Una piccola storia: dal comunismo alla conversione cattolica

Finita l’illusione e l’ideologia comunista, fortemente atea come tutti sanno, i risvegli sono stati parecchi con numerose conversioni o ritorni alla fede. Un esempio emerso di recente è quello di don Fulvio Bresciani, delegato nazionale per i giovani del movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito (www.rns-italia.it).

A nove anni perse il padre e il dolore nel tempo lo allontanò dalla Chiesa. Quasi contemporaneamente fece carriera nel partito comunista, diventando segretario bresciano della Federazione dei Giovani Comunisti Italiani. «Ci credevo davvero», spiega in un’intervista per Zenit.it, «ero convinto che il comunismo avrebbe cambiato il mondo». Arrivò anche la nomina nella segreteria nazionale del partito e la preoccupazione maggiore era reclutare i giovani, temevano i movimenti cattolici che toglievano tesserati ai comunisti.

Bisognava capire come ci riuscivano e si mise a studiare e spiare il Rinnovamento nello Spirito. Un professore di religione lo invitò ad andare ai loro incontri, per lui era il momento opportuno per carpirne i segreti. Ma rimase sconvolto: venne accolto con affetto, nessuno gli chiese la tesserina, o da che parte stava, gli parlarono di Gesù e dell’unica vera rivoluzione, quella cristiana. Gli testimoniarono che si poteva vivere con fraterna amicizia liberati da paure e ideologie. Le  certezze di Fulvio cominciarono a vacillare, comprese quelle politiche, si ritrovò a frequentare più questi incontri che la sede del partito tanto che alcuni dirigenti cominciarono a spiarlo per la preoccupazione.

Ma Fulvio era ormai “stato preso e affascinato da Cristo”, divenne aiutante, autista e amico di monsignor Dino Foglio, che stava fondando comunità in tutta Italia. Nel corso di un incontro chiese a Fulvio di raccontare la sua storia, dopodiché lanciò un appello perché i giovani potessero donare la vita al Signore, al quale aderirono più di trecento giovani. Di questi, 190 divennero sacerdoti. Fulvio partì per il militare ed al ritorno avrebbe dovuto sposarsi, erano già state fissate le date…ma intuì che Dio voleva qualcosa d’altro per lui: ritornato al militare parlò con la sua fidanzata ed entrò in seminario.

Una piccola storia, un piccolo esempio tra mille altri.

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157 commenti a Una piccola storia: dal comunismo alla conversione cattolica

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  1. Klaus ha detto

    Quella cristiana è l’unica vera rivoluzione perché parte dall’interiorità di ciascuna persona, anziché volerla modificare con mezzi coercitivi dall’esterno. Per questo è l’unica che funziona, sia pure lentamente e con le difficoltà dovute ai nostri limiti, che dobbiamo accettare e riprometterci di superarli per quanto ci è possibile, anziché presumere di poter creare l’uomo perfetto (marxista o nazionalsocialista che sia).
    La grande specificità del Cristianesimo sta nell’affermazione: “Siate perfetti come il Padre vostro che è nei Cieli”. Poiché questo è evidentemente impossibile come obiettivo da raggiungere pienamente, ma non come ideale cui mirare, il percorso del seguace di Cristo diventa un continuo processo di perfezionamento che procede dall’interno e si espande verso gli altri.

  2. Lugh ha detto

    Il comunismo è caduto, ma purtroppo di comunisti ce ne sono ancora troppi, soprattutto fra le elites della società.

  3. Andrea ha detto

    Anch’io sono tra gli ex comunisti, e ne sono uscito innanzitutto per come sono i comunisti.

    Io per comunista intenderei una persona che sogni e segua il desiderio di realizzare una Società più giusta ed equa, in ogni modo, ascoltando le opinioni di tutti e cercando di capire cosa sia buono e cosa no. Questo sarebbe se non sbaglio l’ideale dei socialismi e dei comunismi. O almeno così penso io. Magari sono solo un illuso, ma penso sia così e l’ho sempre pensato.

    Invece cos’ho trovato nell’ambiente anarchico e comunista? Quasi sempre droga, perversione sessuale, intolleranza verso le idee diverse dalle proprie, nichilismo. E guai a provare a criticare la loro idea di comunismo. Si, insomma, se per “comunisti” intendiamo questi, ancora troppi ce ne sono. Che dire, ho lasciato il comunismo in gran parte perché rimasto semplicemente orripilato dall’ambiente. Quasi tutti i comunisti sono in realtà “fascisti intelettualmente”, il loro è un fascismo, diverso, ma è un fascismo: cosa c’è di diverso dal loro atteggiamento a quello di un estremista di destra? Nulla. Cambiano le idee (e non sempre…), ma l’atteggiamento è sempre quello della loro adorazione feticistica.

    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Andrea

      Cetamente i gruppi comunisti attuali sono ormai un accozzaglia di centri sociali. I comunisti veri del PCI erano altra cosa:lavoratori.

      • Andrea ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

        Ok, i comunisti attuali sono perlopiù sbandati da centro sociale, ma prima molti cos’erano? Gente che difendeva tiranni come Stalin, Mao, Pol-Pot che di socialista e di egualitarista nulla avevano, che anzi erano pari pari ai nazifascisti! Non tutti i comunisti, certo, erano così, ma quelli che tacevano o addirittura prendevano le difese di elementi simili erano tanto meglio di quelli di oggi?

      • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

        Erano lavoratori.

      • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

        Non capisco perché si debba andare fieri di quello che ha fatto il PCI: questo partito tra gli interessi dell’Italia e dell’Urss sceglievano sempre questi ultimi come quando chiesero di rifiutare gli aiuti americani o di cedere l’Istria e la Venezia Giulia a Tito. Per non parlare poi, come ha sottolineato Andrea, che spesso difesero dittatori sanguinari o le loro repressioni. Persino il nostro attuale presidente della Repubblica appoggiò all’epoca la repressione della rivolta d’Ungheria.

        • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

          Sulla questione triestina il PCI contava nulla perchè quando perdi la guerra decidono i vincitori e poi anche su ungheria ed altro erano questi gli accordi di Yalta.

          • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

            Vero che contava poco, ma è indicativo che mentre tutti i partiti politici cercavano di tenere l’italianità di quelle terre, loro invece si dichiararono subito disposti a cedere continuando ad esaltare Tito fino al ’48 (strappo con l’Urss). Nessun accordo poi poteva giustificare poi le dichiarazioni a favore della repressione ungherese presentata come un intervento a favore della pace….

          • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

            Quando aggredisci uno stato e poi perdi la guerra paghi e ciò è successo all’Italia.
            Be a Yalta si sono divisi il mondo.

            • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

              Il principio di nazionalità dove lo metti? Non è poi esatto dire che a Yalta si sono divisi il mondo perché Churchill e Roosvelt di certo non piaceva vedere Stalin padrone di mezza europa, mentre in quella libera vi erano forti partiti comunisti come in Italia e in Francia.

            • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

              Ed in alto adige il principio di nazionalità? E poi vi ricordo che l’etnia italiana era prevalente solo sulla costa e non certamente all’interno dell’Istria e nella valle dell’Isonzo.
              A Yalta come in tutti gli accordi commerciali oppure politici si è trattato in base alla propria forza non in base a quanto si era felici.

              • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                Quelle terre erano per la maggioranza italiane altrimenti Tito non avrebbe usato le foibe per scacciare gli italiani. è una leggenda il fatto che a Yalta si siano decisi gli accordi perché in quella riunione Churchill e Roosvelt chiesero a Stalin di formare un governo libero e democratico in Polonia cosa che lui accettò (ma per Stalin gli accordi erano solo carta straccia)

              • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                Solo alcune zone erano a mggioranza italiana e poi l’esistenza delle foibe non prova la presenza di una maggioranza italiana in quelle zone.
                A Yalta non scrissero nulla ma era chiaro che arrivava in armi in una zona li avrebbe comandato.

                • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                  Per quale motivo Tito organizzò l’esodo degli italiani? Poi l’occupazione angloamericana non fu la stessa cosa di quella sovietica. Nella prima chi voleva restare fuori poteva e non vi furono ammazzati gli avversari politici, mentre invece nelle zone controllate da Stalin la cosa era diversa

                  • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                    Tradizione balcanica chi prende un villaggio distrugge tutto e poi molti volevano impossesarsi della terra del vicino.Ricordiamoci poi che comunque l’interno non era abitato in maggioranza da italiani e poi sulla costa persone di etnia italiane restarono. La questione dell’esodo istriano è complessa e va inquadrata cneh nei metodi balcanici di gestire i conflitti interetnici.

                  • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                    gli angloamericani puntavano ad una veloce occupazione post bellica non all’annesione dei territori.

                    • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      In che senso occupazione postbellica? Dimentichi poi che molte città come Trieste, Gorizia, Pola erano italiane, prima che il maresciallo cominciasse la sua polizia etnica. Poi lo stato italiano non sarà stato un granché, ma era molto meglio dello stato di Tito

    • Roberto Dara ha detto in risposta a Andrea

      “Qualcuno era comunista” di Giorgio Gaber… Immagine perfetta proprio di quello che hai appena affermato nella prima parte…

      Sulla seconda, io differenzierei gli anarchici dai comunisti in senso stretto. Sugli anarchici, è ovvio, sono anarchici, per cui il rifiuto di qualunque potere inevitabilmente spinge verso eccessi negativi. I comunisti veri, quelli del PCI per intenderci, erano invece persone molto austere, dure e pure ma nel senso nobile del termine. Quelli, purtroppo, non esistono più da molto tempo prima che lo stesso PCI finisse…

      • Pedro ha detto in risposta a Roberto Dara

        Sicuramente c’erano moltissime persone sane, ma perché a quel tempo la società era sana. Non andrei molto fiero delle gerarchie del PCI però, legate all’URSS e a Tito.

        • Roberto Dara ha detto in risposta a Pedro

          Nemmeno loro lo erano, Berlinguer è stato uno dei primi (e unici) politici italiani a riconoscere gli errori del passato.

          • Mattia ha detto in risposta a Roberto Dara

            Non esaltiamo troppo Berlinguer. è vero che fece delle dichiarazioni sorprendenti, ma non ebbe mai il coraggio di fare uno strappo definitivo con l’URSS, anzi, spesso affermò che tra quest’ultima e gli stati capitalisti, la condizione di vita migliori si trovavano in Russia.

            • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

              Vista la situazione attuale (dal punto di vista prettamente economico) non ti è sembrato abbastanza profetico?

              • Mattia ha detto in risposta a Roberto Dara

                Non proprio: la crisi che c’è oggi è terribile, ma è un lusso se paragonata alla condizioni dei lavoratori nell’Urss. Paradossalmente, è difficile trovare un posto peggiore per i lavoratori di quello che doveva essere il loro “paradiso” e Berlinguer pare non averlo capito.

                • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                  I lavoratori sono stati male un po’ dappertutto e quasi sempre, e sono sempre i primi a pagare per le crisi. L’idea di Berlinguer nasceva da una sua critica al capitalismo, che purtroppo oggi ha trovato conferma nelle crisi delle classi medio-basse dei paesi occidentali, completamente indifese nei confronti dello strapotere economico dei capitali e dei loro pochi possessori. Non so se nella Russia ultracapitalista di oggi i lavoratori stiano mediamente meglio (economicamente e giuridicamente) che nell’epoca comunista.

                  • Mattia ha detto in risposta a Roberto Dara

                    Nell’epoca comunista un lavoratore rischiava di venire arrestato se solo arrivava in ritardo o se per sbaglio rompeva qualche macchinario. Quindi direi che stanno meglio di allora, anche se adesso non è proprio una bella condizione.

                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                      Dipende dal periodo e dallo stato io visto la jugoslavia dell’autogestione e posso dire che lo stato faceva finta di pagarli e loro di lavorare.

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                      Non credo che nell’epoca comunista succedesse quello che dicevi, venivano arrestati al limite se sospettati di boicottare il lavoro e quindi di boicottare lo stato ed il partito, come accade in qualsiasi regime dittatoriale. Le condizioni dei lavoratori nell’europa capitalista del XIX secolo non erano certo migliori, in tema di diritti e di sottomissione ai loro padroni, basta leggere qualche racconto di Dickens, ad esempio.

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Legga i libro di Andrea Graziosi sull’Urss. Lo stato sovietico fu più brutale verso i lavoratori di qualunque stato capitalista ottocentesco

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                      Grazie del suggerimento, lo farò volentieri.

  4. Luca ha detto

    Che bella storia!!!!!

    Poi per me che faccio parte del Rinnovamento ha un sapore speciale.

