che il mondo dogmatico da cui provieni (probabilmente l’associazione di razionalisti falliti) ti ha tenuto nascosto il fondamentale discorso grazie al quale la Corte Europea ha ribaltato la sentenza, favorendo la laicità positiva (che tu ignori completamente coerentemente con il tuo razionalismo). Ti consiglio di impararlo a memoria così eviterari di incanalare la tua perenne frustrazione sbraitando al complotto dell’anti laicità: http://www.uccronline.it/2010/07/08/lebreo-weiler-ha-difeso-cosi-il-crocifisso-alla-grande-camera/ La frustrazione non significa aspirare ad un cambiamento. Il termine che indica questo stato è ascesi. Il nostro vivere è un amore a Cristo, per questo nessuno aspira a vivere senza peccato ma a far memoria continua di Lui, del suo sacrificio e del suo perdono. Non sai nulla della laicità né del cristianesimo. Per cosa ti stai battendo allora? Tenti forse di dare una botta di senso alla tua vita (che in fondo, dal tuo punto di vista, non è che una malattia terminale)?

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          • Maurizio ha detto in risposta a InvasAteo

            Dai, il fatto che tu mi accusi di dogmatismo è una contraddizione in termini! il bue che dice cornuto all’asino! impara meno a memoria e rileggi il mio commento: non ho mai affermato che frustrazione significhi cercare il cambiamento! Intendevo che se cerchi di cambiare un mondo immobile causa frustrazione. Non sono qui a criticare la vostra religione (che mi è stata imposta), i principi li ritengo nobili, lasciate solo a me (e a chi la pensa come me) di rimanerne estranei. Soprattutto nei luoghi statali.

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            • InvasAteo ha detto in risposta a Maurizio

              Tutto quello a cui credo ho scelto razionalmente di credervi. Non c’è alcuna imposizione, al contrario della setta da cui provieni. Vuoi rimanerne estraneo alla nostra religione? Qualcuno te lo vieta? Chiuditi in casa e pascola sul sito dell’uaar, dove si parla più di Dio e di religione che sul sito dei Papaboys! E poi voi sareste quelli che si “godono la vita” ah ah ah ah ah ah ah ah!!!

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              • Maurizio ha detto in risposta a InvasAteo

                guarda che io non l’ho mai messo in dubbio. io parlavo della mia esperienza personale, non di tutte le persone cattoliche. per la precisione non faccio parte dell’uaar, anche se leggo i loro articoli. anche i vostri se è per quello.

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        • samba ha detto in risposta a Maurizio

          L’ingerenza in Italia sarebbe togliere il crocifisso. Infatti non è un gesto neutrale ma è carico di signficato ateo. In Italia evidentemente (e anche in mezza Europa) non siete i ben graditi per cui trasferitevi in massa in Repubblica Ceca.

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          • Ernesto ha detto in risposta a samba

            Io sono cittadino italiano e fino a quando la costituizione restera’ la stessa non vedo perche’ dovrei trasferirmi (anche se in pratica l’ho fatto comunque). Mi complimento per la tolleranza e la moderazione e mi meraviglio sinceramente. Crede che il messaggio ‘Ama il prossimo tuo’ implichi anche ‘ma mandalo in esilio se non la pensa come te?’. Siamo davvero al medioevo piu’ nero.

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            • EnricoBai ha detto in risposta a Ernesto

              E’ un segno di civiltà andare contro il popolo italiano estirpando il crocifisso? No. Ora che anche gli organi legislativi ci danno ragione, se vi da ancora fastidio non vi resta che andarvene in Turchia. Non vedo cosa ci sia di male. E smettiamola di tirare fuori quel che ha detto Gesù per trasformarlo in un buonismo becero! Vergoganti della tua intolleranza! Il medioevo è senz’altro stato meglio del ‘900 ateo e post illuministico. Almeno la cultura, l’università e gli ospedali sono nati lì, da uomini cattolici.

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              • Ernesto ha detto in risposta a EnricoBai

                Io devo vergognarmi della mia intolleranza? Io non penso certo che i cattolici debbano andare via dall’Italia e trasferirsi in Vaticano.
                Credo che il suo commento si commenti da solo…
                Penso solo che, vivendo noi tutti in un paese multiculturale, ci si debba mettere d’accordo sui principi di base. Poi ognuno si regoli, rispettando questi, come meglio ritiene.

