Grazie all’UAAR, migliaia di crocifissi in più nelle scuole e nei comuni italiani

Nel pubblicare questo dossier che riassume alcune reazioni dei cittadini italiani dopo la sentenza della Corte Europea contro l’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche, vogliamo esprime un sentito ringraziamento all’UAAR, alla famiglia Albertin di Abano Terme, soci fondatori dell’UAAR e promotori della sentenza, e alla Corte Europea per i diritti dell’uo­mo.

Le controproducenti iniziative dell’UAAR. Essi hanno saputo far rifiorire, risvegliare e rigenerare la fede e la devozione cristiana del popolo italiano come neanche la Chiesa era mai riuscita a fare. Rendiamo omaggio a questi militanti per le centinaia di crocifissi che in questi mesi sono stati acquistati e appesi in ogni scuola pubblica che ne fosse priva (oltre agli uffici comunali, biblioteche, negozi, musei ecc..). E pensare che avevano chiamato l’iniziativa: “scrocifiggiamo l’Italia”!!

Soile Lautsi Albertin. Colei che ha avviato la procedura contro il crocifisso è una cittadina italiana originaria della Finlandia. Lo ha fatto perché temeva per la salute psico-fisica del figlio di fronte ad un terribile crocifisso. Ma -ci chiediamo- come reagirà il piccolo ateo (che ormai è un giovanotto ed è entrato nel consiglio pastorale dell’UAAR) quando noterà sulla bandiera Finlandese la grande croce scandinavo-cristiana blu che troneggia sullo sfondo bianco?

3 giugno 2010. Dieci Stati Europei, oltre a 12 ONG, hanno chiesto e ottenuto di poter partecipare alla sentenza sul crocifisso alla Grande Camera, come “parte terza” in favore del simbolo religioso. Essi sono: Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Monaco, San Marino, Romania e Federazione Russa. Non era mai accaduta prima una cosa simile (cfr. Ultimissima 3/6/10).

22 maggio 2010. Il sindaco di Albenga (Savona) ha deciso di appendere un crocifisso ad una parete del Consiglio comunale (cfr. AlbengaCorsara.it).

14 maggio 2010. L’European Centre for Law and Justice (ECLJ), oltre a decine e decine di associazioni cristiane, è tenuto a diventare “parte terza” nel processo al crocifisso al Parlamento Europeo. L’ente ha un ottima reputazione (cfr. Ultimissima 14/5/10).

30 aprile 2010. I coniugi Albertin che hanno avviato il ricorso alla Corte Europea contro il crocifisso hanno citato in giudizio, chiedendo danni per 60mila euro (sperano così di ammortizzare le spese sostenute per aver portato la loro voce alla Corte Europea), il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, che si era opposto con veemenza contro la sentenza e contro la famiglia abitante in un paese vicino a Cittadella. Ll’udienza è fissata per il 9 novembre 2010 (cfr. Il Mattino 30/4/10).

27 aprile 2010. Il governo italiano e Carlo Cardia, avvocato, giurista ed esperto di diritto ecclesiastico, si sono dichiarati “fiduciosi” sull’esito positivo del ricorso presentato dall’Italia contro la senteza sul crocifisso della Corte Europea: “ci sono tutte le condizioni perchè quella sentenza della Corte, che non ha tenuto in considerazione sia elementi giuridici che di fatto, sia rivista dalla Grande Chambre”. (cfr. Ultimissima 27/4/19). In Germania, il ministro federale per l’Integrazione Maria Bohmer, ha ricordato: “Il crocifisso non è solo parte integrante della nostra tradizione ma fa parte anche del nostro bagaglio culturale collettivo” (cfr. Ultimissima 27/4/19).

22 aprile 2010. Carlo Cardia, avvocato e giurista, tra i massimi esperti in Italia di diritto ecclesiastico, ha pubblicato il suo nuovo libro che tratta del tema del crocifisso e che, probabilmente, sarà utilizzato dal governo italiano durante il ricorso alla Corte Europea (cfr. Ultimissima 22/4/10).

