“False testimonianze”: come ti smaschero i miti anticattolici

È stato pubblicato dalle Edizioni Lindau, uno degli ultimi libri di Rodney Stark, False testimonianze Come smascherare alcuni secoli di storia anticattolica. Il noto e apprezzato sociologo della religione, e docente di Scienze sociali presso la Baylor University (Texas), nella sua prefazione spiega il perché di questa ricerca storica, volta a smascherare i miti diffamatori perpetrati nei secoli contro la Chiesa cattolica: «Non sono cattolico e non ho scritto questo libro per difendere la Chiesa. L’ho scritto per difendere la storia».

Ed è con questo nobile scopo, che Stark, «indipendent Christian» di famiglia luterana, «edotto sulla malvagità cattolica e su come Martin Lutero ci aveva resi liberi di pensare con la nostra testa e di andare alla ricerca del sapere» (p. 281), e docente a Baylor, «la più grande università battista del mondo … fino a non molto tempo fa … focolaio di anticattolicesimo militante» (p. 311), ha esaminato la storiografia di «storici non-allineati» -indipendenti dal main stream illuminista-, e basandosi su tali fonti storiche ha dedicato dieci capitoli ai temi più discussi e discutibili, cioè, a quei falsi miti con cui si è etichettata la Chiesa cattolica: l’accusa di antisemitismo, la sparizione dei vangeli apocrifi, la persecuzione cristiana contro i pagani dell’impero, i “Secoli Bui”, le Crociate, l’Inquisizione, i rapporti con la scienza e la schiavitù, l’accusa di appoggiare regimi autoritari e la questione della modernità.

Ciò che desta meraviglia è come sia stato possibile metter su tanti falsi storici e mantenerli in vita, quando moltissime fonti storiche e ricerche serie dimostravano – e dimostrano tutt’oggi – l’esatto contrario. Il merito di Stark, oltre a fornire dati statistici significativi, è di aver riportato alla luce documenti e studi “dimenticati” in quanto scomodi ad un’ideologia preconcetta, instaurata da Voltaire e colleghi, volta a distruggere o, dove non fosse possibile, a coprire, tutto ciò che di buono viene dal cattolicesimo. Leggendo il libro di Stark, si scopre con grande meraviglia, che molti dei luoghi comuni, proposti anche in molti manuali di storia, non sono altro che menzogne progettate a tavolino con un disegno politico ben preciso: far fuori la Chiesa cattolica, minando la sua autorità morale, al fine di poter ridisegnare un mondo ad immagine e somiglianza di «infermi onnipotenti» – usando le parole di Morin – dotati di un’«intelligenza cieca» e narcotizzati da una «razionalizzazione demente». Quale miglior modo di mettere a tacere una Chiesa, che alza la voce per la liberazione degli schiavi, se non quello di accusarla di schiavismo? O neutralizzare la sua forza morale contro i totalitarismi, soprattutto atei (URSS), se non accusandola di collaborazionismo con i nazisti e, dunque, di antisemitismo?

Per quanto riguarda l’antisemitismo, Stark dimostra come questo preesistesse al cristianesimo, già in epoca classica, a causa dell’esclusivismo ebraico che generò impopolarità, come, d’altronde «l’esclusivismo cristiano generò l’ostilità romana anche nei confronti dei seguaci di Cristo. […] Con la scomparsa di questi culti pagani e la nascita del cristianesimo, l’antisemitismo rimase l’unico superstite degli antichi pregiudizi» (p. 25). Circa le affermazioni antigiudaiche dei primi cristiani, esse non possono essere etichettate come antisemite in quanto scritte da una minoranza ancora ebraica (perseguitata dagli stessi correligionari giudei), la quale denunciava, per lo più, le autorità corrotte del Tempio, che avevano condannato a morte Gesù Cristo. E’ vero che la teologia cristiana rispose alle accuse di adulterio rivolte alla madre di Dio e di stregoneria rivolte a Cristo, contenute nel Talmud, con toni avversi al giudaismo, ma, «contrariamente a quanto affermano storici fuorvianti o fuorviati, la Chiesa non tradusse mai l’ostilità del Nuovo Testamento in una autorizzazione a compiere attacchi antisemiti» (p. 32). Anzi, molto spesso le autorità ecclesiastiche si trovarono a dover difendere gli ebrei dalle folle inferocite, e, soprattutto in Germania, la presenza dei vescovi sul territorio ne evitò l’uccisione.

Tra gli altri miti, quello per cui Pio XII si sarebbe alleato con il nazismo, vera e propria campagna diffamatoria realizzata dall’Unione Sovietica, «nella speranza di neutralizzare il Vaticano nelle vicende post-seconda guerra mondiale» (p. 47), e poi ripresa in libri e film contemporanei, da personalità anticattoliche, come l’ex-prete James Carroll (La spada di Costantino: la Chiesa e gli ebrei) o il cristiano apostata John Cornwell (Il papa di Hitler: la storia segreta di Pio XII). A tale riguardo Stark, riporta il giudizio del rabbino David G. Dalin: «L’Olocausto è semplicemente il randello più poderoso che, nel loro tentativo di colpire il papato e di conseguenza distruggere il tradizionale insegnamento cattolico, i cattolici progressisti possono sfruttare per agire contro i cattolici tradizionalisti. [Queste] polemiche di cattolici apostati o progressisti arrabbiati sfruttano la tragedia del popolo ebraico durante l’Olocausto per favorire la propria agenda politica» (p. 52).

I vangeli apocrifi, che – secondo la vulgata corrente – sarebbero stati nascosti dalla Chiesa per imporre il proprio pensiero e, dunque, il dominio sulle masse, furono in realtà scritti del III-IV secolo e scartati dalla Chiesa «come palesi falsificazioni e assurdità […] Una lettura onesta dei principali vangeli gnostici rivela che, nonostante qualche tema cristiano, sono essenzialmente scritture pagane e che pertanto si tratta esattamente delle bizzarre eresie che gli antichi Padri della Chiesa dissero che erano!» (pp. 65-66). In riferimento al mito dei «Secoli Bui», secondo Stark, «l’idea che l’Europa sarebbe precipitata nei “Secoli Bui” è frutto di un imbroglio, ordito da intellettuali fortemente antireligiosi come Voltaire e Gibbon, determinati a sostenere che la loro era “l’Età dei Lumi”. Un altro fattore sta nel fatto che troppo spesso gli intellettuali provano interesse soltanto per le questioni letterarie» (p.112). In realtà, proprio nel Medioevo cristiano ci furono grandi rivoluzioni: progresso tecnologico (meccanizzazione della manifattura dei tessuti, mulini, aratro pesante, incroci selettivi, canna fumaria, occhiali, cavalleria pesante, navi armate con cannoni); progresso morale (il bando della schiavitù, matrimonio tra liberi e schiavi); progresso culturale (musica polifonica, arte e architettura romanica e gotica, pittura ad olio, poeti come Dante e Chaucer, la nascita delle università); sviluppo della teologia legata alla ragione: «Convenzionalmente si è stabilito che l’Età della Ragione sia iniziata nel XVII secolo. A dire il vero, di fatto iniziò nel II secolo, grazie ai primi teologi cristiani. Talvolta descritta come “scienza della fede”, la teologia consiste nel ragionamento formale su Dio. L’accento è sullo scoprire la natura, le intenzioni e le richieste di Dio e sul capire come esse definiscano il rapporto tra gli esseri umani e Dio. E i pensatori cristiani hanno fatto questo non tramite nuove rivelazioni, la meditazione o l’ispirazione, ma mediante la ragione» (p. 127).

Allo stesso modo, il mito dei crociati, come uomini violenti e sanguinari, avidi, assetati di potere, asserviti al volere del Papa, per la colonizzazione europea dell’oriente, non trova alcun fondamento storico. In verità, innanzi alle continue aggressioni e all’incalzante avanzata dei musulmani, l’imperatore di Bisanzio chiese aiuto ai re cristiani per difendere le popolazioni cristiane. Questi, a proprie spese, per spirito evangelico, e spesso per espiare i propri peccati, aderirono alla chiamata, sapendo che con molta probabilità non avrebbero fatto più ritorno a casa. Inoltre, la necessità di mettere in sicurezza i pellegrini era sentito con un dovere, a cui non ci si poteva sottrarre. Conclude Stark: «Non è vero che le crociate non furono la conseguenza di provocazioni. Non è vero che si trattò della prima mossa del colonialismo europeo. Non è vero che furono combattute per terre, bottino e conversioni. I crociati non furono barbari che infierirono su musulmani raffinati. Le crociate non sono una macchia sulla storia della Chiesa cattolica. Non c’è alcun bisogno di scuse» (p. 164).

L’Inquisizione, creata nel 1478 in Spagna, si dice che «aveva il compito di liberare la Spagna dalla presenza di eretici, soprattutto ebrei e musulmani, che fingevano di essere cristiani. Tuttavia l’Inquisizione tenne d’occhio anche tutti i protestanti, nonché streghe, omosessuali e quanti non rispettavano la dottrina e le leggi morali» (p. 165). Tale leggenda nera nacque in Inghilterra, per screditare la Spagna. «Che menzogne simili abbiano prosperato in un’epoca di guerre di religione non è poi così sorprendente. Ma non esiste una scusa analoga per gli irresponsabili “studiosi” moderni, che continuano ad avvalorare tali affermazioni, ignorando i notevoli studi sull’Inquisizione compiuti durante la scorsa generazione. Per quanto possa sembrare stupefacente, i nuovi storici hanno rivelato che, a differenza delle corti secolari dell’intera Europa, l’Inquisizione spagnola fu un notevole strumento di giustizia, moderazione, giusto processo e saggezza» (p. 169).

Il mito più comune è quello che esalterebbe l’incompatibilità tra fede e ragione. Molto spesso, si sente dire, che il credente non può essere uno scienziato. Niente di più falso! I più grandi uomini di scienza erano per lo più persone di fede, tra cui, molti sacerdoti, vescovi e cardinali. Copernico era un prete polacco che apportò un tassello importante ma non tale da poter parlare di rivoluzione, poiché continuò sulla strada indicata da altri, come, per esempio, Roberto Grossatesta (1168-1253), Alberto Magno (ca 1200-1280), Ruggero Bacone (1214-1294), Guglielmo di Ockham (1285-1347), Nicola d’Oresme (1325-82), che scoprì la rotazione della Terra intorno al proprio asse. Copernico ipotizzò un sistema solare con il sole al centro e, attorno, la Terra e gli altri pianeti che giravano su orbite circolari. La sua ipotesi non saltò fuori dal cilindro ma fu il risultato delle teorie formulate nelle università dove studiò. Keplero (un fervente cristiano protestante), a sua volta, apportò un contributo decisivo al modello copernicano sostituendo le orbite circolare con quelle ellittiche. Stark prende in esame i migliori scienziati che ci furono tra il 1543, data di pubblicazione del De Revolutionibus, ed il 1680. Su 52, solo 1 era ateo: Edmond Halley. Tra questi il 25% erano ecclesiastici e 9 cattolici. Diversi illustri storici hanno mostrato come alla base della ricerca del sapere c’era la teologia, che è l’applicazione della ragione ai misteri della fede, portata in auge dagli Scolastici, «brillanti studiosi, che fondarono le grandi università europee e furono i primi a formulare e insegnare il metodo sperimentale; furono loro a dare inizio all’ascesa della scienza occidentale» (p. 193).

