Femminista contro ateismo moderno: troppa aggressività quindi poche donne

Sul National Times è apparso un articolo di Sarah McKenzie, scrittrice freelance e femminista. La donna se la prende con le religioni: credenti e atei. Ricorda come nella preghiera ebraica ortodossa gli uomini ringraziano Dio per non averli fatti nascere donne e come moltissime musulmane vengano quotidianamente maltrattate e umiliate. Infine cita il presunto posto di minor rilievo che le donne hanno nella Chiesa Cattolica. La scrittrice femminista passa poi alla religione atea e rivela il motivo per cui non ci siano donne atee di rilievo: il laicismo moderno è intimidatorio e aggressivo. Una donna, dice la McKenzie, «che osa essere aggressiva è spesso etichettata come arpia isterica. Non è degna di essere ascoltata e impossibile da prendere sul serio. Non mi stupisco che alle donne appaia riluttante dichiararsi atee militanti». Ma ormai il buon vecchio ateismo teorico e drammatico si è estinto e dobbiamo fare i conti con i suoi infervorati rimasugli. Per la femminista, sarebbe il caso di «promuovere un lato diverso di ateismo, che non sia rabbioso ma guardi avanti con speranza. Forse c’è spazio per un tipo di ateismo che non sia anti-religioso, ma guardi al problema di come vivere, di come trovare significato e come porre fine alla sofferenza». Infine la scrittrice ricorda anche che «molti atti di violenza contro le donne nella storia sono stati perpetrati anche da non credenti».

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