Zapatero, il diavolo rosso: dagli pseudo-diritti alle accuse di corruzione
- Ultimissime
- 27 Mag 2026

Gravi incriminazioni per corruzione a carico di José Luis Rodríguez Zapatero, l’ex primo ministro più laicista d’Europa.
In sette anni ha cambiato la Spagna. In peggio.
José Luis Rodríguez Zapatero è stato presentato come il volto “illuminato” della politica progressista, l’idolo dei pasdaran anticlericali: matrimonio egualitario, aborto liberalizzato, laicismo istituzionale.
Una stagione politica oscura durante la quale l’ex primo ministro ha smantellato il tessuto valoriale tradizionale della Spagna, accelerandone l’ideologizzazione sociale.
In patria viene definito “bambi” o anche “el diablo rojo”: il diavolo rosso.
L’oscura eredità del governo Zapatero
Durante il governo Zapatero (2004–2011), lo Stato spagnolo ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2005, ha riformato l’educazione introducendo una forte impronta secolarizzata e ha ampliato la legge sull’aborto del 2010 (poi modificata da Rajoy nel 2014).
Misure che hanno aperto uno scontro frontale con la Chiesa cattolica e con ampi settori della società civile, segnando una frattura culturale profonda.
Il giorno della rovinosa caduta di Zapatero nel 2011, il giornalista Lartaun De Azumendi motivò la sconfitta elettorale (considerata la “peggiore dopo il franchismo”, cfr. La Stampa 24/5/11), sostenendo che proprio i temi etici furono fra le principali cause.
«La gente non ha richiesto le sue riforme sociali», scrisse, le quali «non hanno affatto aiutato i cittadini mentre una politica economica seria sarebbe servita».
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Le gravi accuse di corruzione
E’ notizia di poche ore fa che la Guardia Civil spagnola si è presentata nella sede centrale del Partito Socialista spagnolo (Psoe) a Madrid per cercare informazioni su un possibile schema di finanziamento illecito all’interno del partito legato proprio a Zapatero.
Dalle indagini giudiziarie emerge che l’ex primo ministro spagnolo è incriminato per traffici di influenze, corruzione, riciclaggio e rete di intermediari legati a fondi pubblici e a interessi internazionali.
Zapatero sarebbe stato al vertice di un network illegale che si estende dalla Spagna all’America latina, tanto da aver ricevuto in cinque anni almeno 2,6 milioni da varie società sotto inchiesta o con capitali cinesi.
Per anni avrebbe vissuto in connivenza con le dittature comuniste di Venezuela e Cina.
La polizia ha sequestrato anche un ingente bottino personale fatto di alta gioielleria (rubini, smeraldi e zaffiri) e orologi di lusso, per un valore complessivo tra i 2 e i 3 milioni di euro.
Secondo la stampa spagnola, Zapatero era già pronto alla fuga: quando già il suo nome girava negli ambienti giudiziari, aveva acquistato in fretta e furia un biglietto aereo per Caracas.
I falsi idoli
La presunzione di innocenza vale anche per lui, ovviamente. Ma se c’è una certezza è che tutti i falsi idoli, prima o poi, perdono la maschera.
Come se non bastasse secondo una recente indagine, il 45% degli spagnoli tra i 15 e i 29 anni si è definito cattolico. Nel 2020 erano appena il 31,6%.
Davvero un annus horribilis per il diavolo rosso.


















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