37 professori di diritto scrivono alla Corte Europea in difesa del crocifisso

Altre buone notizie per la presenza del crocifisso nelle scuole. Da Catholic News Agency si apprende che 37 professori di diritto da undici Paesi di tutto il mondo hanno scritto alla Corte europea dei diritti dell’uomo, esortando a ribaltare la sentenza che vietava crocifissi dalle aule italiane.

Nelle loro osservazioni hanno affermato che “non ha molto senso tentare di creare un comune denominatore laicista”. La Corte dovrebbe piuttosto “lasciare agli Stati libertà d’azione per strutturare le relazioni Chiesa-Stato in armonia con le rispettive tradizioni, storia e cultura”. Inoltre hanno sottolineato che “il tentativo di esilio dei simboli religiosi dalla pubblica piazza sarebbe avventato, poiche essi e le idee religiose sono parte integrante della tessitura della civiltà europea”.

Ha partecipato alla stesura del documento anche Eric Rassbach, direttore del Becket Fund for Religious Liberty, l’organizzazione non profit che protegge la libera espressione di tutte le tradizioni religiose, il quale ha detto: la sentenza della Corte Europea “è una messa al bando di tutti i simboli religiosi. Anziché annunciare una crociata di Stato contro la religione, la Corte dovrebbe riconoscere che religione e governo possono porsi l’un l’altro in armonioso dialogo”. La grande camera della Corte terrà l’audizione del caso il 30 giugno. La notizia è apparsa anche sull’agenzia SIR.

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