Corea del Nord: associazioni internazionali contro la dittatura ateo-comunista

Aprire un’inchiesta ufficiale dell’Onu sui crimini contro l’umanità che vengono commessi in Corea del Nord: è quanto chiedono oltre 40 organizzazioni che operano sul campo per i diritti umani e la legalità, diffuse a livello internazionale, riunitesi recentemente a Tokyo con l’obiettivo di formare una coalizione della società civile e avviare una campagna in tal senso, facendo pressione sulle Nazioni Unite.

La proposta coinvolge enti attivi in Asia, Europa, America Latina e Nord America, fra le quali Amnesty International, la “Federazione Internazionale per i Diritti Umani” (FIDH), Human Rights Watch (Hrw), “Open North Korea”, “International Center for Transitional Justice” (ICTJ), e tante organizzazioni di ispirazione cristiana come “Christian Solidarity Worldwide” (CSW). Queste organizzazioni mettono in rilievo la presenza di “campi di prigionia e rieducazione” diffusi in Nord Corea dove sono rinchiusi oltre 200mila cittadini nordocoreani, sottoposti a torture e a trattamenti crudeli e disumani. Moltissimi sono i prigionieri detenuti per motivi religiosi o meglio, per l’unico motivo di credere in Dio. Molti altri sono per ragioni politiche, spesso detenuti a vita, subiscono la fame e il lavoro forzato.

Mons. Peter Kang, vescovo di Cheju e Presidente della Conferenza Episcopale della Corea del Sud, vede l’iniziativa con favore e dichiara all’Agenzia Fides: «L’Onu, con la sua autorità, è l’unico organismo deputato per una indagine di tal genere. Sarebbe un gesto di carità verso il popolo nordcoreano, oppresso da un regime dittatoriale, e sarebbe l’unica possibilità e speranza di vita offerta a tutti coloro che soffrono e muoiono nei campi di prigionia al Nord. Siamo molto preoccupati per le violazioni dei diritti umani e i crimini contro il popolo nordocoreano – spiega il Vescovo – ma desideriamo tenere aperti i canali di dialogo e di aiuto umanitario per tenere viva la speranza di riconciliazione e della rinascita della fede cristiana nel Nord». Il regime dittatoriale nordcoreano è ufficialmente ateo, il 65 % della popolazione si dichiara “irreligioso” e secondo una classifica pubblicata da Open Doors, la Corea del Nord è attualmente il paese con la più grave persecuzione dei cristiani nel mondo.

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34 commenti a Corea del Nord: associazioni internazionali contro la dittatura ateo-comunista

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  1. nikon ha detto

    com è che i Cristiani sono attivi a condannare (giustamente) la corea dell’nord, mentre gli atei non dicono nulla e preferiscono prendersela con il Vaticano(per gli Atei, il vaticano sarebbe una “dittatura religiosa”)???, sopratutto se la corea dell’Nord ha campi di concentramento mentre il vaticano,NON HA campi di concentramento!!!

    gli Atei aprono bocca solo se perseguitano gli atei…
    ma se vengono perseguitati i cristiani, tutti zitti, come se niente fosse successo…

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  2. a-ateo ha detto

    posso sintetizzare un parere?
    Gli atei (Uaar, per esempio) difendono sempre, nei vari ambiti, le ragioni dei più forti a danno dei più deboli.
    Nel particolare essi non vedono perchè difendere quattro cristiani perdenti e “cretini” contro una delle massime espressioni dell’ateismo…anzi aspettano (fra mille anni, per carità… la morte del dittatore Nord Coreano per portarselo nella loro bacheca di osannati (da loro) SANTI ATEI insieme a Pol Pot, Stalin, Tito, Oxha, Mussolini, Atathurk, Castro, Mao Tse Tong eccetera, eccetera…

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  3. Riccardo ha detto

    Comunque, qualora fossero affidabili, queste statistiche non sono male: considerando quello che rischiano e visti i decenni d’indottrinamento ateista che hanno subito, infatti, mi sorprende molto vedere il 35% delle presone continua a credere in Dio

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    • Karma ha detto in risposta a Riccardo

      Affidabili? Ma non c’è nulla di affidabile laggiù. Pensa che ai Mondiali i giornalisti non potevano sapere nulla nemmeno della nazionale nordcoreana..

