Il giurista ebreo Joseph Weiler: «fondamentali le radici cristiane dell’Europa»

Alla Biblioteca Nazionale di Parigi, specchio della cultura occidentale, la voce “Gesù Cristo” è seconda per numero di schede. La prima, significativamente, è “Dieu” (“Dio”). Questo dovrebbe già essere significativo sul valore del cristianesimo nella nostra cultura. D’altra parte è tranquillamente riconosciuto anche da noti non credenti, come il filosofo francese, André Comte-Sponville, già docente della Sorbona, editorialista dei principali quotidiani francese ed auto-dichiaratosi materialista, razionalista e umanista.

Recentemente il Senato italiano ha approvato una mozione di maggioranza sulla politica europea dell’Italia, introducendo anche un emendamento della Lega con il riferimento alle radici giudaico-cristiane. A favore hanno votato Pdl, Lega e Terzo Polo, contrari Pd e Italia dei Valori. Radio Vaticana ha intervistato in proposito l’ebreo Joseph Weiler, prestigioso docente di diritto europeo alla New York University, il quale commenta: «Questa dovrebbe essere la normale amministrazione. Riflette una realtà storico-culturale che tutti conoscono: le radici della civilizzazione europea sono Atene e Gerusalemme. Quello che è strano è che ci sia qualcuno che resiste, che vuole negare, che trova scandaloso il menzionare questo. Se per esempio qualcuno avesse detto che le radici dell’Europa sono greco-romane, nessuno avrebbe fatto obbiezione perché è chiaro che è così. Nessuno avrebbe obiettato: “questo è esclusivo perché non menziona – non lo so – i persiani o gli indiani”. Quando invece si parla della tradizione giudaico-cristiana, c’è qualcuno che protesta ma, in realtà, è altrettanto normale. Si tratta di un assetto storico-culturale: questa è l’Europa. Quindi per me siamo nella normalità: ora, almeno in Italia, siamo in una posizione sana. Nessuno, né i laici, né le persone che non sono della tradizione giudaico-cristiana, deve protestare, perché questa è l’Europa».

Gli stessi fondatori dell’Europa, «De Gasperi, Adenauer – tutti credenti e cattolici – non avevano soltanto una visione economica, ma avevano anche una visione spirituale sull’ampiezza della condizione umana. Lo stesso Monnet ha detto che l’Europa non è soltanto una coalizione fra Stati ma un’unione fra uomini. L’assetto spirituale e morale dell’Europa, specialmente in un momento di crisi, è sempre più importante […]. E’ giusto menzionare le radici spirituali giudaico-cristiane ma anche ricordare che non ci sono solo quelle giudaico-cristiane, abbiamo anche preso molto da Atene e dall’illuminismo. Ma in questo momento è importante ricordare che servono la carità, la grazia: anche questo fa parte dell’assetto della civilizzazione europea».

In particolare, a livello dei diritti, ebraismo e cristianesimo le cose importanti che hanno portato sono «che il mondo in cui viviamo non è soltanto materiale, il “telos” dell’uomo non è soltanto il guadagno, il profitto personale; quindi, che dare è importante quanto prendere. Non ci sono soltanto i diritti che sono comunque molto importanti – la storia dei diritti fondamentali, i diritti dell’uomo – ma l’assetto giudaico-cristiano fa pensare anche ai doveri fondamentali dell’individuo verso la società [..]. Questo è un contributo importante del pensiero giudaico-cristiano nella nostra civilizzazione: la responsabilità degli uni verso gli altri, non soltanto il diritto, ma anche la solidarietà. In questo momento di crisi bisognerebbe pensare a quali sono i miei doveri verso gli altri, non i miei diritti verso gli altri»

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37 commenti a Il giurista ebreo Joseph Weiler: «fondamentali le radici cristiane dell’Europa»