Per quanto riguarda l’affaire Galilei, cosa successe veramente? Davvero la Chiesa lo mise in prigione? La risposta di Stark è netta. Mai! Galileo fu messo agli arresti domiciliari, con tanto di servitù, non per le sue ipotesi scientifiche, quanto per la sua «doppiezza». Era tipico di Galilei «attribuirsi falsamente il merito di invenzioni altrui, come il telescopio, e di verifiche empiriche che probabilmente non aveva mai fatto, come lasciar cadere pesi dalla torre di Pisa», come, anche, «sfidare il papa in un modo piuttosto offensivo», ridicolizzando lo stesso pontefice e gli altri scienziati. Inoltre, «gran parte di quello che Galileo descriveva nel suo libro [Dialogo dei massimi sistemi, NDR] come verità scientifica non lo era affatto; per esempio, la teoria delle maree era assurda, come fece notare Albert Einstein nella prefazione a una traduzione del 1953 del celebre testo di Galileo» (p. 228). Sulla schiavitù la posizione della Chiesa cattolica è sempre stata chiaramente contraria, fin dalle origini. Purtroppo, anche qui, la maggior parte degli storici ha voluto dimenticare i duri pronunciamenti dei papi e, soprattutto, il fatto che in quei Paesi cattolici in cui vigeva la schiavitù, nonostante le scomuniche della Chiesa, si è sempre cercato di migliorarne le condizioni di vita. Secondo le statistiche elaborate da Stark (disponibili dal 1833!), nella Luisiana, che fu sotto l’Amministrazione francese (cattolica), il 41,7% degli schiavi neri erano liberi, mentre nel Mississippi (Inglese, protestante) solo lo 0,5%. «Per molti secoli la Chiesa cattolica fu sola nel suo sforzo di mitigare gli orrori della schiavitù. Basta dunque con le affermazioni secondo cui la Chiesa insegnava che la schiavitù era moralmente legittima» (p. 245).

Se si passa all’accusa rivolta alla Chiesa di essere a favore dei regimi totalitari e, dunque, contraria ad ogni forma di democrazia, Stark con grande precisione riporta il pensiero dei Padri della Chiesa, mostrandone l’avversione verso la tirannia. «I teologi cristiani divennero sempre più critici circa l’autorità morale dello Stato. Nella “Città di Dio”, Sant’Agostino affermava che, se lo Stato era essenziale per una società ordinata, era pur sempre privo di una fondamentale legittimazione» (p. 261). Di qui, l’incompatibilità di fondare il potere dello stato sul «diritto divino dei re», principio, questo, non cattolico ma, nato in ambiente protestante nel XVII secolo. «È semplicemente falso che la Chiesa si oppone alla libertà e alla democrazia», conclude Stark. «Semmai, tende a opporsi ai tiranni, specialmente a quelli che cercano di distruggerla» (p. 280).

Riguardo, infine, alle origini della modernità e al dogma weberiano dello spirito del capitalismo come frutto dell’etica protestante, Stark ribadisce quanto già dimostrato da eminenti storici: il capitalismo nacque nei monasteri cattolici. Furono, infatti, i monaci i protagonisti del dissodamento dei terreni, della concentrazione di terra e della produttività agricola, elementi, questi, che trasformarono l’economia di baratto, incentrata sull’autosussistenza, in un’economia capitalista, basata su specializzazione e commercio. Per tale motivo, tale rivoluzione è stata definita «capitalismo religioso». I monasteri, gestiti secondo i principi di un «management complesso e lungimirante», secondo i sensi della meritocrazia e dell’etica, divennero, piano piano, veri e propri borghi, che acquisirono, più tardi, forza lavoro libera salariata. Gli scambi portarono alla nascita dell’economia monetaria e allo sviluppo del credito. È nei monasteri che prende forma il mutuo ipotecario, cioè, il «mort-gage (letteralmente «pegno morto») in cui chi riceveva il prestito come garanzia dava in pegno della terra e chi il prestito lo concedeva incassava tutta la rendita di quella terra per tutta la durata del prestito, senza che la suddetta rendita venisse detratta dalla somma dovuta» (p. 297). È in tale contesto che emerge una nuova visione del lavoro come intrinsecamente virtuoso, e la pratica della frugalità, elementi capaci di generare surplus e reinvestimento. Anche l’applicazione dell’interesse come remunerazione per la rinuncia al consumo nasce nei monasteri, che divennero centri di erogazione di prestiti alla nobiltà, a re, ma, anche, a vescovi e cardinali. In quei luoghi fu sviluppata la teologia del giusto prezzo e del legittimo interesse. «Anche se il capitalismo si sviluppò nelle grandi tenute monastiche, ben presto trovò un ambiente ricettivo nelle nuove città-stato democratiche della penisola italiana, che nel X secolo cominciarono a emergere diventando i centri bancari e commerciali d’Europa, esportando una grande quantità di beni acquistati da fornitori nell’Europa settentrionale, soprattutto nelle Fiandre, in Olanda e in Inghilterra, mentre i loro acquirenti principali erano Bisanzio e gli stati islamici, soprattutto quelli della costa nord-africana» (p. 307). «Molto probabilmente la conseguenza più profonda e duratura della Riforma protestante fu aver causato la Riforma Cattolica, o Controriforma» (p. 309).

Armando Savini

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

120 commenti a “False testimonianze”: come ti smaschero i miti anticattolici

« nascondi i commenti

  1. Agnese Ronca ha detto

    Chiedo mi sia inviato il libro FALSE TESTIMONIANZE grazie

  2. Sebastiano ha detto

    «Non è vero che le crociate non furono la conseguenza di provocazioni. Non è vero che si trattò della prima mossa del colonialismo europeo»
    Fatelo leggere a don Zanotelli, che persino in TV, tempo fa, ebbe la grande idea di dare la colpa dell’esistenza dell’ISIS alle crociate…

    • Raphael ha detto in risposta a Sebastiano

      Non è che i preti siano al riparo da errori … L’identità ministero sacerdotale-santità è una eresia, anche se qualcuno (tra i preti) potrebbe in pratica (se non anche in teoria) esserne convinto. A volte il falso buonismo può investire tutti. Bisogna solo studiare bene, con criterio, senza adeguarsi alla corrente dominante, soprattutto quando l’analisi storica viene fatta da persone al di sopra di ogni sospetto, come qui da Stark.

      • Sebastiano ha detto in risposta a Raphael

        Appunto. Prima di andare in tv a paludarsi nelle vesti di storico fustigatore ammiccante al pensiero unico avrebbe fatto meglio a dare una sbirciatina ai libri seri e un po’ meno a quella dei pamphlet del circo.

  3. Ruggero Romani ha detto

    “l’Inquisizione spagnola fu un notevole strumento di giustizia, moderazione, giusto processo e saggezza» (p. 169).” perché allora non accettate di farvi processare da un tribunale che vi terrà in carcere preventivo per anni, forse decenni, che vi torturerà per interrogarvi, che terrà segreti i capi d’accusa contro di voi fino alla sentenza, così come i nomi dei testimoni d’accusa, che vi giustizierà se siete ostinati a dichiararvi innocenti o recidivi?

    • Raphael ha detto in risposta a Ruggero Romani

      Caro Ruggero,
      Stark ha fatto un’analisi storica andando alle fonti, senza esser mosso da alcun pregiudizio accomodante nei riguardi della Chiesa cattolica, anzi, partendo da un milieu culturale anticattolico, forse lo stesso da cui potrebbe esser partito lei o forse da uno “peggiore”. Lei su quali basi fonda le sue affermazioni? Ha avuto modo di esaminare gli atti processuali dell’Inquisizione? Sarebbe interessante esaminare anche la sua posizione e magari chiedere a UCCR di farla intervenire con un articolo ad hoc, per stemperare o correggere, qualora fosse necessario, qualche affermazione di Stark, in quanto tutti possiamo sbagliare, anche Stark, ci mancherebbe! Qualora volesse intraprendere questa dissertazione, sarebbe utile che lei ci fornisse le sue generalità accademiche: titolo di studio, area di ricerca, università, bibliografia esaminata, pubblicazioni. Mi scusi per la mancanza di fiducia ex ante, ma Stark lo conosciamo, lei ancora no. Grazie. Cordialità.

      • Ruggero Romani ha detto in risposta a Raphael

        Bartolomè Benassar “l’Inquisizione Spagnola”; Andrea del Col “L’ Inquisizione in Italia”; Adriano Prosperi “Tribunali della Coscienza” ed altri che adesso non ricordo…

        • Ruggero Romani ha detto in risposta a Ruggero Romani

          Sono un professore di Liceo e mi sono laureato nel 1992 in Letteratura Cristiana Antica all’università La Sapienza di Roma.

          • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

            Adesso capisco il livello culturale di molti studenti: complimenti…
            Se almeno avessi evitato di mettere in piazza che eri un professore… però hai specificato che ti sei laureato in una università ideologizzata come la Sapienza, e questa può essere considerata un’attenuante.

        • Sebastiano ha detto in risposta a Ruggero Romani

          La cosa allora è interessante: in cosa il libro di Stark non collima con i testi che hai citato? Intendo: quali sono i dati che Stark utilizza a sostegno delle sue tesi e che non coincidono con quelli degli autori? E viceversa, quali dati Stark non prende in considerazione?

        • Raphael ha detto in risposta a Ruggero Romani

          Sì, ok, è facile così indicare nomi e opere, ma li ha letti? Se sì, quali pagine indicano ciò che lei riferisce? Potrebbe citarli in modo più esatto? Poi, mi domando: generalmente la storiografia di sinistra, affetta per lo più da un anticlericalismo pregiudizievole, quante volte va alle fonti originali? Anche per Galileo qualcuno ha detto che mormorasse “Eppur si muove”, e tutti (gli ingoranti) pensavano che fosse storia mentre era solo l’espressione tratta “Vita di Galileo” di Brecht. Come mai, gli storici americani, che non sono condizionati dai partiti politici italiani, vanno alle fonti e riferiscono le medesime cose? Perché gli storici sinistroidi non citano mai le fonti ma fan solo riferimento l’uno all’altro? Questa è storia o ideologia applicata?

    • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

      Questo tuo intervento è la dimostrazione che talune persone, se i documenti smentiscono le loro ricostruzioni storiche basate su mezze verità e tanta ideologia, ai documenti che attestano come si sono realmente svolti i fatti non danno alcun valore probante e non li degnano di alcuna considerazione, ma continuano imperterriti a ripetere come un disco rotto la loro versione ideologica dei fatti.

      • Ruggero Romani ha detto in risposta a lorenzo

        Ma lei ha letto i libri che ho citato e mi sono stati di fonte? Inoltre io non la conosco e trovo il tu inopportuno.

        • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

          Trova il tu inopportuno?
          Mi scuso e mi correggo subito.
          Questo SUO intervento è la dimostrazione che talune persone, se i documenti smentiscono le loro ricostruzioni storiche basate su mezze verità e tanta ideologia, ai documenti che attestano come si sono realmente svolti i fatti non danno alcun valore probante e non li degnano di alcuna considerazione, ma continuano imperterriti a ripetere come un disco rotto la loro versione ideologica dei fatti perché altrimenti verrebbero messe in discussione intere carriere accademiche.

        • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

          Professore, visto che lei è tanto ferrato sull’inquisizione, mi saprebbe dire qual era il primo atto d’accusa del processo a Galileo, quale è stata le condanna e come è stata scontata?

          • Ruggero Romani ha detto in risposta a lorenzo

            no, però ho sotto gli occhi la sentenza: la condanna è all’ergastolo.

            • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

              “Ti condaniamo al carcere formale in questo S.o Off.o ad arbitrio nostro; e per penitenze salutari t’imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitentiali: riservando a noi facoltà di moderare, mutare, o levar in tutto o parte, le sodette pene e penitenze.”
              Premesso subito che la condanna all’ergastolo venne introdotta in Europa dalla rivoluzione francese, Galileo passò i suoi primi giorni di carcere formale (il carcere formale corrispondeva ad otto anni di convento) nella villa romana del granduca di Toscana, poi a Siena nella villa arcivescovo Antonio Piccolomini, ed infine nella sua villa di Arcetri.
              Quanto alla recita dei sette Salmi penitenziali, vennero fatti recitare alla figlia di Galileo, suor Maria Celeste.

              • Ruggero Romani ha detto in risposta a lorenzo

                guardi he gli arresti domiciliari durarono fino alla morte del condannato…

                • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

                  Io gliel’ho detto, poi lei creda e insegni quello che vuole… del resto lei è laureato!

                • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

                  Siccome però ho pena dei suoi studenti, vorrei renderla edotta che, quando nei documenti dell’epoca si scrive, traducendo dal latino, “carcere perpetuo” e “prigione irremissibile”, si intende un periodo di detenzione, in convento o a casa propria, che andava dai cinque agli otto anni massimo: il concetto di ergastolo o carcerazione fino alla morte del condannato, venne introdotto in Europa solo dopo la rivoluzione francese.

