Doris Lessing anticipava Costanza Miriano

Miriano e Lessing«Le donne sono presuntuose, farisaiche, spaventano gli uomini». No, non è un’affermazione di Costanza Miriano ma di Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura nel 2007 e considerata una delle principali femministe dell’ultimo secolo.

La Lessin è morta proprio in questi giorni, tra i suoi titoli più celebri il romanzo “Il taccuino d’oro”, da molti considerato appunto un classico della letteratura femminista, malgrado le sue proteste. Infatti, come si è detto tante volte, la scrittrice si è sempre rifiutata di essere vista come femminista.

Come ha spiegato Caterina Della Torre su “Repubblica”, «si è puntualmente ribellata» a tale definizione. Anzi, «mal sopportava l’immagine stereotipata della donna moderna “sfacciata, ma anche bigotta”, ammettendo invece che gli uomini, dal canto loro, stavano visibilmente perdendo terreno nella lotta per la parità dei sessi, non riuscendo più a tener testa alla valanga femminile: “Dovrebbero ricominciare a farlo, essere all’altezza”, andava ripetendo». La Lessin ha spiegato che la protagonista de “Il taccuino d’oro” «E’ una donna che vuole vivere come un uomo, ma oggi le donne sono presuntuose, farisaiche, spaventano gli uomini». Inutile e infruttuoso il tentativo di autoaffermazione femminile attraverso l’imposizione si sé, come «molte donne al potere che assumono atteggiamenti molto maschili».

Da notare la somiglianza con la lettura della realtà femminile da parte della scrittrice Costanza Miriano, autrice del discusso Sposati e sii sottomessa, la quale spiega: essere sottomessa significa «rinunciare al mio desiderio di voler formattare le persone, di voler imporre la mia visione del mondo a tutti quelli che mi sono intorno. Questa è sempre la tentazione femminile». La Miriano è il nemico pubblico delle femministe, ma il suo pensiero valorizza la donna come mai hanno saputo fare loro: «Credo che il ruolo della donna sia mostrare all’uomo il bene e il bello possibili. Fargli da specchio positivo, dirgli quanto è importante che lui ci sia, e che metta il meglio di sé nell’impresa di costruire una famiglia, educare dei figli. L’uomo tende all’egoismo, e la donna può vincere questa inclinazione negativa dell’uomo non rivendicando, gridando, battendo i pugni, ma mostrandogli la bellezza di un amore totale, del sacrificio del proprio egoismo. La donna può essere come Beatrice per Dante, un anticipo di paradiso, e la casa diventa un luogo bellissimo in cui stare».

E ancora: «Questa è la logica cristiana. Fare a gara nello stimarsi a vicenda, avere un pregiudizio positivo nei confronti dell’altro, dirgli: io sto dalla tua parte, mettiamo insieme la nostra siderale diversità, e cerchiamo di donarci la nostra reciproca povertà. Gridare i propri diritti non serve a niente, riconoscere che siamo peccatori, poveri, limitati, fa funzionare l’amore».

La redazione

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21 commenti a Doris Lessing anticipava Costanza Miriano

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  1. Andrea. ha detto

    Si, decisamente vero… Più che cercare di imporsi si deve riconoscere che innanzitutto siamo propensi a sbagliare. Per questo gridare a diritti all’eccesso è pericoloso: più libertà si fa peggio si fa.

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  2. Fabrizia ha detto

    Se la tentazione femminile è di imporre la propria visione del mondo a quelli che stanno intorno… posso sommessamente ricordare che a questa tentazione sembrano soggiacere spesso e volentieri anche gli uomini. Non solo, sembrano molto più inclini a imporre la loro visione con la violenza. A me sembra piuttosto che , mentre le donne probabilmente conoscono l’universo mentale degli uomini ( le grandi opere di letteratura e filosofia che si studiano a scuola , per fare un esempio, sono tutte di uomini che veicolano così il loro modo di vedere e sentire ), l’universo femminile resta sconosciuto agli uomini. È come se le donne parlassero due lingue, la propria e quella dei maschi, mentre gli uomini conoscono solo la loro. Sarebbe bello che diventassimo perfettamente bilingui tutti.

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    • Li ha detto in risposta a Fabrizia

      Sì gli uomini tendono a imporsi con la violenza, ma è pur vero che anche le donne sanno tirar fuori la loro violenza. Per lo più psicologica (a mio avviso tra la fisica e la psichica questa è la peggiore), e provatevi a mettere delle donne lavorare insieme….sarà che io sono capitata in ambienti sbagliati, ma c’era una competitività, una voglia di comando che non vi dico.
      Io non sono fatta per il comando e mi sono dovuta adeguare tenendomi tutto dentro. Fino a qualche anno fa che ho deciso di sfogarmi un po’ con il mondo dopo anni di “silenzio”.