    Ciao e grazie agli amministratori del sito

  5. Mattia ha detto

    Il comunismo è la dottrina di Karl Marx è questa è irrealizzabile perché era un utopia e chiunque cerchi di realizzare un utopia finisce per realizzare massacri come puntualmente accade in tutti i posti in cui il comunismo andò al potere. I comunisti del PCI erano diversi dagli altri dell’Europa del’est per un semplice motivo: non c’erano le truppe sovietiche e senza di esse non sarebbe stato possibile realizzare una rivoluzione violenta. Togliatti ha compiuto diversi crimini e non capisco chi lo voglia esaltare come un padre della patria.

  6. pietro ha detto

    Per conoscere il comunismo (quello vero come storicamente si è realizzato) bisognerebbe aver frequentato l’Europa dell’est in tempi non sospetti,ma in ogni caso se ne possono vedere i lasciti ancor oggi. Oppure leggersi “Uscita di sicurezza” di Ignazio Silone, testimonianza in presa diretta ancor oggi molto istruttiva specialmente per certi irriducibili nostalgici. Ma forse con questi nemmeno l’evidenza dei fatti la può.

    • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a pietro

      Sono d’accordo. Loro sanno cos’è stato il comunismo.

    • Roberto Dara ha detto in risposta a pietro

      Credo che tutti siano d’accordo sulle atrocità commesse dai regimi comunisti filosovietici. Qui però si parlava di PCI e di società occidentali, in particolare italiana, dove i “comunisti” non hanno commesso alcuna atrocità (a parte il terrorismo rosso, che si bilancia con quello nero) e dove il PCI ha sempre rispettato le regole democratiche.

  7. Agnostico ha detto

    Una storia molto bella (lo dico senza ironia) di questo giovane che ha lasciato il Pci ed ha abbandonato le simpatie verso il comunismo per diventare prete……
    Sarebbe bello che qualche prete (magari siciliano) facesse come ha fatto don Fulvio Bresciani ed abbandonasse le simpatie verso il fascismo ed evitasse di celebrare messe di suffragio per dittatori sanguinari con saluti romani annessi…..

    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Agnostico

      Sarebbe anche bello che qualche prete genovese non facesse propaganda elettorale per un candidato radical-neocomunista per le elezioni comunali.

      Intanto ascoltiamoci un po’ di musica italiana.

      http://www.youtube.com/watch?v=mKozPsbUXkE

      • Agnostico ha detto in risposta a Mr. Crowley

        Hai ragione Mr. Crowley,
        Neanche a me piace un prete che fa campagna elettorale (a prescindere dal partito). 
        Riconosco che il prete è anche un uomo e quindi si interessa delle questioni (anche politiche) che riguardano la sua comunità però – come in tutte le cose – bisogna trovare il giusto modo per intervenire. 
        Ovviamente se pensiamo che – ai tempi del referendum del 2005 sulla procreazione assistita – Ruini invitò esplicitamente a disertare le urne capisco che ora è facile che un prete si senta autorizzato ad intervenire in questioni politiche. 
        Infatti poi assistiamo alle storture di cui dici tu o a quella di Catania dove Padre Antonino Lo Curto – durante l’abituale messa di suffragio in memoria del dittatore fascista – arriva ad affermare che: “Mussolini era una brava persona, magnanimo e giusto. Benito ha solo commesso alcuni errori, come le leggi razziali e la guerra. Ma sono errori che tutti possiamo fare“. E poi riferendosi agli attuali membri (sempre durante l’omelia) del Governo: “Ho fatto il sogno di questi personaggi impiccati all’Altare della patria“. Addirittura i presenti alzano il braccio per il saluto romano dentro la Chiesa e padre Lo Curto si unisce a loro nel saluto romano. 
        Comunque Padre Antonino Lo Curto non è da solo. A Giulino di Mezzegra (provincia di Como) dei neofascisti hanno posto un cippo raffigurante Mussolini e la sua amante dove trascorsero la loro ultima notte. A benedire il cippo davanti a circa 200 camicie nere c’era don Luigi Barindelli. 
        Ma i rispettivi Vescovi in questi casi stanno sempre in silenzio? 

        • Mr. Crowley ha detto in risposta a Agnostico

          Su aborto, divorzio e procreazione assistita i preti fanno il loro lavoro, queste sono AZIONI, non candidati.
          I preti non dovrebbero pronunciarsi sui candidati, ma solo sulla moralita’.
          La cosa, come altri hanno gia’ affrermato non e’ bella sia che si parteggi per l’uno che per l’altro.

        • Mattia ha detto in risposta a Agnostico

          Consiglierei a quel prete di leggere cosa pensasse Mussolini dei preti e della Chiesa in generale, ma non mi sorprenderei troppo: padre Piero Gheddo raccontava che negli anni prima della caduta del muro, molti preti lo avevano attaccato per le sue denunce sui crimini comunisti “è l’unica ideologia che combatte per i poveri” gridavano. Siamo messi male, se molti preti vanno ad esaltare chi voleva metterli alla gogna…

          • Agnostico ha detto in risposta a Mattia

            Concordo. Ma allora perché i vescovi non condannano?

            • Mattia ha detto in risposta a Agnostico

              Non lo so. Forse può darsi che gli abbiano richiamati privatamente. Vi è da dire, però, che certi vescovi sono persino peggio di alcuni parrocchiani con idee terzomondiste.

        • Gennaro ha detto in risposta a Agnostico

          Altra cosa: esistono canali privati tra vescovi e sacerdoti, dunque evita di diffamare.

    • Raffa ha detto in risposta a Agnostico

      Concordo pienamente.

    • Fabrizio ha detto in risposta a Agnostico

      Sarebbe bello non avere preti pro-comunismo e pro-fascismo. Sarebbe bello avere preti che pensassero al loro ministero sacerdotale, al loro credo, all’amore verso Dio, il prossimo e si disinteressassero dell’appartenenza ad un partito o meno.

  8. marco ha detto

    pregate per la mia creatura
    gli hanno riscontrato la parte sinistra del cuore ipoplasica e l’aorta quasi non si vede
    deve nascere tra qualche giorno ed è gia segnato da un male terribile e non completamente curabile
    per favore pregate il nostro amatissimo papa GIOVANNI PAOLO II che ci aiuti.
    siamo disperati

    • Mr. Crowley ha detto in risposta a marco

      Ti siamo vicini.
      Preghiamo per voi.

    • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a marco

      Mr. Crowley ha riassunto la posizione di tutti noi.