                  Per darle un’idea di come funzionavano le carceri dell’inquisizione le racconterò un fatterello cosi come riportato da Jean Dumont, forse il massimo storico dell’Inquisizione: nel 1778, durante la “terribile” Inquisizione spagnola, un certo Pablo de Olavide, un intellettuale illuminista, venne condannato dall’Inquisizione al “carcere perpetuo” (i famosi otto anni di convento). Dopo pochi giorni il detenuto, sulla base delle disposizioni ecclesiastiche sul trattamento dei detenuti, cominciò a protestarsi malato e chiese di essere inviato alle terme, in Castiglia; venne subito accontentato ma continuò a lamentarsi perché le cure prestate erano insufficienti ad assicurargli la guarigione e volle essere inviato ai bagni termali in Catalogna; una volta in Catalogna, vicino al confine francese, l’Olavide ne approfittò per fuggire in Francia, dove venne accolto come “martire” dell’Inquisizione.

                  • Ruggero Romani ha detto in risposta a lorenzo

                    si trattava di pene attenuabili ad ARBITRIO dell’inquisitore. visto che le piace tanto spero che anche lei possa provare una pena estendibile arbitrariamente. prosit.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

                      Libero arbitrio dell’inquisitore?
                      A parte la storiografia ideologica, tutti i documenti storici evidenziano una mitezza a volte eccessiva dei tribunali dell’inquisizione, anche perché ogni imputato poteva sempre appellarsi al Papa e, sempre dai documenti storici, risulta che non pochi inquisitori finirono in carcere, questa volta si per pene ben superiori agli otto anni, a motivo della loro eccessiva severità: i giudici, a scanso di equivoci e per evitare rischi, attenuavano le pene, mai le aumentavano.

                  • Ruggero Romani ha detto in risposta a lorenzo

                    ” ti condanniamo al carcere formale in questo Santo Offizio ad arbitrio nostro”. dalla sentenza contro Galileo Galilei Fiorentino.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

                      Ma ci sei o ci fai?
                      Hai capito cosa intendevano i giudici dell’inquisizione quando scrivevano “ad arbitrio nostro” o vuoi continuare a trastullarti con le tue ideologiche certezze?

                    • Ruggero Romani ha detto in risposta a Ruggero Romani

                      e lei che ” Aures habet et non audit”. L’inquisitore poteva tenere l’inquisito agli arresti a suo piacimento: in carcere o ai domiciliari, per cinque minuti o per sempre. Galileo rimase ai domiciliari fino alla morte. adesso mi spieghi lei la differenza con l’ergastolo. a proposito: mi dia del Lei, perchè non mi risulta che siamo amici.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

                      O sommo professore, come non darle ragione sul fatto che il Galilei rimase nella sua villa di Arcetri fino alla morte:
                      – il 22 giugno 1633 viene emessa la sentenza;
                      – il 2 gennaio 1638 comunica all’amico Elia Diodati di essere diventato cieco da un mese e nello stesso anno, pur impossibilitato ormai a muoversi da solo ma assistito da Vincenzo Viviani, pubblica a Leida il suo lavoro più importante: “Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze”;
                      – il 15 novembre 1641 Pier Francesco Rinuccini comunica a Leopoldo de’ Medici che Galileo è da giorni a letto febbricitante;
                      – l’8 gennaio 1642 Galileo Galilei muore nella sua villa di Arcetri.

                      Mi è balenato fugacemente il dubbio che Galileo Galilei, dal 1638 in poi, non si sia più mosso dalla sua villa a motivo della cecità e della salute cagionevole, e non a motivo della condanna dell’Inquisizione, ma se lei, illustre professore ed emerito dottore, afferma che il motivo fu proprio la condanna all’ergastolo dell’Inquisizione, come posso, io tapino, dubitare di cotanta scienza?

  4. Franco ha detto

    Una bella recensione, completa e documentata! Grazie a Armando Savini e a Uccr per questo ulteriore articolo ben fatto.

    • Ruggero Romani ha detto in risposta a Franco

      la critica non la deve rivolgere a me ma a Benassar, Prosperi e del Col , che sono professpri universitari, specialisti di storia del’ 500 e non sociologi come Stark.

      • vincenzo da torino ha detto in risposta a Ruggero Romani

        Ho letto il libro di Stark ed è documentatissimo. Lo stesso Stark cita sovente altri autori che la pensano diversamente e ne demolisce senza peli e con prove chiare i pensieri errati spesso frutto di preconcetti ideologici(ancora molto presenti proprio nelle università che non si preoccupano di aggiornarsi). Non conosco gli autori da te(su internet è bene darsi del tu convenzionale sull’uso inglese) citati , sarebbe interessante confrontarsi. Non dubito che si tratti di autori rimasti con la vecchia ideologia illuminista di fango gratuito contro la chiesa. Le consiglio vivamente questo libro e vedrà che la sua mente comincerà a capire troppe cose volutamente nascoste o storpiate. Credo che a te come a tutti interessi la storia non la sua interpretazione. Bene, è ora di fare un bel revisionismo e scoprire gli altarini. Quanto Stark dice lo ho letto anche da altra parte a conferma dei nuovi studi che si fanno da 30-40 sulla storia basandosi sui fatti smascherando i…furbi. Curioso che Stark quando descrive le crociate non sa dare molta importanza al concetto di pellegrinaggio nel medio-evo che è invece il quasi succo del discorso sulle crociate. Alessandro Barbero invece lo descrive benissimo e lo ha fatto capire anche a noi. Forse perchè da protestante non riesce a concepire l’importanza religiosa, sociale e spirituale che i pellegrinaggi ebbero allora? Può essere una spiegazione plausibile.

        • Ruggero Romani ha detto in risposta a vincenzo da torino

          Adriano Prosperi è un’illustre storico italiano che insegna tutt’ora Storia Moderna all’università di Pisa, Benbassa all’università di Toulouse e del Col a quella di Trieste. Sono tre storici indipendenti, di tre Università diverse; invece Stark è un sociologo. Dunque per un’actoritas vostra io ne produco tre che coincidono nel delineare la procedura inquisitoriale come io l’ho descritta. Chi di noi ha paraocchi ideologici? tutto quanto non vi piace è ideologia?

          • Sebastiano ha detto in risposta a Ruggero Romani

            Intanto però io aspetto la Sua risposta sull’analisi comparata. Altrimenti mi viene il dubbio che Lei il libro di Stark non l’abbia proprio letto e lo stia contestando (ideologicamente) a prescindere.
            Attendo fiducioso.

            • Ruggero Romani ha detto in risposta a Sebastiano

              non ho fatto l’analisi comparata, ma ho rilevato l’incongruenza tra quanto so della procedura inquisitoriale e il giudizio estatico che ne dà lo Stark. questo per me è sufficiente ed escludo di comprare un testo di apologetica. a me piace la storia

              • Sebastiano ha detto in risposta a Ruggero Romani

                Incredibile: siccome il libro di Stark la racconta in maniera diversa da quanto Lei sa, questo “è sufficiente” a catalogarlo come storicamente inattendibile?
                E questa sarebbe onestà intellettuale? E passione per la storia? E confronto di dati e di fatti?
                Adesso sì che ho capito.
                Poveri studenti. E sì che poco fa parlava di paraocchi ideologici: non c’è che dire, un vero esperto.

          • vincenzo da torino ha detto in risposta a Ruggero Romani

            Il problema non è che vince chi cita più autori, ma se gli autori, pur professoroni, sono documentati o no e se riportano citazioni e documenti validi. Lo dice lo stesso Alessandro Barbero che parla di un nuovo modo di fare storia basata solo sui documenti e non sulle idee di chi interpreta la storia. Sia Barbero che Stark citano autori considerati validi dai più che poi si scoprono che sono caduti in citazioni di fonti errate. Un esempio. Stark parla di Irving che fece credere che Colombo discusse con i professori della Sorbona la questione della terra rotonda o quadrata. Un falso clamoroso. Voltaire parla di Galileo che marcisce nei torrioni(torrioni?) dell’Inquisizione, quando mai vi entrò. Un certo Bartoli italiano a Londra parla delle torture di Galileo falsamente. L’americano Paine ha inventato i “secoli bui” quando era in carcere a Parigi durante la Rivoluzione. Carducci parla del terrore dell’anno mille e del sollievo quando non successe nulla. Peccato che quella dell’anno mille è una bufala, come il ius noctis e tante altre storielle. Segua Alessandro barbero su youtube e avrà un’idea di quanto sia necessaria una storiografia corretta. Tra l’altro. Bernardo Guy scrisse “practica” per gli inquisitori. Non esistono torture salvo la corda per brevi periodi. La confessione su tortura non era valida se non confermata ecc.Diverso il discorso del potere civile che abbondava in crudeltà. Mi spiega perchè furono costruite macchine delle torture inglesi spacciate per quelle usate dagli inquisitori? Bisogno comprendere un fatto. La storia la racconta chi vince. In Europa ha vinto tra gli intellettuali l’illuminismo il quale, come bene disse Voltaire aveva un grande nemico:la chiesa. S’immagini quante falsità volutamente sono state dette da Voltaire Diderot e compagnia. E’ Voltaire che per primo disse: buttate fango, se non lo trovate inventatelo, qualcosa rimane. Voltaire era tollerante solo con chi la pensava come lui…Ho l’impressione che sia necessario informarsi bene sugli autori che lei cita. Almeno sull’inquisizione,per quanto lei cita, sono rimasti al pensiero illuminista….ossia grandi falsità.

            • Ruggero Romani ha detto in risposta a vincenzo da torino

              mi scusi ma lei crede che gli storici che ho citato non abbiano letto fonti, documenti e testimonianze primarie? che prove porta di questa sua asserzione? Adriano Prosperi è uno specialista della storia religiosa del ‘500 italiano… lei ha mai letto “Giochi di Pazienza”? è un libro bellissimo sul metodo della ricerca storica ed è stato scritto a due mani da Prosperi e Carlo Ginzburg.

            • Ruggero Romani ha detto in risposta a vincenzo da torino

              La frase che lei cita è una traduzione della frase latina ” Calumniare audacter, semper aliquid Haeret ” di Francis Bacon (De dignitate et augmentis scientiarum, 8,2,34) a sua volta un adattamento da Plutarco (Quomodo adulator ab amico internoscatur, 65d) dunque Voltaire non c’entra e il calunniatore è lei.

              • vincenzo da torino ha detto in risposta a Ruggero Romani

                E’ troppo veloce nel fare accuse senza pensarci a sufficienza, indice di ben poca tranquillità intellettuale se ha bisogno di nemici. La frase viene spesso citata come detta da Stalin. Di certo la usò anche Voltaire. Dovrei cercare la pagina, ma è una citazione mia a memoria. Piano ad accusare di calunnia.Sto trovando qualcosa su Adriano Prosperi. Pare personaggio molto contestato. Non so e non posso esprimermi. Le consiglio di leggere il libro di Stark e potrà fare comparazioni.

            • Ruggero Romani ha detto in risposta a vincenzo da torino

              da sempre la procedura penale della Common Law non ammette la tortura come mezzo di prova. l’unico tribunale inglese a far uso della tortura era la Star Chamber per i casi di Lesa Maestà, ma il tribunale fu abolito dalla Rivoluzione Inglese.

          • Raphael ha detto in risposta a Ruggero Romani

            Mi scusi ancora Ruggero ma quello che lei dice mi lascia alquanto perplesso. Che vuol dire che Stark è un sociologo e gli altri docenti universitari? Stark è anch’egli docente in una delle più illustri università americane. In più, a differenza di molti storici della religione e della Chiesa, conosce la teologia. Ma lei sa quanti errori sono stati pubblicati da emeriti storici riguardo al caso Lutero e sulle motivazioni della sua separazione? Non sapendo la distinzione teologica tra peccato e pena hanno scritto cumuli di idiozie nei loro libri. Stark applica il metodo di indagine storica come dovrebbe fare ogni ricercatore, tra cui gli storici. Cita costantemente le fonti e i numeri, con cui ha più dimistichezza di molti laureati in lettere e storia, che hanno orrore della statistica metodologica, e non sono in grado di utilizzare alcuno stimatore … Lei, ho letto, che è docente di di Liceo, laureato in Letteratura Cristiana Antica – e le faccio i miei complimenti, poiché oggi son pochi che si dedicano a questi temi così interessanti. Ora, mi domando, quanti esami di statistica ha sostenuto? Quali e quanti esami di metodo storico? Questo lo chiedo non per colpirla, ci mancherebbe, ma per far capire che nelle università italiane non si studia bene. Bisogna, spesso, andr fuori per avere una visione più completa. Mi conferma?