15 marzo 2010. Malta ha deciso di affiancare l’Italia nel ricorso alla Corte europea dei diritti umani contro il “no” al crocifisso nelle scuole. Il primo ministro maltese, Lawrence Gonzi, ha detto: “nessuno Stato che ha mantenuto certi valori e tradizioni per secoli, può essere obbligato a cambiarli per l’obiezione di un individuo”. La posizione del premier ha trovato anche il sostegno del capo dell’opposizione laburista Joseph Muscat (cfr. TGcom).

2 marzo 2010. La Gran Camera dell’Unione Europea, cioè l’assemblea di giudici di seconda istanza del sistema CEDU, ha ritenuto ammissibile il ricorso presentato dal Governo Italiano contro la sentenza della Corte Europea sul crocifisso.

15 febbraio 2010. Il comune di Galzignano Terme (Padova) ha approvato un ordine del giorno per una modifica dello statuto che preveda l’affissione del crocifisso in tutti gli edifici del patrimonio municipale. Lo ha annunciato il sindaco, il quale nei mesi scorsi aveva già firmato un’ordinanza che stabiliva l’obbligatorietà dell’esposizione del simbolo sacro negli edifici pubblici, in risposta alla sentenza della Corte di Strasburgo: «il Comune di Galzignano prosegue e istituzionalizza formalmente con il consiglio comunale la presenza di questo simbolo di valori laici condivisi». Presenti i rappresentanti della comunità musulmana, ebraica e cattolica (cfr. Corriere della Sera 15/2/10).

23 gennaio 2010. Il giudice Tosti che si era rifiutato per di tenere ben 15 udienze in presenza del crocifisso tra il maggio e il luglio del 2005, nonostante continuasse però a percepire lo stipendio, è stato radiato dal Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) con questa motivazione: «si è sottratto ingiustificatamente ed abitualmente dalle relative funzioni a lui conferite, causando quindi grave perturbamento dell’attività d’ufficio ed estrema difficoltà del proseguio dell’attività giurisdizionale per i procedimenti a lui affidati». Il vice presidente del Csm, Nicola Mancino ha spiegato che «il giudice Luigi Tosti s’era rifiutato anche di tenere udienza anche dopo che il Presidente del Tribunale gli aveva messo a disposizione un’aula senza il Crocifisso, con ciò venendo meno all’obbligo deontologico e ai doveri assunti in qualità di magistrato che gli impongono di prestare servizio». Il crocifisso non c’entra, «il dottor Tosti è stato giudicato per essersi rifiutato di tenere comunque udienza fino a quando in tutti i Tribunali d’Italia non fossero stati rimossi i crocifissi» (cfr. Il Corriere della Sera 23/1/10).

11 dicembre 2009. L’amministrazione comunale di Treviso ha fatto installare una croce di tre metri d’altezza nel giardino di pa­lazzo Rinaldi, sede della politica tevigiana. Il vicesindaco Gentilini ha detto: «Voglia­mo ribadire le nostre origini cristiane, perché solo ricor­dando da dove veniamo pos­siamo guardare al futuro» (cfr. Corriere della Sera 11/12/09).

8 dicembre 2009. A Venezia, un gondoliere ha deciso di porre una statuetta di Gesù che regge il crocifisso sulla prua della propria imbarcazione. Il crocifisso ha preso così il posto della statua di San Teodoro, che è collocata su tutte le gondole. Ha detto: «L’aver posto il crocifisso sulla mia gondola significa che a casa mia rispetto tutti, ma voglio essere a mia volta rispettato nei miei valori e nelle mie radici. Nessuno ha mai avuto nulla da ridire, ho portato anche famiglie del Medio Oriente senza che nessuno si spaventasse». Altri gondolieri si sono detti pronti a seguirlo (cfr. Corriere della Sera 8/12/09).

