Nottingham University: «pillola giorno dopo aumenta diffusione malattie sessuali»

Offrire la pillola del giorno gratuitamente ha ridotto minimamente il numero di gravidanze in età adolescenziale e può essere associato ad un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili (IST). Lo dichiarano alcuni esperti dell’Università di Nottingham e la notizia è ripresa dai più importanti siti di divulgazione scientifica, come Sciencedaily. David Paton e Sourafel Girma hanno utilizzato i dati delle autorità sanitarie per studiare l’impatto che l’introduzione dei regimi governativi per il controllo delle nascite come, -per l’appunto- la diffusione gratuita della “pillola del giorno dopo”, hanno avuto sui tassi di concepimento e la diagnosi delle malattie sessualmente trasmissibili tra i minori di 18 anni. Le loro scoperte mostrano che, in media, nelle aree operative in cui sono state fornite precauzioni anticoncezionali, si è verificato un aumento complessivo del 5% del tasso di malattie sessualmente trasmissibili tra le adolescenti (il 12% sotto i 16 anni).  La principale strategia del governo per invertire il fenomeno delle adolescenze adolescenziali, è stata quella di dare libero accesso alla contraccezione d’emergenza alle ragazze con un età inferiore ai 16 anni. Ma ora questa ricerca ha sentenziato il fallimento di questa politica. Già nel 2007 era emerso uno studio che dimostrava alcuna significativa diminuzione delle gravidanze indesiderate o dei tassi di aborto. I ricercatori della Nottingham University ipotizzano che la diffusione della contraccezione d’emergenza porti gli adolescenti ad aumentare il comportamento sessuale rischioso. Concludono quindi i ricercatori: «Il nostro studio mostra come gli interventi pubblici a volte possano portare a errate conseguenze non intenzionali. Il fatto che le gravidanze e la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili aumentino nelle zone con regimi di controllo delle nascite, sollevano interrogativi sul fatto se questi sistemi rappresentino il miglior uso del denaro pubblico». Nuova prova quindi che il problema delle gravidanze tra gli adolescenti, come quello della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, hanno bisogno essenzialmente di un’educazione morale e non prevalentemente tecnica, come da anni sta continuando a ripetere la Chiesa. In Italia la notizia è ripresa dall’AGI.

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27 commenti a Nottingham University: «pillola giorno dopo aumenta diffusione malattie sessuali»

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  1. EnricoBai ha detto

    Strano…il Papa ha sempre ragione….com’è che la storia e la scienza siano sempre così alleate della fede?

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    • viator ha detto in risposta a EnricoBai

      Quali sono gli argomenti dove sono alleate?
      è curiosità, non provocazione.

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      • Mandi ha detto in risposta a viator

        Ti rigiro la domanda…dove non sono alleate?

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        • viator ha detto in risposta a Mandi

          IO veramente non so ne l’una ne l’altra, tu hai iniziato quindi potresti darmi una mano.

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          • Roberto Arrati ha detto in risposta a viator

            Credo che si volesse intendere che sia la storicità del cristiaensimo, sia i punti dolenti della storia della chiesa sono stati tutti confermati i primi e revisionati i secondi. Sulla scienza, io sono biologo, non l’alleanza si potrebbe definire con “nessuna inconciliabilità”, oppure si può leggere l’evoluzione o la cosmologia -come tanti fanno- come conferme della fede cristiana. Ma qui si entra in territorio ovviamente extra-scientifico.

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  2. Davide ha detto

    Questa pillola non e’ anticoncezionale (come la pillola di progesterone – ormone femminile) da quello che scrivono sul sito del movimento della vita e’ abortiva, cioe’ impedisce all’embrione di annidarsi nell’utero materno.

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  3. Mandi ha detto

    Quindi, riassumendo, tutti i promotori della pillola…chissà quanti infetti hanno sulla coscienza…

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    • viator ha detto in risposta a Mandi

      la pillola non difende dalle infezioni, quello è il preservativo.
      bisognerebbe vedere cosa succede con il preservativo free.
      il sito dice che dove la pillola era a pagamento l’aumento di infezioni non c’è stato.

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      • Lucy ha detto in risposta a viator

        Ah fammi capire….quindi Carcano ti ha insegnato che se il preservativo lo fai pagare allora funziona, mentre se lo regali non funziona più…ma voi atei mica non credavate alla magia?