        • Max ha detto in risposta a vincenzo da torino

          Yep. Non ho letto il libro di Stark, ma gli storici moderni hanno una visione complessa del caso Galileo e lontana anni luce dalla leggenda nera, che oggi e’ ahime’ tanto diffusa. Oggi si ha una visione piu’ equilibrata e meno soggetta alla fallacia del “presentism”, ovvero quello di giudicare le persone vissute secoli fa, che non conoscevano i nostri valori, sulla base di questi ultimi.

          Qui c’e’ un buon riassunto delle tesi moderne fatto da un ateo:

          https://www.quora.com/History/What-is-the-most-misunderstood-historical-event?__pmsg__=+MzRnWHZCYm9aRnB3U1Z1SmxFbnM6YS5hcHAudmlldy5wbXNnLmFsbC5Mb2dnZWRJbkZyb21MaW5rOltbMjM2NDY2MzZdLCB7fV0*

          –> The Galileo Affair

          • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max

            i nuovi storici hanno rivelato che, a differenza delle corti secolari dell’intera Europa, l’Inquisizione spagnola fu un notevole strumento di giustizia, moderazione, giusto processo e saggezza» (p. 169)……

            Ammazza, questa si che è bella !

            Il ruolo delle religioni è stato immenso nello sviluppo della scienza o nei ricorrenti tentativi di metterla a morte. Spesso rallentavano il suo sviluppo opponendosi ferocemente a ciò che poteva mettere in discussione i loro dogmi. Dal giorno in cui gli astronomi, a partire da Copernico, scacciarono la Terra dal centro dell’universo e dalla Creazione, la Chiesa li perseguitò come eretici volgari, condannando Giordano Bruno al rogo, riducendo Galileo (e ben altri) al silenzio, costringendo Descartes all’esilio……
            Senza contare sulla sistematica persecuzione delle donne presunte streghe possedute dal diavolo, che inferi soprattutto tra il ‘400 e la metà del ‘600 e che sovente determinavano la condanna al rogo ! E che secondo fonti storiche causo’ circa un milione di vittime !

            Ma anche che nel 1520, Papa Leone X certificò, in una bolla, che “è un’eresia insegnare o credere che bruciare gli eretici sia contrario alla volontà dello Spirito Santo”…..No COMMENT

            • Sebastiano ha detto in risposta a alessandro pendesini

              A parte il “presentism” di cui abbonda il suo intervento, sarebbe interessante vedere la fonte storica del milione di vittime.

              • Maestromatteo ha detto in risposta a Sebastiano

                non trattenere il respiro nell’attesa… il suo stile è questo, butta delle cifre e bene così.

                • Max ha detto in risposta a Maestromatteo

                  Immagino che non rispondesse a me Pandesini, ma il suo testo appartiene ad un mondo in cui la Rivoluzione Americana falli’, i Sovietici sono arrivati per primi sulla Luna ed il Muro di Berlino esiste ancora nel 2018. O se si preferisce, e l’equivalente nello studio della storia di affermare il creazionismo nello studio della biologia, o l’affermazione che il moto perpetuo e’ possibile nello studio della Fisica.

                  I massimi storici della scienza moderna, da Edward Grant a Pierre Duhem, da David Lindberg a Ronald Numbers (gente che prende i massimi riconoscimenti dalle societa’ accademiche americane) solo per citarne pochi, tramite ricerce accurate e bilanciate hanno fatto a pezzi da decenni il “Conflict Thesis”, cioe’ che la religione cristiana si sia opposta allo sviluppo della Scienza, mostrando invece un rapporto complesso, in cui a volte lo sviluppo della “filosofia naturale” (il vecchio nome di Scienza) fu invece favorito da autorita’ religiose.

                  Eppure ci tocca ancora sentire dire stupidaggini sesquispedali, concentrazioni di tesi sballate come queste.

                  “God’s Philosophers: How the Medieval World Laid the Foundations of Modern Science” e’ un libro scritto dal fisico e storico britannico James Hannam, che e’ stato selezionato dalla Royal Society tra i finalisti del science book prize 2010. Qui ve ne e’ una breve recensione, scritta da un ateo:

                  http://armariummagnus.blogspot.com/2009/10/gods-philosophers-how-medieval-world.html

                  Esso riassume quella che da tanto tempo ormai sono le tesi prevalenti nel mondo accademico degli storici della Scienza.

              • alessandro pendesini ha detto in risposta a Sebastiano

                Sebastiano:
                Se le comoda posso togliere uno ZERO, restano comunque 100.000 presunte strghe che hanno finito sul rogo; e comunque fossero solo 1000, in sostanza NON cambia niente ! La verità è che donne con problemi più che probabilmente psycologici
                sono state condannate al rogo perché POSSEDUTE DAL DIAVOLO ! E questa verità storica nessuno puo’ negarla !!!

                • Sebastiano ha detto in risposta a alessandro pendesini

                  A me non comoda alcunché, egregio sparacchiatore di cifre ad minchiam. Ho fatto una domanda precisa e non hai risposto. Vediamo le fonti di queste centomila (o anche questa è una trombonata?)…

                • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

                  Le streghe?
                  Non starai per caso parlando dell’inquisizione protestante!
                  Se invece parli dei processi per stregoneria in ambito cattolico, mi preme informarti che, dalla lettura dei documenti, molto spesso si trattava di processi per danni, che talvolta giungevano anche alla morte, a causa di intrugli di erbe preparati da maghi e fattucchiere varie.

          • vincenzo da torino ha detto in risposta a Max

            Ho cercato in tutti i modi di farmi un’idea corretta sul caso Galileo. Quando ho letto Stark su Galileo a prima vista ho pensato che fosse stato superficiale, poi ripensando mi sono convinto che abbia pienamente ragione. Egli afferma che fu il carattere scontroso di Galileo, il suo comportamento poco corretto verso gli avversari, la sua voglia di emergere al di sopra di tutti che gli attirò le invidie e l’avversione di tanti scienziati. Sopratutto volle andare contro a quello che era la prassi da tutti rispettata e che egli pensò, data l’importanza che si dava, di non rispettare: ogni scoperta era sempre da considerarsi ipotesi finchè non vi era certezza assoluta. Galileo pretese che per sua autorità gli si credesse, non produsse nessuna prova certa sull’eliocentrismo. infatti la comunità scientifica era divisa in parti uguali.Lo stesso Bellarmino glielo disse chiaro. Fu un prete scienziato toscano che trovò l’inghippo , solo per invidia, sembra. Scrisse Il Saggiatore per confutare uno scienziato gesuita che affermava che la stelle fossero dei corpi celesti, mentre Galileo affermava che fossero solo riflessi di luce!(bel scienziato!) Scrisse “dialogo sui due sistemi” mettendo alla berlina chi era contrario con il personaggio di Simplicio. Tra l’altro trattò delle maree con un trattato errato come dimostrò Einstein. Non inventò il cannocchiale, ma lo perfezionò leggermente. Lo fece passare per sua scoperta, come altre cosette.Il suo cannocchiale era un bel divertimento per la corte, per il cielo serviva quasi a nulla. Ebbe comunque il merito di averlo sperimentato. Galileo era più astrologo che astronomo. Si faceva pagare profumatamente i suoi servigi. Credeva fermamente nell’astrologia. Gli si inventò il sistema galileniano,quando lui mai l’applicò per le sua cose. Infatti non è farina del suo sacco. Prima di lui abbiamo Alberto Magno, Bacone, Cusano. Ockham. Sono questi che confutarono la verità per autorità, si trattasse anche di Aristotele e misero le basi della scienza moderna con la sperimentazione e l’osservazione. Sarebbe lungo. Comunque, se ora siamo in questa situazione di contestazione la colpa è sopratutto dei vertici della Chiesa che nel sette-ottocento volle lo scontro senza appello e non si preoccupò di confutare le troppe falsità. Con l’apertura del Concilio Vatt II tutte le schifezze dette dagli illuministi vennero prese per buone. Me lo ricordo bene quando nel 1975 appeno sposo dovetti subimi tutta una serie di accuse contro la chiesa che trovavo assurde, ma venivano dichiarate vere. Furono anni duri per me che venivo da anni di apostolato e di fede. Finalmente ci siamo. Si comincia a fare la vera storia . E’ ancora lunga.

            • Max ha detto in risposta a vincenzo da torino

              Ora non esageriamo in senso contrario…

              Galileo, anche se non era uno stinco di santo, ebbe i suoi meriti indiscutibili. Non “perfeziono’ leggermente” il cannocchiale, ma di molto. Le sue scoperte vennero confermate dai Gesuiti e lui ne ebbe grande onore a Roma.

              Certamente il suo guaio fu affermare che l’ipotesi eliocentrica fosse quella giusta, senza averne le prove definitive, quando gran parte della comunita’ dei filosofi naturali la pensava al contrario; e costoro si basavano su dati ed osservazioni, non su dogmi religiosi. Poiche’ pero’ l’interpretazione della Bibbia si basava su queste idee “scientifiche”, ecco che mettere in discussione l’ipotesi geocentrica rischiava di attrarre i falchi ed i suoi nemici dell’Inquisizione. Peggio che mai, mise in bocca a Simplicio le idee geocentriche e lo fece sembrare il Papa…

              Sarebbe bastato che Galileo si attenesse al sensato consiglio del Cardinale Bellarmino, il quale gli aveva detto “quando avra’ dimostrato che il Sole sta al centro e la Terra ruota, ci credero’, fino ad allora insegni l’ipotesi eliocentrica come una possibilita’”. Ma il nostro buon Toscano aveva un caratteraccio…

              • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max

                Max:
                Lei è uno dei pochi che scrivono su questo sito, che considero integro ed intellettualmente onesto in questa sua risposta ! Peccato che a volte, manchi di obbiettività ! Essendo un fisico (se ho ben capito) deve, o dovrebbe sapere, che la fisica cioé la scienza è inconcigliabile con i dogmi e “verità assolute” cattoliche….Paura di contrariare gente che la pensa come lei, o dubitare della fede ?

                • Max ha detto in risposta a alessandro pendesini

                  Pandesini, non ho paura di nulla, se non dei cretini al potere.

                  Semplicemente per me Scienza e Metafisica/Religione/Fede sono ambiti diversi. E, per favore, la smetta di ripetere questa trita diatriba secondo cui la Scienza e la Religione (Cattolica) sono inconciliabili. Fede significa fiducia (l’origine della parola e’ la stessa) e ce l’abbiamo tutti in qualcosa o qualcuno, senza poter avere tutte le prove sperimentali che ci servirebbero. Oppure non ci si sposerebbe, non ci si fiderebbe dei nostri amici, non si manderebbe il proprio figlio in una certa scuola sperando che ne esca ben preparato. Ci sono evidenze sperimentali fino ad un certo punto. Oltre, c’e’ quel rapporto intimo, quelle convinzione, in una persona od in un sistema di pensiero (purche’ lo si conosca bene) di cui potersi fidare. Tutto cio’ non e’ Scienza, non per questo e’ automaticamente sbagliato. Prova ne e’ il fatto che ci sono stati eccellenti fisici che erano anche credenti, per esempio tra coloro che hanno dato il nome alle unita’ di misura ed anche tra premi Nobel (basti fare una breve ricerca per trovarli), ed anche quando l’ateismo o l’agnosticismo “was on the table”.

                  Aggungo che forse essere credenti e’ come diceva Chesterdon – dubitare per 23 ore e 59 minuti al giorno.