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                • EnricoBai ha detto in risposta a Ernesto

                  Non mi pare proprio che vogliate mettervi d’accordo!! Cercare le vie legali per sdradicare il crocifisso non è mettersi d’accordo. Con la stessa vostra violenza io vi dico, andate in Turchia!!

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                  • Ernesto ha detto in risposta a EnricoBai

                    W la tolleranza!

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                  • Ernesto ha detto in risposta a EnricoBai

                    E io dico: andate in Vaticano!

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                    • EnricoBai ha detto in risposta a Ernesto

                      Il fatto è che io posso dirlo e tu no. Sai perchè? E’ un piccola questione, semplice semplice: gli atei sono una ridicola minoranza, i cattolici sono una massima maggioranza. Nessuno se ne accorgerebbe del vostro trasferimento, anche perché non avete alcun peso sociale. Al contrario i cattolici. Per cui se a 4 gatti non sta bene nulla, sono imbevuti di ideologie tutte loro e si raggruppano nelle sette razionaliste, allora è molto meglio che si trasferiscano, anche perché da venerdì scorso quei 4 gatti hanno pure contro tutta le legislatura euoropea sui simboli religiosi nei luoghi pubblici. Mi sembra che sia facile anche per un razionalista capire ciò. O sbaglio?

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                    • Ernesto ha detto in risposta a Ernesto

                      Bene, un ennesimo seguace di Hitler. Le minoranze (come effettivamente e’ quella atea in Italia, non ho nessuna difficolta’ ad ammetterlo) non hanno diritti e se ne devono andare. Intanto io
                      mi congedo definitivamente da questo sito di esaltati arroganti, avevo pensato di utilizzare parte del mio tempo per confrontarmi con opinioni diverse dalle mie, ma vedo che non e’ possibile. Auguri, il futuro pero’ e’ nostro.

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                    • EnricoBai ha detto in risposta a Ernesto

                      Il futuro è vostro? Ma cosa siete una setta? Una congreagazione religiosa? Mi sembra di parlare con un adepto di scientology… Mi sembra che proprio un mese fa uno studio scientifico vi dà per estinti fra meno di cento anni. Un pò come i dinosauri, anche se loro erano meno arroganti di voi. Tu fai parte della minoranza della minoranza. Gli atei veri non ragionano certo come te, non sono violentemente ideologicizzati e laicisti. Si è visto proprio nel caso del crocifisso, dove la gran parte degli intellettuali atei è a favore. Io ti ho solo detto: non ti sta bene? Allora al posto di ingaggiare battaglie legali per imporre la visione della minoranza della minoranza a tutta la maggioranza (questo si è l’essere esaltati) allora sei libero di andartene dove la pensano come te. Credo sia un consiglio che darei ad un amico, non mi sembra offensivo. Forse però hai già finito gli argomenti e ti tocca ripiegare. Mi spiace che scappi per non reggere a discussioni vivaci come questa, come è normale che sia d’altraparte.

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        • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Maurizio

          Significa che la vera laicità non contraddice la religione. Tre tipi di laicità: una laicità separatista, che comporta un atteggiamento di neutralità indifferente verso qualsiasi culto; una laicità nemica, avversa, contraria alla religione (la tua) e, infine, una laicità rispettosa, che cerca la cooperazione attiva per il bene delle persone e della società: quest’ultima concezione è riflessa anche nell’art. 1 del nuovo Concordato tra Italia e Santa Sede del 1984, in cui stato e chiesa dichiarano di volersi impegnare «alla reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del paese». Tutti in Europa, tranne in Francia, promuovono la «laicità positiva», cioè dialogo con la religione, e viceversa secondo una religiosità che rispetti la natura laica dello stato. Come tale quest’ultimo non può rappresentare nessuna religione, ma non la può eliminare, deve anzi mettersi in rapporto con essa, perché il fatto religioso preesiste, è presente nella società prima ancora dello stato, essendo inerente e costitutivo dell’essere umano. La cultura cristiana è riconosciuta come intrinsicamente legata alla cultura sociale e la presenza del crocifisso -come simbolo dell’unione culturale e spirituale in cui più di tutti gli altri si riconosce e si identifica il popolo italiano- non è sentita come alcuna imposizione ma come memoria di unità nazionale. In fondo i grandi laici della storia italiana si dicevano “cristiani”. E’ solo la vostra arroganza moderna ad imporvi come vi siete imposti in Paesi nel ‘900 attraverso i totalitarismi a creare confusione sulla laicità. Bisogna calare il concetto di laicità in ogni contesto e non imporre uno schema. In Italia l’assenza del crocifisso è una censura verso la storia del popolo ed è un chiaro segno di laicismo voluto da una ridicola minoranza aggressiva. Se fossimo in Cina probabilmente sarei d’accordo con te.