    • alessandro giuliani ha detto in risposta a marco

      Caro Marco,
      prego tanto la Santa Madre di Dio e di tutti noi per il tuo piccolo, facci sapere come va e ricorda che l’ecografia non è sempre fedele, anche a me e a mia moglie in occasione della nascita della nostra seconda figlia ci avevano terrorizzato. poi è andato tutto bene, lei ora ha 16 anni e sta benissimo.
      Forza Marco, ed un abbraccio grande a te , alla mamma e al piccolo in arrivo…

  9. Vincenzo ha detto

    x Enrico da Bergamo. Va bene pci partito di moltissimi lavoratori onesti e sinceri. Però il pci è stato anche (negli anni cinquanta) acritica adesione allo stalinismo. Vedasi, a tal prosito, La prima pagin dell’UNITA’ in occasione della morte di Stalin che riporta letteralmente e sciaguratamente questa intestazione: “GLORIA ETERNA ALL’UOMO CHE PIU’ DI TUTTI HA FATTO PER LA LIBERAZIONE E PER IL PROGRESSO DELL’UMANITA’ STALIN E’MORTO” (????)

    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Vincenzo

      Non dimenticare gli “anni di piombo”, da quale cultura provenivano le brigate rosse, il fatto che Cossutta abbia preso soldi da Mosca, ecc.
      Il comunismo in Italia di danni ne ha fatti tanti.
      Oggi e’ ancora fortissimo come cultura, pensa che il signor Vendola, ha 2 avvisi di garanzia e nessuno dei “duri e puri” ha il coraggio di chiedere le sue dimissioni (fanno di tutto per non parlarne).
      Questi sono ancora gli intoccabili!!!.

      • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mr. Crowley

        Legami tra PCI e brigate rosse non sono dimostrati e poi ricordiamoci che molti BR sono figli dell’associazionismo cattolico in primis Curcio e Cagol.

        Ricordo poi che il PCI mai ha invitato i suoi iscritti alla renitenza a dimostrazione della sua integrazione nel cosidetto arco costituzionale.

        • Mr. Crowley ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

          Infatti prima ho solo affermato che provenivano da quell’area culturale, pensa che molti dell’ultima serie delle BR erano iscritti alla CGIL.
          Mentre Battisti faceva parte di una formazione comunista rivoluzionaria, ricordiamoci che questo metodo era insegnato da Marx, Lenin e Trozki.
          Certo, il PCI non aveva una responsabilita’ diretta, ma diffondeva questo tipo di idee e parzialmente questo metodo rivoluzionario.
          Questo ha sempre reso la posizione del partito piuttosto ambigua, perche’ da una parte riconosceva la democrazia, ma, parzialmente, era favorevole alla rivoluzione armata.

          • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mr. Crowley

            Va be aerea culturale vuol dire poco e comunque molti venivano allora dall’area catto-comuista.

            Battisti era un criminale comune converito alla rivoluzione in carcere e figura di secondo piano.

            • Mr. Crowley ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

              Secondo piano o no ha trovato coperture da parte di “compagni” di tutto il mondo: prima dai compagni francesi e poi da quelli brasiliani.
              Si parla sempre di INTOCCABILI.
              Il comunismo non e’ morto.

            • Mr. Crowley ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

              Ti consiglio di leggere questo:

              http://it.wikipedia.org/wiki/Brigate_Rosse

              Che due brigatisti fossero di “centrosinistra” e’ vero, peccato che gli altri non lo fossero.
              I testi comunisti classici, dal “manifesto del partito comunista” alla “rivoluzione permanente” di Trotzky inneggiano tutti alla rivoluzione armata violenta, infatti Marx ed Engels prendono come riferimento la rivoluzione francese.

              • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mr. Crowley

                I fondatori delle BR,poi era tutto un ricettocolo di idee e di mattoni le loro rivendicazioni ma non avevano legami col PCI.

                • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                  Una persona di forti simpatie comuniste, Rossana Rossanda, dichiarò che i brigati uscivano dall’album di famiglia della sinistra italiana.

                  • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                    Della sinistra, ma non del PCI. La sinistra, allora come oggi, era un arcipelago di movimenti, alcuni dei quali erano pure dichiaratamente cattolici (e infatti Curcio ne è un esempio lampante). Attenzione, prima che qualcuno travisi le mie parole: non è una critica al cattolicesimo e ai cattolici!!!

                  • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                    Non c’era la scomunica per i comunisti?

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                      C’era, ma non c’è più.

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Un vero comunista non può non essere materialista, quindi non può essere cristiano

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                      E’ una tua rispettabilissima opinione. I cattolici che si considerano comunisti la pensano diversamente, evidentemente.

                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                      Si ma non fu mai applicata seriamente, a quanto noti comunisti fu poi negato il funerale in chiesa?

                    • Gennaro ha detto in risposta a Mattia

                      Non esistono cattolici comunisti, ma solo sedicenti cattolici comunisti. E’ cattolico non chi dice di esserlo, ma chi dimostra di esserlo.

                  • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                    Il comunismo è la dottrina di Marx e lui ripudiava la religione. Se uno è religioso ed è comunista è solamente perché ignora o finge d’ignorare il suo pensiero

        • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

          Non tanto renitente, si dimentica spesso che il PCI nascondeva un vero e proprio apparato paramilitare che doveva fare da quinta colonna nel caso di una possibile invasione sovietica.

      • Roberto Dara ha detto in risposta a Mr. Crowley

        Accidenti, Vendola ha “solo” due avvisi di garanzia? E come si permette di fare il governatore con così poca visibilità giudiziaria? Per un governatore che si rispetti ce ne vorrebbero minimo il doppio!
        Sinceramente mi viene da sorridere quando sento persone parlare di “danni fatti dal comunismo in Italia”. Si può discutere l’ideologia, si può certo inorridire per il comportamento degli stati dittatoriali ispirati dal comunismo (ce n’è uno grandissimo ancora oggi con cui l’Italia fa affari d’oro), ma vorrei capire quali danni effettivi sarebbero stati prodotti dal comunismo in Italia, e chi sarebbero i tanto vaticinati comunisti ancora al potere nelle elite italiane.
        Io invece vedo un paese che è stato saccheggiato da amministratori e governanti di varia natura, e la responsabilità principale è stata senza ombra di dubbio della Democrazia Cristiana, che accanto a pochi galantuomini specchiati ha annoverato a lungo nelle sue fila il peggio del lobbismo e del clientelismo, mafie comprese. Anche gli altri (compreso il PCI), laddove amministravano, hanno creato clientele, ma il sistema era così dappertutto e i risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti.
        Di residui (eventuali) del comunismo, nella società italiana odierna, non c’è neanche una briciola, con uno stato sociale allo sfascio e una differenza tra ricchi e poveri che cresce di giorno in giorno in modo intollerabile.
        Le Brigate Rosse col comunismo ufficiale italiano non c’entrano nulla di nulla. Lo stesso non si può dire del terrorismo nero (che ha ucciso forse più innocenti di quello rosso) nei riguardi di alcuni apparati statali non certo controllati dal PCI.