                  • Max ha detto in risposta a Max

                    ChesterTon

                  • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max

                    ….Aggungo che forse essere credenti e’ come diceva Chesterdon – dubitare per 23 ore e 59 minuti al giorno…..
                    Max :
                    Esistono anche credenti -e non solamente cattolici- che sono certi del loro credo 23 ore e 59 minuti e 59 secondi al giorno ! Qusti sono anche indiscutibilmente la maggioranza.
                    -La debolezza principale che accomuna gran parte delle religioni, (ma che, paradossalmente, è anche la loro forza e sostegno), consiste nel prendere appoggio sulla “credenza”, vale a dire la fede incondizionata nelle dichiarazioni da un’autorità che non ha alcuna legittimità oltre alla pretesa di possedere la “verità”, difesa e sostenuta da un potente potere persuasivo : la FEDE, soprattutto nell’autorità, ma anche nell’infallibilità, di una gerarchia che si è auto-investita il diritto di decidere ciò che deve essere unilateralmente considerato vero ! Ne prenda nota
                    P.S. -Vi è un terzo grado della vita religiosa,-affermava Einstein- malgrado sia raro nella sua espressione pura, che è quello della religiosità cosmica. Tuttavia non può essere pienamente compreso da colui che non la risente poiché non corrisponde nessuna idea di un dio antropomorfo

              • vincenzo da torino ha detto in risposta a Max

                Sul cannocchiale confermo quanto ho scritto. Galileo costruì un cannocchiale per puro divertimento e ben poco utile per osservazioni del cielo. Fu un altro che lo perfezionò molto, non ricordo il nome e forse permise anche a Galileo di usarne.Per il resto concordo quanto da te scritto. Va anche tenuto conto del clima di controriforma del tempo che rendevano i vertici della chiesa sospettosi spesso in modo esagerato.Non era solo prerogativa cattolica. La madre di Keplero protestante fu accusata di stregoneria! Inoltre vi era lo scontro tra la Chiesa e gli astrologi i quali (compreso Galileo e Newton) ritenevano che gli astri influenzassero l’agire e il destino umano.

                • alessandro pendesini ha detto in risposta a vincenzo da torino

                  Vincenzo
                  Per sua informazione storicamente accertata:
                  Nel 1608, l’ottico olandese Hans Lippershey sviluppa un cannocchiale che consente di vedere meglio gli oggetti distanti. Il problema è che l’ingrandimento operato deformava sostanzialmente gli oggetti.
                  L’anno seguente !!!, Galileo prende conoscenza di questa invenzione e si impegna a migliorarla per studiare i pianeti e stelle.
                  Da notare che il cannochiale astronomico di Galileo non è di elevata qualità, l’immagine è ancora piuttosto deformata, ma era l’attrezzo più potente dell’epoca, ingrandendo gli astri celesti fino 30 volte
                  Va inoltre notato che Galileo NON esra un astrologo bensi un ASTRONOMO ! Coglie la differenza?

  5. alessandro pendesini ha detto

    «Per molti secoli la Chiesa cattolica fu sola nel suo sforzo di mitigare gli orrori della schiavitù. Basta dunque con le affermazioni secondo cui la Chiesa insegnava che la schiavitù era moralmente legittima»….Dice l’articolo

    A me risulta storicamente che il Papa e gli altri padri della Chiesa ebbero schiavi fino al 1800. I gesuiti nel Maryland coloniale e alcune suore in Europa e in America Latina ne possedevano anche loro. E risulta inoltre che la Chiesa NON condanno’ la schiavitù fino al 1888, dopo che tutti i paesi cristiani (non cattolici) l’abbiano abolita….
    Domanda : Vero o Falso ?

    • Sebastiano ha detto in risposta a alessandro pendesini

      A me invece risulta storicamente che Alessandro Pendesini abbia spacciato (*) fino al 2018.
      Domanda: vero o falso?

      (*)…lucciole per lanterne…

      • Roberto Di Marco ha detto in risposta a Sebastiano

        Io direi che è storicamente più plausibile che Pendesini abbia un ottimo pusher..

      • Ruggero Romani ha detto in risposta a Sebastiano

        i gesuiti nel 1838 vendettero 282 schiavi ai piantatori del Sud per finanziare la Georgetown University. Li vendettero, non li affrancarono.

        • Sebastiano ha detto in risposta a Ruggero Romani

          Ruggero Romani nel 2018 vendette un chilo di patate a ventimila euro.
          Vendette, non regalò.

          • Ruggero Romani ha detto in risposta a Sebastiano

            evidentemente per lei un uomo e una patata sono identici…

            • Sebastiano ha detto in risposta a Ruggero Romani

              beh, se penso a tale Ruggero e al suo materiale cerebrale, in effetti un certo dubbio mi sovviene…

              • Ruggero Romani ha detto in risposta a Sebastiano

                credo che chi insulta l’interlocutore si qualifichi da sé….

                • Sebastiano ha detto in risposta a Ruggero Romani

                  Quale interlocutore? Quello che sparacchia dati alla trullallero, credendo che gli altri se li bevano come se fossero gazzosa? Quello che, dall’alto di un suo supponente piedistallo di esperto di storia, classifica le pubblicazioni come inattendibili solo perché non corrispondono a quanto gli piace ripetersi?
                  Nessun interlocutore: troll, si chiama troll. E come tale lo tratto.

                  • Ruggero Romani ha detto in risposta a Sebastiano

                    vedo che lei è incapace di intendere che esistono altre posizioni oltre la sua e quella di questo sito, mi indichi dove io abbaia usato unsingolo dato falso

                    • Sebastiano ha detto in risposta a Ruggero Romani

                      Troll.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

                      Esimio professore ed illustre dottore, lei lo sa che per costruire una bufala storica perfetta si prendono delle verità parziali, e pertanto non smentitili, e le si modellano opportunamente al fine di confezionare un prodotto che verrà poi utilizzato a fini ideologici?
                      Esimio professore ed illustre dottore, lei lo sa che la sua pregiatissima persona è perfettamente funzionale alla diffusione delle bufale storiche abilmente confezionate con verità parziali ed utilizzate per scopi puramente ideologici?

                  • lorenzo ha detto in risposta a Sebastiano

                    C’è qualcosa ben peggiore dei troll: i professori ideologizzati con la puzza sotto il naso che si credono la sapienza personificata e che non possono nemmeno prendere in considerazione di avere torto perché crollerebbe loro il mondo addosso.

        • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

          Ma la fonte di questa informazione è la stessa che afferma che Galileo fu condannato all’ergastolo o è quella che afferma che i gesuiti hanno ai loro ordini la massoneria, la nato e le nazioni unite?

    • giuliano ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Ma cosa sta scrivendo Pendesini? Adesso mi diverto anch’io nel copia-incollare:

      1) La schiavitù è in antitesi con amore, libertà ed eguaglianza, caratteri FONDAMENTALI del cristianesimo;

      2) la prima società che ha mostrata di mitigare e poi abolire la compravendita di esseri umani e proprio l’Europa cristiana medioevale (particolarmente dalle corti benedettine in avanti…);

      3) SOLO dopo il 1800 le potenze coloniali si uniformarono all’insegnamento cattolico e imposero con le armi (in particolare verso i musulmani) la cessazione di ogni tipo di tratta schiavista;

      4) già nel Vecchio Testamento, parlando di schiavitù si notano elementi di discontinuità (ad es. l’uso del termine “servitù” invece di “schiavitù”);

      5) è vero che nei Vangeli non ci sono condanne esplicite della schiavitù ma in molte parabole i servi sono protagonisti e NULLA dell’insegnamento di Gesù autorizza la prevaricazione di un padrone sul servo;

      6) è il comandamento cardine del cristianesimo, dell’amore FRATERNO, che fa finire definitivamente la schiavitù nelle comunità cristiane e nelle società in cui ci sono le comunità cristiane;

      7) negli scritti dei Padri della Chiesa non c’é condanna esplicita ma si trovano i presupposti che portano all’abolizione della schiavitù.

      Vorrei ricordarle che il cristianesimo si è sviluppato in società FORTEMENTE schiaviste ma la prassi ecclesiale cristiana, fin dall’origine, non faceva distinzione tra liberi e schiavi (ricevevano gli stessi sacramenti e alcuni schiavi sono anche diventati Papi). Nei cimiteri cristiani, ad esempio, NON si trovano distinzioni tra tombe di schiavi e tombe di uomini liberi.

      8) Sempre negli scritti tardo imperiali e medievali dei Padri della Chiesa molti passi sono dedicati alla schiavitù ma la sua “accettazione” è vincolata da molti distinguo: es. consegue al peccato, gli schiavi sono capaci come i padroni, gli schiavi non hanno vincoli particolari riguardo al matrimonio e ai figli, ecc…

      Certamente si nota una “lenta” presa d’atto del problema schiavitù; ma bisogna ricordare che lo schiavismo è stato COLONNA PORTANTE delle società greche, romane e poi di quelle barbariche. Per certi versi, del resto, lo è ancora in alcuni aspetti della “illuminata” società moderna (ma questo è un altro discorso).

      9) già nel 506 (concilio di Agde, non qualche decennio fa….) viene imposto che gli schiavi di persone o enti ecclesiastici una volta liberati mantengono questo stato e al momento della liberazione devono ricevere una somma di denaro per iniziare un’attività economica autonoma. In altri concili successivi si stabilì che chi è diventato schiavo per motivi economici riacquista immediatamente la libertà non appena riesce a pagare il debito. Viene poi ammesso il matrimonio tra il servo e una donna libera o la serva e un uomo libero, e i figli avuti durante la servitù sono da considerare liberi, ecc… ecc…

      10) è col concilio di Londra (1102) che si ufficializza la prima esplicita condanna in blocco della schiavitù;

      11) negli anni del ruggente colonialismo EUROPEO furono numerose (e uniche) le condanne papali (papa Eugenio IV, Niccolo V, Callisto III, Pio II, Alessandro VI nel 1497, Paolo III,…);

      12) Il codice di diritto Canonico del 1917 punisce la schiavitù includendola nei delitti “contro la vita, la libertà, la proprità, la buona fama e i buoni costumi”;

      13) l’attuale Codice di Diritto Canonico (1983) punisce tutto ciò che ha a che fare con la schiavitù;

      14) l’attuale CCC (1994) condanna in toto la schiavitù.

      Del resto, cosa occorre dire? Il cattolicesimo NON può NON essere contro la schivitù. Ricordiamo che le basi del cristianesimo sono (anche):

      a) Dio crea TUTTI gli uomini, con PARI capacità e dignità;
      b) la sopraffazione di un uomo sull’altro è CONSEGUENZA del peccato dell’uomo;
      c) Cristo ha liberato TUTTI (indistintamente) dalla schiavitù del male; d) TUTTI gli uomini, compresi gli infedeli, sono capaci della fede in Cristo;
      e) la schiavitù è “ostacolo” alla conversione per la testimonianza negativa che offre.

      • Ruggero Romani ha detto in risposta a giuliano

        Di fatto la lotta contro l’istituzione della schiavitù inizio nella seconda metà del XVIII secolo in due ambienti diversi: tra i Dissenters protestanti inglesi e tra gli illuministi francesi. il primo stato al mondo ad abrogare la schiavitù fu la Francia rivoluzionaria nel 1794.

        • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

          Conosci la bolla “Sicut Dudum” emessa da papa Eugenio IV nel 1430?
          E la “Veritas Ipsa” emessa da papa Paolo III, nel 1537?

          Scusami, mi ero scordato che tu sei dottore in “Letteratura Cristiana Antica”, e quindi, per te, gli scritti cui ho accennato sono troppo moderni…

        • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

          Mi cospargo il capo di cenere: ripubblico subito la versione corretta perché mi ero scordato che lei, illustre professore, pretende che le si dia del lei.

          Conosce la bolla “Sicut Dudum” emessa da papa Eugenio IV nel 1430?
          E la “Veritas Ipsa” emessa da papa Paolo III, nel 1537?
          Mi scusi, mi ero scordato che lei è dottore in “Letteratura Cristiana Antica”, e pertanto, esimio professore, gli scritti cui ho imprudentemente accennato potrebbero non essere a sua conoscenza perché troppo moderni.

