Anche Messi in ginocchio: «Dio mi ha dato così tanto, cos’altro chiedergli?»
- Ultimissime
- 19 Giu 2026

Il “dio” del calcio, Lionel Messi e il rapporto con il vero Dio: il campione e la gratitudine. Quando il calcio mostra valori autentici.
Non solo marketing, mondanità e culto della celebrità.
I Mondiali 2026 stanno trasmettendo anche un’immagine del calcio diversa.
La più recente quella del rapporto tra il “dio” del calcio, Lionel Messi e il vero Dio.
Messi e Dio: gratitudine
Ne ha parlato dopo aver guidato l’Argentina alla vittoria per 3-0 contro l’Algeria, nella partita d’esordio.
Messi ha dichiarato: «Non posso chiedere niente di più di tutto quello che ho già ricevuto. Come ho detto molte volte, Dio mi ha davvero premiato».
La stella argentina aveva già parlato in passato della fede cattolica, convinto che il suo talento sia «un dono di Dio», aggiungendo: «Per me è chiarissimo: sono nato così perché Dio lo ha voluto».
Durante una diretta presso lo spogliatoio della nazionale dell’Argentina, tra l’altro, è apparsa la statua della Vergine Maria.

Si tratta della Madonna di Luján, patrona del Paese e uno dei simboli religiosi più cari per gli argentini.
Nel 2022, come gesto di ringraziamento per la vittoria della Coppa del Mondo, la nazionale argentina ha compiuto un pellegrinaggio proprio presso la Basilica di Nostra Signora di Luján.
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Tedeschi in preghiera con gli avversari
Vi sono stati anche altri episodi rilevanti.
In particolare la preghiera comunitaria tra giocatori della Germania e gli avversari della nazionale del Curaçao, dopo la partita finita 7-1.
«Siamo avversari», ha detto il campione tedesco Felix Nmecha, «ma prima di tutto fratelli cristiani. Abbiamo fatto una piccola preghiera insieme e ne siamo orgogliosi».
Presente anche il difensore del Bayer Monaco, Jonathan Tah.
Qualche giorno fa riprendevamo le parole di ringraziamento verso Gesù del giovanissimo campione francese Desirè Doue dopo la vittoria della Champions League.

Il PSG vince la Champions, Doué: «Solo una cosa: grazie Gesù»
(31/05/2026)
Calciatori, coerenza e visibilità planetaria
Naturalmente nessuno può giudicare la coerenza della fede personale di Messi o di questi campioni.
La vita spirituale appartiene alla coscienza di ciascuno.
Tuttavia un dato resta evidente: miliardi di persone osservano le loro gesta e ne imitano atteggiamenti e linguaggio.
Ecco perché ha senso valorizzare quei momenti in cui il calcio smette di essere soltanto spettacolo e successo mondano, lasciando spazio ai veri valori: gratitudine, umiltà, fratellanza e preghiera.


















1 commenti a Anche Messi in ginocchio: «Dio mi ha dato così tanto, cos’altro chiedergli?»
Bravo Messi. Non è così scontato, ringraziare Dio per i doni/talenti ricevuti. L’io tende di solito ad auto esaltarsene, cioè ad appropriarsene. Ma: “cos’ha l’uomo che non gli provenga dal Cielo”, ricorda Giovanni Battista. Dovrebbe essere l’ovvietà- Gloria a DIO.