Cos’è la sinodalità e le sue distorsioni, un chiarimento utile
- Ultimissime
- 18 Set 2025

Un documento del Prefetto, card. Víctor Manuel Fernández, spiega che cos’è la sinodalità e quali sono le caricature che ne distorcono il significato autentico
Anche in Vaticano si sono accorti che c’è un’ampia diffusione di interpretazioni caricaturali della sinodalità.
Un termine che è entrato gradualmente nel Magistero e che, a partire dal pontificato di Francesco, è stato ritenuto centrale nel rinnovamento ecclesiale e lo dicasi per Leone XIV, che d’altra parte è stato da lui nominato vescovo, prefetto episcopale e infine cardinale.
Cosa pensa Leone XIV della sinodalità
Proprio Papa Prevost ha parlato della sinodalità come «uno stile, un atteggiamento che ci aiuta ad essere Chiesa» invitando a far sì che «diventi mentalità, nel cuore, nei processi decisionali e nei modi di agire».
Anche nella recente intervista a La Crux, Leone ha dato ampio spazio al tema spiegando che «significa che ciascun membro della Chiesa ha una voce e un ruolo da svolgere attraverso la preghiera, la riflessione, attraverso un processo», riconoscendo però che «alcuni si sono sentiti minacciati da tutto ciò», in particolare vescovi e sacerdoti che temono venir meno la propria autorità.
Le caricature sbagliate sulla sinodalità
In particolare, la sinodalità è distorta in senso ideologico da due aree.
La prima che rifiuta a priori qualunque cosa derivi da Francesco e respinge anche le parole di Leone XIV sulla sinodalità ritenendola una minaccia e una protestantizzazione diabolica (commenti provenienti da da Stefano Fontana, direttore editoriale de “La Nuova Bussola Quotidiana”).
La seconda si appropria della sinodalità come strumento per cambiare la dottrina della Chiesa.
Non che serva a convincere queste posizioni più estreme, ma senz’altro può essere utile a molti altri il chiarimento dettagliato rivolto ai vescovi da parte del Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il card. Víctor Manuel Fernández.
Il Prefetto ha messo in guardia infatti dalle “caricature” della sinodalità, interpretazioni «che, in realtà, non rappresentano ciò di cui la Chiesa ha bisogno per raggiungere maggiore vitalità e maggiore forza per l’evangelizzazione». E’ a causa di queste caricature che ci sono reazioni negative o indifferenti «e questo è comprensibile».
Manuel Fernández cita espressamente «alcuni gruppi minoritari e ideologizzati» che mirano a «un cambiamento democratico della dottrina».
Cosa NON E’ la sinodalità
Ecco quindi i 7 modi sbagliati individuati dal cardinale di intendere la sinodalità, che rischiano di svuotarla del suo senso più vero.
- Sinodalità come strumento per cambiare dottrina: ridurla a scorciatoia per modificare la morale o i sacramenti sotto la pressione di gruppi minoritari;
- Sinodalità come democrazia elitaria: quando pochi laici pretendono di imporre le proprie idee, sostituendo la voce di tutta la comunità;
- Sinodalità come braccio della gerarchia: finti processi di ascolto che alla fine lasciano tutto immutato perché le decisioni restano centralizzate;
- Sinodalità come endogamia ecclesiale: gruppi che dialogano solo tra loro, ignorando la varietà e la ricchezza del laicato e della società;
- Sinodalità come metodologia sterile: confonderla con riunioni infinite e procedure senza anima, che stancano senza portare frutti;
- Sinodalità come apparenza senza sostanza: processi avviati solo per “dare un segnale”, senza ricadute pastorali reali;
- Sinodalità come uniformità imposta: voler applicare la stessa forma ovunque, dimenticando le differenze culturali e locali delle Chiese particolari;
Queste deformazioni vengono dettagliate nel testo e, osserva Manuel Fernández, finiscono per generare delusione e persino resistenza, perché non toccano il cuore del problema: rendere la Chiesa più missionaria, viva e vicina alle persone.
COS’E’ il vero significato della sinodalità
Accanto a questi rischi, il Prefetto mostra anche i tratti positivi e i significati della sinodalità autentica. Li riassumiamo così:
- Sinodalità come partecipazione reale di tutti i fedeli: coinvolge il Popolo di Dio nella sua interezza, evitando la solitudine nell’evangelizzazione e valorizzando la voce dei laici, dei religiosi e dei sacerdoti, ognuno con i propri carismi e competenze;
- Sinodalità come stile di vita e non mera procedura: non si limita a incontri, sondaggi o riunioni, ma permea la vita quotidiana delle parrocchie, delle diocesi e della Chiesa universale, rendendo ordinario il camminare insieme;
- Sinodalità come centralità del kerigma: il cuore è l’annuncio di Cristo. Senza la proclamazione del Vangelo, ogni processo sinodale rischia di diventare formalismo sterile;
- Sinodalità come integrazione tra ministero ordinato e carismi laicali: il sacerdote non perde autorità, ma la esercita in comunione con i doni degli altri membri della Chiesa, promuovendo collaborazione e corresponsabilità;
- Sinodalità come vicinanza alle periferie: attenzione pastorale a chi è lontano dalla Chiesa, non solo fisicamente ma anche spiritualmente ed emotivamente, orientando strutture e azioni verso queste periferie esistenziali;
- Sinodalità come tempo, pazienza e accompagnamento: richiede formazione, esercizio concreto e gradualità. Crescita e cambiamento avvengono passo dopo passo e necessitano tempo per svilupparsi;
- Sinodalità come missionarietà e rinnovamento: una Chiesa sinodale rigenera il ministero sacerdotale, rafforza la comunità e rende più efficace l’annuncio del Vangelo, rendendo la Chiesa un luogo accogliente e dinamico.
Comprendere la sinodalità nelle sue vere dimensioni significa andare oltre le caricature e gli estremismi, le precisazioni del card. Víctor Manuel Fernández ci sembrano pertinenti.
Il suggerimento del card. Sarah
Rilanciamo anche il valido suggerimento del card. Robert Sarah che, tra l’altro, richiedeva proprio recentemente un maggior chiarimento sulla sinodalità (già oggetto di uno dei famosi Dubia rivolti da alcuni cardinali a Papa Francesco).
Secondo Sarah, infatti, andrebbe «teologicamente sostanziata con la nozione di comunione, molto più antica e ricca, , anche per evitare», spiega, «derive ideologiche». La comunione è un fine, dice, e la sinodalità un mezzo, «come ricordato da papa Leone, è più uno stile».








0 commenti a Cos’è la sinodalità e le sue distorsioni, un chiarimento utile