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        • viator ha detto in risposta a Lucy

          uno non può dire una cosa contraria che subito viene tacciato di razionalismo e roba varia?

          ” ti ha insegnato che se il preservativo lo fai pagare allora funziona”
          mi sai dire dove l’ho scritto?

          io ho semplicemente citato la fonte:
          ” dall’analisi dei dati e’ emerso che i tassi di gravidanza nelle adolescenti under 16 sono state gli stessi in tutti i 140 enti, a prescindere dalla loro politica sulla pillola del giorno dopo. Tuttavia, i tassi di malattie sessualmete trasmesse sono risultati significativamente piu’ alti laddove le ragazze avevano a disposizione il farmaco gratuitamente”

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          • Lucy ha detto in risposta a viator

            Partendo dal fatto che regalando i preservativi, questi siano diffusi più velocemente e in quei casi l’infezione non è certo diminuita…allora è sciocco pensare che facendolo pagare si possa risolvere la questione. Ma che discorso stiamo facendo???

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    • Elia ha detto in risposta a Mandi

      La pillola del giorno dopo serve a prevenire gravidanze indesisderate. Il profilattico è lo strumento principe per il controllo della trasmissione di malattie veneree. L’educazione sui comportamenti a rischio e per il corretto uso dei mezzi forniti dalla scienza medica è fondamentale.
      Pertanto direi che se c’è qualcuno che può avere delle infezioni sulla coscienza è chi osteggia da un lato la diffusione del profilattico e dall’altro della sempre necessaria educazione sessuale.

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      • Roberto Arrati ha detto in risposta a Elia

        @Elia: per farti capire quanto tu sia fuori dal mondo, e come te quelli che sono imbevuti delle notizie filtrate che vi arrivano dalle vostre associazioni razionaliste o radicali, vorrei farti leggere quello che dicono non gli scienziati (che ti è già stato dimostrato che hanno certificato che l’uso del preservativo AUMENTA il contagio perché spinge ad avere comportamenti sbagliati e pericolosi) quello che dicono le DONNE AFRICANE. Cioè quelle a cui tu e i vostri amici vorreste rovesciare in testa scatoloni di condom colorati.
        “Parla Rose Busingye, infermiera ugandese: così l’Uganda sta vincendo la lotta all’Aids senza preservativi. “Chi pensa di salvare l’Africa con i preservativi è fuori dal mondo”: leggi con moltissima attenzione senza farti vedere dai tuoi capi razionalisti e dalla Bernardini, mi raccomando!!! : http://www.ilfoglio.it/soloqui/2059

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        • Elia ha detto in risposta a Roberto Arrati

          Un argomento per categorie grossolane dimostra pochezza di sostanza. “Quello che dicono gli scienziati
          Quali? Chi? Quanti? A nome di chi?
          L’uso del preservativo “aumenterebbe il rischio di contagio”. Per chi ed in quali circostanze? Detto da chi e sulla base di quali statistiche e studi?
          Credi che questa sia una posizione condivisa diciamo dalla maggioranza degli epidemiologi? Allora ti chiedo di sobbarcarti l’onere di fornire la prova, visto che la nozione comune è che sia vero l’opposto e che l’opinione massimamente prevalente nella comunità medica sia che la diffusione e l’educazione all’uso del profilattico ed in generale l’educazione sessuale siano le armi più importanti nella lotta all’AIDS ed altre gravi malattie.
          Stessa cosa vale per l’altra categoria grossolana: “quello che dicono le DONNE AFRICANE”. Ho letto con piacere il pezzo, e purtuttavia si tratta della visione di una persona – encomiabile per i suoi sforzi ed il suo lavoro, ma la cui lettura della realtà in oggetto è dichiaratamente formata dalla sua impostazione religiosa – e dell’esperienza di uno stato che ha dato massima importanza all’educazione sui comportamenti sessuali a rischio e contemporaneamente ha educato all’uso del profilattico.

          Infine una nota “di stile” che potrai fare tua oppure no a tua discrezione:
          “quelli come te imbevuti di notizie filtrate…”
          “tu e i vostri amici vorreste…”
          “senza farti vedere dai tuoi capi razionalisti…”
          Ascrivere di principio un interlocutore ad una categoria di massima, e successivamente dargli del plagiato, dell’ignorante o dell’intellettualmente pavido. Processare presunte intenzioni ed insinuare scarsa libertà di coscienza, il tutto senza conoscere chi ti sta di fronte. Direi che nessuno di questi comportamenti è raccomandabile per una discussione che voglia essere civile, specie in un sito che utilizza aggettivi come “razionali”.