7 dicembre 2009. A Milano, a due passi dalla Scala è stata installato un crocifisso di luce. Nell’intenzione della gio­vane artista Valentina Mam­moli rappresenta il tempo del­la nostra civiltà cristiana. L’assessore all’arredo urbano ha detto: «Abbiamo voluto il crocifisso per sottoli­neare e riscoprire quelli che sono i nostri valori. Solo così non si ha paura delle altre cul­ture» (cfr. Corriere della Sera 7/12/09).

2 dicembre 2009. Nella provincia di Verona, zona dove è partito il ricorso alla Corte Europea, 60 sindaci di tutti i par­titi e relative correnti, hanno chiesto al governo di prendere posi­zione perché il crocifisso resti nelle aule e nei luoghi pubblici: Il sindaco di Verona, Fla­vio Tosi, ha ospitato a Palazzo Barbieri una delegazione dei sindaci firmata­ri, che hanno detto: «un’occasione per ribadire una volta di più che il crocifisso è un simbolo che trascende l’ap­partenenza religiosa e come tale deve restare appeso dov’è. E’ un’espres­sione laica che invita a difendere la matrice culturale della nostra identità rappresentata anche attraverso simboli, come il croci­fisso, carichi di una funzione educativa che prescinde dalla re­ligione professata dagli alunni». Il sindaco ha dichiarato: «il crocefisso è ormai un sim­bolo del comune sentimento na­zionale. Per questo abbiamo in­teso difenderne il radicamento culturale e territoriale, a prescin­dere da ogni appartenenza reli­giosa. La nostra volontà è quin­di quella di dare un segnale con­creto della sua importanza e dei valori universali che rappresen­ta» (cfr. Corriere della Sera 2/12/09).

30 novembre 2009. Il Corriere della Sera (tiratura 519mila copie), maggior quotidiano italiano, ha pubblicato un articolo con l’intento di dimostrare l’universalità del crocifisso, prima nell’arte, poi nelle altre religioni e nella scienza: “Nella storia dell’arte è sta­to uno dei temi figurativi più rap­presentati, l’elenco degli artisti che ne hanno affrontato la raffigurazio­ne è sterminato, ogni epoca ne ha dato una definizione formale diver­sa. E’ anche alla base del rito di fondazione delle città romane. Lo stesso proce­dimento è indicato negli antichi co­dici dell’Architettura indù. In tutte le tradizioni, compresa quella islamica, la croce rappresen­ta l’Uomo Universale, l’unificazione del femminile con il maschile: Ada­mo- Eva. La croce, al di là delle interpretazioni artistiche e religiose sta anche a fondamen­to delle scienze umane, è attraverso la croce che si è potuto razionalizza­re lo spazio e con esso il pensiero dell’uomo. Talete quando scoprì l’angolo retto sacrificò un toro al Dio” (cfr. Corriere della Sera 30/11/09).

24 novembre 2009. Nel veronese, il primo cittadino di San Bonifacio ha emesso un’ordi­nanza, con tanto di multa per chi la con­travviene, che ordina l’esposizione del crocifisso nelle «sue» scuole. Tanti simili sono stati emanati in vari Co­muni in tutta Italia, che hanno la proprietà sulle scuole: «non è una questione di fede è una que­stione culturale. E’ un nostro simbolo, come il tri­colore» (da Corriere della Sera 24/11/09).

