Il Paradiso sarà noioso? No, è la realizzazione piena ed eterna dell’uomo

paradisoDiciamo solitamente che il Paradiso è un piacere enorme, una felicità grandissima. Ma, in fondo, usiamo sempre una nostra misura. Per altre religioni (l’Islam, per esempio) il Paradiso è realmente così: fiumi di latte e miele, datteri, cibo, donne… Un’abbondanza straripante di cose che ci piacciono, che vorremmo avere sempre con noi e che qui non abbiamo.

Invece, è proprio un’altra cosa. Non tanto: tutto. E per sempre. Qual è la differenza? Ti ricordi quando hai visto per la prima volta il mare? Quando è capitato a me, prima di arrivarci pensavo: beh, sarà come un lago più grande. Due o tre laghi messi assieme. Poi sono arrivato in spiaggia, ho visto l’acqua. Ma ho visto anche che davanti non c’era un confine, altro che “un grande lago”: era proprio un’altra cosa. Lo so, è un esempio banale. Forse troppo.

Meglio partire da quello che dice la Chiesa: «Il “cielo” è il fine ultimo dell’uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva. Quelli che muoiono nella grazia di Dio e non hanno bisogno di ulteriore purificazione sono riuniti attorno a Gesù e a Maria, agli angeli e ai santi. Formano così la Chiesa del cielo, dove essi vedono Dio a “faccia a faccia” (1 Cor, 13,12), vivono in comunione con la Santissima Trinità e intercedono per noi» (Compendio, 209).

Ecco il Paradiso è quello: vedere Dio “faccia a faccia”. Stare con lui. Per sempre. Domanda: ma che cosa vuol dire vedere Dio “faccia a faccia”? E dopo che l’ho visto? Vedi, che cosa significa “un’altra cosa” rispetto a quello che pensiamo noi? Noi abbiamo in mente certe immagini, spesso rese ancora più banali da un certo modo di raffigurarle: le nuvolette, le tuniche bianche, San Pietro con le chiavi. E un signore seduto più in alto di tutti, con la barba bianca e la faccia un po’ severa. Roba che ormai ci sembra buona solo per le barzellette o per gli spot televisivi. Beh, se si trattasse di stare per sempre a guardare in faccia un tipo così…

Invece, se Dio è colui che colma per sempre il tuo cuore, il tuo desiderio di felicità, di compimento, allora stare “faccia a faccia” con lui è una felicità assoluta, sempre. Come avere sete e bere sempre. Attento: non “aver la pancia sempre piena”. Ma bere sempre, cioè una soddisfazione continua, eterna. Perché quando hai sete la soddisfazione non è dopo, quando hai riempito la pancia di acqua, ma sta nel bere, no?

Insomma, immagina la felicità che hai provato nel momento più felice della tua vita. Immagina che quella felicità duri per sempre, proprio come desiderava il tuo cuore in quel momento. Stare “faccia a faccia” con Dio è molto di più di questo. Però, vedi, alla fine usiamo sempre delle immagini. Magari ci fanno intuire qualcosa, ma è davvero torppo poco. La cosa importante è che teniamo a mente questo: è proprio un’altra cosa, infinitamente più bella e buona del bello che riusciamo ad immaginarci.

Perché ha dentro l’eterno e l’infinito. Attento bene, però: c’è un luogo dove l’eterno e l’infinito sono già entrati nella storia. Abbiamo già iniziato ad “assaggiarli”, a sperimentarli. Possiamo già vivere qui un anticipo di paradiso.Come? Stando con Cristo, sperimentando il centuplo quaggiù di cui abbiamo già parlato.

 

di Davide Perillo, tratto da La fede spiegata a mio figlio (Piemme 2007, p. 76-78)

 

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23 commenti a Il Paradiso sarà noioso? No, è la realizzazione piena ed eterna dell’uomo

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  1. Sophie ha detto

    Mai avuto dubbi che il Paradiso fosse il luogo dell’amore, della felicità e dell’abbraccio eterno con il Creatore. Sogno continuamente questo luogo dove saranno cessati i miei affanni e la mia stanchezza, mi piacerebbe molto farne parte quando sarà la mia ora…..

  2. Giancarlo Alberisi ha detto

    Per il clima scelgo il Paradiso ma per la compagnia… sicuramente l’Inferno!

    • Andrea ha detto in risposta a Giancarlo Alberisi

      Contento tu…
      Essere per l’eternità insieme a sadici, violenti, traditori (etc), in un ambiente molto competitivo, dove vieni oppresso da chi è più potente di te, combatti chi ti è pari e devi guardarti dagli intrighi di coloro che tu opprimi… Per stare sul diplomatico “non sarebbe una mia grande aspirazione”!
      Viva Cristo Re

    • Dario* ha detto in risposta a Giancarlo Alberisi

      Lasciatelo dire, che frase profondamente stupida hai scritto! Non è che se qualcuno ha reso celebre una frase questa automaticamente diventi una cuspide di sapienza…

  3. Corrado Luciani ha detto

    Concordo con l’autore dell’articolo. Credo che in questo mondo abbiamo non solo un assaggio del paradiso ma anche dell’inferno. Credo sia capitato a tutti di sentirsi veramente bene e sentirsi di far parte di un tutto. Penso che sia capitato a tutti anche quello di essere molto arrabbiati tale da sentire un odio verso tutti. In condizioni cliniche seriamente compromesse queste esperienze sono ancora più enfatizzate (esperienze pre-morte). Certo non è la prova ma sicuramente un importante indizio che le emozioni intense non dipendono solo da un’attività cerebrale. Aldilà della battuta di Giancarlo credo anche che all’inferno, così inteso, ci si senta profondamente soli, mentre al paradiso siamo immersi in un mare di felicità per quanto ci sentiamo uniti agli altri (effetto dell’amore). Che si creda o meno, l’amore è un importante investimento, in questa vita se non si crede, anche nell’altra se si crede.