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          • Roberto Arrati ha detto in risposta a Elia

            Uno studio svolto dalla United States Agency for International Development, ha preso in esame le variabili associate all’incidenza dell’Hiv in Benin, Camerun, Kenya e Zambia: gli unici fattori associati a una minore incidenza dell’Hiv sono il minor numero di partner (fedeltà), un debutto sessuale meno precoce (astinenza) e la circoncisione maschile. Non rientrano, invece, tra i fattori lo status socio-economico e l’uso del preservativo. In Sudafrica ad esempio, ci si è concentrati soprattutto sulla promozione massiccia del preservativo,il quale ha portato ad un aumento della dffusione dei rapporti multipli, mantenendo i tassi di infezione a un livello di “incidenza allarmante”. Lo stesso nello Zambia, in Kenya e Malawi. Il condom può ben essere la “tecnica” più efficace nella riduzione dei rischi di infezione, ammettono gli autori, ma non è certo la misura di prevenzione più efficace (http://www.uccronline.it/2010/07/05/gli-scienziati-laids-si-vince-con-la-fedelta-di-coppia-non-con-il-preservativo/)

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          • Roberto Arrati ha detto in risposta a Elia

            Se ci si basa sull’opinione media, vorrei farti leggere la lettera del dott. Nathanson, il quale spiega come funzionino le tecniche dei media: http://www.religionenlibertad.com/articulo.asp?idarticulo=14046
            L’opinione dell’infermiera credo sia fondamentale. Oltre ad essere impegnata in Uganda, l’unico paese africano dove l’AIDS è stata veramente combattuta e SENZA preservativi (e tutti gli altri pieni di preservativi?) è un’infermiera quindi a diretto contatto con il problema. Ma non è solo questo, ma gestisce anche un’associazione numerosissima di donne malate di AIDS. Che sia mossa da sentimenti religiosi non cambia nulla, anche Mendel lo era eppure se oggi parliamo di genetica lo dobbiamo a lui. Ho trovato su Youtube un incontro a cui ha partecipato assieme ad altri esperti, se hai la voglia di guardarlo credo sia molto importante: http://www.youtube.com/watch?v=Xri4kwick88 Mi sembra sciocco giocare al sommare i punti di vista per avere un punto di vista unico. Stiamo parlando -lo ripeto- dell’unico Paese africano in cui l’AIDS si sta sconfiggendo. Credo ci voglia una speciale apertura di ragione per comprenderne la portata…e sono stati i media a dircelo (a proposito del discorso iniziale).

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            • Elia ha detto in risposta a Roberto Arrati

              Non ho letto il libro citato nell’articolo e purtroppo non viene linkato il materiale statistico da cui i due autori traggono le loro conclusioni, ma vorrei far notare come
              1) nè in Uganda nè negli altri stati africani secondo tale testo – per quantto posso leggere dall’articolo linkato – la diffusione del profilattico viene considerata negativa o deteriore dal punto di vista epidemiologico. Semmai insufficiente di per sè, perché sottostante ad una corretta educazione sessuale sia su comportamenti che su tecniche. Il che non mi pare sia messo in dubbio tra i sostentitori della diffusione del profilattico. In aggiunta, non è fattualmente vero che in Uganda l’AIDS sia stato combattuto senza l’utilizzo dei profilattici, neanche secondo gli articoli che linki.
              2) stante che una persona può essere educata a comportarsi in maniera da ridurre o eliminare i rischi medici tramite una scelta di stile di vita, tale scelta è propria ed individuale e rimane il problema di educare e dare gli strumenti per vivere scelte diverse in maniera il più possibile sana e rispettosa degli altri. Nel caso specifico: non tutti gli individui mirano in tutti i periodi della loro vita ad una relazione monogama o all’astinenza sessuale: questo è un dato di fatto irrinunciabile. Se il profilattico come dicono gli stessi autori è la tecnica più efficace nel ridurre i rischi di infezione, allora non vi è giustificazione a non educare al suo uso quando necessario e nel modo corretto e a favorirne la disponibilità.
              3) Il problema del consenso scientifico non si riduce citando lavori dissenzienti e stabilendo che ogni voce di una persona singolarmente qualificata porta necessariamente lo stesso peso ad una discussione. Singole persone fenomenalmente preparate possono prendere delle notevoli cantonate o lasciare che le proprie personali inclinazioni interferiscano con i propri giudizi tecnici. Il meccanismo della comunità scientifica serve a permettere una peer review da molti punti di vista proprio per smussare tali problemi individuali. Pertanto tutte le voci vanno ascoltate e tutte le tesi verificate, ma senza dimenticare quanto giusto peso di esperienza, lavoro e controllo sia insito nelle tesi attualmente “mainstream”.