17 novembre 2009. Nel comune di Osimo (Ancona) l’amministrazione comunale ha deliberato un’ordinanza in cui si invitano le scuole a non procedere alla rimozione dei Crocifissi dalle aule nei rispettivi istituti e mantenere vive le tradizioni popolari legate al vicino Natale, poiché anche in un orizzonte laico il crocifisso riveste una valenza simbolica altamente educativa, a prescindere da qualunque credo professato dagli alunni (cfr. VivereOsimo.it 17/11/09). Anche a Loreto (Ancona) è pronta un’ordinanza comunale volta al rispetto della fede (cfr. Il Resto del Carlino). Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano e governatore del Trentino Alto Adige, Luis Durnwalder, ha ribadito che “il crocifisso avrà sempre un posto nelle nostre scuole. La croce non offende nessuno e perciò non accetteremo nessuna indicazione da Bruxelles”. Due ordini del giorno hanno garantito l’esposizione del crocifisso negli edifici pubblici (cfr. Provincia Autonoma di Bolzano). Nella provincia di Monza, in Brianza, molti comuni si sono mobilitati per difendere il simbolo della cristianità e hanno imposto una sanzioni da 150 euro a chi toglierà il crocifisso: Seveso, Bovisio Masciago, Desio, Cesano Maderno e Lentate sul Seveso. Il consiglio provinciale di Monza e Brianza ha proposto due mozioni separate contro Strasburgo, una voluta dal Pdl e dalla Lega Nord e un’altra dal Pd. Ad Enna, in Sicilia, previste 500 euro di multa a chi toglie i crocifissi dalle aule scolastiche della città (cfr. TGcom).

16 novembre 2009. Il quotidiano Il Tempo (tiratura 66mila copie), si è mobilitato per difendere l’esposizione del crocifisso nelle scuole e ha chiesto, con una petizione, al governo e al Parlamento l’adozione di misure esecutive e legislative che tutelino l’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche del nostro Paese (cfr. Il Tempo). In Lombardia la Lega Nord ha raccolto ben 200mila firme in favore del crocifisso in un solo giorno (cfr. Il Giornale).

15 novembre 2009. Il sindaco di Besana Brianza (Monza) ha imposto 150 euro di multa a chi non metterà il crocifisso dalle aule scolastiche. Ha dichiarato: “sono arrivati solo consensi. Ho la mail piena di messaggi di solidarietà e in molti si sono complimentati con me, l’altro giorno al bar mi hanno fatto quasi festa e per me che sono stato eletto con pochi voti di vantaggio è stata una grande soddisfazione” (cfr. Il Giornale).

13 novembre 2009. A Padova la sentenza della Corte Europea ha dato una scos­sa al sopito sentimen­to cristiano di molti veneti. L’assessore provincia­le ha detto: «Ho la sensa­ione di dover, mio malgra­do, ringraziare sia la famiglia di Abano Terme che la Corte Europea per i diritti dell’uo­mo». Il parlamentare e sin­daco di Cittadella (Padova), Massimo Bitonci ha annunciato che con­trollerà personalmente la presenza del crocifisso nelle “sue” scuole e ha esposto un antico crocifisso in legno nell’atrio del municipio. Ne ha anche ordinati a migliaia da regalare nel prossimo fine settimana ai cittadini che metteranno la loro firma sotto una petizione popolare contro la sentenza della Corte di Strasburgo. Anche il sindaco di Ascoli Piceno, ha predisposto un’ordinanza “volta ad inibire” gli effetti della sentenza: «il Crocefisso esprime in chiave simbolica, l’origine religiosa di valori propri della Costituzione Repubblicana. Mi riferisco alla libertà, al rispetto reciproco, alla valorizzazione della persona, alla solidarietà ed al rifiuto di ogni discriminazione». A Quinto di Treviso (Treviso), il sindaco ha ribadendo la minac­cia della sanzione da 500 euro per i trasgressori che tolgono il crocifisso. A Brendola (Vicenza), il sindaco ha dato or­dine di appendere un crocifisso nell’aula del Consiglio Comunale. Mara Bizzotto, euro­parlamentare del Carroccio, recapiterà per Natale ai sette giudici della Corte di Strasbur­go altrettanti crocifissi, ac­compagnati da un manuale di storia (cristiana) dell’Europa. Il presidente del consiglio co­munale di Venezia, ha spedito alla Cor­te un crocifisso benedetto dal­la Curia patriarcale (cfr. Il Resto del Carlino). A Treviso si sono invitati i writers a dipingerne sui muri. I giovani mili­tanti di Lotta Studentesca (Forza Nuova) hanno realizzato un blitz nel­la sede trevigiana dell’UAAR e l’hanno ber­sagliata con croci in legno e striscioni su questo tono: «La vostra ragione non cancellerà la nostra tradizione» (cfr. Corriere del Veneto). A Taranto è stato approvato un ordine del giorno in risposta alla sentenza della Corte di Strasburgo. La Giunta comunale e il sindaco sostengono che “il crocifisso è simbolo di pace e di amore tra gli uomini. Far prevalere un’Europa contro le tradizioni e le identità dei singoli paesi che la costituiscono significa venir meno al compito dell’unione, per la quale i padri fondatori l’hanno pensata e che oggi si identifica in Unione Europea” (cfr. Comune di Taranto).

