La “nuova” Chiesa di Papa Francesco vista da un agnostico

Papa francesco 
 
di Stefano Colombo*
*magistrato (agnostico)

 

Buona giornata a tutti, prendo spunto dall’articolo di Giulia Carcasi per esporre, da agnostico, il mio pensiero su Papa Francesco e sull’impostazione che sta dando alla Chiesa attuale.

Premetto che, da un punto di vista strettamente personale, nutro una grande ammirazione verso Bergoglio che, per quanto mi è dato di capire attraverso il filtraggio dei mass media, mi sembra una persona particolarmente affabile, disponibile ed estremamente sensibile. Detto questo, ho notato che Papa Francesco ha creato, nei cattolici, sostanzialmente due schieramenti, provocando, in qualche modo, una sorta di spaccatura, probabilmente insanabile.

Da un lato, una parte dei fedeli esalta il valore dell’attuale Papa, evidenziandone la straordinaria umiltà, i continui esempi di vicinanza al prossimo – soprattutto al più povero e sfortunato –, l’innato carisma. Una seconda tranche di cattolici, anche di lunga data, contesta, invece, un’eccessiva teatralità del nuovo Pontefice. I suoi gesti di attenzione al quisque de populo non sarebbero altro che i tentativi di un “codardo” che, invece, di combattere per la Chiesa, cerca in qualche modo di piegarla ai desideri del “mondo.” Lo dimostrerebbero le sue aperture verso l’omosessualità o, addirittura, l’aborto. Questo è il punto di vista sostenuto da quei cattolici definiti – o autodefinitisi – “tradizionalisti”, integralisti o, addirittura, sedevacantisti.

Il mondo ateo (o agnostico) mi sembra ugualmente spaccato dal comportamento e dalle parole di Papa Francesco. Una parte lo considera l’uomo del dialogo, l’uomo del confronto e anche l’uomo della comprensione, colui che riuscirà – forse – ad adeguare la Chiesa Cattolica al terzo millennio. Altri ancora credono, invece, che Papa Francesco sia una sorta di “ipocrita”, ovvero un Papa assolutamente conservatore ed intransigente come i predecessori (Benedetto XVI in particolare), se non ancora di più (Bergoglio è un gesuita, dopotutto), e ritengono che la Chiesa di Francesco non cambierà una virgola né per quanto riguarda il lusso, il denaro e lo sfarzo, né per quanto riguarda la dottrina, in particolare sui temi cosiddetti “etici” o “sensibili.” Al contrario, le apparenti aperture di Papa Francesco sarebbero soltanto fumo negli occhi, utili a mettere la Chiesa sotto un’apparente quanto falsa buona luce mediatica. Papa Francesco sarebbe, agli occhi di costoro, un furbo “gattopardo”, che, con abile carisma, sta facendo in modo che “tutto cambi, affinché tutto rimanga com’è”. Queste, in sintesi e molto superficialmente, le quattro posizioni che si possono schematizzare sull’impatto che ha avuto Bergoglio tra i credenti e i non.

Come la penso io? Come ho scritto in apertura, penso che Bergoglio sia una persona estremamente sensibile ed estremamente intelligente. Penso che ogni suo gesto ed ogni sua parola sia sinceramente rivolta verso la migliore comprensione degli altri, ed ispirata al più grande amore per il prossimo, chiunque egli sia, cristiano, cattolico, ateo, abortista, eterosessuale o gay. Nello stesso tempo, mi pare che Papa Francesco non abbia assolutamente cambiato o preteso di cambiare una sola virgola di quella che è la dottrina o la posizione della Chiesa cattolica rispetto a determinati temi e, su questo, penso che abbia fatto estremamente bene. Mi spiegherò meglio con un paio di esempi.

Partiamo dalla questione dell’omosessualità. Papa Francesco non ha mai aperto all’omosessualità, come sostengono alcuni “tradizionalisti.” Non ha mai cercato di modificare la posizione della Chiesa cattolica su questo aspetto. Non penso che ne avrebbe nemmeno la possibilità. Al contrario, è stato estremamente sensibile nei confronti delle persone omosessuali, che è cosa ben diversa. E’ arrivato, quindi, ad ammettere che nell’imperscrutabile (alla mente umana) potenza e misericordia di Dio (che è, poi, la base ed il fulcro della religione cattolica) possono essere accolti ed amati anche gli omosessuali. Il che, d’altra parte, è proprio quanto sostiene il messaggio di Cristo, se non viene distorto dall’ottica dell’intransigenza e della (presunta) superiorità morale che si arroga una parte dei credenti. Il secondo esempio riguarda la (ancora presunta) apertura di Papa Francesco sul tema dell’aborto. Anche in questo caso, il Pontefice è ben lungi dal legittimare l’interruzione della gravidanza. Che cos’ha detto – o intendeva dire – invece? Ha lasciato aperta, ancora una volta, la porta della comprensione e della misericordia (che sono caratteristiche proprie del Dio cristiano) nei confronti della donna che ha abortito e che, per questo, vive nel rimorso.

