Gli atei del Partito Radicale vogliono depenalizzare l’incesto

Depenalizzare l’incesto. La proposta shock arrivata dall’atea senatrice radicale del Pd Donatella Poretti, esponente dell’associazione Luca Coscioni e vicina al mondo omosessuale, che chiede l’abrogazione degli articoli 564 e 565 del Codice penale sui reati contro la morale della famiglia. L’articolo 564 del Codice penale prevede la reclusione da uno a cinque anni per chiunque commetta incesto con un discendente o un ascendente, o con un fratello o con una sorella. La radicale, dopo aver attaccato Mons. Bagnasco, ha sostenuto al TGCOM: «il criterio sommo del bene e del male è la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta. Se uno, due o più sono consenzienti, fanno quello che vogliono perché non esiste più un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non più l’uomo nella sua libertà di scelta, ma nel suo dato di natura». Rivolta poi ai credenti, ha citato Luter King: ‘la mia liberta’ finisce dove inizia la vostra”. Confermato ancora una volta che senza Dio non può esistere morale, nè etica. Questo è chiaro. L’uomo è solo un dato di natura e quindi perché una madre non potrebbe accoppiarsi con suo figlio? Perché impedire la libertà (o meglio l’istinto, perché la libertà è un’altra cosa)? Se due persone (o bambini) decidono di ammazzarsi a vicenda, quindi sono consenzienti, perché non dovrebbero farlo? Perché non legalizzare la droga, leggera e pesante? Chi vuole la usa e chi non vuole non la usa…Perché non legalizzare la pedofilia (come infatti chiedono i Radicali e Cappato da anni)? Esistono bambini che magari sono consenzienti…insomma, la logica è ferrea. Il discorso appare molto razionalistico, e anche alquanto disperato. Invitiamo a leggere il dossier sui rapporti tra Partito Radicale e Pedofilia.

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