12 novembre 2009. Il quotidiano online Il Sussidiario ha lanciato una petizione popolare al presidente del Parlamento europeo, firmata dai parlamentar europeei Cristiana Muscardini e Mario Mauro (da Il Sussidiario).

11 novembre 2009. Il sindaco di Asia­go (Vicenza), ha emesso un’ordi­nanza che prevede multe di 500 euro a chi non esporrà nei luoghi pubblici e nelle scuole il crocifisso: «La nostra è una terra molto fedele e non vedo che con­troindicazioni possa avere il crocifisso. E’ un simbolo, che mette l’uomo al centro, riconosciuto non solo dalla nostra religione. Il nostro Comune è legato alla curia di Padova già dal 1300 – 1400 con obblighi precisi co­me per esempio l’elezione del parroco da parte dei cit­tadini. In una società multietnica volta alla globalizzazione, è importante rafforzare cre­denze, tradizioni ed identità nazionale» (cfr. Corriere della Sera 11/11/09).

10 novembre 2009. A Imperia, l’assessore comunale alla Sicurezza e Polizia municipale, ha annunciato di voler donare un crocefisso a ogni commerciante: «non solo il crocefisso non si tocca. Anzi, il simbolo della nostra tradizione cristiana deve essere maggiormente diffuso, come parte irrinunciabile della nostra storia. Gli atei nel nostro Paese ci sono sempre stati e il simbolo della nostra fede e della nostra storia nelle scuole non ha mai causato loro problemi». Si sono anche allestiti dei banchetti nelle vie della città per sensibilizzare l’opinione pubblica. Con lui si sono schierati i sindaci di Villa Faraldi, di San Bartolomeo al Mare e di Prelà. A Rossano Ve­neto (Vicenza), il sindaco, ha imposto con un’ordinanza l’obbligo di affissio­ne del crocifisso in tutti gli stabili di proprietà comuna­­le, scuole comprese e l’acquisto di 200 crocifis­si destinati ai cittadini. A Cassola (Vicenza), il sindaco e la giunta hanno disposto un’attenta ed accu­rata verifica in tutti gli uffici pubblici e le aule delle scuo­le comunali, per accertarsi della presenza del crocefisso e provvedere alla colloca­zione, nei luoghi ove questo dovesse risultare mancante (cfr. ImperiaParla.it).

9 novembre 2009. Ad Agrigento, alcune studentesse, tra le quali una non praticante, del liceo classico “Empedocle”, hanno acquistato un crocifisso e, dopo averlo fatto benedire da un sacerdote, lo hanno appeso nella loro aula, da sempre sprovvista (cfr. Giowind.it). I giovani Udc della Sicilia hanno una manifestazione a Palermo chiamata “IO CREDO”, volendo salvaguardare l’identità cristiana. I Circoli liberal della Sicilia hanno aderito alla manifestazione in difesa della presenza del crocefisso nelle scuole e nei luoghi pubblici (cfr. PalermoBlog Sicilia). In Toscana, a Massa, l’associazione di studenti riunita in Lotta Studentesca ha costruito 100 crocifissi e li ha apposti nelle aule di tutti gli istituti superiori della città con lo slogan: “giù le mani dal crocifisso: riportiamolo nelle aule, difendiamo le nostre radici”. Molti ragazzi e vari insegnanti hanno comunicato sul posto il loro plauso all’iniziativa (cfr. RegioneToscana). A Gavirate (Varese), un imprenditore ha installato con 1200 euro un crocifisso alto 6m., visibile da lontano e illuminato anche di notte, nel terreno della sua azienda. Ha anche organizzato un’assemblea con tutti i dipendenti (cfr.VareseNotizie).

