“Gli errori di Darwin”, il libro che l’UAAR non ti farebbe mai leggere

C’è un libro da poco in circolazione che ha creato un vero sconquasso nel mondo dell’ateismo scientista. Si tratta de Gli errori di Darwin” (pubblicato dalla “rossa” Feltrinelli), testo che raccoglie gli studi di due atei evoluzionistici, Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor, grazie ai quali il dogma dell’ateismo scientista ha subito una frattura fatale. Vi siete mai chiesti perché la UAAR, sempre in prima linea sui temi scientifici-ideologici, non ne ha neanche fatto un timido accenno? Neanche un insulto? Neanche la solita reazione isterica e scomposta? Una risposta noi ce l’avremmo… Lo storico inglese Paul Johnson qualche anno fa aveva parlato di “ayatollah e iconoclasti darwinisti, che hanno occupato i posti di comando nei dipartimenti universitari e delle riviste scientifiche, negando udienza a chiunque sia in disaccordo con loro”.. Così inizia l’articolo di oggi del direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara.

Quando si parla criticamente di Darwin si finisce ad insultare i critici, così come è avvenuto a Fodor, malgrado molti grandi scienziati testimonino a favore della attendibilità degli argomenti addotti nel libro. Il genetista Giuseppe Sermonti, grande pariah dell’evoluzionismo italiano, ha detto che il darwinismo si è dimostrato davvero “un credo che non tollera eretici”. L’ideologia dell’ateismo scientista che si concentra sul darwinismo classicista (o neodarwinismo) è il cavallo di battaglia di gente come Dawkins, Dennett e Pinker, che vogliono giustificare la loro rinunciataria posizione esistenziale, l’ateismo, appellandosi al darwinismo per dimostrare l’inesistenza di Dio, ignorando di andare contro proprio al loro beniamino Charles Darwin, il quale chiude il suo libro più importante in questo modo: “Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con i suoi diversi poteri, originariamente impressi dal Creatore in poche forme o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l’immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano ad evolversi”. (Darwin, L’origine della specie, BUR Biblioteca Universale Rizzoli).

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