          • Sebastiano ha detto in risposta a lorenzo

            Io scommetto di no. Il nostro sommo, se un qualche scritto non conferma quello che lui già sa, lo classifica come inattendibile…

        • vincenzo da torino ha detto in risposta a Ruggero Romani

          E’ un poco scarso in storia e sopratutto mal informato. Lo sapeva che Voltaire si arricchì investendo anche su compagnie di schiavisti(compagnia di Nantes), come pure john Locke (Royal Afican Company? Voltaire nel “Trattato di metafisica” aveva scritto che i neri erano essere inferiori perchè a meta strada tra europei e le scimmie. Le sarebbe utile leggere “storia dell’antisemitismo” di Leon Poliakov,storico ebreo e consulente al processo di Norimberga.Le serve per capire chi erano veramente certi illuministi.

          • Ruggero Romani ha detto in risposta a vincenzo da torino

            ha mai sentito nominare Raynal e Diderot?

            • Sebastiano ha detto in risposta a Ruggero Romani

              Come no, grandi amici di Juanniccu, lontano cugggino di quel Voltaire di cui non vuoi parlare…

              • Ruggero Romani ha detto in risposta a Sebastiano

                lei conosce la posizione dell’abbé Raynal e di Denis Diderot sulla schiavitù? ha mai letto l”Histoire philosophique et politique des etabilissemants et du commerce des Europeennes dans les deux indes”? ne esiste una traduzione italiana che la invito a leggere, soprattutto a pagina 779.

              • Ruggero Romani ha detto in risposta a Sebastiano

                ma lei ha mai letto la “storia delle due Indie2 dell’abate Raynal? se no, vada apag 779 dell’edizione italiana e legga ( se lo sa fare)

            • lorenzo ha detto in risposta a Ruggero Romani

              La mi scusi sublime professore, mi rivolgo a lei acciocché, nella sua sublime sapienza, diradi le nebbie dell’ignoranza che avvolgono il mio intelletto: Tommaso D’Aquino è venuto prima o dopo gli illuministi?

            • vincenzo da torino ha detto in risposta a Ruggero Romani

              Diderot disse ” La rivoluzione sarà compiuta quando l’ultimo re sarà strangolato con le budella dell’ultimo prete” (cito a memoria) Tutta bella gente!Bernardin de Saint-Pierre con Paolo e Virginia,Charles Montesquieu con Lettere Persiane, Francois-Marie Arouet detto Voltaire con Candido sputtanarono la Chiesa facendole diventare la causa di tutti i mali e disgrazie della società di allora. Quindi si intentarono il termine “Illuminismo” da contrapporre ai “secoli bui” sempre da loro inventati . Costruirono un odio alla chiesa tale che durante la rivoluzione francese in un solo giorno affogarono 13 vescovi e duecento preti nella Senna.!

              • Sebastiano ha detto in risposta a vincenzo da torino

                Robetta, vui mettere con unmilione-dicesi-unmilione(*) di streghe arrostite?

                (*) per le fonti, citofonare Pendesini, a richiesta toglie gli zeri…

              • Ruggero Romani ha detto in risposta a vincenzo da torino

                era la Loira…

              • Ruggero Romani ha detto in risposta a vincenzo da torino

                L’ illuminismo é l’ uscita dell’ uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità é l’ incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi é questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude ! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza ! – é dunque il motto dell’ illuminismo. Immanuel Kant

                • Sebastiano ha detto in risposta a Ruggero Romani

                  Perbacco, è per questo allora che Robespierre e soci fecero saltare tutte quelle testoline…

                • vincenzo da torino ha detto in risposta a Ruggero Romani

                  Questa famosa frase interpretata letteralmente è di una stupidità incredibile. In realtà Kant e gli illuministi vogliono semplicemente dire che vogliono liberarsi di ogni dogma di stampo religioso. Sarebbe un bel discorso da affrontare. Non ho mai capito perchè scienza e fede non possono coesistere essendo su piani diversi paralleli con possibilità di intersecarsi a vantaggio reciproco.

        • giuliano ha detto in risposta a Ruggero Romani

          ****Di fatto la lotta contro l’istituzione della schiavitù inizio nella seconda metà del XVIII secolo in due ambienti diversi: tra i Dissenters protestanti inglesi e tra gli illuministi francesi. il primo stato al mondo ad abrogare la schiavitù fu la Francia rivoluzionaria nel 1794****

          Mi par di aver già ampiamente illustrato da DOVE ebbe origine la “soluzione” del problema schiavitù.
          Si tratta di “percorsi” di civiltà nati e cresciuti quando ancora il 99% della popolazione mondiale viveva nella più completa barbarie, prevaricazione e violenza.

          Quanto alla tanto declamata Francia… mi permetto di ricordare che il PRIMO Stato ad intervenire EFFETTIVAMENTE sulla schiavitù fu la REPUBBLICA DI VENEZIA (nel 960… non due-trecento anni fa…) quando la “Serenissima” promulgò la prima legge che proibiva la tratta degli schiavi, di qualsiasi etnia o religione fossero.

          Quanto alla rivoluzione francese … in mezzo a quel carnaio effettivamente qualcosa di buono riuscì anche ad emergere; ma in realtà gran parte del “buono” messo a sistema fu solo attuazione di “pappa pronta” preparata da ben altra tipologia di cultura, società e modo di vivere insieme.

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a giuliano

        Giuliano
        La sua arringa, o tesi, non mi ha convinto più di tanto…..Manca disgraziatamenta l’antitesi
        Sarebbe imperativamente necessario distinguere « la religione della verità » e « la verità della religione »…..
        Questa è la mia risposta !

        E aggiungo : -“Potete ingannare alcune persone tutto il tempo. Potete anche ingannare tutte le persone un certo tempo. Ma non potete ingannare il mondo eternamente “…..(Abraham Lincoln)
        Sans rancune?

        • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Alessandro, sia io che tu, fra massimo un centinaio d’anni (mi andrebbe bene anche qualche anno in meno, ma spero non troppi), potremo constatare di persona dove sta effettivamente la Verità:
          – se ho sbagliato io, poco male perché ho vissuto una vita felice;
          – se hai sbagliato tu, sai che tranvata ti becchi direttamente sul sul muso!!!

          • alessandro pendesini ha detto in risposta a lorenzo

            Caro Lorenzo
            Cos’é che ti fa credere che io viva UNA VITA INFELICE ??? Questa tua idea barocca, insensata come molte altre, è prettamente arbitraria, o se preferisci infondata ! Cosa conosci tu della mia vita, o mio modo di vivere ?
            Tu sembri totalmente ignorare che la conoscenza scientifica, ad esempio, puo’ generare un piacere o benessere, che può seriamente competere con quello delle credenze mitiche ! Se cosi non fosse solo i credenti gioirebbero della vita…..

            • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

              Caro Alessandro, dove avrei scritto che la tua vita sarebbe infelice?
              Ho semplicemente affermato che, se riguardo a Dio hai torto, la tranvata che ti becchi è infinita?
              Non è Dio che è sadico, sei tu che sei masochista…

              • alessandro pendesini ha detto in risposta a lorenzo

                Caro Lorenzo
                La tua ignoranza, testardaggine e arroganza è tale che non ti rendi minimamente conto del significato di quelleo che scrivi, la tua fede e odio contro tutti coloro che non condividono il tuo credo, dogmi e verità assoluta, ti acceca !
                Vorrei rinfrescarti la memoria :
                L’etimologia del termine MASOCHISMO (masochista) descrive una persona che è alla ricerca del piacere tramite –o grazie- al dolore sia fisico che psicologico o i due !
                Quindi ti richiedo COSA TI FA CREDERE CHE IO SIA ALLA RICERCA DI UN DOLORE QUALSIASI ???

                • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

                  Premesso che:
                  – se Dio esiste, nonostante tu creda non esista, la tranvata che ti beccherai è infinita;
                  – se ti beccherai quella tranvata infinita, la beccherai nonostante nella vita tu abbia cercato il piacere ed io abbia opinato che andavi incontro al dolore sia fisico che psicologico.

                  ne consegue che:
                  – come io definisco te masochista, sbagliando, perché sei tu che cerchi la felicità mentre sono io che sostengo che troverai dolore sia fisico che psicologico,
                  – così tu definisci Dio sadico, sbagliando, perché mentre Dio ha fatto tutte le cose da Dio, sei tu che sostieni che le ha fatte per far soffrire le sue creature.

                  Poi, in confidenza, vorrei dirti che non è detto che anche se Dio esiste tu la tranvata la prenda veramente: essendo infatti la fede un dono che va richiesto ed accettato, bisognerebbe vedere se lo hai chiesto, se Lui ha bussato alla tua porta e quante volte lo ha fatto, e se tu ti sei rifiutato di aprigli… questo lo sapete solo tu e Lui.

                  • alessandro pendesini ha detto in risposta a lorenzo

                    …. sei tu che sostieni che le ha fatte per far soffrire le sue creature…..
                    Lorenzo:
                    Non solo sostengo che dio -sempre se esiste- sia un sadico, ma posso anche fornire le prove logiche, indiscutibili che lo sia veramente ! Fammi sapere se vuoi degli esempi di quello che affermo, esempi che la Chiesa cattolica se ne guarda di diffondere ! Su questa tematica si è rotta i denti ogni qualvolta ha tentato di dare spiegazioni “logiche” filtrate da una dialettica teistica inaccessibile a gente insufficentement colta, chiamata retorica lessicale….Il resto è solo fuffa !

            • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

              Sul fatto poi “che la conoscenza scientifica, ad esempio, può generare un piacere o benessere”, sono perfettamente d’accordo con te,
              ma voglio anche dirti che questi “piaceri o benessere” sono nulla in confronto a quelli che si provano quando ci si LASCIA AMARE da Dio.

        • giuliano ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Non giri il manico a vuoto signor alessandro Pendesini… io ho esposto FATTI e DATE non solo “visioni” di quel che dovrebbe o potrebbe essere o fare una religione.

          Se poi a lei il cristianesimo non interessa o per qualche misterioso motivo cova qualche idiosincrasia inconscia sulla religione buon pro le faccia, MA sul percorso della mentalità schiavista nei secoli piano piano emendata dal cristianesimo restano comunque date, fatti, situazioni, avvenimenti storici…

          Piano piano le società schiaviste greche e romane (inizialmente) e tardo imperiali e medioevali (successivamente) con l’andar dei secoli si sono evolute assorbendo concetti come solidarietà, bene comune, uguaglianza fra tutti gli uomini, ecc…. che sono diventati catalizzatori per eliminare la cultura della violenza e dello schiavismo.

          Come scrivevo in realtà rimangono ancora situazioni “schiavizzanti” nella società moderna (anzi sono nate NUOVE situazioni schiavizzanti CON la società moderna) ma questo è un altro discorso… almeno in riferimento al concetto ortodosso/classico di “schiavismo”.

          • alessandro pendesini ha detto in risposta a giuliano

            Caro Giuliano
            Quando lei afferma :
            a) Dio crea TUTTI gli uomini, con PARI capacità e dignità;
            b) la sopraffazione di un uomo sull’altro è CONSEGUENZA del peccato dell’uomo;
            c) Cristo ha liberato TUTTI (indistintamente) dalla schiavitù del male; d) TUTTI gli uomini, compresi gli infedeli, sono capaci della fede in Cristo;
            e) la schiavitù è “ostacolo” alla conversione per la testimonianza negativa che offre.

            E chi sarebbe quella persona che avrebbe dimostrato l’esistenza di dio ? e che dio avrebbe creato gli uomini alla sua immagine ? Solo un creazionista potrebbe avere idee strambe, indimostrabili del genere, ignorando tutto sull’evoluzionismo !

            Inter nos, Lei si ritiene veramente razionale, con la R maiuscola, affermando racconti fantasmatici, o mitici spacciati per realtà o verità indiscutibile ? Ne è assolutamente convinto ? Perché a me risulta che il dio cattolico -se esistesse- sarebbe nientemeno che SADICO ! Ne più ne meno….
            Se lo desidera posso dimostrarle quanto sia paradossale il vostro Credo e Verità assoluta sull’infinita bontà del vostro “creatore” !!!

            • giuliano ha detto in risposta a alessandro pendesini

              Non rigiri il manico nuovamente. Si sta SCRIVENDO di SCHIAVITU’. Le consiglio di lasciar stare la religione in se e soprattutto le sue assurde considerazioni sulla Rivelazione e altro che dimostra solo non conoscenza della materia. Soprattutto rimanga coi piedi per terra E legato all’esperienzialismo, come insegna la dottrina illuminista di cui mi pare sia abbondatemente intriso.

