“Neonati rubati”, crolla la grande bufala contro la Chiesa

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Una ricerca forense affonda la fake news dei 300mila neonati rubati in Spagna durante il regime franchista, con complicità della Chiesa. Una falsa notizia gonfiata dai media.


 

Per anni è stata una delle accuse più gravi rivolte alla Chiesa cattolica in Spagna.

Quella di aver partecipato sistematicamente al traffico dei cosiddetti 300.000 neonati rubati, sottratti alle madri e affidati ad altre famiglie durante il franchismo e nei decenni successivi.

Tutto falso, uno studio forense appena pubblicato ha smentito tutto, dimostrando l’enormità della bufala.

Non solo è stata screditata definitamente la cifra ma anche l’intero impianto narrativo

 

I media e la fake news contro la Chiesa

Eppure, come sempre, i media avevano sparato altissimo.

Nel 2022 il “New York Times” scriveva, ad esempio: «Durante il regime di Francisco Franco, migliaia di neonati vennero segretamente sottratti agli ospedali e venduti a ricche famiglie cattoliche. Ora stanno iniziando a venire alla luce le loro storie».

Nel 2023 “DW” pubblicò un articolo simile con il più classico dei titoli: “Bambini rubati: un capitolo oscuro nella storia della Chiesa cattolica.

In Italia, il portale “Arte.tv” titolava nel 2022: “Bambini rubati. La Spagna di Franco e la Chiesa”.

Addirittura il giornalista Piero Badaloni, ex conduttore di un programma su TV2000, è autore del libro “In nome di Dio e della patria” (Castelvecchi 2013), nel quale riporta la cifra dei trecentomila neonati rubati con «connivenza e complicità di suore e religiosi».


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La ricerca forense smentisce la bufala

Fortunatamente, almeno in questo caso, qualcuno ha voluto verificare fino in fondo. E i grandi media ne stanno prendendo atto.

Un rapporto dell’Instituto Nacional de Toxicología y Ciencias Forenses (INTCF) ha appena presentato una ricerca pubblicata su “Forensic Science International”, la quale conclude che non vi sono prove forensi a sostegno dell’ipotesi di un furto organizzato e diffuso di neonati negli ospedali spagnoli.

Secondo i ricercatori, i dati disponibili «mettono in discussione la narrazione diffusa di furti sistematici» e respingono quella che definiscono una «congettura trasformatasi in bufala» relativa ai 300.000 presunti casi di rapimento di neonati in Spagna.

Nello specifico, l’analisi del DNA dei resti riesumati e dei campioni ospedalieri ha mostrato una corrispondenza tra i resti dei neonati e i loro genitori biologici, escludendo quindi la tesi di una sottrazione sistematica.

Inoltre, delle 120 riesumazioni analizzate sono stati rinvenuti resti umani in 117 casi (quindi nessun furto), mentre nei restanti casi le evidenze biologiche erano compatibili con la decomposizione.

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La Procura generale aveva già negato

La vicenda ebbe origine nel 2008, quando il giudice Baltasar Garzón avviò un’indagine sui cosiddetti “figli perduti del franchismo”, ipotizzando casi di sottrazione di minori durante e dopo la guerra civile.

Le prime stime parlavano di circa 30.000 bambini, una cifra già controversa e basata su fonti indirette.

Già in precedenza, la Procura generale dello Stato spagnolo aveva negato una trama sistematica, segnalando piuttosto alcuni casi isolati di adozioni irregolari. Dopo aver esaminato oltre 2.000 denunce, con più di 500 casi arrivati in tribunale, nessuna indagine aveva mai confermato l’esistenza di un sistema organizzato di furto di neonati.

Tuttavia la cifra è stata comunque gonfiata dai media fino ad arrivare a 300.000, rilanciata da associazioni e campagne politiche e coinvolgendo varie associazioni cattoliche (indicate come “la Chiesa”) a parte attive del sistema.

Rimangono invece documentate le pressioni e le adozioni illegali ai danni di donne vulnerabili durante il regime di Francisco Franco, ma non emerge alcuna prova di una rete sistematica orchestrata come sostenuto per anni, tantomeno con partecipazione della Chiesa spagnola.

 

Leone XIV: “La verità oscurata dalle fake news”

Esattamente un anno fa era definitivamente crollata una simile bufala relativa alle fantomatiche fosse comuni in Canada, un caso che UCCR ha seguito fin dall’inizio.

E’ curioso che proprio ieri Leone XIV abbia denunciato come «il racconto della verità viene oscurato da fake news, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento», sottolineando come tali dinamiche non siano solo un problema informativo, ma anche etico e culturale.

Autore

La Redazione

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1 commenti a “Neonati rubati”, crolla la grande bufala contro la Chiesa

  • Paolo ha detto:

    Un copione di calunnie che si continua a ripetere ai danni della Chiesa. Impossibile non pensare che ci sia una precisa regia alle spalle.

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