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              • Roberto Arrati ha detto in risposta a Elia

                La razionalità è un dono che Dio ha fatto all’uomo (non potendo emergere da dinamiche casuali ovviamente). Definirsi “cattolici razionali” è solo provocatorio verso chi vorrebbe l’esclusività della razionalità. L’uomo di per sé è razionale.

                Elia, per parlare di questo argomento dobbiamo stabilire da quali punti partire altrimenti viaggiamo su due linee separate. Non so che lavoro tu faccia ma sono un ricercatore quindi conosco benissimo come funziona il mondo scientifico e non è corretto quanto dici (o almeno è assolutamente teorico e astratto).

                1) In Uganda in pochi anni gli infetti sono calati del 14,6%. Come? Astinenza, fedeltà al partner e in casi eccezionali il preservativo (quindi il metodo ABC, accolto anche dal Papa). La chiesa si scaglia contro chi vorrebbe puntare solo sulla “C”, deresponsabilizzando così la sessualità (guarda ad esempio: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-11-21/santa-sede-profilattivo-nessuna-155801.shtml?uuid=AY91xdlC).

                2) Quello di cui parlo io è che l’impostazione della chiesa non è solo giusta moralmente ma anche fattivamente. Infatti seguendo questo modello l’infezione si abbassa. Non solo, ma nello stesso metodo ABC, A (astinenza) B (fedeltà) sono più efficaci del C (condom): http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:TFPewek7CpIJ:www.medicinaepersona.org/resources/argomento/N11b64c2baab68a0b824/N11b64c2baab68a0b824/la_fedelt__di_coppia.pdf+aids+fedelt%C3%A0&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESjnfiHPko_cvOXOj2eJhiEfFPrscZSYcoz8kMzrQVF0fW6_dk_e6eEh75U9Af34m1DN0cIfh8Bwt0DG8Sxes9Nq4JTtuFcS1M6t_K8pKI3880SIFvahaMTW6pKaOd_Ph680STEp&sig=AHIEtbQl9Uhlcut0bQiv2Z5spkwqhPmS6g

                3) C’è anche chi è più radicale del Papa, come l’antropologo della medicina Edward Green, docente ad Harvard, il quale dice: «Diffondevo contraccentivi in Africa. Oggi dico che SOLO la fedeltà coniugale batterà l’Aids». Un’intervista a Tempi: http://www.lucisullest.it /dett_news.php?id=5274 Credo spieghi con coraggio cosa ci sia dietro la promozione del condom e i motivi delle lobby che lo promuovono. Ma non solo lui: http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:HWEX8f4B6j0J:www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa200904/090411anatrellaecc.pdf+benedetto+xvi+preservativo+educazione&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESjXDekgTR21dNu9fElVmJ4-_qxnUe3NVk6-R9FEEDkEWk_fcU3sI8DqBZwnFhRuxfjMeynF47WR14yqwaUAeGX6I2POqD41niSAi8J6bl9FXqsBkSrjl3gkriFMF7-bYBhEhNzR&sig=AHIEtbSPjzC9avc3wYDx05wIhPhKMstRyA

                4) In Uganda si dice: “Chi ha una vita sessuale ordinata non rischia di prendere l’Hiv”, conferma l’infermiera a stretto contatto gli infetti in Uganda. Inoltre negli Stati a maggioranza cattolica, l’infezione è ancora di più diminuita: http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=171

                5) Le parole di quell’infermiera (africana, non so nemmeno se è cristiana) sono di grande riflessione: “Non abbiamo neanche le lenzuola, i letti, l’acqua. E pensano di salvarci con i preservativi! Qua tutti sanno che Benedetto XVI ci vuole bene, non abbiamo dubbi. I dubbi piuttosto ce li abbiamo su chi ci manda i preservativi invece dell’aspirina. Ammettano che sono loro gli sconfitti invece di volere salvare noi. Forse pensano che non lo capiamo, ma anche noi africani abbiamo il cervello, sappiamo usare la ragione”.

