Ian Wilmut, il pionere della clonazione: «stop alla ricerca sulle embrionali»

Il pioniere della clonazione, Ian Wilmut, “papà” della pecora Dolly, si è dichiarato perplesso sull’opportunità di insistere nell’uso delle cellule staminali embrionali, dicendosi piuttosto favorevole a scommettere su quelle adulte. Attualmente responsabile del gruppo di Riprogrammazione cellulare del centro di Medicina rigenerativa presso l’Università di Edimburgo, Wilmut non è nuovo a clamorose marce indietro: nel 2007 annunciò il suo addio alla clonazione, dopo che era salito alla ribalta delle cronache mondiali proprio per aver fatto nascere con tale tecnica la pecora Dolly nel 1996. Definì «più accettabile socialmente ed eticamente» la tecnica messa a punto dal professore giapponese Shinya Yamanaka, che permetteva di ottenere cellule staminali senza passare dalla distruzione di embrioni, partendo da tessuti adulti.

Ora, in occasione del meeting annuale sulle cellule staminali in California, Wilmut è tornato a parlare espressamente della ricerca sulle cellule adulte come della più promettente nell’ambito delle staminali. Quella contraria alle embrionali, o meglio, quella favorevole alla ricerca sulle adulte è una posizione in forte aumento nel campo scientifico,  come abbiamo accennato in Ultimissima 24/10/11. Ma questo cambio di rotta da parte di Wilmut era decisamente inaspettato. Anche lui ha confermato che le staminali embrionali non sembrano mostrare prospettive positive a causa del rischio di sviluppare tumori, evidenziatosi dopo aver proceduto all’iniezione in animali. Si è detto inoltre favorevolmente impressionato dalla tecnica detta “programmazione diretta”, che prevede l’uso di cellule da tessuti adulti riprogrammate per usi specifici, senza dunque il sacrificio di embrioni, indicandola ai colleghi quale strada da seguire.

Lo scorso ottobre una sentenza della Corte di giustizia europea ha sancito la non brevettabilità di tecniche che prevedono l’uccisione dell’embrione, definendo nel concepimento l’inizio di una vita umana. Tuttavia l’ottavo Programma quadro sembra voler andare nella direzione di finanziare la ricerca che implica la distruzione di embrioni umani, ponendosi così in contrasto con quanto stabilito dalla Corte di Giustizia. Negli USA, con la presidenza Obama, le staminali embrionali sono divenute nuovamente oggetto di ricerche finanziate con fondi federali, dopo lo stop che Bush aveva imposto. Ma i dubbi sono aumentati, come dimostra la recente decisione della californiana Geron, importante azienda del settore delle biotecnologie, la quale ha annunciato di voler abbandonare i propri progetti riguardanti le staminali embrionali a favore di altri filoni di ricerca che fanno intravedere maggiori probabilità di successo.

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8 commenti a Ian Wilmut, il pionere della clonazione: «stop alla ricerca sulle embrionali»

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  1. a-ateo ha detto

    il papà della pecora Dolly ha un chiaro messaggio per i pecoroni ideologicamente entusiasti della sperimentazione sulle cellule embrionali, entusiasti forse perchè interessati agli interessi delle multinazionali del settore e, -last, but not least-, anche all’abbattimento di una importante barriera etica.

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  2. lorenzo ha detto

    La coppia Obama-Hillary non si smentisce:
    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-per-obama-i-gay-sono-priorit-in-politica-estera-3961.htm

    Per tornare all’argomento, mi sembrava di aver sentito, ad una conferenza sulle embrionali, che pur essendo cellule indifferenziate, hanno già le istruzioni per diventare chi capo, chi tronco, che arti…
    Ho capito male? Qualche esperto mi può illuminare?

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  3. Alessandro Giuliani ha detto

    Vedi Lorenzo,

    il punto non è nelle ‘istruzioni’ che ‘in fieri’ sono presenti sin dall’uovo fecondato, ma che per essere ‘svolte e diventare informazione’ hanno bisogno dell’influenza del microambiente ; tant’è vero che a seconda di dove verranno a trovarsi svilupperanno in un tessuto oppure in un altro, per cui la stessa ‘staminalità’ non è a ben vedere una proprietà della singola cellula ma, come si dice in sceinza, una proprietà di ‘campo’ cioè dell’interazione tra cellule ed ambiente in cui sono inserite, proprio come un campo elettromagnetico che è una modifica dello spazio a cui ‘risponde’ (ed insieme partecipa) una carica lì inserita. ecco immagina la cellula come una carica elettrica che insieme risponde-al e modifica il campo elettromagnetico in cui si trova.
    Questo però ti spiega percè non si riesce a curar nulla con le staminali embrionali, semplicemente esse sono sensibili ad ogni tipo di ‘campo’ in cui sono immesse, non hanno nessuna ‘staminalità intrinseca’ e quindi o si adeguano prontamente all’ambiente in cui sono inserite (diventando inservibili come serbatoio di nuovi tessuti rigeneranti..rispondono-al-campo) oppure, se si esagera degenerano in una forma tumorale molto aggressiva (modificano-il-campo facendogli perdere le sue caratteristiche differenziate). Te l’ho fatta
    un pò semplicistica ma le cose stanno più o meno così…

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  4. Rebecca ha detto

    Credo sia opportuno vietare le embrionali innanzitutto per la distruzione di un essere umano e poi anche perché illudono soltanto i malati e sono inapplicabili. Ma il criterio è che sopratutto eliminano un essere umano.

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  5. Sabba ha detto

    Veronesi starà impazzendo. Non solo ha rifiutato la clonazione, tanto ambita da nonno Umberto, ma anche la ricerca sulle embrionali…”sarà rimasto vittima dei preti”, dirà il buon vecchio eugenista veronesi.

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