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          • Maurizio ha detto in risposta a Massimo Ponzoni

            La laicità non deve contraddire la religione. non la deve prendere in considerazione. se faccio una scelta su un principio laico non mi faccio influenzare da giudizi religiosi, altrimenti non è laica. se appoggiassi un ateismo di stato prorporrei di andare a bruciare le chiese, cosa che è lungi da me. dovreste accettare che ognuno è libero di fare le proprie personali scelte, io rispetto il vostro credo e voi dovreste rispettare il mio diritto di esser ateo, gay, favorevole all’eutanasia, al sesso libero, e a qualsiasi cosa contro la vostra morale e non la legge italiana. se questo non mi è concesso credo non ci sia nient’altro da aggiungere

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            • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Maurizio

              Tu scegli arbitrariamente un tipo di lacità, quella separatista, che però non è contestualizzata. La vuoi imporre dall’alto come se fosse l’unico tipo di laicità esistente. In realtà, ti ripeto, in Italia e in buona parte d’Europa la laicità è quella positiva, cioè di scambio continuo di relazioni rispettando i propri ruoli. Inoltre siamo in democrazia e finché la maggioranza dice una cosa, la minoranza non ha voce in capitolo. Quindi se la maggioranza desidera questo tipo di laicità, desidera essere contro l’eutanasia, i matrimoni omosessuali e la tua morale allora è libera di farlo. Tu sei libero di andartene oppure sei libero di massacrare tutti i cristiani. Fai le tue scelte ma senza Dio non puoi che illuderti di essere tu stesso un dio. Invece devi tenere conto di tutto il popolo italiano e rinunciare alla propria visione guerrafondaia per adattarti alla democrazia. Altrimenti ritorna pure ai totalitarismi atei del ‘900.

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              • Maurizio ha detto in risposta a Massimo Ponzoni

                ti dimentichi che la democrazia non è l’applicazione delle idee della maggioranza, perchè è subordinata al rispetto delle minoranze, altrimenti il nazismo sarebbe stata una democrazia. ragionaci bene. Lo scambio di relazioni è bene accetto, così come il rispetto dei ruoli. lo stato legifera, la chiesa no. Se voi mi vietate una cosa perchè è contro dio, non è più uno stato laico. credi di poterlo negare?

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                • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Maurizio

                  Caro Maurizio finché la maggioranza degli italiani vuole politici che seguano il pensiero della Chiesa e applichino il magistero sociale tu puoi commentare quanto vuoi su questo sito ma non cambierà mai nulla. Ti ripeto: sei libero di trasferiti in Corea del Nord, l’unico posto dove l’ateismo è a maggioranza (e si vede infatti). Io, Massimo Ponzoni, voto il politico che mi assicura di seguire la dottrina della Chiesa. La Chiesa ha tutto il diritto di dare il suo giudizio su ogni cosa che le pare, anche perché è l’autorità morale più importante del mondo e della storia. Le leggi le fanno i politici che seguono moralmente la Chiesa e sono liberi di farlo perché tutti noi nel nostro lavoro abbiamo in mente il richiamo dell’istituzione ecclesiale. Non capisco quale sia il tuo problema, cioè lo capisco e mi fa un pò ridere.

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                  • Maurizio ha detto in risposta a Massimo Ponzoni

                    Non si tratta solo di questo, si tratta di onestà intellettuale: se la maggior parte degli italiani vuole uno stato comandato dal sentimento cattolico, si può definire l’Italia uno stato confessionale. Basta ammetterlo e sappiamo chi abbiamo di fronte. PS: Ridicolizzare il tuo interlocutore non ti dà certo una posizione migliore nè ti rende onore. Se scrivo su questo sito è solo perchè sono siponibile al confronto senza insultarvi. Ma puoi sempre pentirti e sarai perdonato….

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                    • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Maurizio

                      Ridicolizzare? E quando ti ho ridicolizzato? Potrei dirti stai già facendo un ottimo lavoro da solo, ma non lo dico. Non hai ancora capito che usi un termine “laicità” che è diverso dalla maggioranza degli italiani? E’ questo il tuo problema. La laicità è proprio quello che c’è in Italia e nel resto d’Europa: uno scambio continuo di relazioni tra Stato e Chiesa ma rispettando le proprie posizioni. Cioè la Chiesa non impone nulla, né legifera, né è a capo del Governo, come in Inghilterra. I politici non sono dei religiosi ma dei laici liberi di farsi guidare dall’autorità morale che vogliono. C’è Maurizio Turco che sceglie di farsi guidare da Pippo Odifreddi e c’è Maurizio Lupi che sceglie Angelo Bagnasco. La laicità è pienamente salvaguardata, c’è distinzione di poteri da quando il Papa non ha più il potere temporale. E quando mai lo ha avuto!!!!! Su questo sono d’accordissimo con te!

