Il filosofo Richard Schröder contro gli argomenti di Richard Dawkins

Brutto momento per Richard Dawkins, l’anti-teista militante più famoso di oggi. Recentemente è stato fortemente criticato e accusato di “codardia” per essersi rifiutato di discutere con un dotto teologo americano, William Lane Craig, considerato un “mangia-atei-a-colazione” (rivelatosi tale nel confronto con Christopher Hitchens), privilegiando troppo spesso soggetti di minor profilo (cfr. The Telegraph 30/5/11). Contestazioni e ironie sono piovute da ogni dove, e, in particolare, da New Statesman, rivista politica britannica di sinistra, che gli ha dedicato un articolo dal titolo “Perché Dawkins delude”, dove vi si trova scritto che: «è regolarmente riconosciuto che i “nuovi atei”, come Dawkins, non siano intellettualmente eccezionali» e che «non c’è mai stato un argomento filosofico molto convincente per la non esistenza di Dio».

Anche Il Sole 24 ore, importante quotidiano italiano, ha dato spazio ad una critica verso Dawkins, pubblicando la recensione di mons. Ravasi ad un nuovo libro che, ancora una volta, confuta ogni argomentazione presente nel best-seller dello scienziato britannico intitolato “The God Delusion“. L’autore di questo nuovo volume, dal titolo “Liquidazione della religione? Il fanatismo scientifico e le sue conseguenze (Queriniana 2011) è Richard Schröder, filosofo, teologo, giudice costituzionale del Brandeburgo, presidente del senato della Deutsche nationalforschung di Weimar, membro del Consiglio nazionale di etica e dell’Accademia delle scienze di Berlino, insignito di vari premi e lauree honoris causa e infine docente alla Humboldt-Universität di Berlino.

Sul quotidiano italiano si legge che Schröder «non ne perdona una allo scienziato inglese, a partire dalla tradizionale accusa scagliata contro la religione, di essere fonte inesausta di crociate, cacce alle streghe, eccidi, persecuzioni, anche perché egli stesso ha provato sulla sua pelle la poco piacevole esperienza di anni vissuti sotto un regime sostanzialmente ateo com’era la Ddr, i cui miti erano allora Stalin, Mao, Pol Pot e compagni. Ma il suo attacco a Dawkins, il cui testo è vagliato impietosamente riga per riga, va ben oltre questo terreno piuttosto estrinseco e punta alla tesi di fondo», cioè alla strumentalizzazione della teoria evolutiva (che diventa “evoluzionismo”) usata «come una clava per sbeffeggiare e demolire ogni religione o forse per propugnarne un’altra, quella dell’ateismo, perché egli esplicitamente afferma di voler “convertire” il suo lettore all’ateismo». Dawkins vorrebbe spiegare tutto ciò che esiste con la selezione naturale, che -citando lo studioso tedesco- è come se «uno ti conducesse in una galleria di quadri e ti dichiarasse: “posso spiegarti brevemente tutti questi quadri, essi sono tutti quanti fatti di atomi! E così avremmo finalmente capito tutto». L’analisi di Schröder è «serrata e argomentata e prende di mira una serie di corollari elaborati da Dawkins». Il quotidiano concorda con la critica del filosofo tedesco, sostenendo che «Dawkins ha spesso di mira il discutibilissimo creazionismo americano ma paradossalmente ne adotta l’ermeneutica fondamentalista».

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19 commenti a Il filosofo Richard Schröder contro gli argomenti di Richard Dawkins

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  1. Roberto Reggi ha detto

    Ciao, volevo segnalare che l’articolo dell’inserto del Sole è di Ravasi, anche se il sito non lo cita. Credo sarebbe bene aggiungerlo qui

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  2. Mandi ha detto

    Ciccio Dawkins delude? Ma se è così divertente!!???

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  3. Carlo ha detto

    Scommetto che Dawkins si rifiuterà di rispondere, preferendo partecipare ad un dibattito contro un creazionista protestante americano. 🙂

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    • Jack ha detto in risposta a Carlo

      Oppure con pierpippa odifreddi…che poi è equivalente al confrontarsi con un fondamentalista religioso.

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  4. stefan@ ha detto

    Quando si riporta una citazione bisogna essere onesti. L’articolo da New Statesman riporta: “non c’è mai stato un argomento filosofico molto convincente per la non esistenza di Dio. Non ce n’è bisogno”.

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    • Raffa ha detto in risposta a stefan@

      Ah scusa, e dove sta la differenza? Mi sembra inoltre che tutti i giorni si tenti di fornirne…alla faccia del non esserci bisogno. L’onestà sta anche nel fornire il link dove poter verificare? Oppure è da disonesti anche questo? Critiche al contenuto ne hai oppure tenti solo di screditare la fonte?

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      • stefan@ ha detto in risposta a Raffa

        Di difendere Dawkins “non me ne può fregar di meno”. Mi ha colpito un’altra affermazione nell’articolo di News Statesman “An atheist is like the lion running for its dinner – victory is desirable but not crucial. Theists need better arguments – like the gazelle running for its life – because they need to, as the default setting of our society is now atheist, or at the very least agnostic”.

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        • Flavio ha detto in risposta a stefan@

          Che poi è ciò che continua a ripeterci il Papa…, almeno sulla seconda parte. Non c’è alcun argomento da proporre se non la nostra stessa vita.

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        • Sabbia ha detto in risposta a stefan@

          Mah, molto discutibile. L’ateo è un leone e il credente una gazzella che deve trovare nuovi argomenti per non farsi mangiare? Quanti di noi sentono corrispondente questa descrizione? Che l’ateo abbia voglia di mangiarsi il credente è appurato, ma che il credente abbia bisogno di nuovi argomenti è sbagliato. Il discorso giusto non ha mai interessato a nessuno, io stesso non mi sono convertito per un discorso. Occorre fare un’esperienza e la società è sempre più lontana da Dio perché è sempre meno libera.

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  5. Piero B. ha detto

    Conoscete i monologhi su youtube di Pat Condell, l’amico comico di Dawkins? E’ uno degli atei più garosi che ho visto.

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  6. maxvaldarchi ha detto

    Sono alle prese con il testo “L’illusione di Dio”, mi sembra un testo debole che si basa sostanzialmente su un assurdo dogma: la selezione naturale. Se questo è l’apice del pensiero ateo stanno messi proprio maluccio.

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  7. Aleister Crowley ha detto

    «è regolarmente riconosciuto che i “nuovi atei”, come Dawkins, non siano intellettualmente eccezionali» e che «non c’è mai stato un argomento filosofico molto convincente per la non esistenza di Dio».
    Be’ noi siamo orgogliosi di avere Odifreddi.
    Inoltre il nostro ha pure ricevuto due riconoscimenti accademici a livello nazionale (asino d’oro).
    Siamo allineati con il resto dell’Europa, segno del declino del pensiero europeo?.

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  8. Secondo me, la singola vita umana senza Dio, equivale a una nave senza bussola. 😡 🙂 😀

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