Cuba, la prima chiesa costruita dopo 60 anni dal regime comunista

ateismo di stato cubaNotizie da Cuba, dove la religione è ancora repressa dai rimasugli del regime castrista. Ma i cattolici statunitensi sono riusciti a finanziare la costruzione di una nuova parrocchia, nuova “casa” per 200 fedeli cubani. E’ la prima a cui è stata concessa l’autorizzazione dopo la fine della dittatura atea.

 

Dopo sessant’anni dalla dittatura comunista, iniziata con la rivoluzione del 1959, una chiesa cattolica è stata costruita e inaugurata per la prima volta a Cuba, a 250 chilometri ad ovest dell’Avana. Un momento storico avvenuto lo scorso sabato 26 gennaio nella città di Sandino, davanti alla gioia di molti fedeli che ora avranno un luogo in cui pregare e ricevere i sacramenti. Nonostante decenni di comunismo ateo, Cuba mantiene infatti una popolazione cattolica che supera il 60%.

La nuova parrocchia, dedicata al Sacro Cuore di Gesù, ha una capacità di 200 persone e occupa 800 metri quadrati di terra, che lo Stato ha accettato di cedere alla Chiesa. E’ stata finanziata dai cattolici statunitensi, gli stessi che sostengono e finanziano con grande generosità molte parrocchie dell’America Latina. In particolare, la nuova chiesa cubana è stata donata dai parrocchiani di San Lorenzo, della città americana di Tampa, che hanno raccolto circa 95mila dollari. La parrocchia è guidata da mons. Steven Dornquast, che ha spiegato: «aiutare i nostri fratelli è parte della nostra fede».

 

Cuba, il “paradiso” ateo che infatuò l’Occidente.

Come tutte le dittature comuniste, anche Cuba venne dichiarata “ufficialmente atea” da Fidel Castro e rimaste tale dal 1959 al 1992. Tuttavia, rispetto a tutti gli altri regimi atei (Cambogia, Cina, Corea, Vietnam, Jugoslavia, Unione Sovietica, Romania ecc.), su Cuba nacque un enorme mito e, anche in Italia, si credette per anni che si fosse instaurato un paradiso terrestre di libertà e umanità portato dalla rivoluzione. Lo stesso Che Guevara, spietato assassino, riuscì a trasformarsi in un’icona pop in Europa. Ad esempio, nel 1974 fu pubblicato il libro A Cuba (Cittadella di Assisi), scritto dal sacerdote Ernesto Cardenal, utile a comprendere l’infatuazione per la rivoluzione cubana anche all’interno del mondo cattolico. A Cuba, si legge, si è realizzato un «cristianesimo precristiano», che ha portato a «maturazione i caratteri nativi della gente cubana come la generosità gratuita, l’estro creativo, la giocosità corale». E’ una «società liberata e consegnata ormai alla crescita autentica». Si tessono le lodi del “carattere evangelico” del governo di Fidel Castro, «tutto il popolo è stato alfabetizzato» e L’Avana «è la città più allegra che ho visto».

La verità è che nella “città più felice al mondo” i credenti venivano fucilati al grido di “Viva Cristo Re”, il Natale cristiano fu spostato al 26 luglio, anniversario della rivoluzione. Nessuna libertà di stampa, campi di lavoro forzati, «chi voleva entrare a far parte del Partito Comunista, doveva superare un corso di “ateismo scientifico” e non poteva battezzare i figli», ha raccontato Yoani Sánchez, giornalista ed attivista cubana, famosa per il suo blog indipendente Generación Y. «Sono nata nell’epoca del più retrivo ateismo e sono entrata per la prima volta in una chiesa all’età di 17 anni. Malgrado ciò, di nascosto dai miei genitori – entusiasti del materialismo imperante – i miei nonni mi raccontavano le storie di Natale, del presepe, delle stelle che brillavano nella Notte Santa. Non capivo cosa ci fosse di male in certe cose, perché la maestra girava gli occhi e ci zittiva quando ci sorprendeva a parlare della Vigilia di Natale. Mi resi conto che la stessa intransigente professoressa portava un Gesù crocifisso, sotto forma di spilla dentro il portafoglio, ben nascosto dagli sguardi altrui. Questo falso ateismo era il risultato di uno dei cambiamenti più importanti che è riuscito a ottenere il socialismo cubano: la scomparsa delle pratiche religiose. Ma le proibizioni non fecero scomparire i sentimenti religiosi, che furono soltanto nascosti. La proposta degli ideologi comunisti fu la creazione dell’uomo nuovo, con una visione del mondo scientifico – materialista, privo di superstizioni, altruista e solidale, disposto a dare la vita per la causa, impegnato nella costruzione della nuova società. Alla fine del 1991 accadde “il miracolo”: le autorità depenalizzarono le attività religiose».

 

Oggi c’è maggior libertà, ma la Chiesa è ancora controllata dallo Stato.

Oggi le cose sono migliorate notevolmente, tuttavia il regime non è stato sconfitto. Nonostante la concessione della costruzione di una nuova chiesa, nonostante ciò avvenne per un nuovo seminario nel 2010, alcuni sacerdoti cubani hanno spiegato che «la Chiesa cattolica è ancora costantemente monitorata e controllata. La piena libertà religiosa è ridotta a permessi di libertà controllata. I cristiani possono unirsi per condividere la loro fede, ma non gli è permesso costruire chiese. Possono partecipare a processioni a condizione di un esplicito permesso da parte delle autorità, che raramente le concedono. laici sono censurati quando cercano di applicare la loro fede alla pratica politica e sociale».

La redazione

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Un commento a Cuba, la prima chiesa costruita dopo 60 anni dal regime comunista

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  1. federico74 ha detto

    Che pena, il “sistema” comunista.
    D’altronde, c’era da aspettarsi solo orrore, da un’ideologia che cominciò la sua opera di “liberazione dei popoli” con il signor Lenin che si preoccupò di tappezzare Mosca (1917) di manifesti con su scritto: “Dio non esiste”.
    Che aspettarsi: carestie indotte artificialmente per punire i contadini ucraini (Holodomor in lingua ucraina e Голодомор in lingua russa), carestie causate errori colossali di grandi “leader” come Mao Tse Tung (http://www.storiainrete.com/9098/in-primo-piano/quei-36-milioni-di-cinesi-morti-per-gli-errori-di-mao/).
    Repressioni brutali per chiunque osasse dissentire.
    Che aspettarsi, dal sistema comunista?
    Circa 100 milioni di morti.

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