        • Mr. Crowley ha detto in risposta a Roberto Dara

          Aborto, divorzio e libertinismo, propagandati con forza dal PCI oggi vincono nella societa’ italiana.
          Questa e’ l’altra faccia dello sfascio del paese.
          I danni si sommano.

          • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mr. Crowley

            Quelli era argimenti portati avanti dai radicali in primis.

          • Agnostico ha detto in risposta a Mr. Crowley

            I Comunisti libertini??!! Ma se erano bacchettoni peggio dei cattolici. Guarda i problemi avuti da Togliatti per la relazione da Jotti. 
            Ti consiglio di vedere il film “La Patata Bollente” di Steno. Non è un film storico ma spiega bene l’atteggiamento moralista del Pci. 

            • Mr. Crowley ha detto in risposta a Agnostico

              A leggere Marx e Lenin si voleva la “comunanza delle donne” (nei paesi dell’est si facevano esperimenti di questo genere), insieme all’uguaglianza del reddito.
              Molti di quelli del PCI che erano entrati in parlamento erano separati ed avevano “compagne che facevano da compagne”.

              • Agnostico ha detto in risposta a Mr. Crowley

                In Italia di “esperimenti simili” non ne ho mai sentiti. 
                L’unico caso famoso di comunista separato era Togliatti con la sua relazione con Nilde Jotti e di problemi all’interno del Pci per questo ne ebbe parecchi. Forse ce ne erano anche altri ma non li conosco e comunque è irrilevante. 
                Non giudico male un politico se è separato o divorziato: sono questioni che riguardano la sua vita privata (tranne se assumono delle dimensioni da scandalo….). 
                Poi non vedo cosa ci sia di male se due persone che appartengono allo stesso partito si mettono assieme: ci sono centinaia di casi simili. 
                Ma vuoi parlare degli sfaceli che ha fatto la Democrazia Cristiana?? Corruzione, clientelismo, voti di scambio, rapporti con la mafia, stragi di stato. Ma che me ne può importare se un comunista era separato o andava a San Marino per annullare un matrimonio?!
                Almeno non erano ipocriti ed infatti si son battuti per l’introduzione del divorzio in Italia. 
                Pensi che nella Dc erano tutti contro il divorzio (nella vita privata intendo)?
                Informati sui Dc Manfredi Bosco, Mauro Bubbico, Giorgio Bo, Larussa (non il famoso Ignazio) per citarne alcuni: tutti antidivorzisti (per gli altri) ma tutti divorziati. 
                Ma poi – ripeto – lo sfacelo della DC è tutta la corruzione ed i rapporti con la mafia che ha avuto negli anni: conosci un certo Cuffaro??

                • Agnostico ha detto in risposta a Agnostico

                  Ps: pure Cossiga era divorziato!

                  • Mr. Crowley ha detto in risposta a Agnostico

                    Non so, sei stato tu a dire che i comunisti erano bacchettoni.
                    I comunisti non erano meglio dei democristiani, che comunque hanno creato i presupposti per il Boom economico.
                    Anche i comunisti hanno avuto rapporti con la mafia (associazione apolitica).
                    E i fondi neri del PCI del caso Mitrokhin, soldi dall’URSS?.
                    Oggi essere comunisti e’ simile all’essere fascisti.
                    Gli squadristi rossi ce li hanno ancora!!.

                    • Agnostico ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Wait, wait, wait…..
                      Essere divorziati non significa essere libertini. 
                      Hai detto che il Pci propugnava una idea di libertinismo e questo non è vero perché il Pci ha avuto una visione abbastanza da “bacchettoni”. Anche l’omosessualità era malvista (e quel simpatico film di Steno affronta abbastanza bene questo tema ed inoltre c’è una bellissima Fenech…. 😉 ).
                      La Dc ha creato i presupposti del “boom economico”? Si ma passando anche attraverso una speculazione edilizia che è sotto gli occhi di tutti (guarda “le mani sulla città” di Francesco Rosi). A Palermo è famoso il cosiddetto Sacco di Palermo in cui vennero distrutte tante ville liberty tra gli anni cinquanta e settanta nella più grande speculazione edilizia realizzata dai democristiani Salvo Lima e Vito Ciancimino (abbastanza famosi….) con la complicità della mafia (va beh che erano la stessa cosa….). 
                      I comunisti hanno avuto rapporti con la mafia??!! Ma che dici!? Ma stiamo pazziando?! Mai sentito parlare di Peppino Impastato, Pio La Torre, Placido Rizzotto? Mai sentito parlare della strage di Portella della Ginestra ordinata da democristiani?!
                      Il caso Mitrokhin con il grande accusatore Scaramella? Tutto archiviato tranne Scaramella che ha una lista di reati chilometrica….
                      Oggi essere comunisti e’ simile all’essere fascisti. Gli squadristi rossi ce li hanno ancora!!“: spiegami meglio, sono proprio curioso. 

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      I compagni chi li ha venduti?

                      http://condividete.altervista.org/giustiziaelavoro/mafia-processo-coop-rosse-7-anni-a-ex-vicesindaco-del-pci/

                      http://www.ilgiornale.it/interni/de_mauro_fu_venduto_pci_mafia/23-02-2009/articolo-id=330922-page=0-comments=1

                      Il caso Mitrokhin con accusatore Mitrokhin.

                      http://it.wikipedia.org/wiki/Dossier_Mitrokhin

                      Gli squadristi rossi negli ultimi anni di danni ne hanno fatti molti, oggi si fanno chiamare black blok o No Tav.

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Portella della Ginestra strage democristiana?

                      http://it.wikipedia.org/wiki/Portella_della_Ginestra

                      Ah si’ hai visto i film fatti coi nostri soldi dai registi comunisti, storia vecchia per insabbiare le responsabilita’ dei rossi e dare colpe agli avversari politici.