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  1. dome ha detto

    Sono d’accordo, purtroppo non si riconosce (o si sminuisce) l’importanza culturale di Gesù.
    Vedo un Europa basata più sulle radici greco-romane (in cui la burocrazia gode) che sulle radici comuni cristiane, questo pur di negare Cristianesimo Culturale. Un Europa così impostata, rischia il tracollo perché appunto non ci sono orizzonti ben definiti (pur di negare il Cristianesimo ci si inventa una comune radice latina, che storicamente è sbagliata.
    Perché tutti i popoli europei consideravano i romani
    invasori non avevando diritti -a parte gli italici-.
    Soltanto il Cristianesimo ha stabilito l’uguaglianza e con un unificazione culturale, culminata con il
    Sacro Romano Impero) dimenticare questo passaggio significa ignorare la Storia+

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    • Enrico ha detto in risposta a dome

      Scusa ma dove studi la storia sui fumetti di Asterix?

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      • dome ha detto in risposta a Enrico

        Enrico se mi spieghi cosa ho sbagliato.

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        • Enrico ha detto in risposta a dome

          Nel rapporto fra Impero Romano e le provincie. Ti basti ricordare tre nomi S.Ambrogio S.Agostino e S.Benedetto ebbene tutti e tre erano ex funzionari imperiali provenienti tutti da provincie dell’impero. Non furono discriminati per la loro provenienza anzi riuscirono a ricoprire importanti cariche ricevendo una formazion amministrativa che riuscirono a travasare nella comunità Cristiana; secondo alcuni storici sono queste le radici cristiane dell’Europa ossia l’incontro tra la tradizione culturale romana e la grande carica umanistica del Cristianesimo. Un esempio, chi erano gli amanuensi che nei monasteri moltiplicarono le basi della conoscenza che diede vita alle università Cristiane ? Nella maggior parte dei casi gli amanuensi erano ex funzionari e quadri della macchina amministrativa romana ormai allo sbando.
          Nel bibattito sulle radici giudaico-cristiane dell’Europa gli atei negano tutta questa fase invertendo i termini del problema, anzichè riconoscere al Cristianesimo la capacità di essere riuscito ad ereditare il lascito culturale dei romani gli Atei oggi e i Pagani prima ci rimproverano per la crisi dell’impero romano.

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          • dome ha detto in risposta a Enrico

            Concordo con quanto dici. Però quando parlo di radici greco-romane riconosciute oggi dall’Europa sono prima di Costantino.
            Infatti se tu noti gli atei amano il paganesimo, così come l’illuminismo esaltava quelle radici pagane.
            L’Impero Romano post – Teodosio che unisce :Etica cristiana, Diritto romano e Ragione greca è il cuore dell’Europa ma tuttoggi non viene riconosciuto, invece l’Impero Romano che citano è pre-cristiano

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            • Enrico ha detto in risposta a dome

              Per fortuna la storia non è una raccolta di figurine, in cui posso chiudere un capitolo apponendo la parola stop. Volendo entrare nello specifico della tradizione filosofica greca secondo te perchè la filosofia si sviluppa tanto in occidente ,leggi europa, e rimane sterile in asia minore e dintorni, nonostante la presenza originaria dei filosofi greci su tutto lo scacchiere geografico ? Secondo me grazie all’opera di due grandi giganti della storia del pensiero, s.Agostino prima e s. Tommaso dopo che forniscono ai filosofi il LINGUAGIO di base che permette la crescita del patrimonio culturale dell’occidente. Per concludere una considerazione molto attuale che ci riporta ai nostri giorni. Pensi che uno di questi soldatini della Goldman Sachs sia in grado di convincere una delle migliaia di famiglie Greche a cui viene tolto il lavoro, che il tutto avvenga in nome del bene comune?

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              • dome ha detto in risposta a Enrico

                Enrico purtroppo la storia è fatta di simboli.
                L’Europa come ci appare e conforme ai canoni classici, non riconosce quella parte di umanesimo cristiano. Attorno alle ideologie si impiantano totem.
                Oggi purtroppo la corrente illuminista (radici romane, riduzionista, abortista, l’amore a disposizione del piacere) comanda e si rifa ad una tradizione pagana.

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  2. a-ateo ha detto

    chi non ha radici non ha neanche un futuro.
    Che pensatori illuministi abbiano coerentemente nelle parole e , soprattutto, nei fatti, generato l’ideale della fraternità, dell’uguaglianza e della libertà è un falso totale.
    I nomi e i cognomi di questi pensatori?