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          • Maurizio ha detto in risposta a Massimo Ponzoni

            quando dici che ti faccio ridere mi ridicolizzi. Ma è difficile mettersi d’accordo anche sulle parole più semplici. Ad esempio si potrebbe dire che la NRA negli Stati Uniti non ha poteri temporali, o la lobby del petrolio. Tanto hanno i loro lacchè che legiferano per loro… Ma all’evidenza dei fatti voi volete un stato di ispirazione cattolica e noi no, gli ebrei no, i mussulmani no, ecc. ecc. . Tra parentesi sarò pronto a difendervi quando nel io stato qualcuno vi perseguiterà, anche se non sono d’accodo con voi

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            • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Maurizio

              Certo, noi vogliamo uno stato ad ispirazione cattolica e infatti essendo noi la maggioranza esso c’è. La maggioranza dei non credenti vuolo uno stato ad ispirazione cristiana. Quando sarete voi, minoranza della minoranza, la maggioranza ci sarà uno Stato ad ispirazione uaarina. E’ la democrazia lo permette. Ma questo non significa che non ci sia laicità, di fatti i poteri sono ben separati. E’ solo democrazia: il popolo è cattolico e sceglie politici cattolici che seguono gli insegnamenti della chiesa per legiferare. Io ad esempio sono uno che vota solo politici cattolici, che so che hanno anche una vita coerente (non è quindi facile scegliere…). Se entrassi in politica sono certo che continuerei ad ascoltare quello che la Chiesa ha da dire alla mia vita, privata e lavorativa. Di conseguenza promuoverei delle leggi in coerenza con la mia moralità e con quella di chi mi ha votato. Nel pieno rispetto della laicità.

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  15. Gupas ha detto

    Ride bene chi ride ultimo.
    Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
    Questa sentenza fondamentale a tutela della presenza del Crocifisso nei luoghi istituzionale non poteva essere presa senza l’iniziativa processuale di una famiglia atea di Abano Terme, con il sostegno dell’ UAAR.

    La Provvidenza di Dio è grande: volge in bene anche ciò che, a viste umane, appare cattivo.

    UAAR zimbello d’Italia!!!

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    • simone zarri ha detto in risposta a Gupas

      Ricordo che quei dementi dell’uaar quando i crocifissi erano triplicati nelle scuole in reazione alla sentenza iniziale dicevano: “ride bene chi ride ultimo, aspettate il giudizio della corte europea”. Idioti!

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  16. ohmygod ha detto

    ..ho letto un po’ di commenti nel sito UAAR in merito alla vicenda.. non credevo che l’idiozia umana potesse arrivare a tanto.. per un crocefisso.
    Poveri mentecatti!! E il bello è che si credono superiori a tutto e tutti…

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  17. Algophagitis-II ha detto

    Sono convinto che la corte europea ci stia solo lanciando le briciole per tenerci buoni. Sostanzialmente ci concede una vittoria su un tema minore mentre contemporaneamente procede col portare avanti obiettivi contro i valori cristiani. E’ come se avessero detto: “per il momento lasciamo a questi bigotti arretrati superstiziosi i loro simboli folkloristici, intanto stiamo vincendo sulle unioni civili, l’aborto, il matrimonio gay e l’ eutanasia”.
    Noi dobbiamo dunque partire da questa momentanea vittoria per essere uniti- così come lo siamo stati a difesa del crocefisso- anche contro le istanze barbare e immorali che l’ UE propone. Altrimenti ci sarà solamente un crocefisso ormai privo di significato sul muro e il male ovunque e a quel punto il crocefisso sarà tolto comunque e magari rimpiazzato con qualcosa di più consono alla morale corrente…

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    • Lucy ha detto in risposta a Algophagitis-II

      No, non sono d’accordo. Non è assolutamente un tema minore. E’ il cardine a cui si rifaranno tutti le corti costituzionali di tutti gli stati europei e non quando dovranno legiferare sui crocifissi nelle loro scuole. Ti sembra poco? Vittoria 15 a 2 poi.