Non mi sembra, quindi, che Papa Francesco abbia rivoluzionato o, addirittura, stravolto i punti fermi della Chiesa cattolica ed i capisaldi della fede. Mi sembra, invece, che, addirittura più del già ottimo Giovanni Paolo II, abbia calcato la mano (pesantemente) sul messaggio di amore, speranza, carità e comprensione che Gesù Cristo ha lasciato e che dovrebbe essere proprio del DNA di ogni cattolico. Invece di lanciare strali infuocati contro preservativi, omosessualità, aborto… Papa Francesco sta provando ad utilizzare un’altra arma per combattere le stesse battaglie, quella della comprensione. Un’arma finora inedita. Un’arma che, magari, non consentirà di modificare la società a livello politico, che non farà cambiare le statistiche ma che, forse, riuscirà a far ricongiungere con la Chiesa cattolica parecchi “peccatori” che non si sentiranno, però, trattati come degli appestati.

Non sono sicuro – lo potremo dire fra qualche anno – che il Pontificato di Papa Francesco consentirà alla Chiesa Cattolica di riprendere quel ruolo di madre e maestra che aveva anni or sono e che, da tempo, sembra avere perso. Per sua stessa ammissione, Papa Francesco non vuole portare il discorso ad un livello “politico” e non vuole continuare a battere il martello sui temi etici ben noti. E, tuttavia, sono fermamente convinto che, se non proprio alla Chiesa, il suo Pontificato farà estremamente bene all’umanità ed alla società in generale, ed aumenterà notevolmente la comprensione e l’amore anche fra persone “diverse” con poco o niente in comune. E in un’epoca in cui di estremisti, tradizionalisti, doppiogiochisti e ipocriti è pieno ogni angolo, un uomo buono e aperto al sincero confronto è, già di per sé, rivoluzionario.

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12 commenti a La “nuova” Chiesa di Papa Francesco vista da un agnostico

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  1. Daniele ha detto

    Domanda: quando mai Papa Francesco ha detto che l’omosessualità è una cosa buona o che l’aborto è accettabile?

    Risposta: non l’ha mai detto! Casomai ha detto che l’omosessuale, in quanto persona, non è da condannare, ma ha anche aggiunto che la lobby LGBT (come del resto tutte le lobby) non è una cosa buona (esattamente come Gesù: inflessibile nel condannare il peccato, ma misericordioso nei confronti del peccatore). Quindi io non ci vedo uno stravolgimento della Tradizione, anzi ci vedo un ribadire l’insegnamento evangelico (che è la fonte della Tradizione).

    O forse questi tradizionalisti (sedevacantisti) vorebbero, come del resto i Farisei di 2000 anni fa, un Dio che fulmina i peccatori invece di accogliere il loro pentimento?
    Se questi tradizionalisti hanno questa idea di Dio, mi verrebbe da dire che del Vangelo non hanno capito nulla.

    Anche sull’aborto (e sull’eutanasia): a me sembra che il Papa non solo non abbia mai detto che sono cose accettabili, ma mi risulta persino che abbia alzato – giustamente – la voce contro la “cultura dello scarto” che trasforma bambini ed anziani (cioè i soggetti più deboli della società) in “cose di cui disfarsi”.

    Quindi perché attaccare il Papa?

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    • andrea g ha detto in risposta a Daniele

      Si attacca il Pontefice x il fatto che la sua figura riconduce
      a DIO, e DIO non è sopportabile dall’ego orgoglioso e delirante.

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    • Lorenz ha detto in risposta a Daniele

      Concordo con alcuni aspetti esposti nell’articolo e col suo commento. Molti, sostenuti se non preceduti dagli stessi mass media, fanno dire al Papa cose che lui non ha mai detto.