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  3. Anduril ha detto

    “le radici della civilizzazione europea sono Atene e Gerusalemme.”

    E Roma ovviamente…come disse il Papa qualche mese fa nel parlamento tedesco.

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    • nicola ha detto in risposta a Anduril

      Bravo, l’occidente è il risultato della sintesi di Atene (razionalità), Roma (il diritto) e Gerusalemme ( la visione e l’etica cristiana).
      Mi sembra, invece, ikproprio premettere all’aggettivo cristiano l’aggettivo giudaico. Il cristianesimo implica una parte del giudaismo ( quella accettata dai cristiani, ad esempio non aspettano più ilmessia) e per questa parte sarebbe un ossimoro l’espressione giudaico-cristiana.

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      • Fabrizio ha detto in risposta a nicola

        Questa sintesi dell’occidente in una triplice visione mi ricorda un pò la concezione dell’uomo prevista dal Cristianesimo: la grazia dello Spirito celeste, l’anima razionale ed il corpo di terra.

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  4. Vronskij ha detto

    Atene e Gerusalemme sono la doppia elica dell’ADN dello spirito umano.

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  5. bianca ha detto

    questo articolo e i vostri commenti sono l’esatto opposto di quanto scritto nel vangelo, che è la vostra fonte prima di ispirazione, o almeno dovrebbe esserlo!!!

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  6. Alcor vega ha detto

    Calmi ragazzi dai ognuno è giusto che esprima il suo sentire interiore rispetto all’articolo, riguardo ad esso anche io ho i mie dubbi circa l’illuminismo..

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    • Vronskij ha detto in risposta a Alcor vega

      @Alcor vega
      Illuminismo, per il quale con ragione hai dubbi, è il risultato degradato del fallimento del Rinascimento che doveva fare la sintesi complementare tra Atene e Gerusalemme. Ideologia nazifascista e comunista è un altro fallimento in continuazione dello stesso filone della doppia elica del DNA culturale, che oggi rinasce come (soltanto per dare un nome alla marmaglia postmoderna) “trasumanismo”. Il problema è che non basta aver dubbi, per altro anche la controparte ha (da loro punto di vista con ragione), devi dar da fare per fare la sintesi, se non vuoi che peggiorano le cose, come infatti è successo nella storia.

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  7. stefan@ ha detto

    A me sembra che la cultura dell’europa dal 1600 in poi e la sua storia si siano allontanatane dalle radici giudaico-cristiane, e che le radici dell’europa moderna siano in questa diversa identità. Sicuramente qui c’è chi ha molta più cultura di me che ha argomenti per contraddirmi. Ma basta guardarsi indietro, vedere come la storia di questi secoli sia la storia della fine del potere temporale della Chiesa, come si sia ridotta la sua influenza, anche solo osservare come sia scomparsa l’arte sacra, per dimostrare che è così. Non c’è da farne un dramma, è già avvenuto anche con il passaggio dalla cultura greco-romana a quella cristiana. In questi ultimi secoli le cose sono cambiate, c’è solo da prenderne atto e per lo meno tentare di guidarle per il meglio.
    Questo continuo richiamo alle radici giudaico cristiano è, nel migliore dei casi, giusto un tentativo delle chiese, cattolica ed ortodossa, e dei loro fedeli di affermare una centralità ormai persa. Che ha ancora una sua valenza in paesi come l’Italia, la Spagna, la Russia, ma che altrove è ininfluente. Dico nel migliore dei casi, perché nel peggiore è un tentativo di alzare uno steccato per respingere chi è portatore di culture diverse. Francamente sarei preoccupato a trovarmi i leghisti come alleati nell’affermazione di principi generali.
    Il richiamo alle tradizioni in una sistema legislativo servirebbe solo a creare discriminazioni, particolarmente ingiuste verso chi condivide e rispetta principi comuni. E’ giusto che si lasci perdere.