              Il cristianesimo dal punto di vista religioso comporta i punti dall’a) all’e) da lei copia-incollati MA la CONSEGUENZA di questi punti, dal punto di vista SOCIALE e CULTURALE, ha contribuito a dare prospettiva alla “soluzione” del problema schiavitù (rimando nuovamente ad alcuni FATTI, DATE, AVVENIMENTI, ecc… in parte sopra ricordati). E come scrissi in altra parte di questo post si tratta di “percorsi” di civiltà nati e cresciuti quando ancora il 99% della popolazione viveva nella più completa barbarie, prevaricazione e violenza.

              Anche dal punto di vista squisitamente “civile” i primi vagiti legislativi tesi a portare all’abolizione della schiavitù si ebbero in ambienti cristiani (come ho sopra ricordato il PRIMO Stato ad intervenire EFFETTIVAMENTE sulla schiavitù fu la REPUBBLICA DI VENEZIA nel 960).

              Se posso scrivere, inoltre, la invito a lasciar stare i continui rimbrotti e rimandi alla “razionalità”. Si è capito l’incontrollabilità delle sue avversioni ed ideosincrasie per ogni forma di speculazione al divino e relative conseguenze “pratiche” ma non fa gioco alla sua intelligenza trattare tutte le persone che ritengono questo importante e significativo per la propria vita come un coacervato di pecore o amebe senza intelligenza.

              • alessandro pendesini ha detto in risposta a giuliano

                ….Se posso scrivere, inoltre, la invito a lasciar stare i continui rimbrotti e rimandi alla “razionalità”. Si è capito l’incontrollabilità delle sue avversioni ed ideosincrasie per ogni forma di speculazione al divino e relative conseguenze “pratiche” ma non fa gioco alla sua intelligenza trattare tutte le persone che ritengono questo importante e significativo per la propria vita come un coacervato di pecore o amebe senza intelligenza…..
                Caro Giuliano :
                Tutta la storia della scienza ci insegna come prova che la credenza in una singolarità umana –l’Uomo- corrisponde a nulla. Come possiamo immaginare la presenza di una singola specie -come guarda caso la nostra – una qualità unica? Da dove provviene se non ha alcuna origine filogenetica? Anche in questo caso, prendere in considerazione l’ipotesi di « eccezione umana » non è altro che evocare una spiegazione magica.

                NB : -I gusti sono una cosa, l’esistenza un’altra. Non serve l’approccio scientifico per sapere se mi piace il prosciutto, e nemmeno per comprare un’orologio, o per tifare per la Ferrari……
                Per decidere se qualcosa esiste o meno, invece, i gusti non servono a niente. E allora, mi permetta di chiederle una volta pere tutte: la frase “Gesù è Risorto” , e/o l’anima che si stacca dal corpo -dualismo cerebrale preteso da Cartesio, ad esempio, sono fatti scientificamente accertati o è un suo, sia pur leggittimo, gusto???

                • giuliano ha detto in risposta a alessandro pendesini

                  Guardi signor alessandro pendesini:

                  1) “la storia della scienza insegna che la credenza in una singolarità umana (uomo) corrisponde a nulla” —> … non riesco a capire dove voglia parare e comunque cosa c’entra con la schiavitù?

                  2) “come possiamo immaginare la presenza di una singola specie … una qualità unica?”… —> anche in questo caso non riesco a trovare collegamenti con il problema schiavitù;

                  3) “prendere in considerazione l’ipotesi di “eccezione umana” non è altro che evocare una spiegazione magica”… —> va bhe… continuo a non vedere collegamenti con la schiavitù;

                  4) “la frase Gesù è risolto…a anima che si stacca dal corpo… sono fatti scientificamente accertati?”…
                  —> potrei anche avere una mia idea e stare al suo gioco ma rimango al pezzo anche in questo caso: collegamenti con la schiavitù?

                  Insomma… siamo passati DAI Sumeri e Greci che utilizzavano schiavi AI giorni d’oggi dove quasi tutti gli Stati del mondo hanno bandito la schiavitù. Dopo questi 3.000 anni di storia come mai non c’é più la cultura dello schiavismo? Di QUESTO stiamo scrivendo.

                  Non capisco poi questi continui richiami alla “scienza” come pietra di paragone e come accertamento della verità. La scienza E’ strumento essenziale per conoscere la realtà, la scienza è fondamentale per aiutare a migliorare la vita delle persone, la scienza impone la visione del reale in termini di rapporto causa-effetto con tutte le positività del caso, MA la scienza non può certo dimostrare che non esiste Dio o che esiste Dio. Rimanendo nell’argomento… la scienza non può certo disconoscere l’incidenza buona della etica e della cultura cristiana nell’eliminare il flagello della schiavitù.

                  Quanto al “Gesù risorto”… la questione NON può essere vista in termini di avvallo scientifico.
                  Per due buoni motivi:
                  1) l’evento, se c’è stato, non può essere oggetto di valutazioni scientifiche e di riscontri logici a posteriori (a meno che pedersini non inventi la macchina del tempo e ci riporti entro la tomba di Gesù immediatamente dopo la sua sepoltura…);
                  2) se anche la scienza dimostrasse (per assurdo) che effettivamente Gesù è risorto o che effettivamente Gesù non è risorto non cambierebbe NULLA nella propensione delle persone a speculare e trascendere al divino. Infatti: a) se fosse dimostrata la Risurrezione non cambiarebbe comunque nulla perchè, di fatto, non sappiano “tutto” delle dinamiche degli esseri basati sul carbonio e delle “possibilità” che la natura (o Qualcuno) ha dato alla vita biologica e b) se si dimostrasse che la Risurrezione non c’é stata allo stesso modo non cambierebbe l’approccio al tema religioso, per il semplice fatto che la religione punta a dare senso “spirituale” al tutto e non al perchè di qualche componente fisica del tutto.
                  Il cristianesimo è una religione molto complessa e “matura”; se nasce la Fede la persona nel cristianesimo può trovare il “massimo” delle risposte ai perchè ma soprattutto trova le risposte al senso della propria vita fisica e spirituale e delle proprie aspirazioni esteriori e interiori. Questo secondo me… secondo lei non è sicuramente così… e la cosa ci sta. Quello che non ha senso è il suo reiterato tentativo di tirare dentro la scienza per “valutare”/cercare/avvalorare deterministicamente con mezzo scientifico evenienze e sensibilità che nulla hanno a che fare con la stessa scienza. La scienza è qualcosa di parziale, la propria consapevolezza e le conseguenze delle ricerche interiori nel proprio animo sono tutto.

                  • alessandro pendesini ha detto in risposta a giuliano

                    Caro Giuliano:
                    Lasciamo agli storici (degni di questo nome!) il compito di disquisire sugli avvenimenti storici sulla schiavitù.
                    A me quello che interessa è sapere se le convinzioni, o verità osannate da millenni da credenti monoteisti, sono pertinenti o no !

                    Lei afferma :MA la scienza non può certo dimostrare che non esiste Dio o che esiste Dio. Rimanendo nell’argomento….

                    Posso ricordarle che è a colui che afferma che dio esiste di farne la dimostrazione, e non di certo alla scienza di dimostrare la sua inesistenza ?

                    Lei afferma: ……se fosse dimostrata la Risurrezione non cambiarebbe comunque nulla perchè, di fatto, non sappiano “tutto” delle dinamiche degli esseri basati sul carbonio e delle “possibilità” che la natura (o Qualcuno) ha dato alla vita biologica ……

                    Considero questa sua strana frase niente di meno che ridicola dal punto di vista biologico e evolutivo ! Ho quasi la convinzione che lei non conosca grand ché in quasta branca ! Se non vuole correre il rischio del ridicolo le suggerisco di aggiornarsi sul significato di vita biologica. Approfondisca inoltre il termine CONTINGENZA, forse riuscirà a capire come la biosfera che conosciamo, ha potuto evolvere da un antenato comune senza la necessità di un « Qualcuno ». E comunque se un Qualcuno avesse guidato l’evoluzione avrebbe commesso errori madornali nel modellare l’uomo….. Mi faccia sapere se desidera qualche esempi in merito.

  6. Maria ha detto

    Come ogni realtà umana la Chiesa cattolica non è né completamente santa, né completamente peccatrice. Ha splendidi punti di luce (basti pensare al grande Ignazio di Loyola) e tenebrosi punti di ombra (come non pensare alla pedofilia ed alla sete di potere di alcuni prelati?). È nel torto chi la ritiene l’unico faro di luced è altrettanto nel torto chi la ritiene una oscura associazione mafiosa.

    • Sebastiano ha detto in risposta a Maria

      Quasi condivisibile.
      La Chiesa lo dice di se stessa (relativamente all’aspetto puramente umano) da milleni (casta meretrix usava appellarsi fin dagli inizi, ben conscia della debolezza umana).
      Questi invece sono si ritengono da sempre i puri più puri (finché qualcuno non li epura, Robespierre docet et Stalin confirmat)

      • Maria ha detto in risposta a Sebastiano

        Chiunque si considera un puro è un ingenuo. Ogni uomo è fatto di luci ed ombre. E lo stesso dicasi per ogni cosa da lui partorita: Chiesa, marxismo, comunismo… in fondo ciò che la Chiesa dice di sé vale per ciascuno di noi: casta meretrix.

        • Sebastiano ha detto in risposta a Maria

          Già, c’è chi lo ammette e chi no.
          La Chiesa fa recitare ad ognuno dei suoi il “mea culpa, mea maxima culpa”, ogni giorno che Dio manda in terra.
          Gli altri…beh, basta osservare Garlaschelli e soci…

  7. Alfonso ha detto

    Per cominciare, è una grande menzogna affermare che la controriforma è stata un ostacolo per la scienza. Infatti, dopo il Concilio di Trento periodo assistito alla nascita di una legione di gesuiti, carmelitani, benedettini, Scolopi, domenicani, cappuccini e minima dedicato a studi scientifici: Ignazio Danti (Bishop, matematico e cosmografo), il Benedettino , matematico e astronomo Francesco Maurolico, il monaco Benedetto Castelli (inventore pluviometro), Atanasio Kirchner (inventore della lanterna magica), il padre Gassendi (il primo scienziato per misurare la velocità del suono), l’escolapio Giambattista Beccaria (ricercatore fisica dell’atmosfera), Averani, Galvani, il gesuita Grimaldi, Laura Bassi (professore di fisica nominato dal Papa), Lagrange, Abbe Guglielmini (la prima esperienza meccanicamente la rotazione della Terra nel 1791), Ampere (amore rosario) , Ardinghelli (un’altra donna), Marsigli (un naturalista che lavora per i domenicani), Volta, Avogadro, Cannizzaro, il sacerdote scolopio inventato e Eugenio Barsanti l motore Explosion nel 1854, tra molti altri. Come ha sottolineato Arnol Lunn 60 anni fa, la maggior parte delle conquiste scientifiche sono legate ai cattolici devoti: l’astronomia moderna è copernicana; il calendario, gregoriano; il ferro è zincato; l’elettricità è misurata in ampere, volt e coulomb; il miglioramento animale è mendeliano; il latte è pastorizzato; i medici applicano i raggi Röntgen e Marconi offre la possibilità di mettere in comunicazione coloro che affermano che la Chiesa è nemica della scienza.

