Germania, il Papa sceglie un custode dell’ortodossia
- Ultimissime
- 10 Apr 2026

Fedele al Papa e non allo spirito del mondo. La scelta di Leone XIV dell’arcivescovo Hubertus van Megen come nunzio apostolico tra i vescovi progressisti in Germania.
La nomina del nuovo nunzio apostolico in Germania segna un passaggio importante.
E’ un momento molto delicato nei rapporti tra Roma e i vescovi tedeschi, ne abbiamo parlato proprio ieri segnalando l’ultima deriva progressista della sostituzione della Messa con la Liturgia della Parola.
Gran parte degli ecclesiastici in Germania è purtroppo ampiamente sedotto dallo spirito del mondo e si sta gradualmente allontanando dalla fedeltà al magistero della Chiesa.
Fedele al Papa, non allo spirito del mondo
Forse è proprio per questo che il Santo Padre ha scelto ieri l’arcivescovo olandese Hubertus van Megen come suo rappresentante a Berlino, succedendo a Nikola Eterović, giunto al termine del mandato per limiti di età.
Van Megen, classe 1961, proviene da una lunga esperienza diplomatica maturata soprattutto in Africa, dove ha operato per oltre un decennio come nunzio in Paesi come Sudan, Eritrea, Kenya e Sud Sudan.
Il suo background è significativo in quanto sembra aver influenzato profondamente il suo giudizio sull’Occidente.
Nel 2024, ad esempio, il nuovo nunzio aveva criticato apertamente alcune tendenze culturali occidentali sostenute, tra l’altro, anche da diversi vescovi tedeschi:
«Gli insegnamenti della società occidentale sull’aborto, l’eutanasia e la teoria di genere sono chiari sintomi di una società che ha perso la sua bussola interiore ed è alla deriva impotente nel mare tempestoso dei desideri umani, sballottata e indebolita sotto ogni aspetto».
Van Megen è fortemente legato alla sua esperienza africana, non a caso ha appoggiato i giudizi dell’arcivescovo di Kinshasa (Congo), il card. Fridolin Ambongo, quando ha descritto la Chiesa in Europa come “indebolita”.
Posizioni queste che lasciano intravedere un approccio ben poco accomodante verso le correnti più progressiste presenti nella Chiesa tedesca.
Il nuovo nunzio e il Sinodo tedesco
Il nodo principale che attende il nuovo rappresentante pontificio riguarda infatti il cosiddetto “cammino sinodale” tedesco e i suoi sviluppi futuri. Questo processo di riforma, avviato nel 2019, ha prodotto proposte controverse pur di rimanere in linea con l’agenda dei grandi media occidentali.
Van Megen dovrà svolgere un ruolo complesso: da un lato mediare tra Roma e la Chiesa locale, dall’altro ribadire la linea del Papa.
Lo stesso arcivescovo ha riconosciuto in un’intervista a “Vatican News” che esiste una tensione inevitabile tra le dinamiche locali e l’autorità universale della Chiesa, ma ha chiarito la priorità della sua missione: «Alla fine si tratta dell’obbedienza a Pietro, ed è questa la mia prima responsabilità».
Parole di speranza per i tanti cattolici tedeschi più interessati alla fedeltà al Magistero rispetto alle effimere spinte riformatrici.
















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