  4. Vincent Vega ha detto

    Concordo con l’articolo, faccio comunque notare che, se è giusto non avere un’idea del Paradiso “carnale” come quello degli islamici, è anche vero che con la Resurrezione della carne anche i cinque sensi parteciperanno alla gioia paradisiaca.
    Il fatto che spesso la gente abbia un’idea noiosa del Paradiso è dovuto al fatto che si tende ad avere di esso un’immagine eccessivamente “spiritualizzata”, ma il Paradiso sarà massimo godimento sia dello spirito che (dopo la Resurrezione della carne) del corpo.
    Leggete questi due articoli

    http://medjugorje.altervista.org/doc/paradiso//12-godimento_odorato.php

    http://www.antoniosocci.com/allora-parliano-davvero-di-sesso-e-paradiso/

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

      Ed è del tutto naturale, aggiungo, che di fronte ad un’idea eccessivamente spiritualizzata l’uomo possa quasi “spaventarsi” o ritenere questa vita l’unica vera vita, con un post mortem passato a suonare l’arpa su una nuvoletta per i secoli dei secoli. L’uomo è singolo materia-forma, unione di corpo e spirito, non è e non sarà mai un angelo, creatura totalmente spirituale.

  5. giorgio baldrati ha detto

    per Klaud,

    se si ritiene sensato che chi ha posto in essere cio` che noi chiamamo
    il creato ,si e`preso tale disturbo al solo fine di buttare tutto questo
    lavoro nel pattume ,ci si potra` separare da questa vita in pace , sicuri
    di chiudere nel nulla la nostra breve e travagliata esperieza Io ,
    personalmente , mi rifiuto di accettare tale condanna. Tutto il mio essere
    la ritiene una immane mostruosita`. Dio sia benedetto nei secoli.

    • Klaud. ha detto in risposta a giorgio baldrati

      Sulla bilancia ideale dei desideri e delle certezze, il piatto delle certezze è ancora piuttosto leggero.
      Se c’è chi si è preso il disturbo di creare l’Universo, non credo che un giorno lo butterà nel pattume;
      ma se nessuno ha ‘creato’ l’Universo credo parimenti che tutto questo… ben di Dio 🙂 non finirà nel pattume.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Klaud.

        Per dire che nessuno abbia creato l’universo bisognerebbe vedere se esso possa essere autosussistente, ovvero incausato, e pare proprio che non lo sia, a rigor di ragione. 🙂

        • Klaud. ha detto in risposta a Vincent Vega

          Quando il fatto sarà appurato certamente lo leggeremo sui giornali.
          Per ora vedo solo un affannarsi a colpi di saggi per far pendere la bilancia di qua o di là.
          Saranno più credibili quando questi risultati entreranno nei testi universitari.
          Mi aspetto però che fra due o tre secoli ci diranno ”Questo non si può sapere…” E vabbè, me ne farò una ragione. 🙂

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Klaud.

            “Quando il fatto sarà appurato certamente lo leggeremo sui giornali”.

            È impossibile che venga appurato secondo il metodo scientifico. Metafisicamente, invece, è stato appurato da quel mo’, e le argomentazioni contrarie non sono mai riuscite a confutarlo, anche perché per farlo bisognerebbe rifiutare il principio di causalità, che è il cardine della scienza.

            “Saranno più credibili quando questi risultati entreranno nei testi universitari”

            Di nuovo, non c’entra nulla. La scienza nulla ha da dire su questi argomenti, può solo constatare che il reale è, esiste, ma sul fatto se sia autosufficente non può esprimersi.
            È ora di smetterla con lo scientismo, la scienza non può spiegare tutto della realtà, senza contare che è essa stessa basata su principi metafisici infalsificabili, come il principio di non contraddizione, di identità, di causalità.

            Purtroppo oggi si è diffusa l’erronea idea che gli scienziati siano gli unici a poter spiegare il perché delle cose, quando sono deputati solo a spiegare il come. Quando provano ad avventurarsi in campi che non gli competono si fanno del male, fanno delle figure da cioccolatai, come Hakwing che confuse risibilmente vuoto quantistico con nulla metafisico.

  6. Dario ha detto

    In realtà il paradiso non è altro che una trasposizione psicologica all’infinito della vita intrauterina, dove tutti i bisogni sono soddisfatti, motivo per il quale si tratta di un mito trovato nella maggior parte delle culture. Questo fu quello che ci insegnò la professoressa di lettere al liceo durante la spiegazione del paradiso di Dante.

  7. giallo ha detto

    Bell’articolo Un dubbio a cui non so dare risposta. Perché una vita così breve per conquistare o perdere l’eternità? E’come se a scuola si decidesse se devo essere bocciato o promosso dopo i primi tre minuti in classe…perché cosi poco tempo e poi il giudizio? Da questo punto di vista invidio un po’ i buddhisti e le loro cicli di reincarnazione e affinamento…

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