      E’ vero ciò che viene scritto: Papa Francesco è totalmente fedele a ciò che è scritto nel catechismo, come ovvio che sia, e assume un atteggiamento misericordioso, che non significa permissivo, verso i tutti i fedeli, vicini e lontani dalla Chiesa. Per certi aspetti vi sono delle analogie con la Chiesa del XVII e XVIII secolo che, dopo essere passato l’imminente pericolo della riforma, assunse un atteggiamento ancor più misericordioso e comprensivo verso i fedeli; e quando dico Chiesa intendo anche la Congregazione del Santo Uffizio, da molti criticato come il tribunale dell’oscurantismo, ma in realtà ben più comprensivo e consapevole di quanto si pensa (“Inquisitori, confessori e missionari” di Prosperi).

      Non condivido la frase conclusiva dell’articolo: vi è la moda di utilizzare, ovviamente sempre e necessariamente in senso positivo, il termine “rivoluzione” o “rivoluzionario”. Questo sostantivo significa letteralmente “rivolgimento, cambiamento”: ma perché si deve bollare Papa Francesco come “rivoluzionario”? Il fatto che egli mostra un volto semplice e misericordioso non mi pare si possa bollare come rivoluzionario, anzi…

      Altro aspetto che non condivido è il dividere la realtà fra due estremi: tradizionalisti e rivoluzionari in questo caso. Io mi definirei “tradizionalista”, sia perché fedele alla Tradizione sia per una mentalità tendenzialmente conservatrice. Ma proprio alla luce di questa fedeltà alla Tradizione non oserei mai criticare (per di più senza fondamento, dato che non è vero che Papa Francesco abbia aperto all’aborto e/o ai gay) il successore di Pietro, Vicario di Cristo, nonché eletto con la mediazione dello Spirito Santo. Se vi sono persone, tradizionaliste o no, che si oppongono al Pontefice per queste -infondate- accuse, allora dovrebbero fare un esame di coscienza.

      Infine non posso che approvare l’operato del Papa: sta assumendo un retto comportamento (denunciando anche alcuni sbagliati comportamenti che i fedeli, ed io primo fra questi, assumono), che farà sicuramente breccia anche fra coloro che, per una ragione o per un’altra, si sono allontanati da Dio e dalla Chiesa. Che Dio vegli sempre su di lui.

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  2. Alèudin ha detto

    Da credente mi trovo concorde, seppur parzialmente, con l’analisi fatta in questo articolo, solo una persona ignorante di Vangelo e catechismo potrebbe pensare che Francesco abbia aperto all’omosessualità e all’aborto.

    Una cosa che però non trovo nell’articolo è il fatto che Francesco sia assolutamente Mariano cioè che abbia nei confronti di Maria una (giustamente) grande devozione quasi da bambino e che ripetutamente abbia detto senza mezze misure che il diavolo esiste come essere personale e per finire che i miracoli raccontati nel Vangelo sono veri miracoli tangibili e materiali e non solo simboli di qualche concetto.

    Questi aspetti probabilmente appartengono all’ala più tradizionalista della Chiesa e come si può facilmente notare vengono sistematicamente ignorati dai media che fanno a gara nel dare di questo Papa una immagine a loro più digeribile, progressista etc. etc.

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  3. Panthom ha detto

    Anch’io concordo con Stefano, anche se non su due punti:

    1) Secondo lui Bergoglio è una persona estremamente sensibile ed estremamente intelligente, sinceramente rivolta verso la migliore comprensione degli altri, ed ispirata al più grande amore per il prossimo, chiunque egli sia, cristiano, cattolico, ateo, abortista, eterosessuale o gay. Bene, ma dove Papa Raztinger e Giovanni Paolo II non sarebbero stati estremamente sensibili/intelligenti/ispirati dall’amore verso il prossimo? Spero che il suo giudizio non escluda i precedenti pontefici.

    2) Parlando dei nemici di Bergoglio afferma che alcuni pensano che “riuscirà – forse – ad adeguare la Chiesa Cattolica al terzo millennio”. Chiariamo una cosa: la Chiesa NON DEVE ADEGUARSI A NESSUNO e non lo ha mai fatto. La Chiesa deve rimanere ferma e stabile ai principi fondanti di 2000 anni fa! Il giorno in cui si adeguerà alla modernità e al terzo millennio io mi sbattezzerò!!

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  4. nullapercaso ha detto

    Se Stefano Colombo è agnostico, io sono Bill Gates.

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    • Panthom ha detto in risposta a nullapercaso

      Semplicemente non cerca la guerra come te, per questo lo senti (anche lui) tuo nemico.