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a stefan@

      Tutto il tuo discorso è già contraddetto in partenza dal fatto che la riaffermazione delle radici cristiane sia operata da tutti, ebrei e atei citati nell’articolo, agnostici e non credenti, giuristi ed economisti ecc. Questi sono gli alleati, non certo i leghisti anche se hanno sensibilità simili alle nostre.

      Non ci interessa nulla della potenza della Chiesa, se non al massimo per una misericordia verso gli uomini. Che sia ascoltata o no a me non cambia assolutamente nulla. Oggi il Papa è l’unica autorità morale universalmente accettata, nel bene o nel male. Esiste una forma di secolarizzazione in alcune aree europee e una forte cristianizzazione in altri Continenti. Sono solo equilibri che si spostano: il cristianesimo e il cattolicesimo non è mai stato diffuso come numero e come vastità come lo è oggi.

      La riaffermazione delle radici cristiane comunque esula da tutto questo, al contrario da quanto dici. E’ soltanto un riconoscimento storico-culturale. Verrebbe richiesto anche se oggi la Chiesa contasse 100 aderenti.

      Concludendo: trovo il tuo commento fortemente fuori luogo, errato sotto tutti i punti di vista che ho citato, e molto confuso.

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      • Vronskij ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        @Fabio
        Il fatto stesso che si mettano in discussione le radici cristiane dimostra per la situazione dopo 100 anni di avanzamento continuo della secolarizzazione nella vita reale che rischia di trasformare la religione in un fenomeno folcloristico. Non si possono paragonare impatto che ha Europa (non è che sono messi meglio in America e in Russia) nelle sorti del mondo intero con la cristianizzazione della Nigeria e del Perù. Scerziamo?!

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        • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Vronskij

          Scusa non ho capito il commento…

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          • Vronskij ha detto in risposta a Fabio Moraldi

            Scusami per il mio italiano non troppo corretto, ma non so spiegarmi meglio. Posso dire in più che ho cercato di confutare la tua frase che segue:

            “Esiste una forma di secolarizzazione in alcune aree europee e una forte cristianizzazione in altri Continenti. Sono solo equilibri che si spostano: il cristianesimo e il cattolicesimo non è mai stato diffuso come numero e come vastità come lo è oggi”,

            e che la riaffermazione delle radici cristiane è qualcosa in più che un riconoscimento storico-culturale, il quale implica riconoscimenti culturali nel presente che non vano di moda.

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      • stefan@ ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Fabio, la discussione sulle radici europee non è di natura storico-culturale, è di natura politica. Così come di natura politica è l’opposizione a questo riconoscimento: non si vuole dare alle chiese un primato morale in europa, perchè di fatto non ce l’hanno più. Se il discorso forse di natura storica-culturale, che bisogno ci sarebbe di un riconoscimento legislativo? La verità storica non ha bisogno della legge per affermarsi; e d’altra parte è insensato pretendere di stabilire la verità storica per legge.

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        • lorenzo ha detto in risposta a stefan@

          “…La verità storica non ha bisogno della legge per affermarsi…”
          Menti sapendo di mentire: per te non esiste alcuna verità storica, esistono solo le verità positive.

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        • Kosmo ha detto in risposta a stefan@

          “La verità storica non ha bisogno della legge per affermarsi; e d’altra parte è insensato pretendere di stabilire la verità storica per legge.”

          Quindi secondo te le leggi che puniscono chi nega la Shoah sono inutili, vero?
          Quindi ha fatto bene la Turchia a ritirare l’ambasciatore in Francia perchè la Francia ha istituito una legge sul genocidio armeno, vero?
          Quindi sono inutili le commemorazioni di tutti gli eccidi nazisti in Italia, vero?
          Quindi quella che fanno ogni anno il 2 agosto a Bologna è solo una pantomima, vero?

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    • lorenzo ha detto in risposta a stefan@

      Da quello che hai scritto si evince che non hai la più pallida idea di cosa significhino le radici culturali.
      La cosa tragica è però che quest’ignoranza ha ormai contagiato le più alte istituzioni europee: siamo immersi fino al collo e servirebbe Ercole con la sua sesta fatica!!!

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