La conversione di Giuni Russo

“Meditava sugli “Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola” e ne rimase colpita. Ho ancora con me il libro che leggeva copiosamente, con sue annotazioni e sottolineature. Si chiedeva chi potesse guidarla in questo esercizio, dove trovare il sacerdote o la comunità per vivere un’esperienza simile. Cominciò ad appassionarsi anche di Santa Teresa, Edith Stein e Giovanni della Croce fino al punto di musicarne alcuni poemi”. Così racconta Maria Antonietta Sisina , sua amica da sempre a Il Sussidiario a 6 anni dalla morte di Giuni. Giuni Russo è stata una delle cantanti più dotate degli ultimi anni, con una estensione vocale di 4 ottave. Molti i critici che la preferiscono alla grande Mina Mazzini. Autrice di canzoni storiche, come Un’estate al Mare o di Alghero , si è convertita improvvisamente al cattolicesimo, arrivando addirittura ad interpretare la canzone “La sposa” assieme alle Carmelitane Scalze del monastero di Milano. “Giuni -racconta la Sisini- era di casa in quel monastero a tal punto che scelse, in punto di morte, d’essere lì seppelita. Durante l’agonia, vidi lei fissare un angolo della stanza. Il suo viso si illuminò, cambiò d’aspetto. Sorrise meravigliata come se in quella stanza ci fosse una presenza celestiale. In fondo, Giuni era una persona innamorata di Cristo”.

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