Alcune scuole cattoliche stanno scegliendo soluzioni meno tecnologiche
- Ultimissime
- 24 Ago 2026

La scelta di alcuni istituti cattolici che scelgono di non inseguire la tecnologia, dando spazio alle relazioni.
Mentre l’intelligenza artificiale entra prepotentemente nelle aule, qualcuno fa un passo indietro.
E’ la decisione di alcune scuole cattoliche statunitensi che stanno scegliendo una strada apparentemente controcorrente.
Ridurre la presenza quotidiana di dispositivi digitali per restituire maggiore spazio a libri, scrittura a mano, dialogo e rapporto diretto tra insegnanti e studenti.
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Le scuole frenano la tecnologia
È il caso ad esempio della Holy Family School di Dale City, in Virginia, che dopo aver adottato un dispositivo per ogni alunno negli anni scorsi ha deciso di interrompere il programma.
Secondo il vice preside Jay Jesse, gli studenti tendevano a utilizzare i Chromebook più per distrarsi che per studiare.
Per l’anno scolastico appena iniziato, la scuola ha così introdotto carrelli con computer condivisi, utilizzati solo quando necessario, constatando una maggiore capacità di apprendimento e memorizzazione.
Una constatazione provata anche dalle più recenti ricerche scientifiche condotte sull’argomento.
Una scelta analoga è stata annunciata dall’Erie Catholic School System, in Pennsylvania: per l’anno scolastico 2026-27 gli alunni dalla scuola dell’infanzia alla quinta elementare non riceveranno più un Chromebook personale da portare a casa.
La tecnologia resterà disponibile in classe, ma attraverso dispositivi condivisi e specifiche lezioni di alfabetizzazione digitale.
Ancora più radicale è l’esperienza della Regina Pacis Academy di Norwalk, in Connecticut.
La scuola ha deciso da tempo addirittura di non dotarsi di tecnologia: niente lavagne digitali o laboratori informatici, ma lavagne tradizionali, libri e una biblioteca.
La preside Kimberly Quatela sottolinea che gli studenti, lavorando prevalentemente a mano, sviluppano capacità di dialogo, argomentazione e relazione personale difficili da sostituire con uno schermo.
La Marian High School dell’Indiana prevede invece l’uso di tecnologia ma respinge il modello “uno studente – un dispositivo”. Negli ultimi anni sta registrando una crescente richiesta da parte delle famiglie per una maggiore attenzione alle competenze fondamentali.

Perché l’enciclica del Papa segnerà la nostra epoca: 3 motivi
(22/05/2026)
Leone XIV: non inseguire il digitale
La questione non è certo rifiutare la tecnologia. Il problema è piuttosto stabilire quanto e quando utilizzarla.
Un tema che si inserisce perfettamente e coerentemente anche nel magistero di Leone XIV.
Nella sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, il Papa ha richiamato proprio la scuola a «non inseguire la velocità del mondo digitale, ma a offrire ciò che il digitale da solo non può dare: tempo condiviso per apprendere e relazioni affidabili».
Il punto, sottolinea Leone XIV, è sì «educare all’uso dell’IA», ma ciò implica «insegnare a decidere quando e per cosa NON usarla».

















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