  8. Alfonso ha detto

    Américo Castro, uno dei molti intellettuali lobotomizzati dalle menzogne ​​della Leggenda Nera, ha detto che l’ossessione inquisitorio con purezza del sangue ha impedito il consolidamento di una borghesia nazionale e di conseguenza la rovina della scienza spagnolo. Secondo Castro ei suoi seguaci (Gilman, Sicroff) la presunta ossessione spagnola con purezza del sangue portato all’esclusione dei convertiti da posizioni d’onore e ridotti alla miseria che presumibilmente causano la sclerosi dell’economia e della scienza. Il problema con questa ipotesi è che ignora che gli statuti non sono mai riusciti a far parte delle leggi spagnole. Nessun codice legale ha riconosciuto la discriminazione per la pulizia. Solo un piccolo numero di corporazioni private aveva statuti: l’Inquisizione, le sei scuole maggiori di Castiglia, gli ordini militari, tre ordini religiosi, una dozzina di cattedrali e alcune corporazioni locali. I convertiti potrebbero, normalmente, frequentare qualsiasi università o occupare qualsiasi posizione di governo, entrare nella nobiltà o nella Chiesa. Non hanno influenzato tutti, quindi. D’altra parte durante il regno dei Re Cattolici l’amministrazione è piena di convertiti: Luis de Santángel, impiegato delle razioni, la cui famiglia sarà imparentata con la Villanueva; Gabriel Sánchez ei suoi discendenti saranno i tesorieri generali del regno; Sancho Paternoy, maestro razionale; Alfonso de la Caballeria, che sarà imparentato con la Justicia de Aragón, vice cancelliere; Felipe Climent, protonotario; segretari reali, Juan de Coloma e Miguel Pérez de Almazán, signore di Maella, che costruirà una cappella nella chiesa di Santa María del Pilar. Gabriel era Zaporta banchiere Carlos V. fuori nel XV secolo Diaz de Toledo, Alonso de Cartagena, Lope Barrientos e Juan de Torquemada (zio l’inquisitore) ha denunciato la discriminazione nei confronti dei convertiti. Nel 1599 il domenicano Salucio pubblicò un Discorso in cui attaccava gli statuti. Aveva il sostegno di membri dell’Inquisizione ed eminenti prelati e politici che respinsero il razzismo e l’antisemitismo impliciti negli statuti. Molto prima che il sangue di pulizia era liberamente criticato da molti intellettuali, teologi e religiosi: Melchor Cano, Arias Montano, Padre Mariana, Covarrubias, Azpilcueta, Francisco de Vitoria, ecc Anche il duca di Lerma, valido Felipe III, si oppose agli statuti della purificazione del sangue; con Olivares e la sua richiesta pubblicata dell’Inquisizione nel 1622 “il documento più straordinario che non andrà mai fuori del suo seno” (Kamen), che tra l’altro ha dichiarato: “Sembra anche che aviendo completamente cessado che ha dato motivo di statuti, essere prudenti almeno civile e politica che cesse il rigore della loro esecuzione “. Questo documento afferma che i battezzati, sia ebrei che gentili, erano membri della Chiesa di Cristo. Questo imponente marea contestataria contro la pulizia del sangue ha costretto l’Inquisizione a rivedere le sue politiche anti-semite con Inquisitori generali (Portocarrero, Niño de Guevara, Sandoval e Rojas Pacheco), chiaramente favorito l’eliminazione degli statuti. È evidente, quindi, che la pulizia del sangue non può causare arretratezza scientifica.

  9. Alfonso ha detto

    i sostiene che nel 1836, riconoscendo la libertà di stampa, fossero ancora collocati ostacoli all’insegnamento gratuito della geologia. Ma la verità è che prima o poi non c’è stata nessuna repressione delle scoperte geologiche: sarà una “vittima” dell’inquisizione che lo dimostrerà. Mateo Orfila, uno scienziato e chimico spagnolo, ci racconta che nella sua giovinezza (1805) aveva vinto un concorso pubblico di geologia all’Università di Valencia; qualcuno denunciò all’Inquisizione le idee sull’antichità geologica del mondo da lui esposto, motivo per cui fu interrogato dall’inquisitore Nicolás Lasso. È lo stesso Orfila a raccontarci la sua esperienza: “Mi sono trovato di fronte a un prete di circa cinquant’anni, di bell’aspetto e maestoso, in maniere nobili e distinte. Presto mi resi conto che la sua conoscenza e il suo spirito lo collocavano al primo rango degli uomini dell’Illuminismo. Ieri pomeriggio mi ha detto che hai avuto un grande successo che applaudo, tanto più che apprezzo la gioventù studiosa e cerco di stimolarla con tutti i mezzi a mia disposizione. Chi sei? Da dove vieni? Cosa vuoi fare? All’improvviso, le sue parole amichevoli svanirono la paura che avevo e mi inibirono in una conversazione che poteva avere conseguenze spiacevoli per me. Ho risposto rispettosamente, cercando di dimostrare che non ero intimidito. Mi ha chiesto: è vero che nella sessione della scorsa notte, quando ti è stato chiesto, hai lasciato intravedere, seguendo la conoscenza fisica e geologica che hai imparato nei libri francesi, che il mondo è più vecchio di quanto pensassi? fino ad ora, e allo stesso tempo hai dimostrato che le tue opinioni sulla creazione di così tante meraviglie non sono completamente ortodosse? Dimmi la verità La mia risposta era chiara, quindi era soddisfatto. Poi si alzò e mi invitò ad entrare nella sua bella biblioteca, indicando, tra gli altri libri, le opere complete di Voltaire, Rousseau, Helvetius e altri autori moderni. Per finire disse: Vai, giovanotto; continua tranquillamente i tuoi studi e non dimenticare che l’Inquisizione del nostro paese non è così dispettosa come si dice, né si preoccupa così tanto di perseguitare come dice la gente ». Testimonianza raccolta da José Luis Martínez Sanz in Un paragone necessario nell’Europa dell’età moderna: l’Inquisizione della Chiesa e la giustizia del re. Consultato nella rivista Arbil: http://www.arbil.org/117inqu.htm
      Sebbene un decreto del 1558 abbia minacciato la pena di morte per i contrabbandieri di libri proibiti, questa regola pragmatica non è mai stata applicata. (Henry Kamen, l’Inquisizione spagnola 6. L’impatto su letteratura e scienza, p.107). Altri paesi come l’Inghilterra e la Francia non erano così tolleranti quanto la Spagna, in quest’ultimo paese il possesso di libri proibiti fu punito con la condanna alle galere in perpetuo.

  10. Alfonso ha detto

    L’inquisizione spagnola proibì la dissezione dei cadaveri?
    No. Ho chiesto a Carlos nel 1556 teologi dell’Università di Salamanca, sul fatto che poteva permettersi cadaveri dissezione cui hanno risposto, “dal momento che questo è stato utile, deve essere legittima.” In precedenza, il re Ferdinando il Cattolico aveva autorizzato nel 1488 la dissezione dei cadaveri dai medici di Saragozza. Tuttavia, sembra evidente che gli studi anatomici in Spagna siano molto prima. La notizia più antica che abbiamo sulla dissezione dei cadaveri umani sono dal monastero di Guadalupe dal 1322, quando i monaci hanno ottenuto una dispensa papale per eseguire le autopsie sui corpi umani dai pellegrini lì deceduti e indagare la causa della morte. Alcuni anni più tardi il re Giovanni II d’Aragona nel 1391 ha emesso un privilegio l’Università di Lleida ordinare i tribunali inviare all’Università i corpi dei giustiziati in modo che siano “fatti Anatomy”.
    Questo mito è ripetuto?
    Se, a pochi anni fa, il pro-choice senatore Arlen Specter della Pennsylvania ha sollevato questa bufala anticlericale, nella loro ignoranza ha confuso Bonifacio VII a Bonifacio VIII e persino detto Miguel Servet fu perseguitato per le sue autopsie da parte della Chiesa cattolica, ma come sappiamo Servet è stato bruciato per ordine del protestante Calvin a causa delle sue idee antitrinitarie. Ancora pochi anni fa TVE 2 emise un disgustoso capitoli del anti-cattolica (e antispagnola) regista canadese David Rabinovitch origine ebraica, autore del pseudo-storica: Il Secret Files dell’Inquisizione. In questa serie grottesca della televisione vorrebbe farci credere, tra le altre menzogne, che la Chiesa rinascimentale vietava la dissezione o addirittura dato come un inganno inventato dal reverendo Ingram Cobbin, questo pastore è stato l’autore di una nuova edizione del XIX secolo Il Libro dei Martiri di Foxe; Secondo mistificante protestante, quando le truppe francesi occuparono Madrid nel 1808 trovato all’interno delle cellule inquisitoriali tutti i tipi di strumenti di tortura ogni più barocchi e bizzarri, ma questa leggenda nera è stata smentita e screditato.

  11. Alfonso ha detto

    Non c’è dubbio che la leggenda nera abbia diffuso menzogne ​​assurde sulla storia della Spagna e sulla chiesa medievale. Ma questi miti anticlericali (e spesso anti-spagnoli) non finiscono per dimostrarsi falsi. dislates volte autentici: falsità come la Chiesa credevano in una terra piatta, che nel Giudizio Mil profetizzato nell’Apocalisse oi Padri della Chiesa ha negato che le donne avevano anime vengono. Altre leggende nere parlano di “meccanoclastica” o di tendenze luddiste; come un presunto divieto della ferrovia negli stati pontifici promulgato da papa Gregorio XVI e Pio IX. 15 anni fa, il giornalista Pepe Rodríguez ha usato un falso documento per scrivere il suo libro grottesco “Le bugie fondamentali della Chiesa cattolica”. Come se ciò non bastasse ora è emerso un nuovo mito: la Chiesa Medievale ha vietato il numero zero. (Sic). Questa calunnia, mille volte confutata, non sembra mai morire. Padre Bertrand L. Conway ci dice: “La Chiesa cattolica non ha mai insegnato una simile falsità. Questa calunnia nasce da un equivoco, forse maliziosamente, un brano di San Gregorio di Tours, nella sua Storia dei Franchi, 8, 20. In un concilio tenutosi a Macon (Francia) 585, un vescovo Ha detto in una seduta privata che nella parola homo non si intendeva la donna, ma solo l’uomo. I vescovi presenti hanno dimostrato il contrario, citando Genesi, V, 2. Avrebbero potuto anche provarlo con testi di Cicerone, Ovidio, Plinio e altri latinisti di quel tipo. La disputa, quindi, non era dogmatico, ma puramente grammaticale alcun modo. “Tratto da http://www.fsanvicenteferrer.org/2011/05/la-iglesia-catolica-es-infalible.html (Il libro si chiama” Casella delle domande “di P. Bertrand L. Conway, CSP.)

      “Il papa ha fatto alcune riforme di ordine amministrativo, giudiziario ed economico non è stato, come è stato ripetuto spesso ostile alla ferrovia, e ha introdotto alcune nuove funzionalità come le navi a vapore, il sistema metrico, la vaccinazione e assicurazioni, permettendo banche di credito e camere di commercio “; La chiesa del 19 ° secolo: tra la restaurazione e la rivoluzione – Pagina 69 di Juan María Laboa
      Pepe Rodríguez ha usato un falso documento per scrivere “Le bugie fondamentali della Chiesa cattolica”.
    Juan Manuel Rodríguez, “La verità sulla” Taxa Camarae “”, La Razón, 31.VII.02.

      Pepe Rodriguez, come segno di ignoranza, vecchie calunnie ripetuti confutata molto tempo fa: Papa Leone X “Da tempo immemorabile è noto come vantaggioso ci ha servito questa favola di Gesù Cristo”. E ‘più che dimostrato che questa frase è apocrifa. Era un’invenzione satirica del protestante inglese John Bale, che dimostra chiaramente il rigore storico di Pepe Rodríguez. http://tektonics.org/lp/popeleox.html
      Quodlibeta: Zero redux

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Alfonso

      Alfonso :
      Mi è capitato diverse volte leggere su seri libri di storia ( e non su internet) il contrario di quello che lei afferma, non solo ma avere assistito a delle conferenze (a livello accademico) o visto documentari (su ARTE, e non solamente) che non descrivono gli avvenimenti storici come da lei descritti !
      Nel suoi commenti manca -haimé- l’antitesi, che permetterebbe di valutare -in sintesi- la veracità di quello che afferma.

      A titolo di esempio mi risulta che nel 1520, Papa Leone X certificò, in una bolla, che “è un’eresia insegnare o credere che bruciare gli eretici sia contrario alla volontà dello Spirito Santo”…. E che San Paolo ribadisce la sua pratica: “Lasciate che gli schiavi siano sottomessi in tutto ai loro padroni, che si rendano gradevoli, che non li contraddicano”, A Titre II, 9. (in francese)… Come vede le versioni cambiano a seconda dell’interesse, ideologia o convinzioni, di chi le diffonde……

    • Ruggero Romani ha detto in risposta a Alfonso

      signor Alfonso lei usa sempre il traduttore automatico quando fa un intervento?

« nascondi i commenti