Maddy Curtis, il nuovo idolo americano: «non abortite i bimbi down»

Maddy Curtis, nona di dodici figli, quattro dei quali con la sindrome di Down, è la finalista del popolare programma americano Idol dell’edizione 2010. Viso giovane e ormai noto della televisione americana, con i suoi 20 anni ha condiviso la sua bella voce e la sua convinzione in difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Come racconta su ArgentinoSalerta, la sua fede cattolica e l’esperienza di famiglia hanno svolto un ruolo decisivo nella sua carriera come cantante alle prime armi. Dall’amore verso i suoi fratelli ha capito la grandezza del dono della vita: «Credo che Dio abbia voluto usare la mia storia per mostrare quanto siano speciali i bambini con sindrome di Down. Il novanta per cento delle donne incinte che ricevono una diagnosi prenatale di neonati sindrome di Down sceglie l’aborto. Questo mi spezza il cuore. I miei fratelli sono così speciali per me e mi hanno permesso di cambiare molto. Voglio dire a tutti quanto io sia sia felice e contenta di poter vivere assieme a loro». Putroppo la Curtis ha pienamente ragione, come dimostrano diversi studi sociologici citati da Avvenire 23/2/10.

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

10 commenti a Maddy Curtis, il nuovo idolo americano: «non abortite i bimbi down»

« nascondi i commenti

  1. Francesco ha detto

    Gran bella voce, grazie per dimostrare che non tutti i ragazzi sono privi di valori.

    0
  2. Micky ha detto

    Comunque che si abortiscano i Down che sono persone di grandissimo valore e spesso molto più felici e contenti della vita di tanti invasatei, la dice lunga sulla volontà di dominio dell’uomo e dell’utopia di creare un mondo senza imperfezioni che questa cultura laicista ci sta proponendo

    0
    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Micky

      Concordo anche se secondo alcuni soci UAAR è da irresponsabili mettere al mondo bambini down.

      In merito alla felicità di noi uomini dei paesi ricchi mi chiedo sempre, secondo voi consumano più antidepressivi le donne del Burkina Faso che fanno 15 km al giorno per prendere l’acqua al pozzo, oppure le donne occidentali prese dalla carriera ed alla ricerca del sesso scisso dalla fecondità fuori dal matrimonio?

      0
      • Larry SFX ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

        Bello!

        Vabbé che nel burkina faso non c’è tutta questa disponibilità di antidepressivi. Ma anche se ci fosse, tutti voi sapete già qual’è la risposta…

        0
      • Chissenefrega ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

        Il riferimento all’UAAR c’entra come i cavoli a merenda. Le donne che abortiscono feti down appartengono a tutte le categorie e ideologie. Molte probabilmente sono anche cattoliche, se è vero che una ricerca di qualche anno fa rivelò che tante donne cattoliche praticanti non si facevano grossi problemi ad abortire. Invece di trattarle come delle assassine e di incolparle di ogni nefandezza, di simpatie naziste, eugenetiche,di genocidio ecc, dovreste chiedervi perchè una donna desidera avere semplicemente un figlio sano. Io non so quale sia la vostra esperienza, ma per quel che mi riguarda, posso testimoniare che la prima domanda che una madre (e anche il padre) fanno appena il bambino è nato è proprio questa: E’SANO? Per il resto va bene tutto: maschio, femmina, biondo, moro, non c’è più nessun problema. E questa era la prima domanda che si facevano anche quando non esisteva la 194. Non solo. Ma, quando si parla di un bambino appena nato, un’eventuale deformità è la prima cosa che viene sottolineata. Dunque ci sono delle ragioni profonde dietro certe scelte, non solo superficialità, leggerezza o simpatie naziste (questo fa quasi ridere).

        0
  3. Giovanni ha detto

    La Grazia dello Spirito soffia con grande forza anche per chi non vuole vedere. In altre parole: anche i ciechi dovrebbero accorgersi se un vento impetuoso irrompe nella loro esistenza.

    0
« nascondi i commenti