Il Vaticano senza tabù: “Educazione sessuale compito della famiglia”

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Il documento vaticano sul ruolo centrale della famiglia nell’educazione affettiva e sessuale dei figli e su temi eticamente delicati.


 

Sull’educazione sessuale nessun tabù.

Il Vaticano torna a ribadire il ruolo centrale della famiglia nell’educazione dei figli, inclusa quella affettiva e sessuale.

È quanto emerge dal nuovo documento Ecologia integrale nella vita della famiglia, pubblicato dai dicasteri per i Laici, la Famiglia e la Vita e per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che intreccia temi ambientali, sociali e morali alla luce del magistero recente.

Ogni capitolo alterna riflessioni teologiche e antropologiche a indicazioni pratiche. Sono frequenti i richiami ai documenti magisteriali recenti e compaiono vari e interessanti tematiche incentrate sull’educazione.

 

La Chiesa e l’educazione sessuale

Uno dei passaggi che vorremmo sottolineare riguarda proprio l’educazione sessuale, definita parte integrante della formazione familiare.

Il testo sottolinea infatti che «l’educazione integrale dei bambini da parte dei genitori abbraccia anche l’educazione all’amore e alla sessualità», riconoscendo che su questo tema esiste oggi «un forte conflitto tra scuola e famiglia quando si tratta di decidere cosa insegnare», invitando a non dimenticare che il primo luogo educativo resta il contesto familiare.

I contenuti dell’educazione affettiva, spiega ancora il documento, vertono sull’«imparare ad accogliere il proprio corpo, ad averne cura e a rispettare i suoi significati», in quanto «l’accettazione del proprio corpo come dono di Dio è necessaria per accogliere e accettare il mondo intero come dono del Padre e casa comune».

La «pietra angolare dell’educazione», si legge, rimane comunque «la pari dignità dell’uomo e della donna».

Per la Chiesa non si tratta solo di trasmettere nozioni, ma di educare all’amore, alla dignità della persona e alla relazione.

Perché «la spiritualità in una prospettiva familiare», continua il testo, «abbraccia anche la procreazione e la sessualità, questioni che sono particolarmente importanti in un’ottica di ecologia integrale e cura del creato».

 

La famiglia educhi i figli a temi delicati

Il documento vaticano chiede anche ai genitori di «parlare in maniera adeguata all’età» di altre questioni delicate, come la necessità di proteggere la vita umana «da aborto, maternità surrogata ed eutanasia» e del bisogno di «prendersi cura delle persone in difficoltà all’interno della famiglia», oltre alla «bellezza, dignità e significato della sessualità umana».

Si denunciano, inoltre, i «i tentativi di cancellare le differenze sessuali», ritenuti segno di una società che fatica a comprendere la realtà della persona umana.

Il testo si inserisce dunque in una linea coerente della dottrina cattolica, già espressa in testi come Familiaris consortio e Humanae vitae, che vedono nella famiglia il luogo originario dell’educazione e nella vita umana un bene da tutelare in ogni fase.

 

Lontani dalla banalità del mondo

Siamo lontani anni luce dalla banale superficialità di chi sfrutta questo tema per inculcare idee antropologicamente assurde come la negazione delle differenze sessuali.

Se ne parlava solo pochi mesi fa quando l’attivista Simonetta Sciandivasci cadde in un lapsus confessando in diretta televisiva che «l’educazione sessuale nelle scuole serve perché i ragazzi e i bambini possano essere educati alla realtà e all’esistente, e nella realtà e nell’esistente, dispiace dirlo, non esiste solo il femminile e il maschile».

Autore

La Redazione

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