Bernard Nathanson, super abortista ateo e poi paladino pro-life cattolico

Parlavamo qualche giorno fa di una conversione incredibile, quella di Jane Roe la donna atea e lesbica che portò la legalizzazione dell’aborto in America e che oggi è invece un’attivista pro-life cattolica (cfr. Ultimissima 21/2/11). Ma non è certo l’unica storia di tale eccezionalità.

È purtroppo scomparso questa settimana, all’età di quasi 85 anni, Bernard Nathanson, il medico americano campione dell’aborto (si era vantato di essere stato responsabile, diretto o indiretto, di 75mila aborti), membro fondatore della National Association for the Repeal of Abortion Laws (“Associazione Nazionale per l’Abrogazione delle Leggi sull’Aborto”, oggi NARAL Pro-Choice America) e direttore del Center for Reproductive and Sexual Health (“Centro per la Salute Riproduttiva e Sessuale”), la più grande clinica di aborti di New York. Protagonista in seguito di una clamorosa, famosa conversione che lo ha portato sul versante opposto, alla cultura della vita e al cattolicesimo.

Rentemente uno dei suoi libri, scritto trent’anni fa, è riuscito ad arrivare anche in Italia (Aborting America, Amici per la Vita 2010). Marco Respinti su La Bussola Quotidiana lo descrive come un ateo professo e alfiere della rivoluzione sessuale degli anni Sessanta, al cui cuore si rivelò presto esservi proprio la controcultura abortista. Fu tra chi fece di più per costruire l’atmosfera in cui maturò la legalizzazione dell’aborto americano (costata circa 50 milioni di vite umane). Gonfiò enormemente (lo confesserà con schiettezza anni dopo) le cifre dell’aborto clandestino, utili a creare la psicosi della “liberazione” necessaria. Ma nel 1973 cominciò a nutrire i primi dubbi, propiziati nientemeno che dalle nuove tecnologie (come gli ultrasuoni) in grado di mostrare per la prima volta a lui e a milioni di altre persone la realtà di un feto autentico nel grembo della madre carico di tutte le atroci sofferenze provocate da quella morte assurdamente procurata. Nathanson cominciò una straordinaria trasformazione abbandonando il castello di menzogne e di false certezze su cui fino a quel momento si era retta la sua offensiva ideologica. Non praticò più alcun aborto e gradualmente divenne un testimone d’eccezione a favore del diritto alla vita. Si convertì infine al cattolicesimo, battezzandosi nel 1996 e divenendo un leader della battaglia pro-life.

Nell’edizione italiana del libro citato, la prefazione è affidata a Nicola Natale, ostretico-ginecologo e Carlo Casini, europarlamentare dell’Udc già leader del movimento per la Vita. «Secondo me il valore di questo libro – spiega Casini – è che autorevolmente, perché queste vicende l’autore le ha vissute personalmente, smaschera i meccanismi menzogneri con i quali si difende il diritto di aborto. Ribadisce inoltre la forza del fatto che il concepito è un essere umano e quindi uno di noi, e quindi una persona. Lui ci è arrivato a partire dal suo ateismo, dal suo rigore scientifico e questo per noi è di singolare interesse». In un altro suo celebre libro, “La mano di Dio”, raccontò il proprio percorso dalla Morte alla Vita, scientifico ed interiore. Egli scriverà: «Sono arrivato alle mie conclusioni dopo sei anni di auto investigazione sulla scorta di una filosofia umanistica estratta dai dati biologici moderni e non da una credenza religiosa». Celebre è quel suo documentario (1984), riproposto in parte qui sotto, che sconvolse lui per primo e poi il mondo intero. Si intitola “L’urlo silenzioso”, in cui l’aborto in diretta appare qual è in tutta la sua mostruosità. Nel filmato si può vedere come il bambino si ritrae dallo strumento che l’abortirà e spalanca la bocca come per emettere un grido (potete vedere un video più completo qui: prima parte, seconda parte).

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