8 novembre 2009. La Lega nord (120mila iscritti) si è fatta promotrice di una raccolta di firme contro la sentenza di Strasburgo: in una sola giornata di pioggia, a Bassano del Grappa (Vicenza) sono 472 le firme ottenute. L’europarla­mentare Mara Bizzotto ha promesso: «nei prossimi weekend saremo ancora presenti nelle piaz­ze del Bassanese per ribadi­re il nostro no all’assurda sentenza della Corte di Stra­sburgo. Noi saremo sempre in prima fila a difendere le nostre radici cristiane. Nessuno può im­porci di togliere dalle nostre scuole il simbolo della no­stra storia e della nostra cul­tura». A Tezze sul Brenta (Vicenza) oltre ad aver avviato la prima petizione contro la sentenza, l’amministrazione ha coinvolto anche altri co­muni limitrofi con la raccol­ta firme. Il Sindaco ha dichiarato: «siamo rimasti stu­piti e soddisfatti da un così alto afflusso di persone ai nostri due gazebo. La gente è arrabbiata e, come noi, ha voglia di dire no all’assurda sentenza». Il sindaco di Leonessa (Rieti), ha convocato un consiglio straordinario per emettere un’ordinanza che preveda la non rimozione dei crocifissi dalle scuole (cfr. Il Corriere della Sera e Il Tempo).

7 novembre 2009. Il sindaco di Ostra Vetere (Ancona), ha presentato una mozione in Consiglio Comunale per ribadire che “il Crocifisso rappresenta una testimonianza di cultura, emblema di libertà e valore universale, parte integrante delle nostre radici, della nostra storia e delle nostre tradizioni cristiane e scongiurare fenomeni di discriminazione dell’identità storica, culturale e di civiltà del popolo italiano a partire dal simbolo religioso di valenza universale qual è il Crocifisso”. Ha anche previsto 500 euro di multa a chi volesse toglierlo dall’aula o da qualsiasi altro edificio pubblico e ha provveduto a dotare gli ambienti pubblici che ne sono sprovvisti (cfr. Valmisa.com).

6 novembre 2009. Il sindaco di Ancona ha previsto 500 euro di multa a chi toglie il crocifisso dalle aule scolastiche o in altri edifici pubblici. Nel cortile del Municipio di Montecchio Maggiore (Vicenza), è stato installato per decisione della Giunta , un grande crocifisso di legno. Il sindaco ha anche dato disposizioni per l’acquisto di quattro nuovi crocifissi, da collocare in sala giunta e sala consiliare, nonché nella sala assessori e nel proprio ufficio. Altri ne verrano acquistati da dare in dono alle scuole del territorio (cfr. Lega Nord Montecchio).

