Michigan (Usa): l’aborto a nascita parziale diventa illegale

Piccolo successo pro-life nel Michigan (USA) che si unisce alla grande riforma anti-abortista che ha cominciato ad invadere gli Stati Uniti negli ultimi due anni. Sia il Senato (29 a  8) che la Camera (75 a 33) hanno accolto un disegno di legge che vieta l’aborto a nascita parziale. Il Michigan si accoda così a tanti altri Stati che vietano questa atroce e raccapricciante pratica.

Come abbiamo spiegato nel nostro dossier sulle pratiche abortive, anche attraverso un video dimostrativo, questa tecnica viene utilizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’abortista, guidato dagli ultrasuoni, infila delle pinze nel canale cervicale e posiziona il feto umano con i piedi in direzione dell’uscita e la faccia rivolta in basso. Il corpo del bambino viene tirato nel canale di nascita, ma la testa, troppo grande per passare attraverso la cervice, viene lasciata all’interno. Il medico quindi inserisce delle forbici chirurgiche alla base del cranio del feto ancora vivo, praticando un foro e allargandolo con le punte, creando così un’ampia ferita nel cranio. Un aspiratore risucchia quindi il cervello e il cranio, privo del contenuto, si assottiglia fino ad uscire.

Il nuovo ddl consente che un medico che pratichi questa tecnica possa essere incriminato per due anni.

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