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  4. Riccardo ha detto

    @ Karma: Infatti sono scettico su queste statistiche, poichè penso che nessuna statistica sulle opinioni religiose, politiche, filosofiche etc in quel paese sia attendibile, ma mi limitavo ad osservare che persino questi numeri non sono poi così disastrosi

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  5. nicola ha detto

    Esistono alcuni stati in cui la vita ai cristiani è resa difficile o estremamente pericolosa se non impossibile. Sappiaamo dell’assassinio in Pakistan del ministro Batti, dell’attentato nella cattedrale di Bagdad che ha provocato decina di vittime, della proibizione di ogni attività riconducibile al cristianesimo in Arabia Saudita, ecc. In Corea del Nord sembra che tali episodi non siano avvenuti ma il governo pratica un sostanziale divieto alla pratica religiosa o all’evangelizzazione. Se il governo è ateo non ha nulla da temere da qualcosa (Dio) di cui non crede esista. Cosa teme? Teme la valenza ‘politica’ dell’attività di diffusione del vangelo. La cosa strano è che queste organizzazioni umanitarie si preoccupano della Nord Corea ma non dell’Arabia Saudita, si preoccupano della Nord Corea ma non del fatto che in Iraq dopo l’intervento degli USA è iniziata la vera persecuzione dei cristiani (Tarek Aziz era cristiano cattolico caldeo ed era vice primo ministro). Di queste situazioni le organizzazioni umanitarie non si preoccupano. Se ne conclude che l’obbiettivo delle organizzazioni umanitarie non è la libertà religiosa ma piuttosto il sistema politico della Nord Corea.
    Il governo nordcoreano ha completamente torto?

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    • Leonardo Paolo Minniti ha detto in risposta a nicola

      Faccio fatica sinceramente a capire il finale del tuo commento. Domanda inclusa. Che cosa vuoi dire?

      Sono convinto che queste associazioni inoltre si preoccupino di tutte le situazioni drammatiche nel mondo e non solo in Corea del Nord, dove comunque la situazione dei cristiani è la più grave.

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      • Piero ha detto in risposta a Leonardo Paolo Minniti

        Faccio fatica sinceramente a capire il finale del tuo commento.
        Solo tu? 😉

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      • nicola ha detto in risposta a Leonardo Paolo Minniti

        Semplice, queste organizzazioni fanno politica: sono espressione dell’occidente e del suo punto di vista.
        E poi ci si chiede: chi le finanzia?, quale scopo hanno?, come mai sono a conoscenza di particolari non di pubblico dominio? …

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        • Annalisa ha detto in risposta a nicola

          Nicola, ma ci sei o ci fai? In Corea del Nord tali episodi non sono avvenuti? E i “campi di prigionia e rieducazione” secondo te che cosa sono, Club Méditerranée? Inoltre un governo cha ha come ideologia di base l’ateismo militante non può tollerare l’esistenza dei credenti, altro che valenza politica dell’evangelizzazione! Ma quella parolina, “rieducazione”, non ti dice proprio niente? Non ti fa davvero venire in mente i laogai maoisti, i lager sovietici, i campi di sterminio nazisti? Quindi ti dispiacerebbe lasciare perdere le dietrologie fantapolitiche e rispondere a una semplice domanda: come consideri il governo nordcoreano, democratico e rispettoso dei diritti umani oppure no?

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          • nicola ha detto in risposta a Annalisa

            Non puoi mettere sullo stesso piano ‘rieducazione’ e ‘stragi’ con minaccia continua di vita.
            Poi la parola ‘rieducazione’ chi l’ha coniata? Che significa? Come mai alcuni riescono a riportare notizie denigratorie da un paese tanto chiuso?
            La realtà è che alcuni paesi sono fuori dal coro guidato da chi finora ha sfruttato in vari modi i popoli e il pianeta. Uno di questi è la Corea del Nord, col suo orgoglio, la sua dignità, i suoi eroi.

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            • Charlemagne ha detto in risposta a nicola

              I cristiani in Corea saranno anche ipercontrollati ma mi risulta che esista una chiesa nazionale sul modello cinese. In arabia saudita, giusto per fare un esempio, la situazione è decisamente peggiore.

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            • Annalisa ha detto in risposta a nicola

              Bene Nicola, dopo questa non-risposta è chiaro che “ci fai”. Poi quel tuo attaccarti alla parolina “rieducazione”, fingendo di non sapere cosa sia la rieduzazione per i maoisti è un escamotage truffaldino buono per far ridere i polli. Come si fa a riportare notizie da un paese così chiuso? Semplice ci pensano i missionari a rischio della loro vita.
              Replica a questo adesso: da Asianews: “…In tema di diritti umani negati dal regime comunista di Pyongyang è esemplare la testimonianza di un profugo nato e cresciuto nei campi di concentramento nord-coreani, fuggito in Cina e rifugiatosi in Corea del Sud. Shin Dong Hyuk, attivista che oggi si batte per la democrazia e la libertà nel Nord, ha raccontato l’esperienza vissuta in un volume intitolato “Evasione verso il mondo esterno”. Shin, nato nel 1982, descrive la vita e le regole brutali che vigono all’interno del Campo di lavoro 14 a Kaechon, nella provincia meridionale di Pyongan. Egli è il primo caso conosciuto in occidente di cittadino nord-coreano fuggito dai campi di lavoro: durante la detenzione Shin ha assistito all’assassinio della madre e del fratello, perché colpevoli di aver tentato la fuga. Egli è stato sottoposto a torture di ogni genere e il solo momento di tenerezza che ricorda è la condivisione di un pasto con un prigioniero più anziano, che gli ha offerto parte del suo cibo. “Ora tutto ciò che desidero – racconta Shin – è una vita normale, come quella degli altri cittadini sud-coreani”. Il sogno? “Sposarmi e avere dei figli”.
              e ora rispondi alla domanda che ti ho fatto: come consideri il governo nordcoreano, democratico e ripettoso dei diritti umani oppure no?