      Certo se ti trovi di fronte un uomo che ha:
      -una montagna di quattrini;
      -un narcisismo smodato;
      -una personalità che vuole tutto e tutti sotto controllo indipendentemente dal sesso;

      Allora è ovvio che ci si deve adeguare ed esaudire quei desideri che possono essere anche deplorevoli, ma è inteso che questo vale per le donne che vogliono fare la dolce vita, essere al centro dell’attenzione, sempre ricche e non fare un kaiser. Se no chi ti obbliga?
      La colpa è tanto del maschio quanto della femmina che segue il suo desiderio di potere.

      Questa è la logica cristiana. Fare a gara nello stimarsi a vicenda, avere un pregiudizio positivo nei confronti dell’altro, dirgli: io sto dalla tua parte, mettiamo insieme la nostra siderale diversità, e cerchiamo di donarci la nostra reciproca povertà. Gridare i propri diritti non serve a niente, riconoscere che siamo peccatori, poveri, limitati, fa funzionare l’amore».

      Questa donna ha capito tutto. Altro che le odierne femministe che pensano di combattere la mercificazione della donna come? A tette al vento!
      Poi il termine pregiudizio positivo mi mancava. Dovrò informarmi di più su di lei.

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      • Fabrizia ha detto in risposta a Li

        Cara Li, dalla violenza psicologica puoi uscire. Dalla violenza fisica di chi ti ammazza per importi le sue idee non esci più perché sei sottoterra. Fortunatamente per me, non ho le esperienze negative tue dal lavoro con donne, anzi. Sono completamente d’accordo con Costanza Miriano su quello che scrive, soprattutto perché riconosce la differenza che c’è fra uomo e donna e la ritiene un bene prezioso, non qualcosa da abolire. Ma ho l’impressione che siano molte di più le donne che cercano di salvare la propria famiglia con sacrificio personale e dedizione che non gli uomini. Ho l’impressione che alle difficoltà gli uomini reagiscano scappando, le donne restano a difendere il fortino. Sarà perché sono circondata da donne che allevano sole i loro figli, dopo fuga del padre. Non conosco un solo uomo che allevi solo i suoi figli…

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        • Li ha detto in risposta a Fabrizia

          Non vorrei andare fuori tema ma intendevo che la violenza fisica è vero quando è estrema può portare alla morte, ma almeno per loro è finita lì(e comunque non lo auguro a nessuno). La violenza psicologica te la puoi tirare dietro tutta la vita e se non vuoi aiuto può ingigantirsi fino a livelli che possono portare anche allo stesso suicidio. Per dirne una.

          Tornando in tema: io sono d’accordo con la Miriano e se mi capiterà leggerò il suo libro (ma è fatica leggere la saggistica).

          Sfortunatamente ho vissuto molto più in mezzo alle donne che agli uomini: classi molto più femminili che maschili, lavori idem,amicizie. E ho notato la competitività serrata che ne deriva.
          Sia chiaro, un po’ di sana competitività non guasta ma quando diventa un pretesto per schiacciare l’altro non va affatto bene.

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      • Giulia ha detto in risposta a Li

        Oso dire che di fronte ad un uomo che picchia, violenta e ammazza (facendo volontariato ne ho viste anche troppe di queste storie) la scusa della “violenza psicologica femminile” scivola un po’ in secondo piano. Potrei aggiungere che la violenza psicologica è comune – ahimè – ad entrambi i sessi: uomini che puntualmente sviliscono le loro compagne, me distruggono l’autostima, le sviliscono, le mortificano, non vogliono che lavorino, che escano di casa, che maneggino denaro… Non odio assolutamente gli uomini, ma mi sembra doveroso ricordare alcune ovvietà.

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        • Li ha detto in risposta a Giulia

          Beh io ho puntato più sulla violenza psicologica maschile, ma è vero che anche le donne si danno da fare su questo campo. Ecco perché come dice Sophie ci si può trovare meglio a lavorare con i maschi.

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      • Sophie ha detto in risposta a Li

        “Sì gli uomini tendono a imporsi con la violenza, ma è pur vero che anche le donne sanno tirar fuori la loro violenza.”

        Avoglia! Le donne oltretutto sono di un’invidia… Io per questo motivo mi sono sempre trovata meglio con gli uomini, sono più genuini.

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    • Laura ha detto in risposta a Fabrizia

      Più che altro noi donne vogliamo controllare tutto, questo intende Miriana per “imporre”, vogliamo controllare l’uomo e criticarlo appena si muove, fatichiamo a fidarci di lui. Sottomettersi vuol dire proprio lasciare spazio a lui, provare a dargli fiducia e stimarlo per quel che fa e per come è.