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  18. Barbara Canzano ha detto

    Sono Barbara, sono felicissima di questa bella notizia perché la vera giustizia ha trionfato!

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  19. Pietro ha detto

    Spero solo che alla signora Lautsi vengano addebitate le spese processuali, ma forse le uaarini faranno una bella colletta.

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    • EnricoBai ha detto in risposta a Pietro

      Sarebbe fantastico….come si suol dire…oltre il danno (al fondamentalismo ateo), la beffa no?

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  20. Larry SFX ha detto

    tienti stretto gli amici,
    ma soprattutto tieniti i nemici ancora più stretti!

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  21. Ernesto ha detto

    Che tristezza. In un’associazione che si definisce ‘razionale’ nessuna voce fuori dal coro, nessuno che provi a comprendere ragioni diverse dalle proprie. La scuola e’un’istituzione laica, e tale dovrebbe essere in tutti i suoi aspetti. Personalmente non mi sento per nulla disturbato dalla presenza del crocifisso, semplicemente non capisco perche’ il simbolo di un culto, seppur maggioritario in Italia, debba essere per legge esposto in un ambiente non religioso. Vi prego di riflettere sul mio commento ed eventualmente rispondere con lo stesso equilibrio che spero di aver dimostrato.

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    • Luca Pavani ha detto in risposta a Ernesto

      Cosa c’entra la razionalità con l’essere d’accordo o in disaccordo Ernesto? La risposta è molto semplice: anche tu hai una concezione di laicità che è diversa dalla maggioranza della popolazione mondiale. Evidentemente allora non ci si può intendere. Esistono vari tipi di laicità, in Italia e negli Stati Uniti ce n’è uno e in Francia e Turchia un altro. Il crocifisso non è solo un simbolo di culto e questo simbolo è l’unico che raccoglie adeguatamente la tradizione e la cultura italiana.

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      • Ernesto ha detto in risposta a Luca Pavani

        Grazie per la risposta. Un’unica domanda: siamo sicuri che il crocifisso non sia solo un simbolo religioso? Se e’ cosi’, perche’ ne gli atei, ne quelli che professano un altra religioni si sentono rappresentati da esso? La mia concezione di laicita’ e’ quella scritta nella costituzione italiana, ed e’ evidente che DOBBIAMO intenderci, altrimenti la convivenza tra laici e cattolici diventera’ sempre piu’ difficile.

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        • Luca Pavani ha detto in risposta a Ernesto

          Mi sembra che tu stia generalizzando. “Gli atei” non sono una persona sola e di certo non la pensano tutti uguali. Nemmeno “le altre religioni” sono un unico soggetto. Tantissimi atei si sentono rappresentati dal crocifisso. Soprattutto i più famosi intellettuali, del passato e contemporanei. I musulmani italiani non si sentono rapprensentati ma hanno dichiarato di non aver mai chiesto di togliere il crocifisso. Posso linkarti l’articolo se vuoi. Il crocifisso è innanzitutto un simbolo religioso ma attraverso questo -ed è l’unico caso nella storia e forse è questo il “problema”- l’Italia ha sviluppato una cultura e una tradizione. Così non solo rappresenta il simbolo cristiano dall’inizio, ma è anche diventato il simbolo della cultura italiana (e non solo), cioè quel simbolo che viene riconosciuto alla base del progresso civile (i grandi atei lo confermano, partiamo con le citazioni?). Cosa dice la Costituzione? Puoi riportarlo nel tuo commento per favore?

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          • Ernesto ha detto in risposta a Luca Pavani

            Articolo 3
            utti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
            Articolo 8
            Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

            Temo pero’ di dover interrompere la disussione, comincio a notare una vena polemica un po’ troppo forte e mi risulta difficile non fare altrettanto.
            Come ultima cosa: la componente cristiana e’senz’altro una di quelle che hanno portato al formarsi della cultura italiana ed europea, ma di certo non l’unica. Se almeno su questo si fosse d’accordo, ci si potrebbe prima o poi capire

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            • Luca Pavani ha detto in risposta a Ernesto

              Ma perchè? Dimmi cosa ti ho detto di male??! Prima di andartene, me ne dispiacerebbe, volevo chiederti dove vedi che la Corte Europea e la Corte di Cassazione italiana (cfr. il caso Tosti) non abbiano rispettato la Costituzione che tu hai gentilmente postato. Sono poi in molti a dichiarare che le altre culture non ci sarebbero state senza quella cristiana. Nessun Nietzsche, nessun Voltaire senza Gesù Cristo. QUindi, il cristianesimo esprime anche questo.

