Il leader inglese anti-ratzinger è un omosessuale difensore del sesso con i minori

Il fratello di uno degli atei più famosi al mondo, Cristopher Hitchens, è un noto giornalista ed editorialista. Ha da poco scritto un libro in cui racconta il suo abbandono dell’ateismo per il cristianesimo. In questi giorni ha pubblicato un articolo sul Mail Online rispetto alla visita del Santo Padre nel Regno Unito. Egli riporta che l’ateo più infervorato contro la visita del Santo Padre, l’attivista omosessuale Peter Tatchell, vuole accusare il Papa di crimini contro l’umanità per “coperture ed occultamento della pedoflia”. Peccato che proprio questo finto paladino dell’infanzia si è distinto più volte per aver difeso, come moltissimi altri omosessuali, il sesso tra adulti e minori.

Il 26 giugno 1997 Tatchell ha infatti scritto una lettera sorprendente al quotidiano Guardian contro la censura del libro “Boy-Love”, in cui si promuove l’atto sessuale fra adulti e minori. Egli ha dichiarato che gli argomenti del libro non erano scioccanti, ma “coraggiosi” e che “il libro documenta esempi di società in cui il sesso consenziente tra le generazioni è considerato normale”. E ancora: «tutti i ragazzi della Nuova Guinea hanno rapporti sessuali con anziani guerrieri come parte della loro iniziazione alla virilità. Molti dei miei amici – gay ed etero, uomini e donne – hanno fatto sesso con adulti in età compresa tra i 9 e i anni 13. Nessuno di loro si è sentito abusato. Tutti hanno detto che è stata una loro scelta consapevole che gli ha dato una grande gioia. La società deve riconoscere che non tutto il sesso che coinvolge i bambini è indesiderati, abusivo e nocivo».

Anche il blog italiano Fides Et Forma ha raccolto altri documenti.

Nel 2002 ad esempio, Tatchell ha scritto un altro articolo intitolato The ABC of Sexual Health and Happiness. Egli scrive: «L’educazione sessuale ha l’obbligo di fornire tutti i fatti e dire tutta la verità su ogni tipo di sesso e di relazione. Ciò include anche pratiche che qualcuno potrà trovare disgustose, come la sodomia o il sadomasochismo, e comportamenti nocivi come il sesso non protetto e l’abuso di bambini. Nulla dev’essere fuori dai limiti. Alcune pratiche potranno sembrare strane ad alcuni. Ma la differenza è il sale della vita. L’incubo sessuale di qualcuno può essere il nirvana sessuale di qualcun altro. Premettendo che il comportamento dev’essere consensuale, che nessuno sia offeso e che il piacere sia reciproco, le scuole dovrebbero adottare una attitudine a non giudicare e del ‘vivi e lascia vivere’».

In un altro articolo del 1999 intitolato Sex education is the best protection, egli scrive: «Fissare il consenso a 16 anni costituisce una curiosa contraddizione. Mentre si proteggono giovani minorenni, li si criminalizza allo stesso tempo. Ciò rinforza l’idea che non abbiano diritti sessuali. Considerato incapace di consentire al sesso, un’attività sessuale che coinvolge un minore di 16 anni – anche se è consenziente ed entrambi i partner sono della stessa età – è categorizzato come un “abuso”. Negare una scelta sessuale ai minori di 16 anni e parificare il sesso consensuale ad una violenza toglie potere ai teenagers. Gli toglie il diritto a prendere decisioni che riguardano i loro corpi. Ciò gioca a favore di adulti che vogliano abusare di loro».

Mentre di fianco a sè ha il povero zoologo pensionato, già definito da più quotidiani un “pazzo” (vedi Mail Online), un “integralista”, perfino “un frustrato” ecc.., Richard Dawkins, lui gioca a fare il promotore dei diritti per l’infanzia e nel frattempo propaganda una pseudo morale sessuale (nel suo articolo la definisce proprio così) in base alla quale qualsiasi comportamento sessuale tra adulti e minori, purché basato sul mutuo consenso, è da ritenersi accettabile e addirittura dovrebbe essere insegnato ai giovanissimi nel corso di apposite lezioni scolastiche. Come afferma Lucetta Scaraffia nel bellissimo articolo su Il Riformista, «è il sesso l’ossessione dei critici di Benedetto XVI. Al pacato ma fermo atteggiamento del Papa sulla morale sessuale, i critici britannici hanno da contrapporre solo una società disintegrata. Hitchens dice che almeno Tatchell “è abbastanza onesto da discutere apertamente della direzione verso cui la rivoluzione sessuale sta puntando”. Non c’è da stupirsi allora che “quando uno dei pochi uomini del pianeta che reclama con forza, coerenza e ragione un criterio assoluto di bontà, arriva in questo Paese, viene insultato in nome dell’opinione più voga in quel momento”»

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