Auguri di Pasqua da Artemis 2: «La Terra è un dono di Dio»
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- 07 Apr 2026

Il pilota di Artemis 2 ha inviato gli auguri di Pasqua mentre si dirige verso la Luna, riflettendo sul valore speciale della Terra come luogo preparato da Dio.
Trascorrere la Pasqua a centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra.
E’ quanto accaduto all’equipaggio della missione Artemis II, la prima del nuovo programma della NASA per riportare l’uomo sulla Luna dopo oltre cinquant’anni che stanotte ha superato il record di distanza dalla Terra mai percorsa dall’uomo.
Tra i quattro astronauti a bordo, il pilota è Victor Glover che, in occasione della festività cristiana ha offerto una riflessione sul significato della fede e dell’esistenza umana.
Da Artemis 2 un inno di gratitudine a Dio
Ha infatti parlato della “bellezza della creazione”, osservata da una prospettiva privilegiata: quella di chi vede la Terra come un piccolo punto nel cosmo. Un’“oasi”, ha detto, in mezzo a un universo perlopiù vuoto.
«Quando leggo la Bibbia e guardo tutte le cose straordinarie che sono state fatte per noi, che siamo stati creati», ha spiegato l’astronauta, «penso che siamo su un’astronave molto lontana dalla Terra, eppure voi stessi abitate un’astronave chiamata Terra che è stata preparata per darci un posto in cui vivere nell’universo».
«Mentre ci avviciniamo alla domenica di Pasqua», ha aggiunto Glover, «pensando a tutte le culture del mondo, che la si celebri o meno, che si creda in Dio o no, questa è un’opportunità per ricordarci dove siamo, chi siamo e che siamo tutti uguali, e che dobbiamo superare questo momento insieme».
Domenica, l’equipaggio ha inviato ulteriori auguri di Pasqua e ha rivelato di aver festeggiato nascondendo delle “uova” all’interno della navicella spaziale.
«Buona Pasqua a tutti», ha detto il pilota di Artemis II. «Come equipaggio volevamo inviare un messaggio speciale per Pasqua e, a prescindere dalla vostra fede o religione, devo dire che per me gli insegnamenti di Gesù sono sempre stati una verità molto semplice di amore, amore universale».
“Niente atei in trincea, né sopra i razzi”
Questo approccio si inserisce in una tradizione ben precisa.
Già nel 1968, gli astronauti di Apollo 8 avevano letto il libro della Genesi orbitando attorno alla Luna.
Già prima della partenza, in vista del lancio della missione, Victor Glover aveva fatto una battuta: «Nell’esercito si dice che nelle trincee non ci siano atei. Posso dire che non ce ne sono neanche nei razzi».
L’astronauta aveva quindi aggiunto: «Prego che Dio benedica questa missione. Ma prego anche che possiamo continuare a essere fonte di ispirazione per la cooperazione e la pace tra le nazioni».
















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