Claudio Zemmi: pittore ateo-comunista si converte al cattolicesimo

Ogni volta che pubblichiamo un articolo che parla di conversioni dall’ateismo, riceviamo puntualmente una serie di e-mail con insulti e minacce di ogni tipo da parte di qualche razionalista. Evidentemente la questione brucia parecchio… Oggi raccontiamo la storia di un pittore italiano, affermato nel suo campo, ha esposto e venduto i suoi quadri in campo internazionale. Ateo e animato da idee socialcomuniste, ma si sentiva vuoto e l’ideologia non colmava la sua ricerca di verità e bellezza. Claudio Zemmi era, ed è, un artista, scultore, pittore e insegnante d’arte. E’ diplomato in Arte ed insegna nelle scuole locali, ha praticato la pittura e la scultura con discreto successo, esponendo anche a livello internazionale. Alcune delle sue opere sono esposte presso la Walton Gilbert Gallery di S. Francisco (USA). Zenit.it lo ha intervistato e lui ha parlato della sua conversione dall’ateismo comunista: «Già nel 1972 cominciai a dubitare di certe idee comuniste, visto quello che stava succedendo nei paesi dell’est europeo, a Cuba o in Cina [ateismo di Stato]. La dittatura e l’appiattimento ideologico erano in contraddizione con il mio pensiero di artista libero e quindi mi dissociai radicalmente. Poi nel 1986 cominciai a provare i primi sintomi di un vuoto interiore sempre crescente. In quel momento mia madre si ammalò e presto morì, mio figlio maggiore iniziò a soffrire di una malattia grave, ora abbastanza risolta». Questa difficile situazione lo ha portato alla conversione: «sono stato segnato ed ho sentito il bisogno di avere una risposta al perchè si nasce e si muore, perchè ci si ammala, dove sta Dio e che fa. Sono stati momenti di buio completo, angoscia e sofferenza. Un giorno la risposta è arrivata e Dio si è fatto presente nella mia vita. Mentre stavo prendendo coscienza di questa presenza, uno spiraglio si apriva. La risposta mi si è manifestata attraverso una signora, madre di famiglia, saggia e colta, che è stata la mia samaritana al pozzo di Giacobbe. Rimasi sorpreso di sentire parlare un cattolico così, in modo concreto, di Gesù. Cominciai a prender coscienza di questo evento: mi stavo convertendo. Le cose non cambiavano, però io stavo cambiando, Dio aveva pensato bene la mia storia. Pensai subito come mettere al servizio della Chiesa le mie qualità». Ora Claudio dipinge icone sacre. Le potete osservare nel suo sito: www.iconeclaudio.com.

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