Nocera, la madre del bimbo rapito: «ho pregato molto, perdono l’infermiera»

Il perdono sarebbe stata una cosa impossibile agli uomini se un Uomo non avesse insegnato a perdonare e amare perfino i nostri nemici: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (LC, 23,24). Per i non credenti quello che conta è solo ciò che avviene e avverà qui, adesso. Per questo se si è vittime di un’ingiustizia occorre la vendetta immediata, diretta o indiretta. Ma i cristiani continuano a scandalizzare il mondo, come ha fatto recentemente Carlo Castagna, l’uomo che nella strage di Erba ha praticamente perso tutta la famiglia ma è riuscito lietamente a perdonare gli assassini imitando la testimonianza di Gesù Cristo (cfr. Ultimissime 2/4/10). Ieri un altro caso: è stata arrestata l’infermiera che aveva sottratto il piccolo neonato Luca dalle braccia della madre a Nocera Inferiore, nel Salernitano. «Volevo anch’io un figlio maschio», sembra abbia detto l’infermiera. Annalisa Fortunato, la mamma del piccolo Luca, intervistata da La Stampa ha detto: “l’infermiera aveva un comportamento normale. Mi ha detto anche che è un peccato che certe donne abbandonino i bambini. Non gli ha fatto del male, molto probabilmente non sta bene. La perdono, sì». Ritornando ai momenti di angoscia provati ieri, la donna dice soltanto: «Ho pregato, pregato. Finalmente è finita, la prima cosa che farò quando uscirò dall’ospedale sarà andare al santuario di San Gerardo».

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