5 novembre 2009. Il Quotidiano.net (3 milioni di visitatori unici al mese, 30 milioni di pagine viste al mese), che unisce Quotidiano Nazionale, La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, a nome del suo direttore Xavier Jacobelli, ha lanciato la petizione “Giù le mani dal crocifisso”: «la sentenza della Corte Europea si tratta di un autentico schiaffo al rispetto della libertà di religione che deve contraddistinguere ogni società civile, dell’ennesimo gesto di debolezza e di vigliaccheria, anticristiana e anticattolica. Con la scusa dei diritti umani, a Strasburgo c’è chi vuole cancellare la storia religiosa e culturale di un popolo» (cfr. Quotidiano.net). A Roma, 4mila croci francescane sono state distribuite agli studenti fuori da alcuni licei. Aldo Di Biagio, responsabile Italiani nel mondo del PdL, ha dichiarato: “i giovani hanno apprezzato, molti si sono fermati a parlare con me e con i miei collaboratori per capire, chiedere e dare il pieno sostegno all’iniziativa. Hanno dimsotrato di comprendere che parte della cultura italiana ed europea trae origine proprio da quel pezzetto di legno, e che questa ricchezza identitaria e culturale si colloca ben oltre le posizioni e le ortodossie confessionali” (cfr. DireGiovani.it). Il sindaco PD di Grosseto si è dichiarato contro la sentenza poiché «il crocifisso è un segno della nostra tradizione, delle nostre radici, e assume un valore culturale che va al di là dell’aspetto religioso. Un valore da conservare, proteggere e portare avanti. Da laico, sono favorevole che rimanga al proprio posto, come qui, nella mia stanza del Palazzo comunale. Posso comprendere che viviamo in una realtà multietnica e multiculturale, ma certi punti di riferimento largamente condivisi devono rimanere saldi. Non vedo in questo simbolo un possibile elemento di turbamento» (cfr. La Nazione). Si è unito a lui anche il sindaco PD di Scarlino, uno dei primi comuni d’Italia ad aver approvato una mozione sui Pacs (cfr. Il Tirreno). Il sindaco di Caorso (Piacenza) ha ordinato che i crocefissi nelle aule delle scuole del territorio non dovranno essere rimossi a salvaguardia dei valori e delle tradizioni che appartengono al nostro Paese (cfr. Quotidiano del Nord).

4 novembre 2009. A Sassuolo (Modena) il sindaco ha dichiarato:“Cancellare il crocifisso dalle aule non significa affermare la laicità delle istituzioni, al contrario significa mettere a rischio l’identità culturale dei nostri figli. Per questo motivo l’amministrazione comunale ha acquistato cinquanta crocefissi che io e l’assessore Orienti distribuiremo personalmente nelle scuole, là dove ci siano aule o spazi comuni, come mense o palestre, ancora sprovvisti» (cfr. Corriere della Sera).
A Trapani invece, la giunta provinciale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno che prevede l’acquisto di n. 72 crocifissi da distribuire a tutti i plessi degli istituti d’istruzione secondaria di secondo grado gestiti dalla Provincia regionale. Il costo sarà sostenuto, grazie all’auto tassazione da parte di ciascun componente della Giunta Provinciale (cfr. Gazzetta di Modena). Il sindaco Pd di Finale Emilia (Modena), ha annunciato ordinanze per esporre il crocifisso (cfr. ItaliaInformazione.com). A Sanremo, il sindaco ha chiesto una reazione ai suoi concittadini“un gesto da parte di tutti gli istituti scolastici. Non e’ un obbligo, ma mi auguro che questa mia richiesta sia presa in considerazione dalle scuole di Sanremo. Dobbiamo difendere con convinzione le nostre radici cristiane e non vergognarci di quello che siamo e di quello che rappresenta la nostra storia. Credo che sia un piccolo gesto molto apprezzato dai nostri concittadini. Ho anche pensato di mettere un crocefisso e la bandiera italiana all’ingresso del Comune, dove mi sono accorto, grazie anche a questa polemica, che mancavano” (cfr. L’Eco.it). Il sindaco di Ardea (Roma), ha dichiarato: “Il crocifisso nelle scuole non si tocca perché rappresenta le radici della nostra civiltà, uno dei simboli dell’unità del nostro Paese”. Sui tabelloni luminosi del Comune di Montegrotto Terme (Padova), per iniziativa del sindaco è apparsa la scritta: “Il crocifisso noi non lo togliamo” (cfr. Repubblica).

3 novembre 2009. La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha sentenziato che il crocifisso nelle scuole deve essere rimosso, poiché rappresenterebbe “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e una violazione alla libertà di religione degli alunni”“. Jacques Barrot, commissario europeo alla Giustizia, ha fatto sapere che la Corte Europea per i diritti dell’uomo non è un’istituzione europeae e non ha nulla a che fare essa. Inoltre non vi è alcuna normativa Ue che regoli la materia e anche le norme comunitarie contro la discriminazione escludono il riferimento ai simboli religiosi attribuendone la competenza agli Stati membri (cfr. Informati Subito.it)

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