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              • Ernesto ha detto in risposta a Luca Pavani

                Riporto fedelmente:
                ‘i grandi atei lo confermano, partiamo con le citazioni?’ Mi sembra un tono canzonatorio quanto meno fuori luogo.
                Non ho mai parlato di grandi atei. Visto che me lo si rinfaccia, devo ammettere pero’ che le personalita’ che maggiormente hanno contribuito al progresso dell’umanita’ (soprattutto negli ultimi secoli), non dico fossero atee, ma di certo non avevano buoni rapporti con un certo tipo di cattolicesimo (Galileo, ad esempio) che mi sembra molto ben rappresentato nei commenti di questo forum. Ben lontano dall’apertura di mente che sarebbe necessaria per uno scambio fecondo di opinioni.

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                • Luca Pavani ha detto in risposta a Ernesto

                  In realtà tu di Galileo non ne sai assolutamente nulla e parli per sentito dire. Il complesso caso Galileo è stato rivisto moltissime volte e gli errori della Chiesa appaiono veramente pochi. Come si fa a non capire che sono leggende gonfiate nel fallimentare illuminismo anticlericale? Galileo si dichiarò sempre un devoto cattolico, tanto da inviare le sue figlie in convento. Persino dall’esilio, quando non aveva più nulla da perdere, continuò a dichiararsi tale, con grande devozione. E chi sarebbero i grandi atei che hanno contribuito al progresso dell’umanità? Me ne vengono in mente solo i più famosi: Francis Galton (padre dell’eugenetica moderna), Nietzsche (ispiratore del pensiero nazista), J.P. Sartre (che firmò l’appello per la liberalizzazione del sesso con in minori), Lenin e Stalin (l’accoppiata vincente sovietica), Pol Pot (il grande nobel per la pace cambogiano), Milosevic (un operatore di umanità jugoslavo), Tito (idem), Hoxa (dittatore con a cuore i cittadini e l’ateismo governativo), Mao (grande paladino della tolleranza cinese), Ceaocescu (un altro nobel per la pace mancato) ecc… Siamo tutti debitori della cultura atea!

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                  • Ernesto ha detto in risposta a Luca Pavani

                    Ben detto, siamo tutti debitori alla cultura laica. Comunque mi auguro che tu abbia almeno 20 anni di esperienza nel campo della fisica teorica, per dire a me che ho un PhD in fisica e mi occupo di scienza da quasi dieci anni di non sapere nulla di Galileo. Detto questo, ti ringrazio per la lezione di tolleranza (vedo che hai studiato alla scuola di PolPot), che mi ha aperto gli occhi su quanto fino ad ora temevo solo, e mi congedo definitivamente da questo forum di esaltati.

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                    • Luca Pavani ha detto in risposta a Ernesto

                      Bravo scappa via prima che ti chieda di dimostrare perché “siamo tutti debitori della cultura atea”. Cosa avrebbe introdotto questa cultura fideista tanto da esserne debitori? Io sono un medico e non capisco cosa c’entri la scienza quando si parla delle scelte esistenziali di Galileo. Probabilmente ti ci vorranno altri 20 anni di esperienza nella fisica per arrivare a capirlo. Non sai nulla sulla sua vita, sulla sua biografia e sulla sua fedeltà enorme verso la Chiesa nonostante l’essere stato trattato non certo con i guanti. Come vedi, neanche una laurea scientifica evita alla gente di rimanere immersa nella melma della banalità culturale moderna.

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  22. Diletta ha detto

    Ciao!!vorrei raccontare una cosa se posso, per anni al liceo non ho dato molta importanza al crocifisso, ma spesso mi veniva spontaneo fissarlo nei momenti di distrazione(frequenti)senza riuscire a capire esattamente perchè fosse li appeso ma avendo sempre la sensazione che nn fosse li per caso come si appende un quadro.
    Il crocifisso suscita tante domande,ti invita a riflettere, indipendentemente dal credo religioso professato, le risposte te le fornisce la vita, la scuola, la società.
    Io trovo che rappresenti la libertà, un Uomo (per alcuni non solamente un uomo) che ha cambiato il mondo con la forza delle sue parole, e che ci ha creduto così tanto che è persino dato la vita per gli altri, senza per questo fare del male a NESSUNO, anzi il contrario.
    Io trovo che il crocifisso più che un semplice simbolo o oggetto sia l’insegnamento più grande che uno studente può ritrovare a scuola.baci

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