Mentre Corrado Augias era la spia dei comunisti, la Chiesa condannava don Verzè

Gli anni passano anche per Corrado Augias, a quota 77 primavere. Sembrano così lontani i tempi in cui (nel 2009) trascriveva interi brani del biologo Wilson senza citare la fonte e facendoli passare come suoi, venendo scaricato perfino dal teologo ateo Vito Mancuso. Il quotidiano Repubblica lo ha da allora relegato a rispondere a qualche lettera arrivata in redazione.

Eppure ne ha combinate grosse ugualmente. Ad esempio ha scambiato l’esoterico e astrologo Giordano Bruno con uno dei grandi pensatori scientifici ponendolo fra i massimi geni della storia della cultura occidentale (cfr. Ultimissima 20/12/10). Per non parlare di quando ha voluto tirare fuori incredibilmente la leggenda dei “fratelli di Gesù”, oggi che è andata ormai completamente fuori moda .

In questi giorni, sempre nella veste di postino, ha risposto ad una lettera chiedendo «cosa aspetta la Chiesa a scomunicare don Luigi Verzé?».  Corradone ha puntato come al solito al Papa, citando Marcinkus e lo Ior per sottolineare come l’intervento di Benedetto XVI sia troppo lento. In realtà è proprio Ratzinger ad aver condannato Marcinkus e aver purificato la banca del Vaticano, in tempi strettissimi come hanno riconosciuto tutti ormai. Lo stesso per la questione dei preti pedofili, di fatti è stato davvero apprezzato a livello internazionale il suo duro intervento, fin dal 2005, quando -come riporta giustamente l’ottimo blog “Paparatzinger”- i media non si occupavano di questa cosa, al contrario del cardinal Ratzinger.

Tornando a Verzé, Augias omette volontariamente di dire che nel 1964 gli venne comminata dalla Curia milanese «la proibizione di esercitare il Sacro ministero», mentre nel 1973 venne sospeso a divinis dalla stessa Curia, ovvero una pena di carattere giuridico che viene comminata ai sacerdoti per mancanze ritenute molto gravi e consiste nell’interdizione a svolgere le funzioni ministeriali sacre come la Celebrazione della Messa o l’amministrazione dei Sacramenti quali la Confessione, la Comunione, il Battesimo e l’Unzione degli Infermi. Il soggetto non è più un sacerdote effettivo fino a quando non sarà stata fatta piena luce su quanto riferito. Ovviamente rimane sacerdote in quanto il sacerdozio è un sacramento e come tale non può essere cancellato.

Come fa Augias a non saperlo? Effettivamente però l’anticlericale ha un alibi di ferro, infatti proprio  tra il 1963 e il 1967 sotto il nome in codice “Donat” faceva la spia per gli agenti cecoslovacchi, ovvero collaborava con una nazione allora nemica e sottoposta alla spietata dittatura comunista, come ha rivelato Il Giornale qualche anno fa divulgando le accuse arrivate direttamente da ex membri dei servizi di sicurezza cecoslovacchi. Un giornalista d’assalto come lui solitamente dovrebbe colmare le lacune, però. Evidentemente non è così, oppure l’omissione è volontaria. Ha pienamente ragione, invece, quando accusa Verzé di avere fatto un vaniloquio paragonandosi a Gesù sulla croce.

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