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                • Elia ha detto in risposta a Roberto Arrati

                  Potrei contestarti diversi punti, ma la discussione rischia di disperdersi in mille rivoli.
                  Rimanendo focalizzati: il tutto è iniziato quando ho contestato che la diffusione della pillola del giorno dopo facesse avere malattia e morte sulla coscienza, ma che semmai si dovrebbe preoccupare chi a) osteggia gli strumenti tecnici come i profilattici e b) osteggia l’educazione sessuale che deve sempre accompagnarsi.
                  Siamo d’accordo che l’educazione ed istruzione devono venire prima di tutto, perché poi le persone possano fare scelte _informate_ per se e per gli altri. Dove differiamo è che io non credo che queste scelte si esauriscano nell’astinenza e nella fedeltà monogama con un partner notoriamente sano.
                  Scelte altrettanto rispettabili e sensate che derivano dall’educazione sono l’evitare rapporti non protetti con partner di cui non si conosce lo stato di salute, il preoccuparsi dell’efficacia del condom date le sue condizioni di uso e conservazione, il preoccuparsi del genere di attività sessuali che si praticano in relazione alla trasmissibilità delle malattie.
                  Tutte cose che io spero vengano insegnate e.g. in Uganda, ma che prescindono da un contesto di castità extraconiugale o di relazione sessuale monogama.

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                  • Roberto Arrati ha detto in risposta a Elia

                    Sei ancora in errore caro Elia…avendo ignorato tutto il materiale che ti ho proposto ti concentri su discorsi già risolti. Si deve partire dal fatto che astinenza e fedeltà sono i metodi più efficaci di abbattere l’aids, dimostrato questo da ricerche socio/scientifiche e da casi come Uganda, Zimbawe ecc..). L’uso del condom e della pillola senza i primi due sembrano addirittura aumentare l’infezione poiché, illusi di essere protetti, ci si spinge a comportamenti sessuali ad alto continuando a proporre il condom come unica soluzione (nonostante non ci siano risultati), la chiesa (che è coinvolta più di tutti in Africa a curare queste persone) chiede invece di basarsi sull’esperienza e dare precedenza all’educazione sessuale rispetto che al condom. Evidentemente questo viene letto come un ostacolo al suo utilizzo ma in realtà è una scelta di preferenza (anche se scelgo di sposare una donna si discriminano le altre).
                    Fare sesso senza conoscere lo stato di salute -come ipotizzi tu- (condom si o condom no) significa non essere fedeli al proprio partner e quindi aumentare il rischio di infezione. Sicuramente verrà insegnato ad usare il preservativo (se leggi l’intervista all’infermiera ne parla…anche se usarlo in Africa è molto difficile..ma lo leggerai tu), ma non come metodo principale. E infatti ha funzionato.

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                    • Elia ha detto in risposta a Roberto Arrati

                      Il materiale non l’ho ignorato, ma io ti chiedevo di difendere delle tue posizioni ben precise. Non sono interessato qui a parlare del mio concetto di razionalità, chiaramente diverso dal tuo, o della moralità dell’uso del profilattico o del concetto cattolico della sessualità umana o della posizione del papa. Chiedevo di rimanere sul problema medico.

                      Caso in esame: qualcuno dichiara che chi sostiene la pillola anticoncezionale causa un aumento delle infezioni.
                      Io ribadisco che le infezioni si combattono con profilattici+educazione.
                      Tu entri dicendo (quoto letteralmente) che (gli scienziati) … “hanno certificato che l’uso del preservativo AUMENTA il contagio perché spinge ad avere comportamenti sbagliati e pericolosi”.
                      Io chiedo quali scienziati, quali studi, quale statistica. Tu porti un paio di voci a favore dell’importanza dell’educazione -che nessuno contesta- ed il caso Uganda dove pare si siano avuti ottimi risultati puntando molto sull’educazione e non solo sui profilattici.
                      Tutto bene, ma questo non supporta il tuo punto, perché nel commento citato tu non hai sostenuto profilattico+educazione, hai sostenuto che l’uso diffuso del profilattico aumenta l’incidenza delle infezioni. Il caso Uganda sarebbe dalla tua parte se loro avessero scelto di non utilizzare affatto il profilattico, e ne avessero avuto un beneficio, ma così non è.
                      Di nuovo, volevi sottolineare che il profilattico deve essere accompagnato dall’educazione? D’accordo. Il che non toglie che a parità di tutte le altre condizioni una vita sessuale responsabile ed informata (in generale, non necessariamente monogama) è più sicura con l’uso del profilattico che senza.

