Archivio del Ministero dell’Interno: i sacerdoti di Roma salvarono gli ebrei in fuga

La storiografia tradizionale ha atteso un po’ prima di concentrarsi su luoghi più lontani dai palazzi del potere, ma il quadro sta mutando. Si stanno scandagliando gli archivi del Ministero dell’Interno (Direzione generale dei culti), di documenti provenienti da fondi parrocchiali, del Pci o del Museo storico della liberazione di Roma. E con le testimonianze degli ultimi sopravvissuti, anche le carte degli archivi fanno emergere il ruolo non secondario di decine di parrocchie romane, anche periferiche, come centri di accoglienza o di soccorso sotto la responsabilità di coraggiosi sacerdoti. Un soccorso destinato non solo a renitenti alla leva, disertori, partigiani, antifascisti, ma anche agli ebrei romani, costretti dopo la caccia antisemita nel Ghetto a riparare qui. Avvenire riporta numerose di queste storie. Come abbiamo già pubblicato (cfr. Ultimissime 3/6/10), fu proprio Pio XII a chiedere che tutti gli ordini religiosi e le parrocchie facessero il possibile per ospitare e difendere gli ebrei.

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