                    • Agnostico ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Grazie per aver proposto questi casi. Infatti Fontana era stato espulso dal Pci da parte di Pio La Torre (poi assassinato per mafia). 

                      Mauro De Mauro (fratello del linguista ed ex ministro Tullio) era non a caso un esponente di quella militanza di sinistra. Le inchieste riportano che fu ucciso per ciò che aveva scoperto sul Golpe Borghese e sul SID. Fu prelevato sotto caso da Emanuele D’Agostino, l’autista del boss Bontade. Guarrasi è un personaggio che è entrato ed uscito dall’inchiesta giudiziaria: mi vuoi spiegare cosa c’entra il Pci con tutto questo?
                      Ma vuoi che ti parli di Salvo Lima e di Andreotti?!

                      Sul Dossier Mitrokhin non basta che pubblichi link di wikipedia. Dovresti anche leggere il contenuto: la Procura di Roma ha indagato ed ha archiviato mentre l’accusatore Scaramella (che aveva una lista di reati che neanche jack lo squartatore) è finito dentro. 

                      Che c’entrano i black blok o i no tav con il Pci?! 

                      Sulla strage di Portella della Ginestra dal link di wikipedia che tu stesso hai postato leggo:
                      “Pisciotta durante il processo, oltre ad attribuirsi l’assassinio di Giuliano, lanciò pesanti accuse sui presunti mandanti politici della strage.
                      « Coloro che ci avevano fatto le promesse si chiamavano così: L’onorevole deputato democristiano on. Bernardo Mattarella,l’onorevole deputato regionale Giacomo Cusumano Geloso, il principe Giovanni Alliata di Montereale, l’onorevole monarchico Tommaso Leone Marchesano e anche il signor Scelba. Furono Marchesano, il principe Alliata, l’onorevole Mattarella a ordinare la strage di Portella della Ginestra. Dopo le elezioni del 18 aprile 1948, Giuliano mi ha mandato a chiamare e ci siamo incontrati con Mattarella e Cusumano; l’incontro tra noi e i due mandanti è avvenuto in contrada Parrino, dove Giuliano ha chiesto che le promesse fatte prima del 18 aprile fossero mantenute. I due tornarono allora da Roma e ci hanno fatto sapere che Scelba non era d’accordo con loro, che egli non voleva avere contatti con i banditi.
                      »
                      Non basta postare i link. Bisogna anche leggerli…..

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Hai ragione che bisogna leggerli:

                      Nel 2002 fu istituita una commissione parlamentare di inchiesta, riprendendo un disegno di legge del governo D’Alema della precedente legislatura, per verificare le affermazioni contenute nel dossier, specialmente quelle riguardanti l’attività spionistica svolta dal KGB sul territorio nazionale e le eventuali implicazioni e responsabilità di natura politica o amministrativa. Presidente della commissione fu nominato Paolo Guzzanti di Forza Italia.

                      Guzzanti reperì copie di fascicoli segreti anche in Germania e Ungheria. Dall’insieme dei documenti esaminati emerse come fin dagli anni ’50 il KGB pagasse degli informatori, reclutati anche tra i funzionari del PCI. Il nome più importante che compare nel dossier è quello di Armando Cossutta.

                      Emergono innanzitutto i piani di invasione dell’Italia e di tutta l’ Europa occidentale da parte dell’URSS, risalenti all’immediato dopoguerra, ma rimasti in vigore fino a tutti gli anni ’80, che nelle loro linee generali erano tuttavia già noti da tempo alle forze NATO. Le forze sovietiche sarebbero dovute entrare dal Brennero.

                      Alla commissione parlamentare d’inchiesta sul Dossier Mitrokhin presero parte i seguenti senatori: Guzzanti (presidente),Meleleo e Zancan (segretari), Andreotti, Bettamio, Cavallaro, Ciccanti, Dato, Falcier, Garraffa, Gasbarri, Lauro, Maconi, Malan, Marino, Mugnai, Nieddu, Pace, Stiffoni e Ulivi.

                      E i seguenti deputati: Mangiello e Papini (vicepresidenti), Adornato, Albonetti, Bielli, Carboni, Cicchitto, Diliberto, Duilio, Fallica, Fragalà (successivamente ucciso a bastonate in circostanze misteriose [6]), Gamba, Giordano, Lezza, Menia, Molinari, Napoli Osvaldo, Quartiani, Saponara e Stucchi.

                      Il 16 dicembre 2004, vengono rese pubbliche le relazioni finali (scaricabili dal sito internet del Parlamento Italiano).

                    • Agnostico ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Perché ti sei fermato lì?
                      “A seguito degli elementi acquisiti, la procura di Roma, iscrive nel registro degli indagati Romano Prodi e Massimo D’Alema e altre 19 persone. Successivamente alle indagini il 7 agosto 2004 il procedimento viene archiviato dalla stessa Procura di Roma per tutti i 19 indagati ancora in vita (due sono nel frattempo deceduti).
                      Nel febbraio 2006 i pubblici ministeri della procura di Roma titolari del fascicolo inviano al Tribunale dei Ministri la richiesta di archiviazione, in quanto “le scelte e le determinazioni assunte in relazione al dossier Mitrokhin non rilevano sotto il profilo penale”.
                      Nell’ottobre 2006 il Tribunale dei Ministri accoglie la richiesta di archiviazione del procedimento”.
                       
                      Inoltre: 
                      “I servizi segreti russi hanno più volte smentito l’autenticità del materiale”.
                      Quindi: de che stamo a parla’?!
                      Ma perché non fare una bella inchiesta parlamentare sul G8 di Genova?! Ti consiglio il film “Diaz” che è ora nelle sale. 

                      Ti saluto

                    • Raffa ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Il film Diaz?? Da un comunistone no global non ci si può aspettare altro, è Agno.

                      W i carabinieri e le forze dell’ordine!! Altro che agnostici no global!

                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Anche la NATO aveva piani di attacco all’est.

              • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mr. Crowley

                Guardate che i paesi dell’est erano tuttaltro che le libertini la le prostitute finivano in campo di lavoro oppure rapate a zero come primo avvertimento per non parlare dell’omosessualità che era reatom penale. Comunanza di donne nei paesi dell’est erano bacchettoni. lo stesso PCI fino al 1980 non si poneva nemmeno problemi sul matrimonio gay.

                • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                  lo stesso valeva per Cuba ex bordello degli stati uniti prima della rivoluzione castrista.

                  • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                    Ricordo che un dissidente cubano disse: “Con Battista eravamo il bordello degli Stati Uniti, con Castro siamo il bordello di tutto il mondo”.

                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                      Falso. Ricordiamoci poi che ai caraibi ed in Sud America il concetto di peccato è molto relativo.

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Non difendo Battista, ma Castro non è molto diverso da lui. Cambia il nome del partito, ma due dittatori si tratta..

                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                      Comunque sono diversi sia ideologicamente.Castro ha dato ai cubani ina coscienza nazionale.

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mattia

                      Leggete qualcosa sulla Germania Est:
                      (sesso compreso)

                      http://www.tecalibri.info/M/MOLLOY-P_vita.htm

                      “La Germania Est, più che una rivoluzione sessuale, ebbe un’evoluzione. Negli anni settanta, il SED dichiarò il proprio sostegno all’attività eterosessuale prematrimoniale e alla maternità esterna al matrimonio. L’aborto fu legalizzato nel 1972, e allo stesso tempo venne introdotta la pillola anticoncezionale. Un importante obiettivo del governo era porre fine alla cultura della vergogna che circondava la maternità illegittima. Questo incoraggiò, in Germania Est, un atteggiamento libero nei confronti del sesso. Nel 1989 un bambino su tre era nato al di fuori del matrimonio.”

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Quale coscienza nazionale? ha solo sostituito all’America, l’Urss

                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                      Infatti in Germania Ovest i figli era tutti di donne sposate.

              • Agnostico ha detto in risposta a Mr. Crowley

                Curiosa la storia. Gli esponenti di sinistra dovevano andare a San Marino per annullare i matrimoni mentre ai democristiani bastava passare il Tevere: che comodo avere due enclavi in Italia….

          • Roberto Dara ha detto in risposta a Mr. Crowley

            Posso capire l’aborto, ma il divorzio non mi sembra affatto un’eredità negativa!!!

            • Gennaro ha detto in risposta a Roberto Dara

              Migliaia di coppie non si sarebbero separate se non ci fosse stata la legge sul divorzio. Si sarebbero tirate su le maniche e avrebbero superato i loro problemini. Sono studi sociologici, se cerchi online trovi.

        • Mattia ha detto in risposta a Roberto Dara

          Le ha mai sentito parlare dell’egemonia culturale? Di quale partito faceva parte, ad esempio, Giorgio Napolitano? Residui del comunismo purtroppo c’è ne sono parecchi come il bollare come fascista qualunque avversario politico o le marce della pace fatte solo quando la guerra le fa l’America (cosa inaugurata da Togliatti già all’epoca della guerra di Corea)

          • Agnostico ha detto in risposta a Mattia

            A me sembra che qualcun’altro avesse l’abitudine di bollare gli avversari come “comunisti”. L’insulto “fascista” è un bel po’ che non lo sento.

            • Mattia ha detto in risposta a Agnostico

              è stato invece detto parecchie volte. Ad esempio Piergiorgio Odifreddi aveva bollato spesso i suoi avversari con questo aggettivo.

            • Roberto Dara ha detto in risposta a Agnostico

              Purtroppo aggiungerei, perché molti se lo meriterebbero, visto che il fascismo (inteso come grande accordo tra poteri forti a scapito dei lavoratori) è ben più vivo del comunismo, in Italia e nel mondo.

              • Mattia ha detto in risposta a Roberto Dara

                L’aggettivo non dovrebbe essere usato perché si rischia una vera demonizzazione dell’avversario. Odifreddi, per esempio, l’aveva usata contro Giorgio Israel che tralaltro è ebreo.

          • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

            L’egemonia culturale nasceva dal fatto che gli intellettuali migliori simpatizzavano per il partito comunista. Non era mica colpa dei comunisti se le loro idee trovavano appoggio in menti eccelse. E ovviamente i giovani, se dovevano ispirarsi a qualcuno che ritenevano fosse una grande mente, ne assorbivano (spesso ma non sempre) anche le idee politiche. Questa egemonia è sparita perché i paesi non si governano con gli intellettuali, ma con i soldi, e ovviamente chi aveva i soldi (e si è abbondantemente ripreso il potere oggi) non simpatizzava per i comunisti (a parte qualche rarissima eccezione).

            • Mr. Crowley ha detto in risposta a Roberto Dara

              Era solo l’ideologia alla moda.
              Tutti negli anni ’70 erano comunisti.
              Le menti eccelse che vanno di moda oggi sono Belen e Maurizio Corona.
              Capisci il parallelo?.

              • Roberto Dara ha detto in risposta a Mr. Crowley

                …che non sono comunisti… E non credo che i veri intellettuali degli anni 70 si facessero influenzare dalle mode…

                • Mr. Crowley ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Non so i veri intellettuali si fanno prendere dall’ideologia dominante, mi pare anche oggi.

                  • Mattia ha detto in risposta a Mr. Crowley

                    La parola intellettuale è fuorviante perché lascia intendere che sia qualcuno di più intelligente degli altri, ma molto spesso accade il contrario. Basta citare il manifesto contro il commissario Calabresi firmato da 700 intellettuali che oggi quasi tutti rinnegano

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                      Essere intelligenti mica significa non poter mai sbagliare (e soprattutto non saperlo riconoscere)!

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Dipende anche dagli errori. Avevo letto un dissidente sovietico (per me è sullo stesso piano di un partigiano anche se uso una parola diversa) disse a un gruppo di comunisti dell’ovest: “posso capire che siate in buona fede, ma non potete danneggiarci per la vostra ignoranza”.

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                      Eppure credo che tu sia cattolico, quindi sostieni la confessione, la penitenza e il perdono. Se uno sbaglia e lo riconosce lo vuoi bollare per sempre?

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Si, a patto che il perdono sia accompagnato dalla penitenza. So che alcuni si sono veramente pentiti, ma altri invece è vero il contrario

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                      Cosa vorresti fargli fare come penitenza? Un paio di anni nei lager sovietici che non ci sono fortunatamente più? Si può sbagliare, se si sbaglia un’opinione mica muore nessuno!!!

