Christopher Hitchens: «sono alcolizzato per sopportare la noia della vita»

Abbiamo spesso parlato dei cosiddetti “quattro cavalieri dell’ateismo”, i due pensionati Dawkins e Dennett, lo sconosciuto Sam Harris (o meglio, conosciuto solo per discorsi anti-religiosi) e il polemista Christopher Hitchens. Nel 2010 i medici davano a Hitchens 4 mesi di vita, poi -grazie all’aiuto del genetista cristiano Francis Collins– ha iniziato una terapia farmacologica molto efficace che aiuta a frenare il devastante cancro all’esofago (ai polmoni e linfonodi) che lo ha purtroppo attaccato.

L’ex-trotskista è noto per esser un violento anticristiano, particolarmente anticattolico. Ha sempre condotto una vita sfrenata basata sull’eccesso, che oggi lo ha ridotto in fin di vita: alcool, fumo e droga (è un convinto sostenitore della cannabis). Un pessimo esempio, dunque. E’ anche famoso per odiare molto, sopratutto quello che esce da “scienza e comunismo”. Del suo profondo rancore ha parlato recentemente anche Camillo Langone su Il Foglio 26/10/11.

Odia Madre Teresa di Calcutta perché, dice, «non era amica dei poveri, ma un’amica della povertà». Odia Benedetto XVI che avrà l’onore, secondo lui, di «vivere abbastanza per leggere il suo necrologio». Ma odia anche suo fratello minore Peter con il quale si sente in competizione. Quando erano piccoli lo ha più volte voluto convincere di essere stato adottato, perché: «quando si tratta di una questione di sopravvivenza sono molto spietato». Oggi il fratello si è convertito al cristianesimo (cfr. Ultimissima 26/8/10) e l’odio verso di lui è aumentato esponenzialmente. E’ stato molto criticato per le sue controverse dichiarazioni sull’Islam e la guerra in Medioriente: «Le bombe a grappolo non sono forse buone in sé, ma quando cadono sulle truppe dei talebani, esse hanno un effetto incoraggiante […] Non credo che la guerra in Afghanistan sia stata sufficientemente combattuta senza pietà […], il bilancio delle vittime non è abbastanza alto, troppi sono scappati».

Tutta questa disumanità è forse in parte giustificabile dal fatto che il nichilista Hitchens è un alcolizzato. Lo ha affermato recentemente su “Psychologytoday” il noto psicologo e psicanalista Stanton Peele, specializzato sulle dipendenze da alcool e droga. Dopo aver analizzato alcune dichiarazioni di Hitchens sull’incredibile quantità di alcool che dice di ingurgitare ogni giorno e la sua farneticante apologia verso i presunti benefici che tutto questo avrebbe, lo psicologo si domanda (lasciando intendere la risposta): «Quindi, caro lettore, mi dica, Christopher Hitchens è un alcolizzato? Oppure la risposta è così ovvia che non è necessario nemmeno che venga pronunciata?».

Interessante osservare i motivi che hanno ridotto Hitchens in questi stato: «Ho deciso di comportarmi così perché mi ha aiutato ad essere meno annoiato, le persone hanno smesso di essere noiose», afferma. La noia per la vita, dunque. La causa è -come sempre- esistenziale. Chissà se oggi proverà l’inconfessabile e terribile sospetto che l’origine dell’insofferenza verso l’esistenza derivi in realtà dall’averla voluta violentemente (e opinabilmente) privare di un Significato ultimo…

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