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      • manuzzo ha detto in risposta a Panthom

        della serie: “gli amici dei miei nemici sono miei nemici”, ragionamento già visto fare spesso ai newatheist; se uno non offende a destra e a manca qualsiasi credenza e superstizione al di fuori dell’ateismo, allora “è un cattivone e va picchiando gli omosessuali e gli immigrati”, e deliri simili…

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  5. profundo martinez ha detto

    Il Sommo Pontefice Francesco non ha aperto all’omosessualità. In un certo senso si è aperto agli omosessuali. Ha dato il suo cuore agli omosessuali. Ma la sua testa è rimasta ben fredda ed ancorata al Catechismo della Chiesa Universale.
    Forse un poco tutti ci siamo sollazzati a ingigantire le difference tra il maestoso Benedetto XVI l’integerrimo Papa Wojtyla, e lo splendente Francisco dimenticandoci la vera natura di queste diatribe secolari.
    Per Papa Francesco «Non possiamo fissarci sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile», ci ha detto nella intervista a la “Civiltà Cattolica”. La proposta evangelica deve essere più accattivante e comprensibile all’uomo dei giorni nostri, che come duemila anni fa ha una sete inesauribile di spiritualità, di verità e di santità, ma non ha le stesse facilities dei primi Cristiani di palestina.

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  6. MALTA1991 ha detto

    Io non sono credente e condivido appieno con l autore dell articolo :
    Tutti i Papi hanno sempre detto la stessa e medesima cosa (in quanto devono rimanere fedeli al Magistero) , Bergoglio però ha un modo di interagire che piace anche ai non credenti , mentre Ratzinger veniva visto come più freddo, duro e distaccato , Bergoglio con i suoi modi dolci e pacati è riuscito a toccare il cuore anche di quelli che in tanti anni hanno calunniato la Chiesa….
    è importante quello che si dice , ma non da meno il MODO in cui lo si dice .W BERGOGLIO , ma anche W RATZINGER Papa validissimo , purtroppo vittima della stampa internazionale ( su di lui ne inventarono di tutte e di più).

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    • Alèudin ha detto in risposta a MALTA1991

      sicuramente il modo di fare di Bergoglio è più funzionale all’apertura di un dialogo ma basta confrontare i contenuti dei suoi discorsi con quelli di Ratzinger per accorgersi che sono gli stessi.

      Non ricordo chi aveva fatto una ricerca su tutte le parole pronunciate da Ratzinger mentre era Papa nei suoi discorsi e come parola più ricorrente, oltre a Cristo, fede e Dio era gioia! L’avreste mai detto!?

      Più di una volta ho “fregato” qualcuno leggendo citazioni o paragrafi di Ratzinger senza dirne l’autore per poi sentirmi dire: “No! non è possibile, fammi controllare…”

      Qui puoi averne uno splendido esempio:
      http://www.uccronline.it/2013/08/28/10-citazioni-dimostrano-che-papa-francesco-e-un-progressista/

      Non facciamoci ingannare da un accento, dalla sonorità di un cognome etc.
      La tua è un ottima osservazione su come siamo in grado di dare o non dare il nostro assenso in base a dei pregiudizi avventati e superficiali.

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  7. Da parte mia sottolineo la banalità della chiusa di questo articolo, inneggiante alla rivoluzione come concetto positivo, quando invece è l’opposto e, sempre come luogo comune, ad una condanna senza appello verso i “tradizionalisti”, dei quali, proprio come appestati, non si tenta mai di comprendere e discernere le variegate posizioni, a volte, certamente come nel caso dei “sedevacantisti”, errate (mi permetto a questo proposito di rimandare ad un paio di mie articoli divulgativi: si veda qui in fondo alla pagina, ma anche ricche di ragioni profondamente corrette. Farei notare in particolare il fatto che la Tradizione non è un optional per i cattolici, ma la radice di tutto, a differenza di ciò che ereticamente ritengono i “rivoluzionari” protestanti di ogni risma.

    Faccio inoltre notare che anche papa Mastai Ferretti (Pio IX) all’inizio del proprio pontificato fu acclamato come un liberale riformatore dai progressisti, tanto è vero che l’arcivescovo austriaco di Milano fu inviato al conclave per opporsi ad una sua eventuale elezione, giungendo però con il proprio veto in ritardo. Sappiamo poi tutti, spero, quanto invece il pontificato di Pio IX fu, in particolare con la “Quanta cura” e il “Sillabo” annesso (1864), un pontificato giustamente avverso al liberalismo; pur avendo Pio IX “svecchiato” parecchio le istituzioni pontificie.

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