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                    • Roberto Arrati ha detto in risposta a Elia

                      Invece credo che tu oltre ad averlo ignorato abbia perso dei pezzi della discussione (effettivamente siamo andati spesso fuori tema e mi fa piacere che mi induci a rientrarvi). La fonte per la mia citazione è presa da uno dei più recenti studii della United States Agency for International Development, basati sullo studio dell’infezione in Benin, Camerun, Kenya e Zambia. Gli unici fattori associati a una minore incidenza dell’Hiv sono il minor numero di partner (fedeltà), un debutto sessuale meno precoce (astinenza) e la circoncisione maschile. Non rientrano tra i fattori lo status socio-economico e l’uso del preservativo. In Sudafrica ci si è concentrati soprattutto sulla promozione massiccia del preservativo,il quale ha portato ad un aumento della dffusione dei rapporti multipli, mantenendo i tassi di infezione a un livello di “incidenza allarmante”. Lo stesso nello Zambia, in Kenya e Malawi. Il motivo? Il preservativo incoraggia un numero significativo di persone ad intraprendere i rapporti sessuali multipli e questo aumenta le probabilità di infezione. Conclusione: nei Paesi in cui l’infezione si è ridotta non è stato merito del preservativo. Nei Paesi in cui il tasso di infezione è rimasto tale o è aumentato è colpa del preservativo. Questo si scontra con la tua visione del problema. Il metodo ABC funziona se, come dice il Papa, ci si concentra su A e B, mentre il C è utile solo in casi eccezionali e all’interno della stessa coppia. Continuare a spingere sul C equiparandolo all’efficacia di A e B non fa altro che mantenere il problema infezioni così com’è. Anzi addirittura aumentarlo. Nei casi in cui il tasso di infezione è sceso l’uso del preservativo NON solo non è stato efficace quanto A e B, ma è addirittura risultato inutile, anzi ha aggravato il problema. La recensione di questo (e altri) studio la si trova ad esempio qui: http://www.zenit.org/article-23072?l=italian

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                • paolo ha detto in risposta a Roberto Arrati

                  voglio saperne di più. mi puoi dire dove hai letto che il Papa ha accolto il metodo ABC?

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                  • Roberto Arrati ha detto in risposta a paolo

                    Guarda…intenet è una fonte di informazioni e le parole del Papa sono riportate ovunque. Ho già messo dei link dove se ne parla.

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  4. Enrico da Bergamo ha detto

    Succede cosi si dice fallo pure con chi vuoi quando vuoi e come vuoi tanto anche se resti incinta prendi la pillola abortiva, altra faccia della medaglia si prendono malattie.

    Si pensa che la scienza possa coprire tutti i nostri comportamenti irresponsabili la scienza non protegge da noi stessi.

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    • Davide ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

      Il problema reale del preservativo (e del perche’ non ha grande successo), dando pene al pene e vino al vino, come si suole dire, e’ che trombare con il preservativo e’ BRUTTO!!!!!.
      Lui chi e’??? dovevo incontrarmi con te ???.
      E io sono un normalissimo, banale, maschio Latino.
      Tu vorresti imporre a MANDINGO di farlo incappucciato ???, ma per favore.
      I maratoneti kenioti alla maratona di Roma correvano scalzi, proponigli pure il paio di Nike piu’ belle del mondo, tu senti cosa ti rispondono.
      E’ evidente che l’unica soluzione al problema e’ la fedelta’ di coppia.
      Far l’amore e’ un momento bellissimo, se ci frapponi un corpo estraneo alla coppia e’ comunque una cosa brutta, una forzatura, un fastidio.

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      • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Davide

        Nel caso delle scarpe se uno sponsor paga accettano di correre con le calzature e fanno bene.

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