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      • Fabrizia ha detto in risposta a Laura

        Ok. Certo che è dura fidarsi di chi da secoli prova a risolvere i problemi con le guerre…Magari qualche sbaglietto lo fanno anche loro? Ed è dura essere dalla parte di chi finisce ammazzata, stuprata e a raccogliere i cocci dei loro sbaglietti…

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        • Giulia ha detto in risposta a Fabrizia

          Poi diciamo che, finita la retorica, quante volte si sente dire “ok l’ha massacrata di botte/stuprata/uccisa, ma lei… L’aveva lasciato/ voleva lavorare/sicuramente lo trascurava/gli ha risposto male/ aveva un carattere forte…” Il che credo lascia chiunque indignato e sconvolto…

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          • Li ha detto in risposta a Giulia

            non sappiamo cosa c’è alle spalle di una tragedia familiare, ma è pur certo che a volte scavando possiamo trovare colpe in entrambi.
            Le coppie di oggi non sono più salde, e vediamo poi quel che capita.

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            • Giulia ha detto in risposta a Li

              Quale colpa giustifica l’essere scannata (Pamela Palma, Carmela Petrucci, Melania Rea), sepolta viva (Jennifer Zacconi), arsa viva (Maria Anastasi, Fabiana Luzzi) massacrata di botte (Barbara Cicioni), molestata e pugnalata (Elisa Claps) strozzata (Vanessa Scialfa), ammazzata a pietrate (Carmelina Sferrazza) fulminata a revolverate (Veronica Abbate)???

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              • Kosmo ha detto in risposta a Giulia

                toh! Guarda caso MAI NESSUN RIFERIMENTO alle ragazze ammazzate dai musulmani! Guai a parlare di Hina!
                Quelli si che vi farebbero il c**o se osaste parlare.

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              • Li ha detto in risposta a Giulia

                Io non sto dicendo che hanno fatto bene ad uccidere le donne, ci mancherebbe. Dico solo che in certi casi (metti un marito/convivente) disoccupato ad esempio, se si deprime può reagire in modo violento.
                E poi io sono sempre dell’opinione che hanno sbagliato a chiudere i manicomi. Bastava renderli più umani.

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            • Titti ha detto in risposta a Li

              Insomma Li, se la sono cercata! Complimenti…

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          • Kosmo ha detto in risposta a Giulia

            e come mai non ti lascia indignata e sconvolta ridurre le donne del terzo mondo a fattrici di bimbi per coppie gay annoiate?

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      • Pierpang ha detto in risposta a Laura

        Io vedo altrettanti uomini che vogliono controllare, che non si fidano, che criticano. Le violenze maschili nascono spesso da queste cause. Nessuno deve sottomettere nessuno, stima fiducia e lasciarsi libertà reciproca significano assoluta parità per entrambi i sessi.

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        • Laura ha detto in risposta a Pierpang

          Ancora non capisci cosa si intende per “sottomissione”…liberi pensatori, ricordi come vi fate chiamare??

          «L’uomo tende all’egoismo, e la donna può vincere questa inclinazione negativa dell’uomo non rivendicando, gridando, battendo i pugni, ma mostrandogli la bellezza di un amore totale, del sacrificio del proprio egoismo. Questa è la logica cristiana. Fare a gara nello stimarsi a vicenda, avere un pregiudizio positivo nei confronti dell’altro, dirgli: io sto dalla tua parte, mettiamo insieme la nostra siderale diversità, e cerchiamo di donarci la nostra reciproca povertà. Gridare i propri diritti non serve a niente, riconoscere che siamo peccatori, poveri, limitati, fa funzionare l’amore» (Costanza Miriano)

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        • Fabrizia ha detto in risposta a Pierpang

          Caro Pierpang, se mi permetti : assoluta parità, nella diversità. Mi sta molto a cuore la diversità. Adesso viviamo nel modello del sesso unico di riferimento, che è quello maschile. Se le donne vogliono essere considerate, devono uniformarsi al modello maschile. Sogno un mondo dove le donne saranno pienamente donne e gli uomini pienamente uomini. Con doni, capacità, talenti diversi. E magnificamente complementari.

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  3. harryburns ha detto

    Io comunque la Lessing la prenderei con le pinze eh…
    Iniziai a leggere un suo libro, il cui tema era proprio il rapporto fra i sessi “Una comunità perduta”…
    Francamente arrivai si e no a pagina 11.
    Ora a parte lo stile letterario di cui non discuto, il romanzo m’è sembrato di una banalità disarmante.
    E pur con diverse aperture la sua m’è sembrata la classica posizione vetero femminista.
    ma magari mi sbaglio eh…

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