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              • Annalisa ha detto in risposta a Annalisa

                X Carlomagno: contrapporre a uno stato canaglia (Corea del Nord) un altro stato canaglia (Arabia Saudita) non fornisce alcuna giustificazione al primo. Comunque se ti interessa sapere che cosa penso de”Arabia Saudita, ti accontento subito. Considero l’AS uno stato totalitario, irrispettoso dei diritti umani e finanziatore del terrorismo islamico. Come vedi io non ho alcuna remora nei miei giudizi, perché non ho alcuna ideologia da difendere. A mer interessa la realtà.

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        • Leonardo Paolo Minniti ha detto in risposta a nicola

          Hai una visione un po’ complottista…

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    • gabriele ha detto in risposta a nicola

      beh, è vero: in arabia saudita è vetato persino vendere Bibbia, negli EAU i cristiani sono in pratica degli schiavi
      ci sono siti che chiedono la costruzione di una cattedrale a la Mecca

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    • Ricacrdo ha detto in risposta a nicola

      http://www.porteaperteitalia.org/index.php?id=10,524,0,0,1,0

      Veramente di questi stati Open Doors se ne occupa eccome!

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    • Carlo Mes ha detto in risposta a nicola

      Non credo sia necessario fare una “classifica” degli stati illiberali per sapere da quale cominciare. Di sicuro la Corea del Nord non e’ l’unico Stato al mondo (purtroppo) latitante in materia di diritti umani ma non capisco dove sia il problema: mi sembra una questione di lana caprina. L’importante e’ cominciare.
      Il discorso non e’ la liberta’ religiosa in Corea ma il complesso dei diritti umani in quello Stato al cui interno vi e’ – ovviamente – anche la mancanza di diritti religiosi.
      Definire Amnesty Internation un organizzazione politica mi sembra un pochino eccessivo.

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    • J.B. ha detto in risposta a Ricacrdo

      Vorrei condividerne una parte:

      “Dopo la guerra, il nuovo leader Kim Il-Sung introdusse la personale filosofia “Juche”, più comunemente “filosofia dell’autosufficienza”, “un’ideologia comunista e nazionalista” sviluppata dal leader, che ruota attorno alla figura di Kim Il Sung prima e, successivamente, di suo figlio Kim Jong Il. Un’ideologia difficilmente conciliabile con quella cristiana. Le autorità temono che il Cristianesimo possa far crollare il regime.

      Oggi nella capitale ci sono tre chiese “fantoccio”, ma anche molti credenti nascosti (200-400.000 credenti si stima). Migliaia (probabilmente alcune decine di migliaia) di credenti sono rinchiusi in campi di lavoro forzato. Nonostante la persecuzione, il numero dei credenti sta continuando a crescere. Un testimone afferma che il governo si è prefissato come bersaglio di abbattere, per le prossime tre generazioni, i gruppi e le persone religiose. I rifugiati nordcoreani dichiarano che tuttora se un credente viene sorpreso pregando o organizzando incontri religiosi, viene mandato in un campo di lavoro forzato. “

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    • Alessandra ha detto in risposta a Charlemagne

      La verità è che in Corea del Nord nessuno sa veramente cosa accada. Quello è un gulag a cielo aperto. Le uniche notizie trapelando da fuoriusciti . Asianews ne dà notizia. Alcuni di questi sono stato uccisi in Cina con metodi da KGB (aghi avvelenati).

      Ora, dato che oggettivamente la Corea del Nord non è “interessante” dal punto di vista strategico (ci si “preoccupa” solo quando ogni tanto spara un missile contro qlc nave della Corea del Sud) quello che accade al suo interno è ininfluente.

      C’è poco da fare. E’ così.

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      • Piero ha detto in risposta a Alessandra

        la Corea del Nord non è “interessante” dal punto di vista strategico

        Piu’ precisamente, la Korea del Nord e’ “protetta”, e’ uno stato “vassallo” della Cina, che tiene per le p**..ehm… per l’economia gli USA (il suo debito) e ormai anche noi. Quindi qualsiasi azione e’ limitata dai capricci del gigante asiatico.
        Adesso e’ piu’ che mai attuale la frase “L’Occidente ci vendera’ pure la corda con la quale lo impiccheremo
        Un qualsiasi altro paese che commette continue aggressioni ai suoi vicini che altrove sarebbero considerate atto di guerra e che minaccia l’uso di una forza nucleare (Korea del Sud e Giappone) sarebbe spazzato via in un deserto nucleare in 30 secondi.

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