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Pensavo a una deportazione nei laogai esistenti ancora! Scherzi a parte, ho sentito gente che faceva parte di quel partito dire che si effettivamente ci stava, ma che non era comunista, anzi, alcuni volevano sconfiggerlo da dentro. Se avessero ammesso (come ha fatto qualcuno) di essersi sbagliati, li potrei anche capire, ma vedo molti signori che oltre ad aver sparso odio nei confronti degli avversari di quella ideologia, continuare a spargerlo ancora incurante di quello che aveva fatto negli anni passati.

                    • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a Mattia

                      Complimenti a Mattia, ottima preparazione. E’ davvero un piacere leggerti!

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                      Beh Mattia, io vedo ANCHE tanta gente anticomunista che continua a spargere odio nello stesso identico modo, rivolto nella direzione opposta, e che grazie a questo odio ha costruito intorno a se moltissimi consensi. Moltissimi intellettuali che sono stati comunisti hanno ammesso di aver sbagliato ad aver appoggiato (quando lo hanno fatto) tali regimi. Diverso è il discorso sull’ideale comunista (che beninteso io non ho mai sostenuto), che come tale aveva i suoi valori.

            • Mattia ha detto in risposta a Roberto Dara

              Non capisco cosa ci trovassero quelle menti eccelse in un partito che vedeva nell’Unione Sovietica un faro di civiltà. Tra l’altro non c’è stato solo il terrorismo rosso, ma anche le stragi partigiane e la Volante Rossa senza contare quelle volte in cui dichiaravano di voler fare entrare l’Italia sotto l’egidia dell’Urss se avessero vinto le elezioni.

              • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                Ci trovavano quello che meravigliosamente uno di quei grandi intellettuali ha riassunto nei versi della canzone che avevo citato precedentemente:
                “Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana. Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita. Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come… più di sé stesso. Era come… due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita”.
                Un’utopia, purtroppo esaurita, sostituita da una realtà sicuramente imperfetta e a volte ugualmente tragica.

                • Mattia ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Scusa, ma io non ci trovo nulla di glorioso in questa cosa perché quando si abbraccia l’utopia si dimentica la realtà e mentre molti di questi intellettuali sognavano la libertà diversa da quella americana, c’erano molti dissidenti sovietici che sognavano una VERA libertà.

                  • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mattia

                    Ai resistenti del comunismo viene vietato di chiamarsi partigiani, al massimo DISSIDENTE.
                    E’ ancora cosi’!.

                  • Roberto Dara ha detto in risposta a Mattia

                    Tu non ci trovi nulla di glorioso, gli intellettuali che erano comunisti negli anni 70 , Gaber compreso, invece sì. Questione di opinioni.

                    • Mattia ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Questione di opinioni? I comunisti degli anni 70 avevano preso una vera cantonata e i loro avversari avevano ragione. Questa è la verità, non opinioni

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Le opinioni sono personali, non credo che né tu né io possiamo giudicare se giuste o sbagliate quelle degli altri. Loro avevano quella opinione, e ognuno di noi ha la sua idea in merito. Per me ad esempio la cantonata è stata sostenere l’Urss (e non tutti lo hanno fatto, soprattutto dopo il 1956), ma l’idea utopistica di una società migliore egualitaria e internazionalistica non la giudico affatto orribile.

                    • Gennaro ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Dara, il comunismo è morto dopo litri e litri di sangue innocente che ha fatto versare. Chi credeva nella rivoluzione comunista era un semplice allocco, lo dimostra la storia. Altro che intellettuali!

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Litri di sangue innocente sono stati versati per i motivi più disparati, religioni comprese. Non è su quello che si giudica il valore di un’idea, ma semmai sugli errori che gli uomini commettono per imporla o per difenderla.

                  • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                    I comunisti hanno sostenuto uno stato dittatoriale che imprigionava gli oppositori in un campo di concentramento. Questo è sbagliatissimo specie dopo che molti di loro continuavano a dichiararsi antifascisti.

              • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                Lo sapeva anche Togliatti che l’Italia doveva restare da una parte della Cortina di Ferro altrimenti intervento militare NATO. Perchè la NATO non difesa la rivoluzione ungherese?erano gli accordi di Yalta.

              • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                Stragi partigiane? Ma fucilare i traditori non è una strage.

                • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                  Se avessero tentato un colpo di stato ci sarebbe stato un intervento militare, no se le forze democraticamente elette avessero deciso il contrario. Se la NATO interveniva ci sarebbe stata una guerra atomica. Ci furono persino comunisti che abbandonarono il partito dopo la repressione ungherese, ma non Togliatti. Erano traditori anche i preti uccisi dai partigiani che può trovare sul link di mr.Crowley.

                • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                  Be qualcheduno magari è stato un errore, comunque la NATO poteve intervenire in Italia nell’indifferenza sovietica.

                  • Mattia ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                    Devono aver fatto parecchi errori se giunsero ad uccidere anche parecchi partigiani di schieramento diverso dal loro. L’America sarebbe intervenuta solo su un colpo di stato e su richiesta del governo italiano

                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                      Si buonanotte studi la storia, e perchè la NATO non intervenne in Ungheria?Cecoslovacchia?Perchè qunado l’armata rossa era schierata ai confini della Polonia nessuno si impegno?

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Studia tu la storia. Documenti declassificati americani hanno esplicitamente detto che l’America sarebbe intervenuta in Italia solo dopo un colpo di stato e su richiesta degli stessi governanti, ma anche allora prospettavano che il nord italia avrebbe potuto restare in mano agli insorti comunisti e si pensava a fare della Sardegna e della sicilia una specie di Taiwan

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Può trovare la notizia nel libro di Victor Zaslvasky, “Lo Stalinismo e la sinistra italiana” nella quale demolisce il mito che vuole il PCI come partito autonomo e indipendente da Mosca. Se legge invece il libro di Pansa “Il sangue dei vinti” scoprirà che ben pochi erano traditori da fucilare.

                    • Sabbia ha detto in risposta a Mattia

                      @Enrico
                      Purtroppo per voler essere catto-comunisti si paga sempre la difesa dell’indifendibile. A leggere questi commenti mi sembra che tu lo abbia dimostrato oltre ogni evidenza.

                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mattia

                      Perchè l’Ungheria non fu aiutata?

  10. Fabrizio ha detto

    Una cosa sono gli elettori, dall’altra i dirigenti. Il PCI nei primi anni del dopoguerra era troppo legato all’URSS. A mio parere il partito è diventato “più presentabile” solo con Enrico Berlinguer ed infatti è stato lui ad ottenere o migliori risultati elettorali negli anni settanta.

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