Stati Uniti: cresce la partecipazione alle funzioni religiose

Secondo l’impotante agenzia di sondaggi Gallup, la presenza dei fedeli nella chiese americane è aumentata nel corso degli ultimi due anni. Negli avanzatissimi Stati Uniti (dove 9 persone su 10 crede in Dio, cfr. Ultimissima 25/10/10), gli ultimi sondaggi rilevano che il 43,1 % degli americani frequenta le funzioni religiose ogni settimana o quasi ogni settimana, rispetto al 42,1 % del 2008. Anche se si tratta di un piccolo aumento, Gallup ha sottolineato che è «statisticamente significativo», considerando che i dati si basano su più di 800.000 interviste raccolte tra febbraio 2008 e maggio 2010. L’11% degli americani si reca in Chiesa solo una volta al mese, il 25 % lo fa “raramente” e il 20%, così come nel 2008, non lo fa “mai”. E’ vero che l’intervistatore si riferisce a “chiese, sinagoghe e moschee”, ma ricordiamo che l’81% dei credenti negli Stati Uniti è cristiano, l’1,4% è ebreo e lo 0,6% è musulmano (cfr. Wikipedia). Possiamo vedere gli indici qui sotto.

La religione non è legata a questioni economiche. Un altro dato che emerge dai sondaggi è che l’aumento di “praticanti” non è legato a questioni economiche. Qualcuno infatti vorrebbe spiegare l’aumento di religiosità legandolo alle crescenti difficoltà economiche. Invece i sondaggisti hanno rilevato che «L’aumento di partecipazione alla Chiesa è accompagnato da una fiducia nell’economica americana», suggerendo che quando i tempi economici vanno male, si verifica più spesso un fenomeno opposto. «Questi dati -dichiarano i sondaggisti- fanno ben poco per sostenere direttamente la teoria che le persone cerchino il conforto della religione, come misurato dalla partecipazione alle funzioni religiose quando i tempi economici erano più duri». Qui sotto la frequenza di partecipazione alle funzioni religiose è paragonata all’indice economico.

Crescita costante nei prossimi anni. L’ultimo dato interessante che traspare è il fatto che i giovani aumentino la frequenza alle celebrezioni in Chiesa parallelamente al progredire della maturazione della persona. Per questo il Gallup, a causa del cosiddetto “inverno demografico” prevede che l’aumento di praticanti cresca costantemente nei prossimi anni.

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16 commenti a Stati Uniti: cresce la partecipazione alle funzioni religiose

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  1. Baucibauci ha detto

    Ah, gli Stati Uniti!

    Patria di grande fede religiosa e culla della scienza moderna e del successo tecnologico…chiese piene di gente, anche nei campus universitari. Altro che l’Italietta anticlericale!

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    • Darwinista ha detto in risposta a Baucibauci

      A questo non ci avevo mai pensato…com’è possibile sostenere che gli scienziati siano in maggioranza atei quando in america più dell’80% è religioso. Che gli scienziati siano tutti in quel 10%…credo che neanche quel frustrato di odifreddi oserebbe sostenere tanto

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      • fabrizio privato ha detto in risposta a Darwinista

        Non a caso secondo la ricerca di Oxford tra gli scienziati il 50% crede in Dio e ha una religione, il 20% crede in Dio senza religione, il 30% è ateo di cui 15% è convinto che tra fede e scienza non esista contraddizione, il 15% crede che vi sia contraddizione. Gli amici di odifreddi non vanno oltre il 15%.

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        • J.S ha detto in risposta a fabrizio privato

          Non è proprio così Fabrizio , io comprai quel libro visto che ne avevate fatto pubblicità sul vecchio sito, ci sono delle cose da dire.

          1°Non è fatto da Oxford ma dalla Oxford university press, praticamente la stampa Oxford ma i sondaggi non li ha fatti una studiosa di Oxford, con questo non voglio dire che è sbagliato era solo per specificare.

          2°La copertina è una truffa colossale , basta aprire il libro per vedere che i credenti sono il 30% gli atei verso il 15% e il resto tutti agnostici.
          La maggioranza degli agnostici a atei si ritiene comunque una persona “spirituale” e non è contro la religione, quelli contrari alla religione sono meno degli atei, gli scienziati contrari alla religione sono al livello dell’uaar, c’era uno scienziato intervistato che diceva di aver insegnato sin da piccolo al proprio figlio ad odiare i credenti e se ne vantava.

          3°Il libro attraverso interviste fa comprendere come è la situazione nei campus , praticamente stanno aumentando i giovani che sono più religiosi dei propri colleghi anziani, e fa comprendere il mobbing che sono costretti a subire i credenti, gli viene vietato in modo subdolo l’avanzamento accademico, e i credenti molto spesso fingono di essere atei o non parlano di religione per evitare ripercussioni.

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    • fabrizio privato ha detto in risposta a Baucibauci

      USA: grande scienza, grande tecnologia, grande fede nel Signore….senza distinzioni tra destra e sinistra. Tutti credenti…che meraviglia….

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  2. LucaPavani ha detto

    Notate che i “post-laurea” che frequentano la chiesa sono il 44%…bisognerebbe capire se sono solo coloro che ci vanno settimanalmente oppure bisogna aggiungere quelli che la frequentano saltuarialmente. L’america è sempre più avanti con le tendenze, no?

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  3. DaniloTosi ha detto

    Ottimo articolo, non c’è che dire. Complimenti anche per il bellissimo sito.

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  4. Matteo ha detto

    Che bella notizia!!! Non ci resta che attendere qualcosa di positivo anche dai paesi europei “religiosi” come Spagna e Italia che ultimamente hanno registrato un aumento di atei e agnostici (soprattutto agnostici).

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  5. zapatero ha detto

    l’italia sembra un covo di atei in confronto:)

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  6. francesco ha detto

    Per curiosità qualcuno sa in Italia quali sono le percentuali di partecipanti alla Messa?

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  7. Matteo ha detto

    *si sentono in minoranza

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